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sabato 19 marzo 2022

La Guerra Russia- Ucrania e l'atavico desiderio che in Italia prevalga il tradizionale manicheismo tra i Guelfi e i Ghibellini

 Come molti altri, ben prima della guerra Russia-Ucraina, noi ingenuotti ci si è espressi, e in modo chiaro e univoco, contro Putin.

Allora, a difendere il guitto, però, con la mandibola protrusa, col petto villoso in fuori e con la patta aperta, c’erano Meloni, Salvini e Berlusconi. Plaudenti.  

Ora, chi osa fare un distinguo, proferire un interlocutorio e timido “ma”, è un “putinista” al soldo del KGB ed è un venduto ai russi. E, naturaliter, un comunista.

E da chi viene l’accusa? Dai fanatici di allora e ancor più dagli attuali fautori della Realpolitik (apertis verbis: il PD).

Ovviamente si ripropone un cliché della Storia d’Italia ossia l'atavico desiderio che si instauri il tradizionale manicheismo tra  Guelfi e  Ghibellini (che, per chi mastica un po’ di Storia, tra l'altro è un falso storico: i due partiti l'un contro l'altro armati parteggiavano a capocchia e a seconda delle convenienze per il Papa o per l’Imperatore).

Intanto, nella bagarre, senza alcun lamento per lo spreco del denaro pubblico, #13.000.000.000# di euro (tredicimiliardieuro#) saranno destinati con decisione unanime del nostro Parlamento alla Difesa per la Guerra possibile e inimmaginabile (che guerra ci potrà essere con le testate atomiche?), denaro ovviamente sottratto, senza una lacrima, a Ospedali, Scuole e Pensioni. 

Poiché so che la mozione degli affetti non funziona, preferisco, però, una riformulazione  del concetto per renderlo di più semplice comprensione a destra e a manca: i 13 miliardi saranno sottratti alle finanze dello Stato che dovrà inventarsi prima o poi nuove Tasse, magari anche sul Patrimonio e, perché no?, sulla Benzina.

Spendere in Carri armati e non in Ospedali è evidentemente una nuova tendenza dell'Involuzione umana. 

E, oltre alla mandibola protrusa, al petto in fuori e alla patta aperta, si intravede il ghigno della Scimmia soddisfatta della sua idiozia che si batte il petto in procinto di poter combattere, virilmente, con i bastoni e le pietre, la sua Quarta Guerra Mondiale.

domenica 23 gennaio 2022

Le fiabe attualizzate con testo a fronte: "La volpe e l'uva".

 

«Fame coacta vulpes alta in vinea

uvam adpetebat, summis saliens viribus.

Quam tangere ut non potuit, discedens ait:


"Nondum matura est; nolo acerbam sumere."


Qui, facere quae non possunt, verbis elevant,


adscribere hoc debebunt exemplum sibi.» (Fedro)

 

Una vecchia volpe, spinta dalla fame di potere,

aspirava alla più alta carica del bosco,

saltando qua e là tra i gruppi parlamentari in cerca di consenso.

Poiché né le tangenti né le promesse né le lusinghe

avevano effetto, come era successo nei tempi belli,

ritornandosene mesto nella sua tana disse:

“Ah, i tempi non sono maturi! Oh, qual Presidente muore con me!”

La favoletta è stata scritta a mo’ di esempio

per chi non ottiene quel che vuole e si lamenta

dell’incomprensione del prossimo,  

aspettando solo il momento opportuno

per mettergliela in saccoccia.

 

venerdì 4 settembre 2020

La Zangrilleide, poema eroicomico

 Da "virus clinicamente morto" alla constatazione che l'espressione è un po' stonata.

Zangrillo preferisce, come i generali del tempo che fu, chiamare ritirate strategiche le Caporetto in cui qualche volta fatalmente si incorre.
Eppure si può sbagliare, senza perdere lustro, da professionisti. Così, al contrario, resuscitando il virus e mettendo in pericolo il paziente, ci fa la figura del popone con una granata tra le mani dopo aver tolto la spoletta di sicurezza. Bùm!

martedì 26 maggio 2020

Ricetta P2: Merda flambé


Ingredienti: Merda abbondante e Farina 007.
Difficoltà: Cinque Stelle.
Tempo di cottura: due settimane.


