venerdì 29 settembre 2023

La mela, il fico...e la pesca!

 


C’è una “cosa” (scusatemi il linguaggio vago) che viene trasmesso in Tv o pubblicato in Rete e che per qualche motivo ha qualcosa di anomalo (per la realizzazione, per il contenuto o per l’ ideazione).

L’anomalia deve colpire qualche aspetto della società, magari collegato a qualche tabu ancestrale: sesso, religione, famiglia, sangue o morte…

La “cosa” deve colpire per il linguaggio, per la lunghezza dello stesso, per l’uso anomalo degli stilemi comunicativi, per la distorsione per iperbole per eccesso o per difetto.

Non deve mancare, per dare pepe, qualche aspetto provocatorio e divisivo.

Si butta la “cosa” nell’etere nei canali più adeguati. 

Si shakera, magari la si insaporisce un po’ con qualche commento farlocco ad arte.

Si aspetta che il pubblico si senta provocato e intervenga per dire la sua.

Si eccita il Guelfo e il Ghibellino perché prenda posizione.

Anche se il Ghibellino se ne starebbe calmo e tranquillo, al primo attacco del Guelfo, indosserà l’usbergo e impugnerà il ferro.

La “cosa” si gonfia come la panna e viene rimbalzata dalla Rete ai giornali, dai giornali alla pubblica opinione e dalla pubblica opinione alla Rete con l’effetto dello specchio di barberia che moltiplica le immagini e le sensazioni di piacere e di disgusto.

Ed ecco che la mela (o il fico) di Eva che viene divorato avidamente da tutti, volenti o nolenti, perché tutti si sentano “come Dio”, padroni del bene e del male.

Ah, può essere una mela o una pesca, eh!

giovedì 6 luglio 2023

Incrinature

 


Interrompo il silenzio sul Governo. Come ho scritto nel post precedente, sto aspettando con calma e gesso che il pateracchio o ircocervo messo su alla bell'e meglio dalla Destra imploda come il Titan dei miliardari. 

Come il Titan, infatti, il governicchio è fatto di pezzi di risulta e la cabina di comando utilizza il joystick della Playstation per governare il sommergibile Italia. 

Purtroppo, i passeggeri paganti siamo noi.

Però, la piccola uscita della Santanchè mi è sembrata degna di nota: è, a mio modesto avviso, il primo scricchiolare delle giunture, il primo segnale che qualcosa si sta incrinando.

La notizia è di oggi: per scagionarsi la Santanchè ha riferito che le multe inviatele per divieto di sosta, per violazione di qualche ZTL etc. non sono sue. 

La sua Maserati è stata data, bontà sua, in comodato d'uso gratuito ai Carabinieri. Sapete come sono fatti i miliardari anche se sull'orlo del fallimento! Regalano e donano ai poveretti della città. 

Si chiama filantropia. 

Orbene ordunque, la Santanchè, impietosita perché i Carabinieri della scorta viaggiavano sulla Panda, poiché aveva qualche Maserati che le avanzava, ha pensato bene di locupletare i membri della sua scorta. 

Peccato che nel racconto-barzelletta si insinui il sospetto che i Carabinieri, una volta espletate le loro incombenze istituzionali, se ne andassero a spasso con il macchinone e gli occhiali neri, cumulando multe su multe. 

Ovviamente, senza avvertire la Santanchè. 

Insomma, dopo la banda della Uno bianca ci sarebbe la banda della Maserati rossa.

Non so se la Santanchè si sia resa conto di quello che stesse dicendo e da quale posizione: una carica dello Stato che addossa una colpa non all'opposizione o a qualche malvagia potenza straniera, ma a un pezzo dello Stato che dovrebbe essere sotto il controllo di chi governa mette nei guai se stessa e le istituzioni . 

In questo caso più che una pitonessa  la Santanchè si è comportata da uroboro, quel serpente che si mangia la coda e si autoalimenta con le proprie carni per poi scomparire...

sabato 10 dicembre 2022

Calma e gesso. Perché non è il caso di commentare compulsivamente ogni provvedimento del Governissimo.

Dopo aver deluso i pensionati (le pensioni a 1000 euro i pensionati al minimo se le possono scordare e la rivalutazione di tutte le pensioni è ben lontana dal compensare l’inflazione galoppante), il Governissimo si appresta ora a togliere il Bonus ai diciottenni. 

I vecchi e i giovani sono tagliati fuori.

Ma la Ducia non ha deluso tutti, eh! 

C’è qualcuno che si sta fregando le mani. 

Inutile quindi inseguire ogni provvedimento del Governo per metterlo in difficoltà, la linea è chiarissima. 

Ovviamente il fumo intorno a questa manovra serve solo per confondere gli esclusi al banchetto che pensavano di mangiar panettoni, votando, e invece si dovranno spartire i canditi caduti dal desco padronale. 

E la questione vecchissima del monopolio o, se preferite, oligopolio dell’informazione a cui non si è voluta trovare una soluzione nei tempi dovuti, assume ancor più importanza.

I Social, inoltre, servono solo per crear più fumo e io in questo periodo credo che sia opportuno astenersi dall’intervenire (anche perché il tic per ogni osservazione contraria è il solito :”Eh, rosicate! Maaalox!”): anche chi si arrabbia (tra l'altro inutilmente) contribuisce alla confusione. 

Calma e gesso, dunque, e le contraddizioni, le bugie, le manipolazioni si vedranno in modo più chiaro tra breve se si riuscirà a diradare il fumo di un'informazione drogatissima. 

