lunedì 27 maggio 2019

Capitan Findus e le armi della persuasione. Chapeau!


Umberto Eco, pace all'anima sua, dovrebbe essere buttato nel Po post mortem (nel Medioevo si è riesumato qualche Papa per fargli la festa nel Tevere dopo qualche anno di sepoltura) per aver indagato col suo acume intellettuale il motivo del successo di Mike Bongiorno: essere uguale, anzi al di sotto, al livello dei propri telespettatori è un'arma vincente.
Ed ecco prima Berlusconi e ora Capitan Findus, che hanno evidentemente letto avidamente le parole del grande semiologo e romanziere o perlomeno hanno frequentato e assunto chi lo ha letto per benino, in palmo di mano delle masse plaudenti.
Nulla è fatto a caso. 
Anche gli errori sono voluti.
Eccovi il tweet del nuovo Re Mida che trasforma la Merda in voti.
Bellissimo!
Non temano i Leghisti DOC: non rosico. 
Mi inchino all'intelligenza di chi sta dietro a questo fenomeno.
Eccovi il cartello: sgrammaticato e senza punteggiatura.
Manca il soggetto (La Lega), il Capitano scrive il numerale ordinale con i numeri arabi (sì, sono arabi), tralascia la virgola e il punto esclamativo.
La forma corretta non sintetica e scarsamente efficace dovrebbe essere: “La Lega (è il) primo partito in Italia, grazie (a voi elettori per averci premiato)!”
Lasciate un ragazzino di prima media l'onere di scrivere un cartello del genere e lo scriverà così.
Anche il tweet è geniale. “Una sola parola: GRAZIE Italia!”
Afferma di dire una parola e ne dice due, grida GRAZIE (il maiuscolo per la netiquette è un grido), sorvola sulla virgola, mette questa volta il punto esclamativo e fa seguire la bandierina italiana. Perfetto. 
Rafforza il ringraziamento ai suoi elettori (e il “grazie” lo evidenzia con l'evidenziatore giallo sul cartello e lo grida nel tweet).
Poi c'è l'ambientazione e qui c'è il colpo di genio.
Scaffali aperti: libri e cimeli di vario genere in disordine. Si va dal cappellino trumpiano “First America”, dal cappello dei Carabinieri, a qualche foto. Appaiono in ordine sparso un libro su Himmler (così dicono, ma io non sono riuscito a vederlo), qualche bottiglia di vino qua e là, la bottiglietta o ampolla con il simbolo leghista, qualche fotografia di qualche giocatore del Milan alla parete et similia.
Ma l'occhio si sofferma su due simboli : il Tapiro (che richiama Mediaset) e l'icona ortodossa di un Cristo (che richiama insieme la Russia e il Cristianesimo).
L'insegnamento per i suoi avversari: non date dell'ignorante a chi sa utilizzare bene gli strumenti di persuasione di massa. 
Sono leciti, eh! E l'ignoranza fa parte integrante di una strategia perfidamente intelligente.

P.S. Morisi oggi fa il bulletto dicendo di non aver sbagliato nulla. Falso. Aveva in mano il 40% dei voti e ne ha ottenuti solo il 34%, ciucciandoli dai voti del Movimento Polli a 5 Stelle. Ottimo risultato, sia chiaro, ma gli ricordo il funestissimo 40% del PD nelle europee precedenti. Può gonfiare il petto oggi, e se lo può permettere, ma non insista più di tanto: Renzi lo ha fatto e si è visto com'è andata.Rimpinguare Paypal a fianco, please!

domenica 26 maggio 2019

Vittorio Zucconi


Vittorio Zucconi sarà ricordato da chi ha avuto e ha ancora l'onere di insegnare nelle scuole medie per un libro del 1993 "Stranieri come noi", una raccolta di racconti che cercava di sondare questioni inerenti al confronto culturale in un'ottica apertamente antirazzista. Zucconi ha messo a frutto, in tempi non sospetti, l'indicazione di Miguel de Unamuno: "Il fascismo si cura leggendo, il razzismo si cura viaggiando". E il suo viaggio continua attraverso le sue parole. Non male per un giornalista di ben altra tempra di quelli che ora, a disdoro della categoria, non scrivono sui giornali, ma li imbrattano.

mercoledì 22 maggio 2019

Calenda e il narcisismo ferito.



Ho già trattato di uno dei mali di oggi: il narcisismo. E, in particolare, ho parlato delle reazioni del narcisista a fronte di un rifiuto. Poco tempo fa ho stigmatizzato il narcisismo ferito di Porro, che si è offeso per il rifiuto di Michela Murgia di farsi intervistare, ora sull'altro versante, a Sinistra (ma ne siamo sicuri?), c'è Calenda che se la prende con il collettivo di scrittori Wu Ming perché si nega al confronto con lui.
Innanzi tutto, Calenda usa per provocarli il linguaggio della Destra, il che fa irritare a prescindere. L'espressione di Flaiano, condita e rimodellata ad uso e consumo degli sparlanti, l'avete sentita mille volte: “In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti”.
Bell'aforisma, eh! (amatissimo da Feltri e compari), ma , utilizzato oggi, noioso come l'acqua minerale sgasata, fascinoso come un calzino usato e attraente come un posacenere sporco.
La variante calendiana è: “Siete dei fascisti inconsapevoli”.
Inutile sottolineare che per quanto mi riguarda dare del fascista a qualcuno non dovrebbe essere l'equivalente del dargli dello stronzo.
Fascista (e neofascista) è colui che, ammirando il Ventennio che fu e tentando di ricostituire un partito di ispirazione fascista, intende riproporre, utilizzando la forza, le leggi liberticide sive fascistissime del '25 che solo la Costituzione, per ora, è riuscita a ostacolare (libertà di opinione, di stampa, di movimento, di associazione and so on). Punto.
Poi c'è il nostalgico, c'è il conservatore, c'è l'appassionato di militaria, l'umarell destrorso, lo xenofobo compulsivo che possono essere guardati con diffidenza, ma che fascisti non sono.
Se consiglio prudenza sull'uso strumentale della parola magica “fascisti”, potete immaginare come l'idea di equiparare l'antifascismo al fascismo mi dia ai nervi. Antifascisti, magari in ritardo sui tempi, erano monarchici, liberali, cattolici, repubblicani, radicali, socialisti e comunisti e, come sappiamo, molti fascisti che si sono resi conto, ad un certo punto, che il Regime li aveva buggerati alla grande. E Calenda, quando utilizza l'espressione rivolta al collettivo Wu Ming pensa solo ai Comunisti, potete starne certi. E parla a nome del PD.
In realtà, qui c'è di mezzo l'ego ferito di chi vuole essere ascoltato, ma risulta solo molesto.
Calenda è querulo: “Leggete il mio libro e poi confrontiamoci!”, un invito a metà tra la pubblicità indiretta e non tanto occulta e il tentativo di far sentire in colpa l'interlocutore riottoso.
Sembra dire: “Come? Non mi state ad ascoltare?”
E i Wu Ming che gli danno retta, a mio avviso, son fin troppo cortesi.
Non c'è bisogno di capire nulla.
Guardate la fotografia di Calenda che stringe sorridendo la mano di Bannon, quello che si è affittato un eremo per diffondere il sovranismo in Italia.
Magari Capitan Findus strizzerà l'occhio alla Russia (i finanziamenti sono sub iudice), ma gli Stati Uniti che stanno minando, sull'altro fronte, scientemente il fragile europeismo italiano sanno su chi contare.
Calenda si scelga meglio gli amichetti: se vuol giocare con loro, vada nel loro campetto che è attrezzato e lussuoso, ma non rompa le balle. 
L'ostracismo non vale solo per Capitan Findus quando flirta coi gruppuscoli neofascisti.
Se vuole essere ascoltato, giù le orecchie (è un calco di una sapida espressione orobica), perché di arrogantini narcisistoidi ne abbiamo proprio piene le tasche. 
Sia chiaro, parlo a nome mio e di altre 25 persone, gruppo ristretto e velleitario che non conta una cippa. 

