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domenica 6 dicembre 2020

Osservazioni scioccherelle -1

 Osservazione scioccherella: nel mondo di Internet e di Facebook in particolare, tutti pretendono un diritto di ascolto, in quanto utenti e, più in generale, in quanto uomini degni di essere ascoltati. 

Orbene, ordunque: bisogna fare un distinguo.

Per accedere a qualsiasi attività, compresa la discussione con qualcun altro, si dovrebbero avere alcuni prerequisiti.

Per fare un esempio scolastico, per affrontare il Latino, diciamo nella sua versione di insegnamento più tradizionale, un'infarinatura di Analisi logica sarebbe utile e opportuna.

La si studia (maluccio) nelle scuole medie.

Qualcuno, nel mondo dell'etere cibernetico, pretende di avere a che fare con te in qualsiasi caso.

Non è raro vedere alcuni che prima ti insultano direttamente oppure ti inseriscono nel novero dei bischeri, e poi richiedono il tuo ascolto e la tua comprensione.

Costoro mancano, come avrete tutti certo capito, di un semplice requisito: il rispetto dell'interlocutore. Cercare un qualsiasi contraddittorio con chi si disprezza è un segno di una grave patologia: o la sottovalutazione dell'interlocutore è fittizia e non si vede allora la ragione di premetterla o è reale ed allora non è logico che ci si misuri con chi si ritiene a tutti gli effetti inferiore sul piano dialettico o antropologico.

In sintesi: prima rispetta colui con chi vuoi discutere, poi incomincia a dire la tua.

L'avete capita o siete tutti scemi? ;-)

domenica 12 gennaio 2020

Navigare in mezzo alle isole di plastica e di cacca. Meglio avere un po' di raffreddore.

Ho la testa ovattata, ma ho il raffreddore, per cui non è consigliabile uno shampoo come indicato da Gaber.
Ho la capacità di concentrazione di un pesce rosso lobotomizzato, quindi sono nella condizione ideale per scorrere le notizie di Facebook e Twitter.
Dopo aver letto alcune notizie simpatiche e belle provenenti da amici, cado, com'è logico, subito nella pattumiera informativa.
E mi vengono spontanee le seguenti osservazioni:
"Si naviga. E quindi, se la metafora è valida, Internet è un mare. Ma il mare di Internet è pulito e limpido come quello delle mete esotiche o ha la consistenza delle isole di plastica o di materia fecale che si muovono qua e là spinte dalle correnti marine?
Dipende.
Assioma: Chi condivide in modo compulsivo materiale rinvenuto in rete senza alcun atto creativo in genere muove plastica nociva e cacca informativa: provvede al flusso e riflusso delle scorie azotate e degli idrocarburi presenti in Internet, incrementando l'inquinamento generale.
Qualcuno potrebbe obiettare: se un contenuto è buono e viene moltiplicato per cento dovrebbe a logica migliorare l'ecosistema marittimo, no?
No, a mio modesto avviso: come la moneta cattiva scaccia la buona, il contenuto Internet condiviso di plastica o di cacca tende a galleggiare meglio di quello buono che rimarrà nascosto sotto lo strato delle repliche moltiplicate per mille ad effetto di specchio contrapposto di locale di barberia". (Mi cito con le virgolette, così non mi accusano di plagio).
Perché questa sbrodolata?
Una delle informazioni di Internet di oggi che va per la maggiore è che una nota star del cinema americano (tra l'altro brava e carina) ha commercializzato un' essenza a 75 dollari aromatizzandola col profumo emanato dalle sue parti intime.
Sold out, un successone.
Ho il raffreddore, come ho detto, ma non so perché sento ugualmente un pessimo odore proveniente dal Web. Due giorni fa abbiamo rischiato la III Guerra Mondiale, do you remember?

martedì 7 gennaio 2020

Satira. Stato dell'Arte.