Pubblica un'intercettazione sui giornali di area berlusconiana per preparare la base.
Ricopri il tutto con informazioni di Farina 007.
Annaffia abbondantemente di sfiducia la Magistratura.
Lascia macerare sui Social per una settimana.
Avvicina il piatto al fuoco dell'egocentrismo dei partitini agonizzanti e della vanagloria degli ex dipendenti delle TV di Berlusconi capitati per puro caso nella Giunta delle Immunità.
Butta nel cesso espressioni come “La Legge è uguale per tutti”, “Stato di Diritto” ormai combuste.
Servi al popolo la merda flambé e convincilo che il piatto è prelibato.
Batti le mani al cuoco nizzardo.
Voilà!

domenica 8 marzo 2020

Coronavirus e Destra Sciacalla.



C'è un'emergenza nazionale dettata da un dato di fatto: i posti letto nelle Terapie intensive sono limitati e, se troppi pazienti gravi si accalcheranno nelle strutture pubbliche, i medici dovranno provvedere a scelte difficili: tu sì e tu no.
Ora compaiono sulle cancellate degli ospedali i cartelli che vedete sopra. 
Non sono firmati esplicitamente da movimenti politici: nel primo si legge “Ultras Lodi”, nel secondo lo slogan “Molamia” (traduzione: Resisti/Resistete!”).
Non ci vuole un filologo: lo stile della prima scritta rimanda a Forza Nuova o a Casapound e il secondo rimanda alla Lega Nord.
Orbene, La Lega Nord, la sdoganatrice dei movimenti dell'Ultra destra, è alleata ancor oggi con Berlusconi che a sua volta fu alleata con quel bel tipino di Formigoni che al Libero Mercato la Sanità comprò.
Non c'è bisogno di ricordarvi che i suddetti da X anni hanno contribuito attivamente alla riduzione SISTEMATICA dei posti letto negli Ospedali pubblici, dei letti nelle Terapie intensive, nella riduzione dell'organico e nel convogliare tonnellate di miliardi nelle cliniche private convenzionate. Se ci sono dei responsabili della situazione in atto o, per lo meno, della difficoltà nel fronteggiarla, sono loro .
Medici e infermieri, non accettate, neanche per scherzo, i complimenti di coloro che vi hanno messo nella melma: vi chiameranno “Eroi”, faranno appello all'”Onore”, con la Maiuscola, insomma attingeranno al loro repertorio di Arditi per Sempre, cioè loro, grazie all'opera di Terzi ossia voi.
Voi siete arditi (con la minuscola) tutti i giorni e ora, per spirito di servizio, siete lì, senza tirarvela troppo: è il vostro mestiere.
Il loro, quella di una Destra che non ha nessuna vergogna, è quello degli Sciacalli che si nutrono del vostro sacrificio. Mettetevi i guanti quando, dopo l'emergenza, sarete magari costretti a stringer loro la mano. La mascherina no: come potreste sputar loro in faccia?

