mercoledì 29 aprile 2020

Il vaticinio dell'Umorista (2)

L'11 aprile c.m. scrivevo:
"Leggete i miei post precedenti, ma il disastro negli Usa e in subordine nel Regno Unito è stato previsto dal sottoscritto e da tanti altri, quando molti favoleggiavano sull'effetto gregge e sottovalutavano il problema.
Prevedo ora disastri gravi in Brasile. Sono meno sicuro per la Russia perché il sistema comunista, anche se da trent'anni è in teoria morto, ha mantenuto qualche elemento di Welfare che mi fa dubitare per un disastro assoluto. Come è successo in Cina, che nasconde molto, ma non tutto.
Tenete d'occhio quindi i dati del Brasile, dove Bolsonaro finirà male e non solo politicamente, e, in Italia, quelli della Campania, dopo l'ultimo decreto che segna la fine della chiusura stretta, mi sembra la regione più a rischio".
Ho cannato completamente la Campania che fornisce dati stabili.
I morti in Russia sono ancora molto bassi, ma temo un effetto alone non male.
Per il resto...Vuoi vedere che me la cavo meglio nelle previsioni degli economisti?

Bending spoon, cucchiai piegati si spera non alla Uri Geller.


Così come è successo per l'autoimposizione della reclusione volonataria in casa, vorrei che l'utilizzo dell' App “Immuni” , sviluppata dalla Bending Spoons, avesse lo stesso margine di discrezionalità; vorrei, insomma, che convinca il cittadino comune che la questione è di massima importanza e che la scelta di scaricarla o meno sia una scelta consapevole e efficace in termini operativi.
Poiché gli Italiani hanno generalmente ottemperato, qualcuno obtorto collo, alle imposizioni di “fermo” che ha comportato notevoli danni economici, psicologici e sociali, dimostrando che la semplice imposizione a poco serve, ma il convincimento, unito a quel quid di strizza che simili occasioni offrono, sì, mi piacerebbe che per convincere al meglio tutti si chiarissero le seguenti questioni:
1- L'applicazione non violerà i diritti di privacy dei cittadini?
2- Chi avrà il controllo dei dati forniti?
3- La scelta della società “Bending Spoons” che ha sviluppato l'applicazione è stata fatta in modo trasparente?
4-C'è stato un bando che ha determinato la scelta dell'applicazione?
5-La presenza di fondi del gruppo Berlusconi nell'azienda che si è occupata dello sviluppo dell'applicazione non ha indirizzato la scelta?
6-L'azienda stessa ha l'appoggio di una holding vicina a gruppi economici provenienti dalla Cina. E' tutto sotto controllo?
7-Non dobbiamo temere che i dati forniti siano in qualche modo da preservare in modo esclusivo all'interno dei confini nazionali, blindati e non accessibili a qualsiasi Renato Farina o Pio Pompa?

Chi mi conosce sa che odio il complottismo in genere, ma qualche risposta va data.
Lo so che molti, e anche il sottoscritto, davanti a un modulo di autorizzazione per qualsiasi app cliccano compulsivamente sì, ma i dati forniti da questa applicazione comportano molteplici problemi relativi alla privacy da non sottovalutare.
Per farla corta: la limitazione della libertà va giustificata e va garantita e le disposizioni devono essere chiare e non intrusive (vedi la questione “congiunti” che è intrusiva non essendo chiara).
Se avessi anche il minimo sospetto che vi sia qualcosa di opaco nell'operazione, mi sottrarrei.
 Perché i dati dei cittadini nelle mani di un sistema democratico che ha a cuore il bene generale garantiscono tutti, ma i dati personali forniti gratuitamente nelle mani di personaggi che non hanno mai dimostrato rispetto della libertà (se non la loro) e del bene comune possono essere boomerang molto pericolosi.



giovedì 23 aprile 2020

Invettiva di un Feltri di Sinistra.


