sabato 3 febbraio 2018

Il razzismo prossimo presente

Certo, è normale. Quando qualcuno mi taglia la strada, l'istinto omicida mi sale. Ed il pensiero di fargli la riga sul cranio con una spranga (sempre che l'abbia a mia disposizione) mi passa per la testa. 
Poi, mi calmo, declino le mie parolacce nelle cinque declinazioni; qualcun altro, in simili occasioni, non io, invoca in malo modo Dio e i Santi. 
Poi mi rendo conto che fortunatamente non ho armi contundenti in mano e mi passa. La pressione che era salita un poco, a mano a mano scende, e poi me la cavo con un “Che coglione!”. Ed è finita lì.
Quando c'è un partito che avalla l'idea che avere un'arma in mano sia una bella cosa e usarla con chi ti sta sulle scatole o costituisce per te una minaccia altrettanto e per sovrammercato indirizza tutta la sua aggressività prima sui meridionali, poi sugli albanesi, poi sui cinesi, poi sui senegalesi, poi sui nigeriani and so on, è facile che qualche squilibrato si senta in diritto di prendere un'arma e fare una strage di stranieri.
Lo sappiamo che non c'è un nesso di causa e effetto e la Lega non è il mandante di quello che è successo oggi, ma mandante morale sì. Hanno concimato l'orto e la pianticella è cresciuta.
Non li manderemo in galera per questo, sia chiaro, ma sia chiaro anche a tutti che soffiare sul fuoco dell'intolleranza significa stimolare gli istinti dei piromani, fanatici o pazzi che siano. E quando l'incendio brucerà il bosco, non facciano la faccina degli innocenti. E qualcuno ricordi loro, prima che aprano bocca in merito, che la libertà di opinione è una cosa e l'apologia di reato un'altra.

domenica 21 gennaio 2018

Il Berlusconismo, malattia infantile (e mortale) del Renzismo.

Questo mio intervento, che riporto tra virgolette qui sotto, è stato pubblicato nel mio sito nel novembre del 2016, a giugno del 2017 e ora a gennaio del 2018. Lo hanno letto in pochi (un centinaio di persone) ed è un bene (scrivo in genere banalità), ma qualcuno di coloro che due anni fa gridavano al successo della politica del PD che era al 40% (secondo loro) e ora si ritroveranno (secondo gli ultimi sondaggi) con il 20% e spiccioli avrebbero dovuto farlo.
Non cambio una virgola (nemmeno l'accenno al Referendum ;-)).
O il reale si è fossilizzato o sono io che sono uno stoccafisso.
Sta di fatto che il PD di Renzi si è suicidato e potrà sopravvivere solo attraverso il vampirismo reciproco con Forza Italia. Amen.
arz62