A cinque anni dalla strage dei disegnatori di Charlie Hebdo, una piccola riflessione si impone.
E' una banalità, lo so, perché è facile a tutti sincerarsene, ma la Satira, nei paesi Occidentali, non gode di buona salute, nonostante il sacrificio dei disegnatori francesi: molti giornali satirici chiudono o si trovano in grave difficoltà economica e, nei Paesi dove la libertà di Opinione e di Sampa dovrebbe essere un vessillo della Libertà di Espressione, i disegnatori di Satira stanno passando brutti momenti: o esercitano il loro diritto di Satira per spirito missionario o, semplicemente, muoiono di fame e, per sopravvivere, devono cercarsi altre attività per sostentarsi, sottraendo creatività e spirito umoristico al bene comune.
La Satira vive, male, ora, nei recinti di Internet e di Facebook, i cui algoritmi sono misteriosi ed eterodiretti.
I disegnatori nel mondo occidentale possono essere considerati dei privilegiati, comunque, perché in altri paesi il rischio è molto più alto: censura, arresto e la temibilissima autocensura che è il peggio del peggio nel mondo della Satira e che è il pane quotidiano sciapo di chi vive sul filo di questa modalità di espressione. Insomma, il sacrificio dei redattori di "Charlie Hebdo" è servito a poco, perché pochi l'hanno capito.
De hoc satis.
Arz
P.S.L'uso delle maiuscole è voluto e va interpretato. Questo post avrà per gli algoritmi di Facebook 25 lettori. Non uno di più, né uno di meno.


domenica 24 febbraio 2019

Ritorna "Pissi pissi bao bao". Cose di scuola (Severamente vietato a chi non si occupa di scuola).



Piccola osservazione oziosa e sicuramente inutile suscitata dall'episodio di Foligno (i cui contorni sono ancora oscuri e pertanto è bene che non si giudichi alla leggera) e dallo stimolo offerto da una mia amica che ha vissuto un “esperimento sociale” nella classe di sua figlia (ma era una terza liceo, eh!).
Va molto di moda anche a scuola la proposta di questi esperimenti per veicolare alcuni contenuti educativi. Tutto ciò prevede, innanzi tutto, un coinvolgimento emotivo. Cosa e buona e giusta, perché si sa che, in particolare a una certa età, la lezione frontale ha l'unico effetto di provocare non solo sbadigli, il che sarebbe il meno, ma, da quel che dicono pedagoghi e psicologi, anche un impatto nullo sull'apprendimento.
L'idea, quindi, è quella di presentare, e lo si fa anche con un pubblico adulto, un contenuto a forte valenza emotiva (un filmato, una simulazione, un'attività le cui ragioni si scoprano piano piano e di cui i partecipanti siano all'inizio dell'esperimento all'oscuro) e poi attraverso la riflessione e la discussione veicolare concetti specifici e/o promuovere nuove sensibilità su alcune tematiche.
Il docente esperto sa, dovrebbe sapere... , come valutare l'impatto emotivo, anche se non può prevederne tutti gli effetti: ad esempio, far vedere un filmato in cui un tossicodipendente si droga endovena e passa la siringa al suo compagno di sventura , ad esempio, ha sicuramente un impatto visivo-emotivo (e non lo si presenta a ragazzini delle Medie), ma anche in una quinta liceale ci sarà chi non reggerà l'immagine cruda e si sentirà male.
Valutare il contenuto, insomma, non è sempre facile e le variabili da considerare sono molte: il grado di maturità della classe, la presenza di allievi con determinate problematiche, l'opportunità dei contenuti, il legame con il programma stabilito ad inizio anno e, non ultimo, la capacità di contenere l'impatto dell'esperienza da parte del docente.
L'insegnante sa di muoversi in una cristalleria, il che comporta sempre qualche rischio. Ma chi non risica non rosica e tenere lontani, in particolare i ragazzi più grandi, da alcune tematiche, per paura delle eventuali conseguenze, lasciando che questi ultimi si informino in modo disordinato solo nel Mare magnum di Internet non va bene lo stesso. E, per fare un esempio umoristico (e mi compete), sarebbe come delegare l'educazione sessuale degli adolescenti alla visione di YouPorn per evitare che qualche genitore si lamenti con voi perché avete parlato di contraccettivi nella vostra classe.
Quel che temo, però, è , per via indiretta, la suggestione di Internet sui docenti più giovani.
Gli “esperimenti sociali” sono all'ordine del giorno su Facebook e alla fine del filmatino è ovvio che molti pensino: “Che forte! Sarebbe bello farlo in classe!”
In questi casi è meglio dar retta agli psicologi esperti: spingere troppo sul versante emotivo, quando non si sanno gestire gli effetti, dovrebbe indurre a una notevole prudenza. Quando c'è un rischio di destabilizzare il paziente, tra l'altro, gli psicologi sono obbligati a far firmare il cosiddetto consenso informato.
Ammesso e non concesso che l'episodio di Foligno sia stato un esperimento sociale, umiliare un bambino e isolarlo dagli altri, tenendolo all'oscuro di ciò che si intende fare, anche se il fine fosse stato quello di veicolare il concetto che la segregazione è un male, equivale all'operazione del chirurgo che si ostini a voler trapiantare il cuore ad un paziente senza anestesia e con un coltello da cucina come strumento di incisione. Anche se l'operazione riuscisse, il paziente sarebbe in qualsiasi caso morto. Capire il nesso di causalità fa parte della base obbligatoria richiesta ad un docente. Insomma non basta l'analisi grammaticale dell'insegnamento, ma è necessario approfondirne anche l'analisi logica e del periodo.
arz©