domenica 23 febbraio 2020

A margine del panico suscitato dal Coronavirus



Molti chiedono responsabilità nell'emergenza e poi “Libero” se ne esce con un titolo del genere.
Ovviamente scatta l'indignazione di rito.
C'è chi pensa che i giornalisti di questo giornale e di altri della stessa area o siano pazzi o ubriachi.
Ho già scritto che la foglia di fico della follia e, nel caso di Feltri, dell'Alzheimer e della tendenza al bicchierino di troppo, è deleteria.
Feltri, Senaldi, Belpietro e altri della cricca escono tutti dalla stessa pentola: sono giornalisti cresciuti a pane e Mediaset, il cui Padre e Padrone ancor oggi presumibilmente regge il peso finanziario delle querele e dei risarcimenti per le diffamazioni e calunnie a mezzo stampa per quelli che si definiscono“fuori dal coro”.
L'Uomo di plastica è stato un piduista, ha cercato in tutti i modi di smantellare la Costituzione, ha tenuto rapporti ambigui con la Mafia, è ancora il burattinaio della nostra malatissima Democrazia ed è, in pectore, ahinoi, il nuovo Presidente della Repubblica delle Banane italiane per la nostra Destra.
L'Innominabile, inoltre, tiene per le palle Capitan Findus, anche se il peso politico di FI sembra in fase calante, e sappiamo che opinione abbia della cavallina esoftalma che potrebbe sostituire il cavallo di razza padana, quando si spomperà e diventerà un Ronzinante qualsiasi: 'na zoccoletta (relata refero).
Se ci fosse una Sinistra seria, quest'ultima farebbe un gran casino, con tanto di picchetti, davanti alla redazione dei giornalacci suddetti. 
Ovviamente i summenzionati giornalisti fuori dal coro, ma non fuori di testa, si atteggeranno a vittime: si appelleranno, starnazzando come oche del Campidoglio, al rispetto di quella Costituzione di cui, se avessero pieno poteri i loro manutengoli, farebbero strame. 
Sicuramente non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che il finanziamento pubblico per giornali che si caratterizzano quotidianamente per il disprezzo nei confronti della deontologia professionale dovrebbe essere immediatamente sospeso.
Se poi la Sinistra volesse veramente vincere, ma qui parlo da umorista che tira la corda al massimo,  dovrebbe adottare questo semplice barbatrucco: promettere una patrimoniale ad personam che preveda che tutti i beni di Berlusconi e dei suoi accoliti (solo a loro il privilegio dell'esproprio, eh! Gli altri possono pure continuare a pasteggiare a champagne!) siano ridistribuiti equamente ai pensionati al minimo e ai disoccupati.
Insomma, la Rivoluzione partirebbe da una nuova distribuzione delle terre e delle ricchezze. 
Si sa, però, che, quando i contadini si sono messi a fare sul serio a brani i figli dei baroni e dei campieri, il Generale Garibaldi a Bronte ha chiamato Nino Bixio per mettere fine alla carneficina. Ma cosa fatta capo ha . ;-)

sabato 19 ottobre 2019

I Nuovi Patrioti, suvvia, non sono contro le Tasse! Sono solo contrari a pagarle loro!



Oggi scende in Piazza la Destra. E' un bene che succeda perché fa chiarezza. Forse chi ha fornito candidamente l'elemento di unione di questo blocco metamorfico è stato Vittorio Sgarbi. 
Il minimo comune denominatore è rappresentato dal sentirsi Patrioti, ovviamente nella logica del critico d'arte: Patrioti sono coloro che amano la Patria, però, evitando di pagare le Tasse.
Perché uno Stato, nell'ottica della Destra, funziona con le tasse sul macinato che pagano i poverazzi, mentre i ricchi, magari approfittando di cariche pubbliche pagate sempre dai sunnominati poverazzi, brindano a caviale e champagne senza naturalmente sentirsi in colpa, perché la manina di Adam Smith li ha investiti della ricchezza, probabilmente per volere divino.
Nulla di nuovo sotto il sole, sia chiaro, tranne un aspetto, molto sottovalutato dai Nuovi Patrioti : il legame sempre più stretto con l'estrema Destra nazista e neofascista, quel gruppo sparuto, ma pericolosissimo che dello Stato Liberale e Liberista se n'è fatto e se ne fa un baffo, quando ha il sopravvento.
Insomma, chi si vanta di aver sdoganato i Fascisti si guardi bene da cani da guardia troppo aggressivi: gli toccherà finanziarli abbondantemente per tenerli buoni con offe sempre più saporite. 
Ci è abituato, ma i costi salgono. 

sabato 28 settembre 2019

Berlusconi, grazie!

Sono anni che lo scrivo: lo sdoganatore del troiaio politico è lui!
Per sua spontanea ammissione, l'Innominabile, qui nominato perché reo confesso, ha portato in Parlamento e finanziato la Lega e i fascisti (non ha distinto, parafascisti, postfascisti, neofascisti: fascisti e punto).
Un piccolo appunto: non li ha "costituzionalizzati": li ha fatti ammettere a dispetto della Costituzione.
Manca solo Renzi all'appello, la Quinta colonna, e poi ci sono tutti.
Intanto, Matteuccio Due ha già dichiarato che Berlusconi con la Mafia non c'entra nulla (e che ci fa Dell'Utri in galera, allora?)
Al di là di tutto, finalmente un po' di chiarezza: per la Storia, per tutti noi.


giovedì 26 settembre 2019

La vecchia betulla e il venticello dell'ambientalismo.


