domenica 17 dicembre 2017

Trump e la Guerra delle parole

Vi ricordate i rimproveri della Destra contro il politically correct di Sinistra? Roba da radical chic, da forcetti. Insomma, se uno è frocio e frocio. Perché chiamarlo in altro modo? Bene. Pane al pane, vino al vino e frocio al frocio. Massima libertà di espressione, madama, e che vogliono questi sinistronzi? Vogliono limitare la libertà di dire tutto quello che penso?
Ora Trump è al potere e la Destra esulta uno pede: e, guarda caso, appena le è stato possibile, vieta di utilizzare nei documenti ufficiali della Sanità parole come trans, diversità e feto.
Dopo Norberto Bobbio che ha ben distinto che cosa sia la Destra e la Sinistra, eccovi un altro segnale della differenza che le contraddistingue.
Alla Sinistra può dar fastidio l'utilizzo di alcune parole: vi stigmatizzerà e vi darà dei retrogradi. Se si configurerà come potere dittatoriale, ed è successo, se le pronuncerete rischierete molto. Cercherà di convincervi che non è opportuno con le buone e con le cattive.
La Destra ha fatto e farà lo stesso, ma le vieterà. Per legge. Perché la libertà di parola e di opinione passa a suo avviso attraverso le parole e il miglior modo per controllare il pensiero è intervenire sulle parole stesse non solo attraverso la propaganda, ma anche attraverso il Diritto. 
Eliminate le parole e magicamente scomparirà il problema o, come è ben stato spiegato da Klemperer parlando della lingua del Terzo Reich, gli slittamenti di significato delle stesse intossicheranno il pensiero e l'etica di un popolo . Definire , ad esempio, Stück, pezzi, i deportatati da eliminare attraverso i forni crematori sicuramente ha lenito il patema morale di molti tedeschi.

Ecco la Dittarura nei confronti della Lingua ope legis è un segnale preoccupante del Nuovo Medioevo. Lancia in resta, miei prodi! ;-)

N.B. Solo dopo aver scritto il post, ho visto l'intervento di Zucconi che dice all'incirca le stesse cose.

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