"Leggo spesso tra gli scritti di coloro che plaudono all'era Renzi, e parlano sul serio, che Renzi costituisce nei fatti una discontinuità rispetto al berlusconismo.
Mi intristisco un poco perché da un po' di anni sto raccogliendo gli indizi, direi le prove, che il berlusconismo non è morto affatto e sopravvive, come Alien nei corpi dei poco avveduti astronauti, nella lingua, nelle movenze e, ahimè, nei pensieri di chi dovrebbe rappresentare il “nuovo” e l'inedito, rispetto al tristissimo ventennio berlusconiano.
Parto, more solito, dall'ambito linguistico.
Alla Leopolda Renzi dice ( la sintesi è giornalistica, ma il filmato lo potete reperire facilmente in Rete): "Con il referendum costituzionale, siamo ad un bivio : è il derby tra passato e futuro, tra cinismo e speranza, tra rabbia e proposta, tra nostalgia e domani" .
Non ci vuole un linguista di professione per capire che il campo semantico in cui si muove Renzi è lo stesso di Berlusconi, quello calcistico marezzato qua e là da qualche pennellata gramsciana e vagamente di sinistra. Si parte dallo "scendere il campo” e si arriva al “derby” dicotomico tra “odio”dell'universo mondo verso l'”amore” renziano (qui siamo nel berlusconismo distillato), tra il cinismo della ragione e la speranza della volontà , tra la rabbia e la speranza del sol dell'avvenir (solo qui effettivamente, nell'accenno al sol, non alla rabbia, sia chiaro, si respira aria un po' gramsciana e vagamente di sinistra), sino alla chiusura tra la nostalgia del passato e la promessa del domani che non diverge di molto dalle nostalgie mussoliniane di “Giovinezza giovinezza, primavera di bellezza”.
Ma il berlusconismo prevale nella chiusa del discorso:
"In un mondo nel quale si vive la dimensione della contestazione che diventa odio (ripetuto tre volte e la triplice replicatio è , ahinoi, uno stilema mussoliniano, mentre la contrapposizione tra due termini opposti, di cui uno già connotato negativamente, è più vicino all'armamentario retorico berlusconiano) abbiamo un'unica opportunità: recuperare la politica andando casa per casa, andando incontro alla gente. L'italia è a un bivio: deve scegliere se essere la patria del gattopardo o dell'innovazione. Dell'ennesima occasione perduta o laboratorio del futuro".
Il nuovo contro il vecchio, Guelfi versus Ghibellini, è un vero peccato che sia un “nuovo” che puzza tremendamente di vecchio.
Faccio il mio solito vaticinio (ne ho azzeccati alcuni, purtroppo!)
“Sento puzza di forza e di vecchie mutande” ( Ricky Gianco), sento puzza di “grande coalizione” con Berlusconi dopo gli esiti del Referendum. 
Scommettiamo? ;-) "

giovedì 11 gennaio 2018

Kafka nella Scuola Media

Allora. Vediamo se ho capito bene. Le nuove indicazioni ministeriali autorizzano il docente che si imbatterà in un allievo che non ama la sua materia, non studia, non si dà da fare per superare le sue lacune, ad indicare sulla pagella con un voto, corredato da un piccolo giudizio globale, il fallimento dell’incontro o scontro educativo. Capita.
Basta, dunque, con le sanatorie del Consiglio di Classe, i pietosi pannicelli caldi o freddi atti a occultare le difficoltà dell’allievo riottoso per poterlo promuovere lo stesso! Il 4 non si trasformerà in 6!
Sì, insomma, lo studente scarsino, anzi scarsissimo (e non stiamo riferendoci al pulcinotto in difficoltà a cui ogni insegnante degno di questo nome stenderebbe un tappeto rosso per eliminare ogni asperità sul suo terreno…no! Stiamo parlando dei ragazzi che non studiano, scaldano il banco, dei Lucignoli che chi vive nella scuola conosce benissimo, i fieri e talvolta simpaticissimi cultori del fancazzismo programmatico, dello sbadiglio sistematico, del compulsivo smanettamento dello smartphone sotto il banco), sia chiaro, sarà promosso lo stesso, ma il docente potrà dire:” Bene, quei vigliacchetti del mio Consiglio di Classe ti hanno graziato, ma nella mia materia hai fatto schifo! Transeat. Il mio dovere l’ho fatto: ho detto la verità e non ti avrò fatto granché male. Sei promosso, vedi? Ma…”
Bellissimo, vero? Eh, no, cari miei. Troppo semplice!
Se opererà così, il docente integerrimo sarà invitato (non si sa ancora se coattivamente) a provvedere a un corso di recupero.
Ecco il pacco: il docente che non è riuscito la mattina a suscitare alcun interesse per quello che va insegnando, che ha visto i lacci delle Nike attraverso la bocca del fanciullo spalancata per la noia, sarà spinto (moralmente o coattivamente?) a recuperarlo alle grazie e alla bellezza della disciplina da lui insegnata, in itinere (ossia con una finzione tipicamente all’italiana: di mattina, dandogli qualche compitino differenziato) o nelle ore pomeridiane e, perché no?, con corsi estivi.
Ah, sia chiaro: l’allievo, la cui responsabilità nella debacle non sarà mai messa in discussione, (“Che cosa c’entra lui? E’ minorenne, no?”) non sarà tenuto alla frequenza di tali corsi predisposti così generosamente (a spese della collettività) per riportarlo sulla retta via. Potrà continuare la sua strada, ma con la lettera (o il voto) scarlatto del docente intransigente su un pezzo di carta il cui utilizzo produttivo, a fine anno, il fanciullo summenzionato potrà indicarvi con dovizia di dettagli.
Sapete bene come andrà finire, vero?
Abbiamo a che fare con uno Stato (Governo e/o Ministero) che, non avendo il coraggio di dire che le bocciature nel primo ciclo di istruzione sono abolite per motivi economici (i bocciati costano) e che la libertà di insegnamento (e di valutazione) in simili condizioni normative è ormai una pura trufferia di parole che viene data in pasto a un pubblico di bocca buona, ma spesso di alito cattivo (visto che, spesso, non la gradisce per nulla, quando viene esercitata) e un’offa lanciata agli stessi biliosi docenti per acquietarli, ammantandoli formalmente, ma non nella sostanza,  di un ruolo sociale ormai perso da almeno un ventennio, ricorre a trabocchetti paradossali per garrotare una Scuola Pubblica che viene vissuta come un costo insostenibile e improduttivo per la collettività (come vuole, d’altronde,  la logica liberista che ha ammorbato la fine del Millennio scorso e gli inizi di quello presente).
E non c’è limite al peggio! Si pesca, infatti, nel torbido, sfruttando i peggiori sentimenti degli insegnanti stessi: l’amore per il quieto vivere, l’arte di destreggiarsi nello slalom tra rogne e TAR e la preservazione con recinto spinato del piccolo orticello del proprio tornaconto personale. 
Insomma, sarà la vittoria di Don Abbondio su Fra Cristoforo, del dito del pavido rigirato nel colletto sul dito ardito (😉) rivolto contro la protervia dei potenti.
Vado ora a zappare anch’io e non me ne vergogno. I miei pomodori a stagione conclusa saranno buonissimi! Una delizia, siori!