martedì 21 maggio 2019

I rischi di tirare troppo gli elastici. Il caso Cucchi e Capitan Findus.


Non vorrei creare qualche problema al lieto fluire degli eventi, ma, poiché la notizia non è stata messa a mio avviso in sufficiente risalto, sono costretto ad utilizzare l'evidenziatore viola.
Il fatto che il Ministro degli Interni , preso atto che la questione sul caso Cucchi non stesse nei termini che fino a poco tempo fa riteneva indiscutibili, abbia cambiato opinione mi fa solo piacere, sia chiaro. Anzi, è segno che la consapevolezza è superiore al furore ideologico. E' una buona notizia (anzi ottima).
Me ne compiaccio non perché, come i maliziosi insinueranno, il vaso di Pandora che sta svelando quello che alcuni Carabinieri, indegni del loro ruolo, hanno cercato di tenere coperto porti l'acqua al mulino di coloro che hanno diffidenza nei confronti di alcune istituzioni (io credo che le istituzioni, al contrario, debbano essere preservate non solo dagli attacchi esterni, ma in particolare dai carcinomi interni), ma perché credo che la verità, anche quella scomoda e che va contro le nostre opinioni e i nostri inevitabili pregiudizi, sia più importante di tutto il resto.
Qualcuno obietterà che la verità è come la Fenice che non si sa dove nasca e dove cavolo sia finita o che, come oggi va di moda e si sospetta, non esista proprio; il relativismo portato all'eccesso, però, fa sì che qualcuno nel Duemila avanzato creda che la Terra sia piatta e che Kubrick abbia filmato l'allunaggio per prendere per il naso miliardi di umani.
La questione, però, per quanto mi riguarda, è particolarmente interessante dal punto di vista antropologico: quando si tirano troppo i fili della polemica e questi ultimi si accortocciano troppo velocemente, l'effetto creato diventa surreale e quasi comico.
Fino a poco tempo fa il nostro Capitan Findus affermava che le Forze dell'Ordine avevano ragione a prescindere, che Stefano Cucchi era un tossico perso e che la sorella di Stefano gli faceva schifo. Così: schifo.
E le parole sono sassi. Tutti se le ricordano.
Ora, alla chetichella, il Ministro degli Interni nella persona del Capitano Comandante si è costituito parte civile contro (ripeto: contro) i Carabinieri che hanno tentato il depistaggio per evitare di dire quello che con gran difficoltà è emerso dalle indagini ossia che qualcuno nell' Arma dei Carabinieri non solo si è fatto prendere la mano fino a massacrare di botte un inerme, ma ha fatto di tutto per occultare quello che era successo, dalle ime alle supreme cariche .
Insomma, nel prossimo processo Cucchi, il Ministro degli Interni pretenderà dai (pochi) Carabinieri che hanno infangato il nome dell'Arma (e, se saranno condannati, lo hanno fatto sul serio) un risarcimento in solido.
Sta di fatto che il Capitano e colei che gli faceva schifo ora stanno dalla stessa parte.
Invito coloro che si sono scagliati a suo tempo con il candore degli indignati contro Ilaria Cucchi (“Cerca visibilità!”, “Approfitta del fratello per fare carriera politica!”) a sciacquarsi la lingua con la varechina o a dichiararsi profondamente antiCapitanfindusisti.
Aut aut. Lascio loro la scelta. Tertium non datur. 


De bufala: Anna Frank e le ossessioni del negazionismo nostrano.



Ecco il problema delle Fake news. Parte la bufala: “Sospesa per aver letto Anna Frank”. Siamo a pochi giorni dal pasticciaccio brutto a Palermo che ha visto la sospensione di una docente per un opinabile accostamento tra Salvini e qualche uomo forte del passato.
Verifica: “La docente è stata sospesa per aver dato uno schiaffo a un bambino”.
E' la madre, che adirata, ha aggiunto la ciliegina dell'indottrinamento “comunista” a base di letture di Anna Frank.
Il MIUR non ne fa cenno: la docente è stata sospesa per l'atto educativo eccessivo e violento. Non si fa. Punto. Anna Frank non c'entra proprio.
Risultato finale e atteso della Fake News è un procedimento logico improprio secondo il quale nelle scuole si indottrinano i bambini e le maestre “comuniste” picchiano per di più i bambini. E' inutile aggiungere da dove possa venire la polpetta avvelenata di un simile messaggio. Tanto per dare una dritta al lettore, invito chi ne abbia interesse a leggersi le paginate dei negazionisti sulla veridicità del Diario di Anna Frank, una vera ossessione.
Ecco il motivo per cui le Fake News fanno malissimo: inducono a un pensiero semplificato che utilizza la generalizzazione come strumento di analisi della realtà, confermano i pregiudizi già radicati e consolidano il vittimismo di chi sente colpito da qualsiasi sopruso (praticamente l'intera umanità ;-)).
Credere alle bufale è la borsa termica che si mette sulla pancia: serve a poco, ma è consolatoria. Ma, se ha qualche perdita, ustiona... e allora sono guai!
arz62

lunedì 20 maggio 2019

Capitan Findus si sta lentamente scongelando. Sull'arte di non azzeccarne una.