giovedì 30 agosto 2018

Piccola proposta non particolarmente ignobile.


Sapete tutti che Google, Facebook, You Tube, Instagram et similia raccolgono migliaia di dollari in pubblicità. Talvolta, esentasse. Non entro in un argomento che non ho approfondito più di tanto, ma mi sembra chiaro che chi pubblica materiali suoi o si avvale delle piattaforme summenzionate molto spesso lo fa a titolo gratuto, arricchendo nel contempo, consapevolmente, chi lo ospita.
E' vero che chi fornisce materiale creativo lo fa spesso a scopo promozionale o perché è un dilettante o perché ha l'illusione che la moltiplicazione dei Like porti a qualcosa, prima o poi.
C'è qualcuno, d'altronde, che guadagna molto utilizzando questo meccanismo ( gli Youtuber e gli Influencer ne sono un esempio lampante), ma spesso chi non ha grande visibilità e magari non la vuole più di tanto, non ha un ritorno che corrisponde equamente allo sforzo profuso.
Un modo semplice per gratificare i piccoli è usufruire di quegli strumenti presenti in Internet e spesso ignorati dal grande pubblico: il donaware, il pizzaware etc. strumenti ormai alla portata di tutti come Paypal, con rischi sempri minori per chi teme pagamenti attraverso Internet.
Io ho richiesto per il mio lavoro personale (dilettantesco, d'accordo), per cinque anni un contributo in caffè. Sappiate che il ragazzo che davanti al bar che pietisce un piccolo contributo per andare avanti ha guadagnato oggi più di me in un giorno.
Non fraintendete: la mia non è invidia.
Il ragazzo sicuramente ha più bisogno di me, ma arricchire le piattaforme (che spesso hanno politiche non sempre limpide) e non avere nemmeno un ritorno di riconoscenza è un po' avvilente. Ritorno al punto: se avete un servizio, un sito, una persona che pubblica qualcosa che trovate interessante, incentivatelo in qualche modo, per evitare che la moneta cattiva cacci quella buona.
Io ho cominciato con qualche programma che mi sta salvando la vita e con qualche iniziativa benefica.Non mi sono svenato, ma con i pochi soldini che ho provvederò a breve a locupletare altri.
Coloro che pubblicano contenuti di qualità non si aspettino vagonate di euro, ma piccoli contributi per andare avanti. Se si è in tanti, non pensiate che rinuncino alla gratuità dei loro prodotti pensando anche chi, per varie ragioni e non sempre disonorevoli ( v. i giovani senza un quattrino), non è disposto a contribuire all'impresa. Ovviamente, se qualche anima buona vuol dare il buon esempio con me... ;-) Altrimenti, dovrete sopportare, e le avvisaglie ci sono già, di pagare tutto. E caro.
Insomma, il mio è un invito a distribuire meglio il denaro che, come Bacone disse, è come il letame: cumulato puzza, diffuso dà fertilità al terreno. Poi se uno ama sguazzar nella merda... ;-)

martedì 14 novembre 2017

Decalogo di Internet

Sapete che mi diletto di scrittura umoristica. Perdonatemi questo decalogo un po' idiota. Un lungo lapsus tastierae ,-)


"1-Internet serve per postare foto di gattini. Ogni altro utilizzo è tendenzialmente inutile, talvolta ininfluente, spesso dannoso.