Il principale detrattore in Italia sulla carta stampata di Greta Thunberg è tal Renato Farina. Il giornalista ha candidamente ammesso a suo tempo di aver preso soldi dal SISMI per diffondere false notizie; per questo è stato sospeso dall'Ordine e ha rischiato la radiazione. Non solo: è stato condannato a sei mesi per aver diffamato Romano Prodi.
Renato Farina scrive per Libero, il giornalino per pochi infimi (270 copie per provincia), poco più che un bollettino parrocchiale vicino alle posizioni della Lega e di Berlusconi.
Renato Farina è stato parlamentare per il Popolo delle Libertà.
Ha 65 anni e questo è, in breve, il suo Curriculum Vitae.
Renato Farina invoca l'intervento dei medici per curare Greta poiché, a suo avviso, sta raccontando falsità sul clima. Questo è quanto. 
Non chiedetemi per chi io parteggi.

sabato 31 agosto 2019

Capitan Findus, il calzino spaiato e sporco.


Sempre che non si vada a votare dopo l'ultima sparata di Di Maio, nel Centro-destra la pentola bolle.
E la novità, rullo di tamburi..., è Berlusconi!
(Ridete? Fate bene. Io sono un autore satirico!)
Non solo si è rifiutato di partecipare alla Rimarcia su Roma di ottobre organizzata da Capitan Findus, ma, sentite sentite!, ha dichiarato, perepepè, di sfilarsi dai partiti sovranisti di ogni risma.
Sa, infatti, che incombe una spada di Damocle sulla sua testa: per la prima volta al governo del Paese ci saranno due partiti che potenzialmente potrebbero occuparsi del palese conflitto di interessi di un Partito, Forza Italia, che detiene, indisturbato, il controllo su una parte consistente dell'informazione audiovisiva e della carta stampata.
Ovviamente nelle parole dei giornali trombettieri dell'immarcescibile i due partiti sono presentati come frange della Sinistra estrema, tra Prima Linea e le BR, e sono pericolosissimi, ma è anche vero che la loro maggioranza è sul filo del rasoio, in particolare al Senato.
Ed ecco il barbatrucco del prestidigitatore: prima fiancheggiatore di Capitan Findus (con Mediaset e i suoi giornaletti per pochi infimi a montar la panna dell'invasione dall'Africa), ora, per pura convenienza, Berlusconi si presenta come il moderato signore di una rispettabile età, con esperienza di governo, che, non sopportando di avere a che fare con il calzino spaiato e sporco di un partito sovranista, si offrirà per un disinteressatissimo “do ut des” con l'attuale maggioranza.
Su quale tema è chiaro a tutti, tranne agli ingenui.
E i tiepidini sulla questione del conflitto di interessi ci sono, in particolare nel PD che ha scheletri nell'armadio in merito che strabordano, lasciando uscire dalle ante malchiuse ora una tibia ora un perone, ora una falangina or una falangetta.
Sia chiaro che, passata la buriana, Berlusconi ritornerà prima o poi ad accarezzare il suo cagnolino che ha il guinzaglio corto e che per ora sembra in affanno: abbandonato da Bannon e da Putin (ha fallito il compitino di minare l'Unione Europea o perlomeno il Bel Paese), adesso viene lasciato in un angolo a guaire, triste e solitario come il binario di Claudio Villa.
E la sensazione che sia scomparso dall'orizzonte politico e mediatico non è dato solo dal fatto di aver abbandonato il Viminale, ma dalla sordina che gli è stata imposta non solo dalle zecche comuniste e dai traditori pentastellati con i loro miseri mezzi, ma da quelli che in narratologia sono denominati“falsi amici”.
Capitan Findus può ora liberamente abbaiare nelle sagre di Paese, tra una salamella e uno stinco al forno, ma la sensazione che sia stato declassato in pochi giorni da Comandante di un transatlantico a pilota inesperto e senza patente nautica di pedalò è abbastanza evidente.
Sic transit gloria mundi.
Non se ne crucci, comunque. In suo aiuto, non è detto che, a breve, non gli diano una mano dei “falsi nemici”.
Sì, sono sibillino. Lo so. ;-)

martedì 13 agosto 2019

Secondo monologo dell'anziano buonista a Ferragosto.