 Io ho provato a dare consigli al nostro Capitan Findus. Appiattirsi su Casapound un errore, scagliarsi un giorno sì e uno no contro il terzo settore e in particolare contro la Caritas un altro errore, non tenere a bada i rapporti non sempre cristallini delle amministrazioni leghiste con la ‘ndrangheta e il malaffare un altro errore ancora. Non vuole stare a sentirmi. E ora altri due scivoloni: la solerzia della Digos nella rimozione degli striscioni durante il suo giro elettorale e , in ultimo, il pasticciaccio brutto della professoressa di Palermo. Certo, gli hanno di volta in volta consigliato qualche pezza riparatoria: (alla rinfusa) l’invocazione a Padre Pio, il rosario alla mano, l'affermazione che lui mica si offende per gli striscioni, la promessa di incontrare la docente sospesa quanto prima, la professione di antifascismo. Bene, ma non benissimo: perché ora sembra rincorrere gli eventi e non anticiparli, come sembrava essere in grado di fare prima. E questo succede nella settimana decisiva delle elezioni europee E riparare all’ultimo momento alle sbavature del suo far politica, per il Capitano impavido che ha dimostrato sul campo di saper parlare alla pancia del paese, equivale a mettere un cerotto sull'epa borbottante per guarire la dissenteria. Il risultato finale è prevedibile e incomincia a puzzare. P.S. Se il Capitano vuole sostenere lo spin doctor in saldo, sono in promozione fino a lunedì come Divani&Sofà. Il link lo trova su Graffi di gesso, il mio blog che per ragioni logistiche in questi giorni non sto utilizzando.a dare consigli al nostro Capitan Findus. Appiattirsi su Casapound un errore, scagliarsi un giorno sì e uno no contro il terzo settore e in particolare contro la Caritas un altro errore, non tenere a bada i rapporti non sempre cristallini delle amministrazioni leghiste con la ‘ndrangheta e il malaffare un altro errore ancora. Non vuole stare a sentirmi. E ora altri due scivoloni: la solerzia della Digos nella rimozione degli striscioni durante il suo giro elettorale e , in ultimo, il pasticciaccio brutto della professoressa di Palermo. Certo, gli hanno di volta in volta consigliato qualche pezza riparatoria: (alla rinfusa) l’invocazione a Padre Pio, il rosario alla mano, l'affermazione che lui mica si offende per gli striscioni, la promessa di incontrare la docente sospesa quanto prima, la professione di antifascismo. Bene, ma non benissimo: perché ora sembra rincorrere gli eventi e non anticiparli, come sembrava essere in grado di fare prima. E questo succede nella settimana decisiva delle elezioni europee E riparare all’ultimo momento alle sbavature del suo far politica, per il Capitano impavido che ha dimostrato sul campo di saper parlare alla pancia del paese, equivale a mettere un cerotto sull'epa borbottante per guarire la dissenteria. Il risultato finale è prevedibile e incomincia a puzzare. P.S. Se il Capitano vuole sostenere lo spin doctor in saldo, sono in promozione fino a lunedì come Divani&Sofà. Il link lo trova su Graffi di gesso, il mio blog che per ragioni logistiche in questi giorni non sto utilizzando.

La Storia Magistra vitae forse insegna male, ma dà di quelle bacchettate!

La cartina di tornasole che Capitan Findus ha calpestato una cacca senza che quest’ultima gli abbia portato fortuna è il fatto che oggi sulle pagine di apertura dei giornali di riferimento della Destra ( eccettuato “Il dubbio" che però parla di rientro sulla cattedra della docente) non si fa cenno al pasticciaccio brutto palermitano. Lo stesso Capitano, non è una novità, fiutato il vento contrario e maleodorante, ha fatto marcia indietro e si è detto disposto ad incontrare l'insegnante colpita dalla Fatwa per aver permesso ai suoi studenti un accostamento discutibile, ma non illecito, tra regimi del passato e governi recenti. Purtroppo, la sensazione spiacevole è che, nonostante la retromarcia, il risultato desiderato sia stato ottenuto. Nell'immaginario di certa destra la scuola è un campo di indottrinamento dove ideologi al soldo dell'Internazionale svolgono lezioni su Marx, Mao e Pol Pot. Evidentemente sono un po’ d’anni che non frequentano l’ambiente e vivono di ricordi vividi degli anni Settanta. Oggi la scuola è ideologicamente variegata e, se c’è un minimo comune denominatore tra i lavoratori della Scuola, è l’essere statali, categoria notoriamente non molto amata dal leghismo nostrano, vista la presenza consistente di lavoratori del Meridione. La compagine governativa ha recentemente locupletato la categoria con un aumento omeopatico e pur essendoci molti simpatizzanti per il governo (percentualmente più grillini che leghisti) le azioni del governo vengono vagliate criticamente. La mite professoressa palermitana, devota alla scuola, da quel che si è capito non sposata e con un investimento nell’insegnamento totale, era un bersaglio sbagliato. Andatevi a leggere quello che hanno scritto i suoi studenti e, al di là del contenuto opinabile, la forma è perfetta. E la docente è lì per insegnare, oltre che il pensiero critico, l’italiano. Anche la sua reazione, piena di buon senso, tinta più di tristezza che di rabbia, è un pugno nei denti per chi avrebbe voluto esercitare solo la forza muscolare in questa occasione. Prendete la fotografia del bel tomo di Casapound e affiancatela a quella dell’anziana docente e vi farete un’idea di come l’operazione alla Bolsonaro (il leader brasiliano che programmaticamente ha deciso di “bonificare" la scuola brasiliana dagli elementi di Sinistra) sia andata in pappa. Nessuno tifa per il bullo sull'autobus che non cede il posto alla vecchietta. Ma, comunque, il messaggio aggressivo verso un mondo debole come la scuola è arrivato forte e chiaro, anche se non porterà voti come invece si sperava. D’altronde ce lo insegna la Storia: quando i Governi hanno voluto mettere mano alla Scuola hanno sempre vacillato. Ah, si insegna la Storia anche per questo: per evitare gli errori del passato, anche se, come gli storici dicono sogghignando, la Storia magistra vitae ha il brutto difetto di uccidere tutti i suoi allievi. La disciplina è dunque da affrontare e da manipolare con circospezione a scuola, vero, ma in particolare fuori dalle aule scolastiche, dove gli effetti degli errori si pagano in modo più cruento. Intelligenti pauca...