2-Internet è il luogo dove puoi svagarti, contattare i tuoi amici e le tue amichette. Se non hai di meglio da fare, per litigare con qualcuno. Senza che l' obiettivo della tua rabbia ti molli un pugno sul naso. Lo farà, stai sicuro, attraverso i suoi avvocati.

3-Internet è un'ottima occasione per il tuo datore di lavoro. Se il mondo del lavoro ti raggiunge attraverso Internet ( in particolare nei fine settimana o quando sei in ferie), sappi che ha un solo scopo: rubare il tuo poco tempo libero. E farti sentire in colpa perché godi del tuo tempo libero.

4-Internet sottrae tempo alla lettura, alla visione di buoni film e, innanzi tutto, alle relazioni dirette con il resto del mondo. È l'equivalente della vita monastica. Se non ci fossero tutti quei siti porno, ovviamente.

5-Internet simula il Mondo. Se lo confondi con la realtà, chiedi pure a Dio di darti altre vite per continuare il tuo videogioco personale.

6-Internet ti promette che avrai tutto più vicino. Solo, però, quando devi comprare qualcosa.
Se dovrai contattare qualcuno perché hai un'urgenza, o non riceverai risposta o il tuo messaggio si perderà nel vuoto pneumatico del cyberspazio.


7-Internet permette di esprimerti, ma non risponde della qualità dei tuoi sentimenti. Se sei una persona amabile, ti esprimerai in modo amabile, se sei uno stronzo di prima forza, ti esprimerai come uno stronzo. L'unico problema sta nel fatto che le persone amabili sono in netta minoranza e la quantità degli stronzi presenti in Internet è, come quella degli idioti nel mondo ( v. Cipolla) , sottostimata.

8-Internet ha bisogno SEMPRE delle faccine (Emoticons) perché la cura dello scritto, il livello di autoironia e la buona educazione di coloro che scrivono in Internet sono sempre notevolmente bassi. Come è evidente tra voi cazzoni! ;-)

9-Internet è nato in ambito militare. Questo spiega l'alto livello di aggressività ivi presente.

10-Internet è un ambiente informale. Infatti, molti si presentano in mutande. Qualcuno senza".


arz62

sabato 30 settembre 2017

Progetto di neutralizzazione degli idioti o degli inquinatori dei pozzi su Internet (Primo kit)

In Rete troverete migliaia di opinionisti che hanno un profilo Facebook evidentemente farlocco.
Chiamateli “troll”, chiamateli “hater”, ma, al di là della denominazione, chi non ci mette la faccia  non è, a mio modesto avviso, degno di una risposta (basta un click per scoprirlo): o è un vigliacco o un provocatore.
L'anonimato nasconde un'evidente mancanza di personalità.
Rispolvero per loro l'unica espressione, tra l'altro rivolta a uno dei meno impresentabili dei suoi adepti, di un personaggio politico che non ha mai raccolto la mia simpatia, ma che mi sembra particolarmente efficace per descrivere questi personaggi: scoregge nello spazio.

Se risponderete alle loro provocazioni,  amplificherete l'effetto eco (con la minuscola o con la maiuscola ;-)), dando consistenza a ciò che nello spazio senza atmosfera risulterebbe impercettibile...
Pertanto, sto approntando una serie di risposte standard da utilizzare nel caso non improbabile che incontraste tomi di tal fatta. Non c'è copyright: copiate e incollate. Evitate di controbattere, seguendo il saggio consiglio : "Non discutere mai con un idiota: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza".
L'intervento rientra nel più ampio progetto di "Educazione civica dal basso".



Kit numero 1


lunedì 14 agosto 2017

Il Presidente della Camera e l'odio sul Web.

So che le schermaglie dialettiche su Internet servono a poco, ma per chi ha cuore la democrazia ( ...e ha pochi anni per godersela) anche le piccole cose hanno un senso.
La presidente della Camera è un'autorità ed è una donna "potente": può muovere leve che noi non possiamo neanche immaginarci.
Sta di fatto che la comunicazione su Internet, è evidente, in questo specifico caso, è più forte di lei.
E io, quando la battaglia è impari, tifo per chi è più debole...

Eccovi il resoconto del mio impegno per un dialogo più democratico e corretto in Rete ( in parte si tratta di un soliloquio...è l'eta!).