Mentre degli stronzetti si lamentano per le censure inesistenti nei confronti delle cagate che scrivono sui loro giornali di merda distillata con carta igienica annessa e che diffondono a spruzzo per il godimento di un popolo rimbesuito da anni di rincoglionimento programmato e senza obsolescenza su canali TV complici e finanziati da un cagone ora provvisoriamente nizzardo di piccola virtù, essendo stato socio di organizzazioni segrete e/o malavitose, il direttore, minacciato evidentemente in modo credibile, di un giornale nazionale,  "La Repubblica"  (di cui, a scanso di equivoci, non condivido la linea politica da lunga pezza) viene prudentemente sostituito per evitare il peggio.
Coloro che lo minacciano sono sodali, amichetti, camerati degli stronzetti starnazzanti e del codardone in villa. Si chiamano fascisti ossia quegli omuncoli che vogliono che il 25 aprile sia una festa dedicata alle vittime del Covit perché nessuno ripeta ad alta voce quello che è palese a tutti: che sono fascisti e hanno perso ogni guerra. In particolare quella con l'intelligenza.
Ogni atomo di ossigeno da loro sottratto all'Umanità è sprecato.

P.S. Invettiva di un Feltri di Sinistra. Ora provvederò a staccarlo dalla bottiglia! Ha buon gusto, però: si è scolato un Pinot Nero niente male.

L'infantilismo non infantile dei mestatori.


L'errore (in cui sono incorso anch'io. Mea culpa!) di scambiare il linguaggio infantile di certi personaggi della politica e dell'informazione con l'infantilismo della persona stessa va evitato come la peste.
E' inutile (e controproducente) dare del bambinone al Capitano che si strafoga di Nutella, nel contempo prendendosela, mandando bacioni, con il nuovo nemico di turno (Cinese, Albanse, Rom, Immigrato, Comunista and so on...),  o dell'ubriacone a Feltri che dice papale papale che i meridionali sono “inferiori”.
Al bimbo e all'ubriacone (o al pazzo) concediamo il beneficio di inventario dell'inconsapevolezza e l'azione più aggressiva nei loro confronti per certe esternazioni sarà di conseguenza il buffetto sulla guancia.
Prendeteli per adulti consapevoli delle loro parole. E agite di conseguenza. Senza sconti.

giovedì 16 aprile 2020

L'impunità di gregge. Facci! Facci pure!


Intendiamoci: chiudere in casa un'intera popolazione non è cosa semplice. Se in parte l'operazione è riuscita, diciamocela tutta, non è stato il semplice frutto della ragionevolezza di un Popolo e della preveggenza di un Governo illuminato, ma l'imperio della strizza sui nostri sfinteri.
Le immagini dei ricoverati in Terapia Intensiva attaccati al respiratore e la ventilata riffa tra coloro che avrebbero potuto accedere alle cure e gli esclusi per età o per intasamento degli Ospedali hanno fatto sì che anche i più riottosi se ne siano stati per un po' a casuccia.
Ovviamente , anche se l'emergenza c'è ancora, dopo un po', si sono levate le parole di protesta.
I giornalacci dell'Immarcescibile parlano di “sequestro”, di “Stato di Polizia” (proprio loro! Gli ammiratori dei “pieni poteri” di Capitan Findus e di Orban!) o, in termini meno drammatici, di una limitazione della libertà che sta mettendo nei guai economici un fottìo di gente.
Ed è inutile negarlo: è vero.
Ma su uno dei piatti della bilancia, giratela come volete, c'è la pellaccia.
E se doveste scegliere tra l'ossigeno e il pane (senza salame) , anche in condizione di estrema inedia e cacchessia, non ho dubbi che scegliereste l'ossigeno.
Orbene, ordunque: che un Facci faccia il solito fighetto e proclami coram populo che lui “evade” in montagna e infrange la legge in nome della Libertà ci può anche stare. Basta che ci sia un solo Facci e non importa che si comporti così per il Pensiero Liberale o per quello Anarchico o, come succede in Italia, per l'onfaloscopia religiosa dettata dall'individualismo amorale.
Se, però, una ventina di milioni di Italiani ragionassero come il Facci, le nostre montagne non sarebbero solo invivibili, ma il Coronavirus stapperebbe lo champagne.
Il fatto è che il Facci è un giornalista pur senza attico a New York e strepiterebbe come un'oca ingozzata per il patè se fosse sanzionato: parlerebbe di Ingiustizia o di Giustizia ad orologeria e ad personam. Perché non se la prendono con altri? Lui sa benissimo che il suo vicino se n'è andato a fare jogging con la moglie o che esce dieci volte al giorno per “pisciare il cane” con la stranguria! 
Perché le Forze dell'Ordine non rincorrono con i droni 'sti impuniti?
Perché se la pigliano con un eroico martire della Libertà che agisce nel sacro nome del farsi i cazzi suoi, eh?
Insomma, non la tiro lunga: come ogni italiano che si rispetti, le regole per il Facci valgono per gli altri. Per lui no.
E se tutti la pensassero come il Facci e ne seguissero l'esempio, tra l'altro, il Facci sarebbe tra l'altro il primo a lamentarsi.
Avete presente Don Abbondio, quando, dopo la conversione dell'Innominato, si va a rifugiare nel suo castello? Vi ricordate quanto è indispettito di non essere il solo ad avere avuto quell'idea?
Ecco il siparietto con Agnese:

In molti? in molti?” replicava don Abbondio: “povera donna! Non
sapete che ogni lanzichenecco ne mangia cento di costoro? E poi, se volessero
far delle pazzie, sarebbe un bel gusto, eh? di trovarsi in una battaglia. Oh
povero me! Era meno male andar su per i monti. Che abbian tutti a voler
cacciarsi in un luogo!... Seccatori!” borbottava poi, a voce più bassa: “tutti
qui: e via, e via, e via; l’uno dietro l’altro, come pecore senza ragione.”

La stoccata di Agnese è magistrale:

A questo modo,” disse Agnese, “anche loro potrebbero dir lo stesso di
noi.”
Ben sappiamo che il Facci, come ogni Don Abbondio che si rispetti, ha l'empatia bassa.
Mettersi nei panni degli altri? Non sia mai!

martedì 14 aprile 2020

Le statistiche sono scivolosissime, ma c'è chi butta olio sull'informazione. Probabilmente inconsapevolmente.


Piccola notazione ignobile.
Benché sia fedele alla massima di Benjamin Disraeli che dice: “Ci sono tre generi di bugie: le bugie, le maledette bugie e le statistiche”, leggendo la fonte ritenuta dai più fidedegna relativa alla diffusione del Covid nel Mondo ossia il sito https://www.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6 ,
mi domando con qualche irritazione in più: fermo restando che il dato degli Stati Uniti relativi ai casi confermati è messo in evidenza, perché mai i dati relativi al totale delle morti effettive risulta diviso per ognuno degli Stati che compongono gli Stati Uniti? 
Insomma, i contagi sono Unionisti e le morti dei Confederati?
(Per semplificare: i morti negli Stati Uniti sono oggi oltre i 24000 e hanno superato quelli italiani, ma al dato dovete arrivarci per deduzione, cliccando sui dati aggregati degli USA).


Vile little notation.
Although I am faithful to the maxim of Benjamin Disraeli who says: "There are three kinds of lies: lies, damn lies and statistics", reading the most trustworthy source related to the spread of Covid in the World, namely the site https://www.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6 ,
I wonder: given that the data from the United States relating to confirmed cases is highlighted, why is it that the data relating to the total number of actual deaths is divided by each of the States that make up the United States? In short, are the contagions Unionists and the deaths of Confederates?

sabato 11 aprile 2020

Il Vaticinio dell'Umorista.