La Globalizzazione dell'idiozia

Insegniamo agli Italiani che il battito d'ali di un tweet di un membro di Casapound a Monza può mettere nei guai una docente a Palermo.

A scuola non si fa politica: la nuova educazione al silenzio.

Vedo con rammarico che alcuni dei miei contatti plaudono al provvedimento che ha sanzionato la docente denunciata da un tweet di un membro di Casapound (!), per omessa sorveglianza dei propri allievi nell'ambito di un’attività didattica. La “gionta" alla loro approvazione è la solita e, mi si lasci dire senza peli sulla lingua, ignorantissima frase: “A scuola non si fa politica". Lo sanno anche i sassi che si fa politica anche tacendo (non sono loro quelli che si lamentano del silenzio sulle Foibe o sull'Esodo istriano?) Non saranno persuasi da quello che dirò, ma quello che è successo è l’atto più politico che si potesse fare in un’occasione del genere. L’obiettivo è chiarissimo a chi lo vuol vedere. Si prende una docente motivata nel proprio lavoro, la si umilia pubblicamente, per di più per un'attività gestita dagli allievi. Il messaggio politico è quello dei poteri che mostrano i muscoli e che non gradiscono né le critiche né gli accostamenti (anche indebiti). Peccato per loro che ci sia un articolo della Costituzione che garantisce la libertà di insegnamento nato dal tentativo del Fascismo con la effe maiuscola di imbavagliare le voci fuori dal coro nella scuola durante il Ventennio. È evidente che anche un docente può sbagliare e deve attenersi alle regole della deontologia professionale, ma il tutto dovrebbe risolversi nelle secrete stanze dell’istituzione e non sulla pubblica piazza dei social, dove il messaggio che sta serpeggiando nella Destra italiana ossia quello che sia giunto il momento opportuno per zittire gli insegnanti a qualsiasi chiesa essi appartengano sta giungendo forte e chiaro. Per quanto mi riguarda, se lo possono scordare. E sappiano che ben conosco la distinzione di quello che posso dire a scuola e quello che posso scrivere sui miei blog e su Facebook. E chi si occupa di scuola dall'esterno, spesso, no.

domenica 12 maggio 2019

Casapound e le vittime della Storia.


Il vittimismo non l'hanno inventato loro. Il mago del vittimismo è stato Berlusconi (che, e non è un caso, è il distributore del libro-intervista di Capitan Findus). Farsi passare per vittime ed essere nel contempo aggressivi è il loro forte. 
Prima si lamentano della censura al Salone di Torino (che censura, tra l'altro, tecnicamente non è), dichiarandosi apertamente fascisti e sventolando a riprova dell'ingiustizia, senza renderesi conto della contraddizione, visto che la nostra carta costituzionale è "costituzionalmente"antifascista, e non ci sono discussioni, l'art.21 della Costituzione; poi vogliono impedire a Lucano di parlare a Roma.
Si paragonano improvvidamente agli scampati dei campi di concentramento. Inutile spiegar loro che hanno detto una bestialità e che la loro storia politica e editoriale ora che stampano anche libri imporrebbe sul tema perlomeno un imbarazzato silenzio.
Gridano ai quattro venti che la legalità e l'ordine sono tutto e si piazzano sotto la casa di liberi cittadini che hanno avuto legalmente l'assegnazione di una casa popolare e minacciano di stupro una donna e spaventano a morte una bambina. E loro, nel frattempo, occupano illegalmente un bell'edificio nel centro di Roma.
Ecco, se volete trovare il DNA o il minimo comun denominatore di Casapound , FN e la Lega è il senso della legalità altalenante: non siamo tutti uguali davanti alla Legge. C'è chi è più uguale e chi meno, a seconda delle circostanze e delle persone coinvolte: per gli amichetti prima di giudicare bisogna passare per tre gradi di giudizio (Siri docet) e il garantismo è d'obbligo, per chi ci sta sui maroni forca immediata e l'immancabile e pavloviano "Marcisca in cella!" (c'è la variante:"Si butti via la chiave"!)
Si sentono come i maiali della “Fattoria degli animali” di Orwell che dopo aver cacciato il fattore, assaporato il piacere di comandare, decidono di interpretare a loro discrezione le leggi che erano state stabilite ai tempi della Rivoluzione.
(Lo so che Orwell parla del Partito Comunista Sovietico e di Stalin, ma i sistemi totalitari si assomigliano un po' tutti, vero?)


Post Scriptum.
Un esempio del vittimismo di cui sopra: la stampa destrorsa insiste nel dire che c'è stata una censura e che gli “antifascisti” vogliono chiudere la bocca ai fascisti.
Come distorcere una semplice realtà con un barbatrucco.
Nessuno ha censurato il libro (tant'è che adesso si pavoneggiano di essere primi in classifica nelle vendite on line); tra l'altro il libro appare nei cataloghi on line di Feltrinelli , di Ibs ed il libro è distribuito dalla Mondadori di Berlusconi, mica noccioline.
Nessuno ha bruciato il libro, né ha invitato altri a farlo. 
Semplicemente alcuni autori hanno espresso il loro disagio per la presenza di una casa editrice di chiara ispirazione fascista, almeno nell'intenzione di alcuni fondatori, e hanno manifestato la volontà di non partecipare al Salone del libro di Torino per non dover convivere faccia a faccia forzatamente con loro, quando non ci si sopporta.
Non sono ingenuo: il messaggio era o loro o noi. Poteva anche andar male, eh?
Si è scelto.
Avrebbero potuto scegliere loro e lasciare col cerino in mano gli altri. Tutto qui.
Nessuno è obbligato a sopportare le persone moleste (da una parte e dall'altra, sia chiaro), anche se è un'opera di carità cristiana.
Il fatto di essere stati esclusi ora sarà nuovo motivo di vittimismo: ecco il prevalere della Sinistra in ambito culturale, si sentono superiori, sono altezzosi and so on. Una noia mortale, tanto più che i lai vengono da quelli che hanno avuto la maggioranza dei voti degli Italiani e stanno comandando.
Perché il vittimismo è come l'uroboro, il Serpente che si mangia la coda: si autoalimenta e non smette mai.


venerdì 10 maggio 2019

Uomini, ominicchi e quaquaraquà. Letteruccia alla Magistratura.