Appare un articolo in cui si parla della Presidente della Camera che intende denunciare chi la minaccia di morte e la rende oggetto di offese sessiste. I commenti all'articolo sono sicuramente pià moderati del solito...

"  L'effetto positivo della reazione della Boldrini alla campagna di odio nei suoi confronti si può vedere nelle risposte nei commenti di questo articolo. C'è chi dissente, c'è chi non approva l'operato della Boldrini, c'è chi manifesta antipatia a pelle. Perfetto! Questa è libertà di parola e di pensiero. Andatevi a leggere i commenti dell'altro ieri in altri post e vedrete parole di ben altro tenore dove il linguaggio sessista e la gara a chi la spara più grossa attingendo al linguaggio più becero e da osteria viola parecchi articoli di legge ( calunnia, vilipendio, apologia di reato etc...). La libertà di parola (così come per altre libertà) non è assoluta e abusarne presta il fianco ai veri interventi censori che noi tutti ( per età e per collocazione geopolitica) non abbiamo conosciuto. Per ora".

C'è un commento di una signora che è stato cancellato. Rispondo lo stesso:

" Scusate il commento al mio commento. Una signora che denominerò X ha commentato il mio intervento e lo ha poi cancellato. Ha scritto semplicemente che la "Boldrini l'ha sempre mandata a cagare". Non me ne voglia, ma le ho risposto lo stesso in questo modo. So che, posta così la questione, suona male, ma ci tenevo a rispondere alla signora perché penso che discutere anche con chi non la pensa come noi ( nei limiti della ragionevolezza...) faccia bene: 

"... X, come ho scritto, sei ( diamoci del tu) autorizzata a non approvare (da sempre) l'operato della Boldrini. Quello che mi preoccupa è il linguaggio. Il tuo è, scusa la semplificazione, sul versante del “pane al pane vino al vino”. Non mi piace, ma, in qualsiasi caso, non auguri alla Boldrini una morte prematura o una violenza carnale. Altri, invece, senza alcun filtro le augurano le cose peggiori e spesso l'hanno minacciata direttamente di morte. 
Certo, fa impressione, visitando alcuni profili di chi odia la Boldrini, vedere utilizzatori del WEB che sono affettuosi nei confronti dei loro cari, comunicano dolori profondi, mandano “pucciosissimi” messaggi ai loro cari e ai loro animali, e che, insomma, risultano essere persone normalissime, mandare messaggi di odio e di morte ; per di più, utilizzano un linguaggio degli affetti che mal si adegua ai loro interventi nei commenti su personaggi pubblici o su notizie provenienti da Internet. 
Non sto parlando, sia chiaro, come avrai capito, di chi programmaticamente manifesta odio e livore nei confronti dell'umanità o di parte di essa. Quelli, a mio avviso, sono già persi e non c'è nulla da fare...
Cara X, sono ( abbastanza ;-)) sicuro che incontrandoti per strada, nonostante sia certo che tu non condivida per nulla il mio modo di vedere ( puoi leggere quello che scrivo: il mio profilo è pubblico), non mi manderesti “a cagare”, eppure nel modo di porti su Facebook non ti fai alcun problema a rivolgerti in modo offensivo alla Presidente della Camera. Riguarda la tua pagina Facebook e rileggi quello che hai scritto serenamente di te e della tua vita. Perché solo il sentire nominare il nome della Boldrini fa scattare in te questo meccanismo?"


Tal Fabio C**** commenta il mio primo intervento:
"Tutte meritate"

Risposta: "Meritate le critiche o le minacce di morte?"

Per ora non ho avuto risposta....Traete voi le conclusioni.



In ritardo, ma mi ha dato retta.

Ovviamente la Presidente della Camera non ha letto nulla di quello che ho scritto un po' di tempo fa. Mi fa solo piacere che abbia imboccato la strada giusta.

