sabato 6 settembre 2014

La doppia morale gesuitica in salsa leghista

La notizia è questa: http://www.repubblica.it/cronaca/2014/09/06/news/salvini_fermarsi_all_alt_un_obbligo-95130280/?rss

Il rispetto della legge a capocchia: a seconda della latitudine o delle convenienze...

venerdì 8 agosto 2014

"Sveglia!" Sull'arte di persuadere urlando.

Perdonatemi questa piccola e oziosissima riflessione linguistica (per quel che vale, visto che parlo da un pulpito ipogeo).
Ricorre frequentemente nei siti e nei discorsi complottisti, in quelli apertamente razzisti, nelle varie controstorie (di destra, di sinistra e di centro, non importa), l'invocazione a svegliarsi.
Come uno squillo di tromba lo “Sveglia!” dei desti risuona per richiamare i dormienti ad una consapevolezza, fino al momento dell'urlo obnubilata dalla propaganda di stato, dai poteri forti, dai grandi e dai piccoli fratelli che si occupano di nascondere quello che con un minimo di impegno e di intelligenza è evidente e lapalissiano all'orbe terracqueo.
Un po' di buona volontà, suvvia, “svegliatevi!”, armatevi e partite per raggiungere le/ la verità che è/ sono lì a portata di mano: basta leggere qualche libro e consultare qualche sito, che cosa vi costa?
Quando sento qualcuno proferire l'odioso imperativo che ormai assumein molti sempre di più la forma di un tic linguistico, ammetto di essere dominato da un istinto pavloviano: mi rendo immediatamente conto, anche se la consapevolezza, se così si può chiamare, è raggiunta più per via inconscia che razionale, di avere a che fare con un ingenuo ... e tendo ad assopirmi.
Non giova in me la spontanea associazione con la nota rivista dei Testimoni di Geova “Svegliatevi!”  (e mi scuso anticipatamente con loro per averli presi ad esempio; agli amanti di fantascienza ricorderà un libro di Philip Dick...)
Trovo (abbastanza) comprensibile l'atteggiamento del fedele che almeno si ispira ai  libri sacri (l'evangelizzazione è un suo dovere istituzionale), molto meno quello del laico che non ne dovrebbe avere o , meglio, ne dovrebbe avere almeno un migliaio , ma mai uno o poco più.
Ecco , invece, uomini di poche letture (o, più spesso, di letture molto eterogenee), parlare con il sacro fuoco della verità davanti ai loro occhi che, da quel che mi sembra, li acceca e li rende meno credibili di quanto pensino di essere. La foga che in genere li agita non giova poi alla persuasione del prossimo.
Vorrebbero illuminare il mondo, ma abbacinati dall'aver raggiunto quello che è negato ai più rischiano di diventare, nel migliore dei casi, Cassandre destinate ad essere inascoltate e vilipese o, nel peggiore, ciechi invasati che tentano di guidare monocoli riottosi. Noi.

arz ©

sabato 2 agosto 2014

La difficile disciplina dell'arrampicata sugli specchi.

Come volevasi dimostrare.
Perché non ammettere di aver sbagliato? Non sarebbe stato un comportamento più da adulti ( e da Senatori)?
La colpa, invece, è di qualcun altro o peggio del correttore ortografico.
Tanto per essere imparziali, anche Saviano c'era cascato e non aveva fatto una figura migliore dei Leghisti ( la foglia di fico era che anche Pirandello e Landolfi scrivevano "qual'è").
Non si impicca nessuno per un errore, siamo d'accordo, ma illudere gli altri che l'errore non c'è non è forse colpa ancor più grave?
arz©


venerdì 1 agosto 2014

Rettifica

Erano dodici e i cartelli incriminati sono tre.
Poi non mi è chiaro il senso del messaggio... Qual è (la) merce di scambio? Quale merce di scambio (c'è)?
Poi, per essere pignoli, su un altro cartello, si afferma che il voto appartiene al popolo.
Per quanto ne so ( ma non sono un costituzionalista), la sovranità appartiene al popolo.
 Il voto, all'interno del parlamento in una democrazia indiretta come la nostra, spetta ai Deputati e ai Senatori. Si sta parlando forse del voto per l'elezione di Deputati e Senatori?
Probabilmente sì, ma non si poteva essere un po' più chiari?







Prima l'ABC, poi l'ABC della Democrazia

Undici persone undici, se non conto male, due cartelli due con lo strafalcione.
E' possibile che nessuno di loro se ne sia accorto? Insomma, tra compagni di classe ci si dovrebbe aiutare!
Per i giustificazionisti ad oltranza: si tratta di Senatori, non di brufolosi adolescenti  ;-(

martedì 29 luglio 2014

Tavecchio, il calcio, le banane, le entrate a gamba tesa e gli scivoloni...


Io, francamente, fino a pochi giorni fa non sapevo chi fosse Tavecchio; non mi interesso di calcio da un bel po' e , sinceramente, mi interessa assai poco pure la questione relativa ai candidati alla presidenza della FIGC.
Pare che il suddetto abbia anche qualche lieve trascorso con la giustizia, ma non è qui il punto ( non abbiamo qualcuno che sta or ora modificando la Costituzione ed è un pregiudicato?).
Perché me ne occupo, allora? Per pure questioni linguistiche, ovviamente!
Tavecchio sembra ( e le mie fonti sono le mie come le vostre) che abbia detto:

"L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree" .

Il fatto che utilizzi “Opti Poba” invece di “Bingo Bongo” potrebbe persino deporre a suo favore per la fantasia dimostrata.
Ovviamente Tavecchio viene inchiodato alle sue responsabilità per la frase successiva che non lascia alcun dubbio sull'atteggiamento del candidato presidente: parlare di banane lo mette in linea con la più becera espressione del leghismo nostrano che , pur se sdoganato in parlamento e, ahimè, in Europa, rimane intimamente razzista ( ovviamente Salvini lo nega ogni piè sospinto, ma si sa che non è fine parlare male degli argomenti sgradevoli che alimentano e alimenteranno, però, la sopravvivenza del suo partito).
Il tutto rimanda inequivocabilmente al peggior razzismo coloniale, che prevede una civiltà eletta contrapposta alla schiera dei selvaggi che dovrebbero perlomeno, nel nome del progresso, cambiare la loro dieta troppo ricca di potassio.
Pochi , pochissimi, si sono accorti di ciò che Tavecchio ha detto dopo e che lo colloca tra i razzisti biologici della peggior specie ( ...anche se tendo a credere che più che un ragionamento dietro alle sue parole ci sia una contaminazione irrazionale dovuta all'eccessiva esposizione ai discorsi da bar e al linguaggio da “Quarto impero” dominante in questi anni).
E' vero che le banane sono , come dire?, più pittoresche ed evocative di altro, ma pensare di richiedere il “pedigree” a un giocatore è ancor peggio: equivale a classificare un giocatore di calcio extracomunitario alla stessa stregua di un cane o di un cavallo di razza...
Mica ha pensato all'albero genealogico Tavecchio! Giammai!
Per i giocatori ( che sono il corrispettivo dei cani e dei cavalli per la nobiltà di un tempo dedita alla caccia: animali utili e “nobili”, ma pur sempre animali) ci vuole il “pedigree”.
Perché di animali bastardi ( e, sia chiaro che sto seguendo il perverso percorso "logico" del signore...) il calcio italiano non ha bisogno...

Vedete poi voi , solo basandosi sulle sue parole, se l'affidare o meno il carrozzone miliardario del calcio italiano a personaggi di tale caratura sia opportuno o meno.
arz ©

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