Non è bello fare previsioni senza essere addentro alle questioni statistiche, seppur, come sappiamo, scivolose per statuto. 
Prendetemi, com'è giusto, per un gattino da tastiera e mandatemi a quel paese. 
Non mi offendo. 
Purtroppo, il buon senso, con qualche elemento di realtà e qualche dato statistico per semplicioni, mi dice che i Paesi che sono intervenuti tardi finiranno nei guai.
Leggete i miei post precedenti, ma il disastro negli Usa e in subordine nel Regno Unito è stato previsto dal sottoscritto e da tanti altri, quando molti favoleggiavano sull'effetto gregge e sottovalutavano il problema.
Prevedo ora disastri gravi in Brasile. Sono meno sicuro per la Russia perché il sistema comunista, anche se da trent'anni è in teoria morto, ha mantenuto qualche elemento di Welfare che mi fa dubitare per un disastro assoluto. Come è successo in Cina, che nasconde molto, ma non tutto.
Tenete d'occhio quindi i dati del Brasile, dove Bolsonaro finirà male e non solo politicamente, e, in Italia, quelli della Campania, dopo l'ultimo decreto che segna la fine della chiusura stretta, mi sembra la regione più a rischio.
Ovviamente non prendetemi troppo sul serio: mi occupo di umorismo e dovrei farvi ridere. 
Ridete delle mie bubbole farlocche e delle mie vignette.
Seguite, quindi, solo le indicazioni di medici e virologi. 
State a casa e passate la Pasquetta fuori porta sul ballatoio o sul balcone. 
Salutate i vicini. 
Ovviamente ci sarà un sole a palla. ;-)
Auguri di Buona Pasqua.

domenica 5 aprile 2020

Pissi pissi bao bao (post sulla Scuola. Severamente vietato ai non addetti ai lavori): Versus la scuola dematerializzata.




Cari colleghi, sappiamo di vivere un dramma. Io sono di Bergamo che è stata ed è, di fatto, l'epicentro con Codogno del contagio da Coronavirus in Italia e ne so qualcosa.
Posso ben capire, dunque, che i problemi e le rogne esistenti siano molto, ma molto più grandi delle questionzuncole relative alla scuola.
Primum (soprav)vivere, deinde philosophari.
Sono qui, però,come molti di voi, seduto sul divano, non inoperoso, comunque, come pensano i più; anzi abbastanza stremato da queste settimane convulse nel tentativo di mettere in piedi una scuola virtuale, che sappiamo benissimo non essere quella "vera" (perché la Scuola è in praesentia, non ci sono storie), ma che potrebbe averne la parvenza.
La DAD (Didattica a Distanza) forse non è stata chiamata DOL (Didattica on Line) solo perché l'acronimo richiama il verbo latino “doleo” ossia “soffro” e“mi dolgo” (faccina dell'Uomo ammiccante)
Be', di riffa e di raffa, nel giro di un mese abbondante la scuola è stata ribaltata: non funziona come un orologio svizzero, ma, se devo essere sincero, sta funzionando meglio delle mie aspettative.
Un contatto è stato riallacciato e i ragazzi stanno partecipando, pur con l'umore sotto le scarpe, ma si sono prestati al gioco. Hanno, come è giustissimo, manifestato qualche fragilità (per imparare ci vorrebbe un po' di serenità e non c'è: ogni famiglia ha una qualche fatica da affronatere: affettiva, se è mancato qualche caro, psicologica, se vi è qualche parente in difficoltà, e non ultimo economica, perché i soldi non crescono sugli alberi e sono forieri di cali d'umore consistenti in una popolazione non molto propensa a farsi aiutare), e, vabbe', hanno approfittato dell'occasione per dormire qualche ora in più e fare qualche compito in meno.
Però hanno tenuto. Ora, dopo che gli insegnanti hanno cercato le pecorelle smarrite, volontariamente e involontariamente, e averle radunate nel recinto della classe restituita, profondendo in questo notevoli energie in termini pratici, arriva la notizia (che notizia non è, il che è peggio) che il Ministero si sta orientando verso la promozione generalizzata.
Siamo tra insegnanti: lo sapevamo già.
I DS già si stavano mettendo le mani nei capelli pernsando agli aspetti normativi e ai ricorsi per le eventuali bocciature. Nemmeno i docenti più severi sarebbero intervenuti di machete.
Però, però, c'è qualcosa che non convince. O forse non convince me.
Innanzi tutto i tempi. Perché ad aprile a due mesi dalla fine della scuola, quella ufficiale, già si comunica che tutto andrà in cavalleria? I Lucignolo che magari a telecamere spente e musica a palla fingono di assistere alle lezioni che cosa faranno ora? I ragazzi che per ragioni economiche non avevano un computer e, collegati con i cellulari, dovevano sfracassare gli zebedei ai genitori per avere più Giga se la sentiranno ancora di persistere e togliere credito a qualche videogioco succiabanda?
Sarebbe il meno, mi vien da dire.
Quel che mi preoccupa è l'arietta che si sta respirando di smantellamento della Scuola Pubblica, di dematerializzazione dei rapporti docenti-allievi che tanto costa alle casse pubbliche.
Mentre ora, drammaticamente, si scopre l'utilità della Sanità pubblica e dei presìdi che sono stati erosi da anni di politica scellerata, al contrario, ora si fa avanti l'ideuzza di una Scuola leggera, magari senz'aule da pulire e manutenzione da fare. 
Magari privatizzata.
Ed ecco, provvida come un avvoltoio in presenza di molte carogne, la solita Aprea propone il punto b1 del Piano di Rinascita di Licio Gelli (punto che piace assai a Forza Italia, Lega e a vasti settori dei M5S): l'abolizione del valore legale del titolo di studio.
Non solo: molti docenti, come tutti i neofiti di una nuova tecnologia, vedono nelle modalità di insegnamento della DAD aspetti positivi. Non sbagliano, eh!, ma si dimenticano, e scusate la grevità dell'Umorista che è in me, che la DAD sta all'insegnamento come il porno telematico al sesso.
Si può fare in assenza, ma non è la stessa cosa.
Ci sono professioni che per statuto non possono essere dematerializzate perché nascono dal rapporto diretto tra esseri umani: l'insegnamento, la psicologia e, come possiamo vedere anche oggi, la medicina.
E poi nessuno considera con un minimo di profondità l'aspetto discriminatorio della DAD, fenomeno che tutti i docenti possono osservare in queste prime fasi.
In questo modo di interpretare la scuola, rimangono inevitabilmente indietro i più fragili e i più deboli delegando alle loro famiglie un compito di sostegno che spetta allo Stato.
Perché, da docente e da animatore digitale, ohibò, ad euro zero perché così inquino meno, diffido di questa improvvisa passione per queste modalità di insegnamento?
Perché temo che prevalga, com'è successo criminosamente in ambito sanitario, un ulteriore disinvestimento (anche economico) non solo sulle strutture , ma anche su quegli insegnanti magari meno attrezzati tecnologicamente, ma più validi nella relazione umana e nell'aiuto ai più deboli, nelll'ottica di una scuola efficientista che privilegerà i già privilegiati, in salute e in economia. 
Curare i sani è facile e costa poco (e permette di smantellare gli Ospedali), curare i malati è difficile e costa tanto.
Intelligenti pauca.


