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venerdì 29 settembre 2023

La mela, il fico...e la pesca!

 


C’è una “cosa” (scusatemi il linguaggio vago) che viene trasmesso in Tv o pubblicato in Rete e che per qualche motivo ha qualcosa di anomalo (per la realizzazione, per il contenuto o per l’ ideazione).

L’anomalia deve colpire qualche aspetto della società, magari collegato a qualche tabu ancestrale: sesso, religione, famiglia, sangue o morte…

La “cosa” deve colpire per il linguaggio, per la lunghezza dello stesso, per l’uso anomalo degli stilemi comunicativi, per la distorsione per iperbole per eccesso o per difetto.

Non deve mancare, per dare pepe, qualche aspetto provocatorio e divisivo.

Si butta la “cosa” nell’etere nei canali più adeguati. 

Si shakera, magari la si insaporisce un po’ con qualche commento farlocco ad arte.

Si aspetta che il pubblico si senta provocato e intervenga per dire la sua.

Si eccita il Guelfo e il Ghibellino perché prenda posizione.

Anche se il Ghibellino se ne starebbe calmo e tranquillo, al primo attacco del Guelfo, indosserà l’usbergo e impugnerà il ferro.

La “cosa” si gonfia come la panna e viene rimbalzata dalla Rete ai giornali, dai giornali alla pubblica opinione e dalla pubblica opinione alla Rete con l’effetto dello specchio di barberia che moltiplica le immagini e le sensazioni di piacere e di disgusto.

Ed ecco che la mela (o il fico) di Eva che viene divorato avidamente da tutti, volenti o nolenti, perché tutti si sentano “come Dio”, padroni del bene e del male.

Ah, può essere una mela o una pesca, eh!

domenica 25 febbraio 2018

Segare il ramo su cui si sta. Genitori e docenti nella scuola ( "C'eravamo tanto a(r)mati")

Nella polemica riguardante il rapporto conflittuale tra insegnanti e genitori, è vero, non si devono esasperare i toni. 
Per quanto mi riguarda, facendo una statistica spannometrica, il 98% dei genitori è costituito da persone con cui io posso parlare e dialogare piacevolmente, anche quando non siamo del tutto d'accordo. 
Diciamo, però, che c'è un 2% del campione che, senza alcuna remora, e non sto parlando dell'oggi, avrei mandato all'Inferno, ovviamente se fossi stato Dio e non lo ero, nelle parti ime, quelle che spettano ai traditori dei benefattori (insomma, nella bocca di Lucifero). 
Quel che non coglie l'opinione pubblica è che quel 2% attossica il nostro lavoro al 70% cento. Quando un genitore di tal fatta si affaccia in Sala Professori, è un terrorista della peggior specie, poiché non solo mina in modo sottile l'autostima di chi sta lavorando senza un reale e visibile riconoscimento sociale e economico ( ... con la conseguenza del disagio, e il fenomeno del "Burn out" nella Scuola è ampiamente sottostimato), ma sta contribuendo alla propria rovina, inducendo il suo pulcinotto, che non è sempre così innocente come lui crede, ad alzare il livello del conflitto, come si può vedere negli ultimi episodi di aggressione al corpo, in senso fisico e non metaforico, docente e, dopo non molto tempo, genitoriale.
Chi ha voluto i genitori partecipi del processo educativo anche all'interno delle aule scolastiche (in sé e per sé idea bellissima e sanissima), dovrebbe però fare i conti ora, addebitando senza sconti a chi di dovere il fallimento dell'impresa, ma, temo, che la colpa ricadrà, more solito, sul capro espiatorio più incapace di difendersi: la scuola. E la famiglia disfunzionale ballerà e canterà d'estate per morire di fame d'inverno. arz62

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