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sabato 11 giugno 2022

Indietro, popolo!


 Proporre ai Sindacati aumenti salariali al di sotto dell’inflazione reale significa scaricare sulle spalle di chi paga le tasse (per forza, va bene) lo stato di crisi.

Di patrimoniale non si parla poiché il sacro dogma liberista vuole che lo Stato intervenga poco sulle questioncelle che riguardano i ricchi, mentre, sempre dai teorici della manina magica, lo Stato può far strame degli stipendi dei dipendenti pubblici e privati.

Insomma Stato forte con i deboli, Stato debole con i forti.

Con la Grecia erano stati più chiari, da noi si opera secondo il criterio della rana bollita a poco a poco.

venerdì 25 ottobre 2019

Le Prigioni dorate del Capitalismo. Saggio di letteratura fantastica realista.


Il Capitalismo ha promesso più ricchezza per tutti. Fintanto che c'era qualche nemico, ha distribuito il denaro per non scontentare i più, evitando, come diceva Bacone che paragonava il denaro al letame, di cumularlo troppo per evitare che puzzasse tanto: lo ha, per un certo periodo e in piccola parte, distribuito per fertilizzare il terreno dei meno fortunati e creare consenso per convincere i riottosi che il sistema funzionava bene.
Ora che il nemico è morto, il Capitalismo promette ricchezza a pochi e precarietà e povertà a chi non è in grado di entrare nell'esclusivo club dei ricchi.
Gioca col fuoco, però: basta un Garibaldi/Joker qualunque perché salti il tappo e le plebi, compresa la borghesia proletarizzata, scenda in piazza e invada i palazzi. 
E magari massacri qualcuno: il ricco, il campiere, il prete e il figlio del notaio.
Certo, ci sarà sempre a disposizione un Nino Bixio, con la Forza al suo fianco e la Giustizia al seguito, per neutralizzare il pericolo. 
Basta osservare quel che sta succedendo in Cile che da sempre è stata la nave scuola delle Dittature per conto terzi.
Ma agire così non è molto piacevole: il fumo dei fumogeni darà fastidio ai privilegiati, quando vorranno godersi il cocktail in pieno centro. 
Potranno, è vero, sempre nascondersi nelle loro belle villone fuori mano, ma, a pensarci bene, saranno costretti a vivere in prigioni dorate, difese da guardie armate e dotate di mezzi blindati per poter far loro raggiungere in sicurezza altre prigioni degli amici. 
Varrà la pena di vivere così come qualsiasi Pablo Escobar?
E poi puzzeranno tanto.
Tanto da rendere la loro presenza insopportabile anche a chi un tempo li avrebbe ammirati per la loro fortuna e per la loro vita da sogno. 
Saranno merdacce, da evitare perché è evidente che non porteranno alcuna fortuna. 
Anzi: la loro Fortuna costituirà la condanna definitiva alla Povertà degli altri che non vedranno l'ora di levarsi di torno il Prodotto Interno Lordo che è finito sotto le loro scarpe.

venerdì 19 aprile 2019

La manipolazione dell'informazione e la canalizzazione dell'odio al tempo di Facciabucco


Lo facciamo tutti. Lo faccio anch'io. Mi arriva un'immagine, vedo qualcosa che mi colpisce, colgo che c'è del giusto da qualche parte e in vago e lo condivido.
Purtroppo, però, i manipolatori ci sanno fare.
Per veicolare messaggi di un certo tipo, bisogna essere un po' astuti, un po' subdoli.
Ecco, l'immagine in questione che mi ha mosso le budella è questa.


Che pensate? Non vi fanno pena dei bambini in evidente stato di denutrizione.
Il bianco e nero non è a caso. Sopra svetta Notre Dame. A colori e prima dell'incendio (N.B. Non dopo).
Il verme, scusate l'associazione spiacevole, sono i bambini, l'amo è Notre Dame.
Per chi non lo sapesse, dopo il devastante incendio della Cattedrale, si sono raccolti molti soldi.
In poco tempo e tanti.
Il messaggio sotteso è questo: come si possano raggranellare tanti soldi per una chiesa e non si riesca a far fronte alla fame del Mondo è un vero mistero.
Ecco il mio piccolo esperimento mediatico.
Ecco una manipolazione della stessa fotografia.

Se si volesse fare la guerra allo Champagne, si dovrebbe fare così per convertire tutti al Prosecco.
Non ho scelto altre fotografie (perché protette da Copyright) che sarebbero state sicuramente più efficaci: giovani russi neocapitalisti che pasteggiano a champagne con ragazze in costume e senza, ricchi signori in frack che addentano sugnosi cibi di lusso, tavolate pantagrueliche di cibo, con caviale e aragoste a gogò e così via.

Fuor di metafora: un tempo, la contrapposizione era tra un mondo ricco e sprecone e un mondo povero e affamato, ora, come si evince dalla fotografia originale, la canalizzazione della riprovazione (e dell'odio sociale) si ha nei confronti di chi “spreca” il denaro non per gli affaracci propri, ma per la difesa delle opere d'arte.
Con chi se la deve prendere il popoluccio secondo l'intento degli astutissimi manipolatori? 
Con gli intellettuali fighetti e radical chic che hanno a cuore Notre Dame o con i ricchi epuloni che si chiudono nei loro recinti per evitare che le masse dei poveracci rovinino loro la festa? 
Con le ONG che salvano i poverazzi dall'annegamento o con i Capitani coraggiosi che chiudono festosi i porti quando c'è la pace e li aprono solo quando c'è la guerra?
Secondo voi? 
arz62

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