Non li porterò al mercato, comunque…Li assaggerò con chi saprà apprezzarli (e saranno pochi) nel mio convivio accompagnati dal pan degli angeli, da un buon olio di oliva e dal sale dell'arguzia e dell'ironia!                                                                                                                                                                                   Arz62

lunedì 25 dicembre 2017

Non sappia la Sinistra quel che fa la Sinistra. Lavarsene le mani sarà un bel problema.

Tanto per rovinarvi lo spirito natalizio. 
Il Senato è in fuga (dalla responsabilità di tagliare i vitalizi e di garantire lo "Ius soli" ai bimbi figli di stranieri nati in Italia), con parte del PD che si defila e la gran massa i senatori del M5S che non si presentano al voto.
Gli altri, e li conosciamo bene, hanno il coraggio delle loro posizioni per quanto irricevibili possano essere, dal versante che si presuppone opposto no: predicano bene ( be'...benino), ma razzolano malissimo. Nulla di drammatico né di nuovo. Anzi fa chiarezza.

Aumenta, comunque, il numero delle persone a cui non stringere la mano. Perché la coerenza sarà anche la prigione delle menti piccole, ma la vigliaccheria e il cabotaggio dei piccoli navigatori che prestano più attenzione alla costa dei sondaggi che all'alto mare delle Idee sono i segnali distintivi della decadenza della Politica come timone delle scelte comuni e dell'emersione di quel profondo desiderio di Potere che notoriamente divide e lacera i tenui e fragili legamenti delle Democrazie.
A raccogliere il corpo stanco di queste ultime, infiacchite dal pensiero debolissimo, ci saranno le Destre, more solito. E senza alcun merito.
Bravi, bene, bis!                                                              arz62