La notizia è questa: Open


Cara Magistratura,
i casi sono due: o la letteruccia del Poliziotto è vera e noi tutti, pur essendo profondamente delusi del comportamento delle Forze dell'Ordine, chiniamo il capo a fronte della realtà che vede i Poliziotti ormai schierati in modo palese per una politica xenofoba o “Voxnews”, e di rimando “Il Giornale”, stanno pubblicando una notizia falsa e inventata lì per lì; in tal caso, i due organi di informazione (?)  andrebbero sanzionati pesantemente per quello che hanno pubblicato: “Voxnews” che è un sito bufalaro per interesse con una bella multa (che ne diciamo di centomila euro di ammenda? Ne guadagnano molti di più vendendo merda non d'artista a un pubblico boccalone ogni giorno) e “Il Giornale”, dopo essere deferito all' Ordine, andrebbe minacciato di chiusura per evidente violazione dei minimi richiesti per quanto attiene la deontologia professionale. 
E qui non c'entra l'articolo 21 della Costituzione. Si va sul penale. 
Poiché ho il timore che siano tutti filibustieri, mai e poi mai riveleranno chi sia il Poliziotto, che, se fosse un uomo e non un ominicchio, avrebbe firmato la letteruccia con tanto di nome e di cognome. 
La fonte, more solito, risulterà anonima. 
E le lettere anonime, da sempre, per chi ha un minimo di coscienza non solo professionale, ma etica, andrebbero messe nel cestino e non in prima pagina.



La preterizione dallo "spin doctor" in saldo (fino a lunedì).



Avrei voluto scrivere delle ultime uscite di Capitan Findus. Per un attimo ho avuto l'illusione che mi avesse dato retta, ma poi s'è lasciato fuorviare dai soliti consiglieri fraudolenti che lo porteranno alla rovina.
Se non continuasse a trascurare il pagamento dello spin doctor in saldo, avrebbe potuto avere qualche dritta utile, ora che si avvicinano le elezioni!
Avrebbe potuto evitare in questi giorni di scagliarsi contro i negozi di canapa light; l'uscita, pur allietando la malavita organizzata e i conservatori di ogni risma, gli alienerà il voto giovanile (pensa di consolidare il voto dei vecchiacci in questo modo? Non sa che i vecchiacci hanno usato in gioventù miscugli di ogni risma? Ed è vero che ora sono ultraconservatori, non potendo più dare il buon esempio, ma è un elettorato che è già suo, e lui dovrebbe puntare alla Kamchatka, non all'Europa Meridionale su cui troneggia con millanta carriarmatini!)
Se mi avesse locupletato di pochi euro, avrei potuto consigliargli di non insistere con il libero amore parlando di andare a puttane. E potrei offrire altri consigli a basso costo.
Non vuole darmi un euro? E allora si accontenti di questa lunga preterizione.
Non sa che cosa significa? 
Lo chieda ai suoi consiglieri! Che venga loro una paralessi! ;-)


mercoledì 8 maggio 2019

Gli elettori hanno la memoria corta, ma gli Atalantini no. Sull'incidente dopo Fiorentina-Atalanta.



Come volevasi dimostrare. Capitan Findus, che aveva promesso indagini per approfondire l'assalto al pullman dei tifosi orobici dopo Fiorentina-Atalanta, tace. Confida, more solito, sull'effetto alone del tempo e sulla memoria corta dei cittadini.
Decidere se dar ragione alla Polizia (che ha ragione a prescindere, secondo quello che lui ha detto) o ai tifosi dell'Atalanta con cui vi era un buon feeling era difficile. E infatti la politica prescelta è stata quella di lasciar decantare la faccenda.
E' un errore. Non gravissimo, ma è un errore. Sarebbe stata meglio una soluzione democristiana che avesse dato un po' di ragione agli uni e agli altri, senza sbilanciarsi troppo.
Non pronunciarsi, però, costituisce un danno di immagine per parte del suo elettorato.
Il Capitano ha condotto una battaglia sul pronto intervento, ha dettato la discussione politica e mediatica con sapienza, cavalcando di volta in volta argomenti disparati.
L'importante era ed è che i cittadini non guardino il proprio portafoglio, e in particolare il loro conto in banca (i rendimenti dei BTP a picco, i mutui per le case che costano molto di più).
Bravo, bravissimo. C'è riuscito benissimo. Ed è stato consigliato bene.
Va benissimo parlare di grembiulini a scuola e di qualsiasi argomento che rinfocoli in Italia o nella Repubblica fiorentina il dibattito tra Guelfi e Ghibellini, purché non comporti un euro di investimento reale nella crescita del nostro paese.
E, intanto, in sordina, si toglie alla scuola (si passa dal 3,4% del PIL al 3,1%) , si erode piano piano il welfare (Via le detrazioni per le spese mediche! Tempi di attesa annuali per le analisi ospedaliere!Riduzione dei presidi ospedalieri!) e ci si impegna pochino sulla sicurezza in molte parti del Paese (più al Sud che al Nord, viste le ultime ammazzatine tra Puglia e Campania), perché, ahinoi, anche la sicurezza costa e non poco.
Fare però il re tentenna sulle questioni che stanno a cuore al suo elettorato, però, è un errore. Veniale, d'accordo.
E se si sgretola la maschera di cartapesta dell'Uomo forte, rimane solo il faccione del mangiatore compulsivo, del cultore del food porn italico, del magnaccione simpaticone che dispensa bacioni a tutti.

martedì 7 maggio 2019

Capitan Findus si sta scongelando! Anche lui, come Padre Pio, vuole prendere i voti!