Sì, lo so, lo so, non è bello, ma lo devo fare, anche se non mi ascoltate.
Lo dico e lo ripeto:“Ve l'avevo detto io!”. Dirlo può irritare, ne sono perfettamente consapevole. Anzi, è irritante di sicuro perché presuppone che non ci siate arrivati prima. 
Poi, i grilli parlanti sono antipatici , oh, come sono antipatici!, e, abitualmente, hanno un triste destino: rimangono appiccicati al muro a suon di martellate, con coratella e budella in bella vista.
Però, ve l'avevo detto, o no?
Il ritorno di Capitan Findus nelle braccia dell'Innominabile era previsto fin dall'inizio.
Non solo: la politica di Capitan Findus che tanto ci/vi ha colpito (nel bene per i fan, nel male per chi gli si è opposto) si è sviluppata in perfetta coerenza con quella dell'Innominabile, solo con qualche punta di radicalismo verbale in più e una bella dose di vergogna in meno: apertura verso le Destre anche estreme, nostalgismo d'accatto per il tempo che fu quando c'era LVI, vittimismo, quanto basta e dopo i pasti, non appena arrivano i giudici ad interrompere i magna magna trimalcioneschi sui beni pubblici, e, per dessert e digestivo purgante, rivendicazione di una politica delle mani libere in odio ai lacci e lacciuoli dello Stato cattivo e controllore che, tradotta con le parole del Capitano, ora si chiama politica dei “pieni poteri” senza palle ai piedi (anche se sono le nostre ;-)) sive putinismo all'amatriciana.
Insomma, poiché l'Innominabile è fatto con la stessa Pasta del Capitano (o, se preferite, viceversa), il Berlusconismo non è mai morto. Come d'altronde, e lo stiamo vedendo nelle sue proteiformi trasformazioni, non si è completamente decomposto il fascismo dell'illegalismo sotterraneo, ma neanche tanto, al potere sotto la facciata di un legalismo attento, a parole, all'ordine e al controllo, ma più votato, in realtà, alla repressione del dissenso. 
Belle vetrine, direbbe il saggio, per nascondere il lugubre vuoto del negozio.
Le fasi storiche, com'è è giusto che sia, perché la Storia ce lo insegna, non si ripetono, ma, nel caso specifico dell'Italia, marciscono lentamente nel corpo del Paese per mancanza di consapevolezza, di responsabilità e, duole dirlo, di Norimberga lustrali dopo gli sfaceli.
Sta di fatto che l'odore dolciastro di cadaverina di ciò che si è deciso di non seppellire ecciterà , come al solito, anche questa volta, non solo gli appetiti degli avvoltoi e dei cani, fuor di metafora dell'apparato politico che di politica vive e si nutre, ma anche l'eterno trasformismo di Destra e di Sinistra.
Pur di azzannare quel che rimane ancora attaccato all'osso, chi andrà al potere saprà benissimo giustificare ogni sua azione: attribuirà la responsabilità di ogni suo provvedimento allo sfacelo di chi lo ha preceduto, come capita nella scuola ai docenti delle Medie che, facendo spalluce, attribuiscono l'analfabetismo de facto di molti loro allievi alle maestre della Primaria.
E così via, finché gli studenti, con un colpo al cerchio e uno alla botte, si laureeranno, tra le lamentele dei Docenti paludati, con lacune nella preparazione di base sempre più profonde o meglio, come sta succedendo nell'attuale classe politica, da studenti svogliati e neghittosi, dopo aver abbandonato gli studi, raggiungeranno il potere e il prestigio delle cariche più onorevoli senza neanche aver raggiunto un titolo di studio spendibile per il bene del loro Paese. Con i danni che potete tutti immaginare.
Ora basta. Mi metto l'auricolare e fingo di parlare con qualcuno che mi ha fatto arrabbiare.
Così non desto sospetto nei pochi che incrocio, mentre cammino sotto il sole a picco in mezzo alle vie semideserte per il Ferragosto. Non vorrei che chiamassero quegli omini vestiti di bianco che infarciscono di farmaci gli anziani come oche all'ingrasso.

lunedì 27 maggio 2019

Capitan Findus e le armi della persuasione. Chapeau!