Da "Graffi di gesso" del 27 novembre 2016:

Boldrini e il sessismo

Come sapete, Laura Boldrini non piace a molti. E' stata oggetto di critica per il suo impegno per i Rifugiati , non è un mostro di simpatia ( durante un suo intervento alla TV, tempo fa mi è sembrato che un collaboratore le avesse consigliato a bassa voce di sorridere...evidentemente non le viene naturale!) ed è un bersaglio esplicito del fascioleghismo nostrano (il cui punto più basso è stata la tristissima sceneggiata della bambola gonfiabile di Salvini).
Su Facebook la Presidente della camera dei Deputati è inondata da messaggi non solo sessisti, ma da insulti a ruota libera e da minacce esplicite.
Intendiamoci: la Boldrini può essere criticata da chiunque e a nessuno si può negare la possibilità di non condividere le sue posizioni politiche e/o istituzionali.
Qui, però, si parla d'altro. I Webeti scrivono con nome e cognome, si macchiano di una serie di reati non da poco ( calunnia, oltraggio , apologia di reato et similia) che non hanno nulla a che fare con la libertà di opinione ( credo che in cuor loro pensino che sia una libertà illimitata e “absoluta”).
Il responsabile morale di questa deriva , sia chiaro, è un europarlamentare ( gonfiandosi il petto e protendendo la mascella, credo persino che se ne vanti), ma la responsabilità penale è individuale.
Bene ha fatto la Boldrini a pubblicare un sunto delle offese al suo indirizzo e, se volete farvi un'idea della tipologia delle persone che si dedicano a questi esercizi di rutto libero, non avete che da recarvi nei loro profili Facebook.
Molti sono stati cancellati, altri sono ancora attivi, purgati dai post incriminati.
Male farebbe la Boldrini a non denunciarli e a non chiedere risarcimenti milionari.
Temo che non lo farà, pur godendo della condizione di privilegio di non doversi preoccupare più di tanto delle spese legali.
La via legale, quella che punisce i signoli abusi, è, a mio modesto avviso, l'unico modo corretto per far rispettare le regole di convivenza su Internet (anche se ho la sgradevolissima sensazione che prima o poi si sceglierà una via normativa che restringerà la libertà di espressione su Internet, così come sta avvenendo nelle grandi autocrazie mondiali,v. Putin e Erdogan su tutti).
Le leggi ci sono, basterebbe solo applicarle ( anche se non “sufficit”, viste le caratteristiche dell'Italiano medio; ci vorrebbe più scuola e più cultura, ma, in merito, abbiamo calato le braghe da un bel trentennio).
Insomma, tanto per metterla sul piano generale e magari buttarla in caciara in vista del Referendum: è inutile ritoccare Costituzioni e Leggi, quando quest'ultime non vengono applicate o per l'estensione del fenomeno o per le difficoltà di controllo.
Le riforme di legge o costituzionali che nascono dalla mancata applicazione di leggi e della Costituzione vigenti costituiranno solo il classico tappetino che tenta di nascondere pietosamente la polvere: quella di uno Stato deboluccio e del peggiore dei popolacci che purtroppo non riesce, anche a fronte di una legislazione punitiva , a modificare e a vergognarsi dei propri pessimi costumi ( cito solo Leopardi...non sparate sul pianista! Rileggetevi in calce gli stralci de “Il discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani”, e mi capirete meglio).
arz62


“ Il vincolo e il freno delle leggi e della forza pubblica, che sembra ora essere l’unico che rimanga alla società, è cosa da gran tempo riconosciuta per insufficientissima a ritenere dal male e molto più a stimolare al bene. Tutti sanno con Orazio, che le leggi senza i costumi non bastano, e da altra parte che i costumi dipendono e sono determinati e fondati principalmente e garantiti dalle opinioni” […] “Primieramente dell’opinione pubblica gl’italiani in generale, e parlando massimamente a proporzione degli altri popoli, non ne fanno alcun conto. Corrono e si ripetono tutto giorno cento proverbi in Italia che affermano che non s’ha da por mente a quello che il mondo dice o dirà di te, che s’ha da procedere a modo suo non curandosi del giudizio degli altri, e cose tali”. […] “Le classi superiori d’Italia sono le più ciniche di tutte le loro pari nelle altre nazioni. Il popolaccio italiano è il più cinico di tutti i popolacci. Quelli che credono superiore a tutte per cinismo la nazione francese, s’ingannano. Niuna vince né uguaglia in ciò l’italiana. Essa unisce la vivacità naturale (maggiore assai di quella de’ francesi) all’indifferenza acquisita verso ogni cosa e al poco riguardo verso gli altri cagionato dalla mancanza di società, che non li fa curar gran fatto della stima e de’ riguardi altrui ...”

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