Accidenti! Non si fa così! Capitan Findus incomincia a darmi retta, perbacco!, ma non versa il dovuto sulla mia Paypal!
Ora, dopo il pasticciaccio brutto del Salone di Torino (a proposito il gioco di parole Salò di Torino l'ho coniato io per primo, eh, e l'hanno copiato in molti! Voglio i diritti d'autore!), si dichiara "antifascista".
Pochi giorni fa avevo scritto (e quando uno si autocita è evidentemente un po' rincoglionito, abbiate pietà):

"Primo errore: appiattirsi sulle posizioni di Casapound e Forza Nuova. La polemicuzza sul 25 aprile, derby tra comunisti e fascisti, scontenta sia i primi (ed era questo l'obiettivo) sia i secondi. I secondi, infatti, amano lo scontro rude e metterla sulla competizione sportiva ne sminuisce il tasso testosteronico. Ovviamente creato il “plot” c'è poi chi ci si attacca come una sanguisuga. Ecco che anche “Fratelli d'Italia” si lancia contro la festa divisiva. Vero: il 25 aprile è divisivo per cinque, ma non dà resto. E se non c'è resto, datemi retta, non c'è trippa elettorale per gatti, perché,  anche se ci fosse un po' di trippa, o è per la Lega o è per Fratelli d'Italia o si mischia alla frattaglia indigeribile dei gruppuscoli dell'estrema destra".


Ora gli tocca il recupero dell'ettorato cattolico. Già è andato a trovare Padre Pio. 

Gli manca solo di lisciare un po' la Caritas e il gioco è fatto! 

Su, però, una dose omeopatica dei 49 milioni sulla mia Paypal allo "spin doctor" in saldo!

lunedì 6 maggio 2019

Il Salò del libro di Torino. Le buone ragioni per tenersene lontani. Con favoletta esplicativa.


Regola numero uno: che siano veramente fascisti e che si vantino di esserlo. E loro se ne vantano. Non sono quelli che tengono solo il busto di LVI in salotto e sospirano ai tempi andati, ma sono quelli che, oltre al busto, hanno anche il manganello e le lame nel comò e che, se fosse per loro e se non ci fosse la Polizia, riempirebbero volentieri di botte gli antifascisti, ovviamente nella migliore delle ipotesi.
Se son fascisti dichiarati (anche se fanno i buonini quando conviene loro), i casi sono due: o ci si prepara allo scontro fisico o gli si fa terra bruciata intorno.
Poiché molti non amano lo scontro fisico (un po' per l'età e un po' perché poi dovrebbero raccogliere i loro lai vittimisti avessero la peggio, e, in tal caso, vi posso assicurare che quasi quasi è meglio prenderle), li si lascia soli con i loro amichetti.
So che qualcuno non ama l'Aventino (che storicamente e oggettivamente è stato un fallimento), ma qui si sta parlando del Salone del Libro, non del Parlamento!
Odo una vocina ammonitrice:“Come? Arrivano loro e lasciate loro spazio? Non è arrendersi? E poi, insomma, non c'è nessuna condanna e  sono innocenti fino al Terzo grado di Giudizio!”.
Vero, ma intendiamoci: allontanarsi è solo un atteggiamento dettato dalla prudenza.
In primis, possono dare fisicamente fastidio, secondo le due variabili del ribrezzo o delle botte (come le zecche rosse a loro, sia chiaro), in secondo luogo, e principalmente, a mio modesto avviso, devono capire che, al di là delle apparenze, non sono persone amabili come dicono di essere perché predicano l'intolleranza e inneggiano alla violenza, e non si fa; l'antifascista, a differenza loro, ama tendenzialmente la pace, e, anche se pure lui diventa talvolta violento, se la situazione lo richiede, lo fa solo e sempre per necessità e non per elezione (altrimenti, a mio avviso, può collocarsi dall'altra parte senza alcun problema).
So che spesso i palestrati adoratori di LVI si rendono anche amabili  e, nei momenti di bonaccia, sono in grado di dare pacche sulle spalle ai loro avversari amichevolmente, e sorridono, oh, come sorridono! Lo sappiamo tutti che non si può essere violenti 24/24 e 7/7! Si concedono anche loro le ferie dalla bestialità che è comune a tutti i fanatici di questo mondo! Sono fatti della nostra stessa pasta, eh!, ma , purtroppo, commista con qualche lievito pericoloso alla (nostra) salute.
La bella favoletta che troverete qua sotto, attribuita ad Esopo, esemplifica quanto ho scritto e il lettore attento ne trarrà i dovuti insegnamenti. 
Parla a quelli di noi che pensano che valga la pena dialogare con chi di dialogo non vuole sapere, ma anche alla buona borghesia che si sta facendo di nuovo infinocchiare dal fascino fatale dell'Uomo forte e della Provvidenza, mettendosi sul groppone il solito artropode di nero vestito, sottovalutandone la pericolosità:

Uno scorpione chiese ad una rana di lasciarlo salire sulla sua schiena e di trasportarlo sull'altra sponda di un fiume. In un primo momento la rana rifiutò, temendo di essere punta durante il tragitto. L'aracnide argomentò però in modo convincente sull'infondatezza di tale timore: se l'avesse punta, infatti, anche lui sarebbe caduto nel fiume e, non sapendo nuotare, sarebbe morta insieme a lei. La rana, allora, accettò e permise allo scorpione di salirle sulla schiena, ma, a metà strada, questi la punse, condannando entrambi alla morte. Quando la rana, agonizzante, chiese allo scorpione il perché del suo gesto folle, questi rispose: "È la mia natura!".

Ecco, lasciamo lo scorpione sull'altra sponda con il fiume di mezzo, per prudenza e finché non saranno condannati al Terzo grado di giudizio. E se non sarà poi il giudizio terreno a dirimere la questioncella, come temiamo in molti, vista la tendenza a non applicare la Legge Mancino, sarà quello Universale.
Il fiume, intanto, che impedirà allo scorpione di raggiungerci perché non sa nuotare, ci preserverà perlomeno dal “venenum in cauda” e potremo gracidare felici il nostro cra cra, lanciandolo al cielo stellato sopra di noi con l'imperativo morale dentro di noi di non intestardirci a raddrizzare le zampe ai cani o a strizzar sangue alle rape. 
Poiché quando l'Uomo ragionevole, pieno di buone intenzioni, incontra l'Uomo col manganello, abitualmente, son sei punti di sutura.