venerdì 3 aprile 2020

Lupi con gli agnelli e agnelli con i lupi. Sull'aggressività del giornalismo.


Pensierino della sera.
Come ogni sera, seguo (a dir la verità non molto attentamente, perché preferisco non essere travolto dall'informazione minuto per minuto) la conferenza stampa dove il mite Borrelli risponde con pazienza olimpica alle domande dei giornalisti.
Lo avrete notato: pur con la varietà di accenti, i prodi cavalieri dell'informazione hanno un tono a metà tra l'adirato e il sospettoso.
Poiché a certe domande non c'è certezza, Borrelli rimanda agli esperti le risposte più tecniche oppure, semplicemente, dice: non ci sono dati.
E con calma Zen sorride senza mandare a quel paese i maleducatissimi interlocutori.
Questa stampa con la bavetta alla bocca è la stessa che si è sorbita senza colpo ferire le idiozie di un Capitano freezerato, evitando (Per paura? Per convenienza?), di entrare in conflitto con chi gestiva allora il potere con minchiate sesquipedali (e che ora balla la samba della scontentezza promettendo milioni di miliardi a chicchessia ovviamente sempre coi soldi degli altri).
Insomma, certi giornalisti (e son molti) sono agnelli con i lupi e lupi con gli agnelli, agnelli che ora si fanno un mazzo tanto per tirarci fuori dalla cacca.
Domani, quando leggerete i titoli dei soliti giornalacci, pensate alle mie parole.
Notte.

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