domenica 17 dicembre 2017

Trump e la Guerra delle parole

Vi ricordate i rimproveri della Destra contro il politically correct di Sinistra? Roba da radical chic, da forcetti. Insomma, se uno è frocio e frocio. Perché chiamarlo in altro modo? Bene. Pane al pane, vino al vino e frocio al frocio. Massima libertà di espressione, madama, e che vogliono questi sinistronzi? Vogliono limitare la libertà di dire tutto quello che penso?
Ora Trump è al potere e la Destra esulta uno pede: e, guarda caso, appena le è stato possibile, vieta di utilizzare nei documenti ufficiali della Sanità parole come trans, diversità e feto.
Dopo Norberto Bobbio che ha ben distinto che cosa sia la Destra e la Sinistra, eccovi un altro segnale della differenza che le contraddistingue.
Alla Sinistra può dar fastidio l'utilizzo di alcune parole: vi stigmatizzerà e vi darà dei retrogradi. Se si configurerà come potere dittatoriale, ed è successo, se le pronuncerete rischierete molto. Cercherà di convincervi che non è opportuno con le buone e con le cattive.
La Destra ha fatto e farà lo stesso, ma le vieterà. Per legge. Perché la libertà di parola e di opinione passa a suo avviso attraverso le parole e il miglior modo per controllare il pensiero è intervenire sulle parole stesse non solo attraverso la propaganda, ma anche attraverso il Diritto. 
Eliminate le parole e magicamente scomparirà il problema o, come è ben stato spiegato da Klemperer parlando della lingua del Terzo Reich, gli slittamenti di significato delle stesse intossicheranno il pensiero e l'etica di un popolo . Definire , ad esempio, Stück, pezzi, i deportatati da eliminare attraverso i forni crematori sicuramente ha lenito il patema morale di molti tedeschi.

Ecco la Dittarura nei confronti della Lingua ope legis è un segnale preoccupante del Nuovo Medioevo. Lancia in resta, miei prodi! ;-)

N.B. Solo dopo aver scritto il post, ho visto l'intervento di Zucconi che dice all'incirca le stesse cose.

venerdì 1 dicembre 2017

La grammatica dell'intolleranza e l'analfabetismo politico di Salvini

Il blitz dei neofascisti/neonazisti nella sede pro-emigranti è assai interessante da molti di punti di vista. 
Facciamo che la sede pro-migranti sia una villetta isolata nella pianura veneta ( in realtà il fatto è avvenuto a Como e veneti sono solo gli skinheads). 
C'è un po' di nebbia. Fa freddo. E dei tranquilli sessantenni se ne stanno lì a parlare del più e del meno. Bevono vin brulé e discutono pacatamente sull'accoglienza dei migranti.
Un gruppo di persone sconosciute penetrano nella loro villetta. Sono molto inquietanti: sembrano un gruppo di militari.
Gli indifesi sessantenni devono fronteggiare dei giovani nel pieno della loro giovinezza e baldanza.
I componenti del gruppo pramilitare non sono armati, ma state sicuri che potrebbero far loro del male.
Nessuno proferisce parola. Tutti sanno che chi dirà: “Andate fuori dalla nostra casa!” rischierà molto.
Il buon Salvini avrebbe detto seguendo il suo fragilissimo plot narrativo di non tanto tempo fa: dotatevi di un'arma e sparate a casaccio. Potrebbero essere albanesi ( rumeni, Rom...vedete voi).
Hanno invaso il vostro domicilio! Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi. Amen.
Nix. Lo scivoloso e, diciamolo pure, un po' schifosetto ora dice: "Certo che entrare in casa di altri non invitati non è elegante, ma il tema dell'invasione dei migranti sottolineato dai (sic, si vede che non ha visto la SS impura ;-); ma la fonte di stampa potrebbe essere l'autrice del refuso) skinheads è evidente".
Vedete un po' voi come cambiano le opinioni, quando le idee sono molto confuse e quando gli anticorpi dell'antifascismo sono ormai morti e sepolti!
Ah, tra l'altro, busso ai Magistrati dormienti: l'apologia di reato non è più un reato? Posso, dunque, entare nella casetta di qualcun altro con qualche mio amico culturista per minacciarlo fisicamente o acculturato per minacciarlo intellettualmente e obbligare la sua famiglia alla lettura integrale (con commento) de "I Promessi Sposi" per distoglierla dalla visione del "Grande Fratello VIP"?
Me lo mettete per iscritto? Accidempolina, ho un sacco di belle idee 

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