L'analfabetismo funzionale e il giornalismo italiano

Una delle carattersitiche dell'analfabetismo funzionale (fonte Wikipedia, non mi sono sprecato...):
  • conoscenza dei fenomeni scientifici, politici, storici, sociali ed economici molto superficiale e legata prevalentemente alle esperienze personali o a quelle delle persone vicine; tendenza a generalizzare a partire da singoli episodi non rappresentativi; largo uso di stereotipi e pregiudizi.

Oggi su Libero:

Forse i giornalisti di Libero hanno ragione: adesso ho i brividi freddi!
Brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr...

domenica 5 maggio 2019

Capitan Findus e il grembiulino.



Pensare che il grembiulino risolva i problemi della scuola (e dell'autorità della stessa) attinge al pozzo del pensiero magico non a quello della razionalità. E se la politica fa uso di un barbatrucco palesemente farlocco e infantile pensando di farla franca, vuol dire che chi sta comandando pensa in cuor suo che il popolo sia formato da una massa di ingenui, facilmente manipolabili.
Io non credo che sia così. Se tireranno troppo la corda e tratteranno a pizze in faccia gli oppositori e a frescacce di tale spessore il loro elettorato, se la troveranno al collo prima di quanto possano pensare.
Lunedì è vicino. Scadono i termini dello spin doctor in saldo.

sabato 4 maggio 2019

Il linguaggio di Capitan Findus: proposte di emendamento.


Vedo che Capitan Findus non mi vuole dare retta. Insiste. E sbaglia.
Pur di attirare a sé i can rabbiosi, e sono tanti, si dimentica dei cuccioletti sani che magari sono minoranza, ma insieme ad altre minoranze di cucciolotti prima o poi fanno maggioranza.
L'espressione utilizzata per esprimere il suo favore per una crescita demografica in Italia (bellissima cosa, tra l'altro, e lo dico senza ironia), è stata quella di dire che la crisi demografica “non si risolve con l'immigrazione di bambini preconfezionati”.
Ai rabbiosi voleva dire: “Mica vogliamo i figlioletti abbronzati degli immigrati”, facendo facile breccia nella testa dei già convinti, ma, nel contempo, esprimendosi così, ha fatto arrabbiare chi, per motivi di varia ragione, ha deciso di adottare, con percorsi di notevole sofferenza, qualche bambino straniero.
Il termine “preconfezionato” poi, so che si offende, ma non sono uno "yes man", è proprio nazista: le persone di qualsiasi colore, e in particolare i bambini, non sono mai merci. 
Non si confezionano; al massimo, come si dice nelle Orobie, "si comprano al mercato".
Come ricorda Victor Klemperer, scusate la ripetizione (l'ho citato mille volte), lo stravolgimento del linguaggio che ha permesso cose terribili è nato dall'aver chiamato “pezzi” delle persone prima di mandarle nei campi di sterminio.
Lo so: Capitan Findus non ama i consigli e non mi darà retta.
Però, se si scongela e diventa poltiglia indigeribile, non venga poi a lamentarsi!
Per locupletarmi, il link della mia Paypal è a fianco. Sono in saldo fino a lunedì. Come Divani&Sofà.

Pissi pissi bao bao. Nota a margine.


La notizia sull'abolizione delle note è un po' semplificatoria, ma quel che importa è, a mio avviso, il messaggio che è arrivato, magari involontariamente da parte del MIUR, all'opinione pubblica. L'anno scorso si è parlato di promozione garantita nelle scuole medie. Non era e non è vero, ma il boccone è stato dato in pasto ai genitori e si può ben immaginare la reazione di questi ultimi se ciò non avverrà.
La realtà ovviamente è più complessa e la manipolazione è sempre in agguato.
Un po' più di accortezza nella comunicazione eviterebbe queste ondate di riprovazione (sia sul versante conservatore: "Bisogna ritornare alle bacchette!" sia su quello innovatore: "Basta con la vecchia scuola punitiva e repressiva! Liberi tutti!") e l'instaurazione di un doppio legame che rischia di rendere schizofrenici i docenti.
Per esemplificare questa situazione di disagio riporto un post divertente dalla pagina Facebook di "Didattica persuasiva". Non è farina del mio sacco, sia chiaro. L'autore non viene indicato e mi auguro che non sia imbottito di pillole. Probabilmente, come il sottoscritto, si cura con dosi abbondanti di ironia e autoironia.

Insegnanti nel 2019:
📍Se dai i compiti sono troppi e gli alunni non ce la fanno; se non li dai sei uno scansafatiche che non fa nulla.🤔
📍Se urli traumatizzi il ragazzo; se parli pacatamente non hai carattere e non sai tenere la classe. 😑

📍Se non si portano i libri e i quaderni a casa è colpa dell'insegnante che non ha controllato; se non li riportano a scuola "capita.. mica possiamo pensare a tutto noi genitori! ".🤨
📍Se una mattina non trovi parcheggio perché si prendono i posti riservati ed arrivi 2 minuti dopo ti tacciano come ritardatario sistematico e scansafatiche ;se l'uscita é alle 13.30 e loro arrivano alle 14.00 ogni giorno devi essere più paziente. 😤
📍Se li porti in gita " uff volete sempre soldi " ; se non li porti si grida allo scandalo perché non si organizza mai nulla ( idem per le recite, teatri etc...) .🙄
📍Se fissi gli incontri con i genitori non vengono o hanno fretta " perché noi lavoriamo !!"; io invece vengo a scuola fino alle 19 di sera perché mi diverto. 🤯
📍Se sei in ferie "non é giusto troppe vacanze insegnati fannulloni!! "; se vanno in settimana bianca,a Bali ,a New York in periodo scolastico e perdono 20 giorni di scuola è ok e se fai verifiche in quel periodo sei pure in torto.🤪
📍 Se li chiami per segnalare problematiche non vengono; se arriva la pagella negativa " che vergogna non ci hanno nemmeno avvisato ".😐
📍Se controlli che mangino cose sane come previsto dalle linee guida dell'educazione alimentare "Ma come si permette perché non si fa i fatti suoi mio figlio la frutta non la mangia!! "; se non gli dai il pacchetto della frutta nelle scuole " eh le maestre se lo portano a casa per mangiarla loro" 🤪
📍Se la mattina scrivi le assenze sul registro elettronico dopo 10 minuti il genitore all' uscita si lamenta perché sei troppo fiscale e non è giusto che il pargolo prenda il ritardo ; se non la metti dopo 3 minuti telefonano " perché non c'è l'assenza del ragazzo che è a casa con il citomegalovirus" ?😰
📍Se lo sgridi perché dice parolacce arriva il genitore che dice che non lo comprendi o comunque non sai prenderlo; se non lo sgridi e cerchi di ridimensionare la cosa arrivano i genitori degli altri alunni che devono subire tale torpiloquio.😵
📍 Se lo sposti di banco ti vengono a contestare che deve stare vicino l' amico del cuore; se non lo sposti " ma non è giusto é in terza fila davanti lo spilungone da settembre!"😮
📍Se metti 10 "che voti alti che mettete ai miei tempi non esistevano, poi alla scuola successiva cadono e rimangono delusi"; se non lo metti "abbiamo studiato fino alle 3 di notte gli ho ripetuto tutti i geroglifici della Stele di Rosetta perché non ha 10?"
E mentre pensiamo come agire perché come fai sbagli ....i ragazzi ci sfuggono di mano e vengono su generazioni di bulli,baby-gang e baby-influencer.Manduria docet.
GOD SAVE THE TEACHER