La coperta corta dal punto di vista finanziario per ora serve solo a coprire e tenere al caldo chi ha le zampette corte e il naso lungo. 

Preparatevi all’aeroporto a Cortina, povery! 😉


domenica 30 ottobre 2022

La politica della strizzatina d'occhio


“No vax” quando le acque si calmano, favorevole al vaccino nel momento dell’emergenza.

Il 25 aprile non si festeggia, ma si giura sulla Costituzione antifascista.

Amica del popolo e poi consente il contante a 10000 euro a botta, quando il popolo li vede, se va bene, in un anno.

“Mi guardi, Serracchiani, le sembra che io stia un passo indietro agli uomini?”, ipse dixit il Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, ma contraria alla parità di salario tra maschietti e le altre femminucce voluta dall’Europa.

Basta così.

Diciamo che, in linea col passato, l’attuale estrema Destra al potere: “ha due teste e nessuna cultura, due occhi e nessun orizzonte, due mani e duemila bandiere"; insomma, strizza l’occhio a chi le porta consenso, di volta in volta, a seconda delle occasioni. Nihil sub sole novum.

Qualcuno prima o poi dovrà scontentare, eh!, e lo strabismo di Venere non aiuterà.

giovedì 27 ottobre 2022

La Destra muove i primi passi: flette i muscoli, sorride ai fotografi e accontenta gli amichetti. Nulla di nuovo sotto il sole.

 Per quanto mi riguarda, nessuna meraviglia: la Destra fa la Destra.

Tra le tante promesse “popolari” (che poi eran populiste) sparse come capperi sulla pizza per ora non ne vedo neanche una messa in opera, mentre illico et immediate si vedono il taglio autoritario che il Governo vuole dare alla sua azione (le manganellate agli studenti della Sapienza e il blocco dei barconi) e gli interventi a sostegno del ceto medio alto, delle partite IVA e generalmente degli imprenditori: la flat tax e l’aiutino all’evasione per l’uso del contante.

Al popolo straccione e alla borghesia impoverita che l’hanno votato in massa nulla, more solito, o briciole sotto il desco.

D’altronde, l’errore è antico: allora fu non vedere lo iato evidente tra il programma socialisteggiante del Programma di San Sepolcro e i primi passi del partito del Buce giunto allo scranno di Presidente del Consiglio, ora pensare che la Ducia (ops, mi scusi, il Ducia) si svincoli dal dettato dell’alta Borghesia che le ha dato mandato di mettere ordine per venire incontro a quel popolino che le è stato tanto caro quando era all’opposizione, ma che ora è il solito inguaribile, lagnoso rompiscatole che chiede pane e non frittate di parole.

domenica 23 ottobre 2022

Lettera aperta alla Destra al potere.

 Già lo sento il digrignar di denti. “Siamo andati da un giorno al governo e già ci fate le pulci!”

Vi capisco: dopo anni all’opposizione, anzi in una nicchia dell’opposizione, trovarvi per la prima volta sul piedistallo e non vedere tutti pronti all’applauso può dar fastidio.

Purtroppo, la democrazia funziona così: vuole che le opposizioni facciano il loro mestiere, quello di inguaribili rompicoglioni.

Decidete di chiamare un ministero chiave come quello dell’Istruzione accompagnandolo con un’altra specificazione “del Merito”? 

È inutile che vi sbracciate a dire che persino nella Costituzione (quella antifascista, eh!) si parla di Merito. Avete ragione, ma se poi nel governo eleggete il cognato prediletto della vostra Capa a capo di un ministero importante, dovete aspettarvi la pernacchietta di chi dirà: “Merito un par di palle! Parlate di merito, ma questo si chiama nepotismo!”

Vi difenderete dicendo che la nomina di Lollobrigida non c’entra un bel nulla con il nome del nuovo ministero e che la critica è campata in aria; può anche essere vero, ma se c’è una cosa che fa saltare la mosca al naso all’opposizione è l’incoerenza.

Parlate di famiglia tradizionale e il vostro leader  (legittimamente sia chiaro) alla cerimonia di investitura si presenta con il compagno e la bimba nata al di fuori del matrimonio?

 Aspettatevi, quando cercherete di mettere i bastoni tra le ruote alle famiglie non tradizionali, che vi sbertuccino apertis verbis.  

Il vostro leader si presenta in vestito maschile alla cerimonia del passaggio di consegne?

Vi sarà più difficile far passare la bufala palese degli amici della “Pro Life” che nelle scuole pubbliche si insegni ai bambini a mettere il rossetto e le mutandine di pizzo per confonderne l'identità di genere.

Spero di essere stato chiaro: molte accuse saranno anche pretestuose, ma nasceranno da ogni vostra parola e da ogni vostro atto.

Compito vostro sarà quello di non prestare il fianco alle critiche e, se partiranno dall'arco, di rintuzzarne il veleno.

Ecco, però, evitate il riflesso pavloviano che vedo spesso scattare in voi come meccanismo di difesa: criticare i vostri rappresentanti nelle istituzioni, ora che comandate, non significa criticare le istituzioni stesse. 

Non si paventi alcun attentato, dunque, all’Italianità e alla sacralità delle istituzioni.

Il vostro compito, altissimo, sarà quello di non infangarne il nome, perché l’opposizione potrà anche permettersi di essere sguaiata e caciarona (e voi ne sapete qualcosa), ma chi ha ora nelle mani il potere no.

Sennò saran pernacchie. O peggio.

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