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venerdì 16 agosto 2019

Capitan Findus e il fascino della coerenza.


Se c'è un fascino in Capitan Findus, è il fatto che è rozzo e primitivo; si presenta, secondo la formula di Umberto Eco utilizzata per studiare il fenomeno di Mike Bongiorno, non al di sopra del proprio interlocutore, ma o come lui o persino peggiore di lui. 
E' il motivo per cui scatta il meccanismo di identificazione. 
Ma il fascino della coerenza che molti dei suoi sostenitori vedono in lui è un'illusione ottica.
Il Capitano voleva spaccare l'Italia in due, non ha protestato quando qualcuno ha pensato bene di pulirsi il sedere con il simbolo della Patria, ha sputato (e continua a sputare) sull'antifascismo che sta alla base della nostra Repubblica e della nostra Costituzione.
Ora che è sovranista e la bandierina sventola su tutti i profili twitter amici, il suo passato sembra non esistere.
Se è stato coerente, lo è stato nella criminalizzazione dei migranti e delle ONG.
Stop.
E infatti su quello batte perché altre coerenze di pensiero non ci sono state.
E' un'ossessione? No, a mio avviso: è lo scoglio su cui si aggrappa con il doppio strato di Vinavil, mentre il resto del Paese affonda.

venerdì 19 aprile 2019

La manipolazione dell'informazione e la canalizzazione dell'odio al tempo di Facciabucco


Lo facciamo tutti. Lo faccio anch'io. Mi arriva un'immagine, vedo qualcosa che mi colpisce, colgo che c'è del giusto da qualche parte e in vago e lo condivido.
Purtroppo, però, i manipolatori ci sanno fare.
Per veicolare messaggi di un certo tipo, bisogna essere un po' astuti, un po' subdoli.
Ecco, l'immagine in questione che mi ha mosso le budella è questa.


Che pensate? Non vi fanno pena dei bambini in evidente stato di denutrizione.
Il bianco e nero non è a caso. Sopra svetta Notre Dame. A colori e prima dell'incendio (N.B. Non dopo).
Il verme, scusate l'associazione spiacevole, sono i bambini, l'amo è Notre Dame.
Per chi non lo sapesse, dopo il devastante incendio della Cattedrale, si sono raccolti molti soldi.
In poco tempo e tanti.
Il messaggio sotteso è questo: come si possano raggranellare tanti soldi per una chiesa e non si riesca a far fronte alla fame del Mondo è un vero mistero.
Ecco il mio piccolo esperimento mediatico.
Ecco una manipolazione della stessa fotografia.

Se si volesse fare la guerra allo Champagne, si dovrebbe fare così per convertire tutti al Prosecco.
Non ho scelto altre fotografie (perché protette da Copyright) che sarebbero state sicuramente più efficaci: giovani russi neocapitalisti che pasteggiano a champagne con ragazze in costume e senza, ricchi signori in frack che addentano sugnosi cibi di lusso, tavolate pantagrueliche di cibo, con caviale e aragoste a gogò e così via.

Fuor di metafora: un tempo, la contrapposizione era tra un mondo ricco e sprecone e un mondo povero e affamato, ora, come si evince dalla fotografia originale, la canalizzazione della riprovazione (e dell'odio sociale) si ha nei confronti di chi “spreca” il denaro non per gli affaracci propri, ma per la difesa delle opere d'arte.
Con chi se la deve prendere il popoluccio secondo l'intento degli astutissimi manipolatori? 
Con gli intellettuali fighetti e radical chic che hanno a cuore Notre Dame o con i ricchi epuloni che si chiudono nei loro recinti per evitare che le masse dei poveracci rovinino loro la festa? 
Con le ONG che salvano i poverazzi dall'annegamento o con i Capitani coraggiosi che chiudono festosi i porti quando c'è la pace e li aprono solo quando c'è la guerra?
Secondo voi? 
arz62

venerdì 1 febbraio 2019

Capitan Findus, proseguimento di una banale analisi linguistica: l'effetto blur spargimerda.


Mi scuso per il titolo del post, ma, quando ci vuole, ci vuole.
Sto cercando, non nel ruolo di fine docente di linguistica (non lo sono), ma di sfaccendato umorista (obbligato agli arresti domiciliari per ragioni di salute), di dipanare quei nodi del linguaggio che, quando si ingroppano, tendono i denti del pettine e i nervi del sottoscritto.
Per dipanar lo gliuommero ci vuol pazienza; e in questo momento, in quanto paziente, ne ho, per la prima volta in vita mia, a iosa.
Che cosa non va nel linguaggio del nostro Capitano? Nulla dal punto di vista dell'efficacia, molto dal punto di vista etico-morale, specialmente sugli effetti a lungo termine nel pensiero delle persone comuni.
Insomma, Salvini, come altri politici (non è l'unico), non sta contribuendo all'ecologia della mente e del linguaggio, ma, buttando spazzatura nella testa delle casalinghe di Voghera, si dimostra un Capitano poco attento al bene del suo equipaggio e dei suoi passeggeri.
In uno degli ultimi discorsi, prima dell'invocazione dell'immunità parlamentare, quando il tono era “duro e puro”, dopo aver parlato di “barche, barchini e barconi” (v. il post precedente), il discorso continuava così: “ [...]di scafisti, trafficanti , mafiosi o amici di tizio o ONG olandesi o tedesche in Italia non sbarcano nessuno. Sì, sì, sì. Lo rivendico, lo confesso, lo ammetto: ho bloccato la procedura di sbarco dei migranti. [...]”
Oltre all'uso finale della ripetizione e del climax che ho già sottolineato (tra l'altro la voce del triplo “Sì”, se avrete accesso al filmato, ha connotazioni veramente infantili, e leggermente inquietanti...e non è un caso a mio avviso), quel che mi interessa è la parte iniziale.
Lasciamo perdere l'anacoluto ("non sbarcano nessuno") che ci sta nella foga dell'oratore intento a leggere e sottolineare con l'evidenziatore giallo le parti del documento del Tribunale di Catania, ma veramente irritante è l'accostamento per asindeto di persone che hanno obiettivi del tutto diversi e che sono accomunate solo dal fatto che si occupano di migrazione.
Accostare mafiosi e ONG, al di là delle considerazioni critiche che si possono legittimamente porre sul loro operato, è a tutti gli effetti una vigliaccata della peggior specie.
Criminalizzare “Medici senza frontiere”, “Emergency” ed altre ONG (ovviamente “straniere” per statuto, anche se le loro sedi sono in Italia) e relegarle nel linguaggio rivolto al proprio elettorato nel campo semantico dell'illegalità è un'operazione spargimerda che inquina in profondità i pozzi della comunicazione politica.
L'effetto è quello delle foto per gli sposi, al contrario: sapete quell'alone che con Photoshop nasconde i difetti e conferisce alla fotografia effetti da sogno romantico?
Ecco, l'effetto blur spargimerda di Salvini ha l'effetto opposto, conferendo all'immagine della realtà un connotato da incubo, dove il più “buonista” dei buoni su questo atomo di male che è il Mondo è disposto a uccidere la propria madre e a buttarla nel pozzo, dove i buoni non esistono: esistono solo i buonisti e/o i falsi buonisti.
Poi ci sono loro: i falsi falsi buonisti, se volete perdere il filo del gomitolo e del buon senso e immergervi nella Babele del linguaggio politico di questi giorni.
arz©
Il filmato: Corriere dell'Umbria


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