Umberto Eco, pace all'anima sua, dovrebbe essere buttato nel Po post mortem (nel Medioevo si è riesumato qualche Papa per fargli la festa nel Tevere dopo qualche anno di sepoltura) per aver indagato col suo acume intellettuale il motivo del successo di Mike Bongiorno: essere uguale, anzi al di sotto, al livello dei propri telespettatori è un'arma vincente.
Ed ecco prima Berlusconi e ora Capitan Findus, che hanno evidentemente letto avidamente le parole del grande semiologo e romanziere o perlomeno hanno frequentato e assunto chi lo ha letto per benino, in palmo di mano delle masse plaudenti.
Nulla è fatto a caso. 
Anche gli errori sono voluti.
Eccovi il tweet del nuovo Re Mida che trasforma la Merda in voti.
Bellissimo!
Non temano i Leghisti DOC: non rosico. 
Mi inchino all'intelligenza di chi sta dietro a questo fenomeno.
Eccovi il cartello: sgrammaticato e senza punteggiatura.
Manca il soggetto (La Lega), il Capitano scrive il numerale ordinale con i numeri arabi (sì, sono arabi), tralascia la virgola e il punto esclamativo.
La forma corretta non sintetica e scarsamente efficace dovrebbe essere: “La Lega (è il) primo partito in Italia, grazie (a voi elettori per averci premiato)!”
Lasciate un ragazzino di prima media l'onere di scrivere un cartello del genere e lo scriverà così.
Anche il tweet è geniale. “Una sola parola: GRAZIE Italia!”
Afferma di dire una parola e ne dice due, grida GRAZIE (il maiuscolo per la netiquette è un grido), sorvola sulla virgola, mette questa volta il punto esclamativo e fa seguire la bandierina italiana. Perfetto. 
Rafforza il ringraziamento ai suoi elettori (e il “grazie” lo evidenzia con l'evidenziatore giallo sul cartello e lo grida nel tweet).
Poi c'è l'ambientazione e qui c'è il colpo di genio.
Scaffali aperti: libri e cimeli di vario genere in disordine. Si va dal cappellino trumpiano “First America”, dal cappello dei Carabinieri, a qualche foto. Appaiono in ordine sparso un libro su Himmler (così dicono, ma io non sono riuscito a vederlo), qualche bottiglia di vino qua e là, la bottiglietta o ampolla con il simbolo leghista, qualche fotografia di qualche giocatore del Milan alla parete et similia.
Ma l'occhio si sofferma su due simboli : il Tapiro (che richiama Mediaset) e l'icona ortodossa di un Cristo (che richiama insieme la Russia e il Cristianesimo).
L'insegnamento per i suoi avversari: non date dell'ignorante a chi sa utilizzare bene gli strumenti di persuasione di massa. 
Sono leciti, eh! E l'ignoranza fa parte integrante di una strategia perfidamente intelligente.

P.S. Morisi oggi fa il bulletto dicendo di non aver sbagliato nulla. Falso. Aveva in mano il 40% dei voti e ne ha ottenuti solo il 34%, ciucciandoli dai voti del Movimento Polli a 5 Stelle. Ottimo risultato, sia chiaro, ma gli ricordo il funestissimo 40% del PD nelle europee precedenti. Può gonfiare il petto oggi, e se lo può permettere, ma non insista più di tanto: Renzi lo ha fatto e si è visto com'è andata.Rimpinguare Paypal a fianco, please!

giovedì 11 aprile 2019

Capitan Findus non assiste al derby. Eppure è un tifoso sfegatato!