venerdì 3 maggio 2019

Pissi pissi bao bao. Post vietato ai genitori atletici e a coloro che non vivono nel mondo della scuola.


Insomma, alla Primaria niente più note. 
Che ne penso? Ma interessa veramente a qualcuno quello che ne penso io (nelle vesti di umorista più che in quelle di insegnante) o quello che pensano gli insegnanti? Temo di no.
I provvedimenti, come si è visto, cadono dall’alto (scrivendo ho battuto dall’”altro”, bellissimo “lapsus tastierae”, ne approfitterò). Come polpette avvelenate. Senza chiedere il permesso a maestre e maestri.
Serve una nota in generale? Serve una nota a un bambino?
Non si può generalizzare: può servire o non servire.
Serve, se c’è la collaborazione della famiglia, non serve o servirà a poco, se la collaborazione della famiglia non c’è.
Punto. E’ così semplice!
La nota “Gigetto ha offeso la compagna Silvia con parole inadatte all’ambiente scolastico” tradotta dallo scolastichese in lingua quotidiana e comprensibile dovrebbe essere interpretata dalle orecchie sensibili di mamma e papà: “Cari genitori di Gigetto, il vostro pargoletto ha dato della puttana a Silvietta. La parolaccia non ha offeso le mie delicate orecchie e non mi ha fatto diventare rosso. Devo, però, tutelare Silvietta e segnalarvi che Gigetto usa un linguaggio volgare e poco rispettoso nei confronti delle compagnucce! Io posso rimproverarlo, ma la parola di un genitore pesa il doppio, eh! A buon intenditor…”
Il genitore che si fida dell’insegnante penserà: “Ohibò! Il mio pulcinotto va rimproverato! Lo so: è una scocciatura e una fatica, ma mi spetta. Stasera solo mezzora di Play. Poi cercherò di spiegargli come ci si comporta con le compagnucce. Grazie al maestro so come si comporta Gigetto fuori casa. Non ho bisogno delle telecamere io! C’è l’insegnante che controlla! Meno male!”
In questo caso, la nota serve. Due adulti che intervengono e risolvono il problema. Bravi, bene, bis!

Se però il genitore di Gigetto tra i denti sibilerà: “Porca puttana*, che rompicoglioni questo maestro! Perché si intromette nelle questioni che riguardano i bambini! Perché non si fa i cazzi suoi? E poi, suvvia, che cos’ha detto di male il mio Gigetto! Lo sanno tutti che Silvietta è una smorfiosa! Anzi, la bimba dovrebbe essere contenta di essere chiamata così. Perché evidentemente piace a mio figlio. Chi disprezza compra!”
In questo caso la nota, come facilmente si arguisce, non servirà a molto. Anzi, è confusiva e , usando un termine che va per la maggiore in altro contesto, è divisiva.

Evidentemente dall’alto e dall’altro si ritiene che questo tipo di famiglia (quella che si dirigerà furibonda in presidenza, quella che pretenderà scuse ufficiali perché non c’è prova provata che Gigetto abbia detto “puttana”, ma probabilmente le ha detto, che ne so? , “Che bella sottana!” o cose del genere, insomma, quella che crede che il proprio pargolo non abbia offeso Silvietta, anzi, che le stesse facendo un bel complimento, perché lui è speciale e sincero) sia maggioritaria in Italia.
Io personalmente non lo credo affatto (facciamo il 2% ?), ma da quando qualche genitore ha incominciato a fare il pugile nelle aule scolastiche, dall’alto e dall’altro qualcuno ha pensato bene di risolvere il problema alla base. 
Sia chiaro che il genitore pugile ci sarà ancora (non ha di certo bisogno di una nota per esercitare l’arte dei pugni), mentre chi ci andrà di mezzo saranno il maestro che alzerà gli occhi al cielo, sentendosi senza ugne e senza denti, Silvietta, che si abituerà ad essere offesa, e i genitori di Silvietta che, quando la bimba arriverà a casa e riferirà la questione a mamma e papà , aggiungendo al piatto già indigesto il cappero velenoso che il maestro non ha fatto nulla per impedirlo, penseranno anche loro: “Maestro del piffero, sarebbe da prendere a pugni! Ora iscrivo Silvietta dalle Orsoline!”
E in classe, il giorno dopo, Gigetto, in mancanza di Silvietta, darà del frocio al compagnuccio. 
Col sorriso sulle labbra.

* Il linguaggio greve è dovuto solo all'intento mimetico dell'autore.


mercoledì 1 maggio 2019

Il giornalismo che si arricchisce con i click e si dà al mestiere più antico del mondo.

Sullo stato pietoso del giornalismo nostrano mi sono già espresso in altre occasioni. Purtroppo, non c'è solo faciloneria, c'è anche dolo. Scrivere scientemente delle falsità per sollevare polvere e attirare l'attenzione degli ingenui curiosi è una pratica riprovevole. Se poi ci guadagni sopra... 
Leggete l'articolo di Paolo Attivissimo che descrive questi giochetti sporchi meglio di me.

 https://attivissimo.blogspot.com/…/antibufala-franco-battag…

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