Il Ministro degli Interni comunica che non parteciperà alle manifestazioni del 25 aprile perché si dice disinteressato al “derby fascisti-comunisti”.
Ho già indicato nel linguaggio dei politici la tendenza all'infantilizzazione: per far arrivare il proprio messaggio è necessario renderlo semplice attraverso la premasticazione.
Il concetto di base è, Berlusconi docet, quello che l'uomo politico parla a bambini di 11 anni non particolarmente svegli e deve adeguare il proprio linguaggio al loro livello.
Nel caso specifico, c'è di peggio: c'è la banalizzazione.
La semplificazione può essere fastidiosa e manipolatoria, ma la banalizzazione è distorsiva e falsificatrice.
Anche i fascisti, a mio avviso, dovrebbero offendersi, e molto, per l'infelice espressione di Capitan Findus. 
Lo scontro, la guerra civile tra partigiani (di ogni colore, ricordiamocelo; non solo comunisti, ma monarchici, cattolici, liberali, socialisti etc...) e fascisti è stata una tragedia nazionale, non una partita di calcio da godersi con il pop corn in mano.
Smarcarsi dal 25 aprile non è, come sembra, una forma di equidistanza. 
Significa relegare il 25 aprile a manifestazione di parte e non come punto di partenza per la nuova democrazia, quella che permette, persino a chi sta palesemente calpestando la Costituzione su cui ha giurato, di essere nominato Ministro.
(E lasciamo perdere che cosa se ne faceva il nostro Capitano della bandiera nazionale fino a poco tempo fa, aggiungendo una nuova striscia al verde, bianco e rosso! Ricordo al Sovranista dell'ultima ora l'articolo 12 della Costituzione, eh!, quella scritta dai Comunisti!)

giovedì 27 dicembre 2018

Consigli prezzolati alla Sinistra. La Destra per ora non paga.


Poiché il mio conto PayPal rimane a zero nonostante i numerosi consigli rivolti ai dirigenti della Lega (e mal gliene incolse, visto che qualche cedimento comincia a farsi sentire! Si vedano i dati sulle intenzioni di voto nel Nordest!), ora mi permetto di dare, essendo un consulente prezzolato freelance, qualche consiglio (spero debitamente riconosciuto in solido sulla mia Paypal ;-)) agli sprovveduti della Sinistra che evidentemente non hanno ancora capito come gira e funziona la propaganda della Destra.

Lo hanno già scritto in tanti e di certo io sono l'ultimo della fila: criticare il Ministro perché quest'ultimo mangia Nutella a Santo Stefano (mentre il fratello di un pentito sotto protezione è stato crivellato di colpi e c'è stato un terremoto non di poco conto in Sicilia) è una sciocchezza.

L'innominabile lavora sull'immedesimazione e il suo elettore tipo gongola: “Lui è come me” (e ci vorrebbe una fucilazione post mortem di Umberto Eco, a cui ho voluto tanto bene, per aver dato modo, studiando da semiologo la figura mediatica di Mike Bongiorno, a Berlusconi prima e ora all'i. di irretire l'opinione pubblica in modo così semplice). 
Perché dare l'idea tritanzuola del Ministro in abito nero presente ad ogni disgrazia sul territorio nazionale? Non è meglio un Ministro gaudente attento a cogliere gli aspetti più gustosi dell'esistenza?
Non solo, cari ingenuotti: il messaggio è anticasta.
“Io sono Ministro degli Interni e potrei fare colazione a caviale e champagne e invece no: mi mangio la Nutella che è alla portata di tutti. Potrei sfruttare la mia condizione di privilegio e poi non lo faccio. Non son fico?”
La sua passione per il “Food Porn” nasce da qui: mangiare tortellini emiliani con il sugo Star accompagnati da una birra è una strizzata d'occhio a chi in un ristorante di pregio si sente talvolta a disagio (e diciamola tutta: la strafighetteria che emanano da tutti i pori certi chef , severissimi e inflessibili, pubblicizzati grazie alle millanta trasmissioni televisive dedicate alle cucine di ogni bettola d'Italia, è oggettivamente insopportabile).

Che fare, dunque?

In primis, l'opposizione deve muovere le chiappe. Mentre l'i. si slurpa zuccheri e lipidi in quantità (ed è quindi rallentato nella corsa), qualche leader di peso (a trovarlo, però...) di Sinistra si fiondi a Pesaro e a Catania.
Non dica in qualsiasi caso: “Dov'è il Ministro? Perché non è qui?”
Nisba. Niet. Silenzio assoluto.
Dica: “Io (noi) sono qui vicino a chi è in difficoltà. C'è una tragedia in atto”.
Porga il lato più fotogenico del suo volto e assuma l'aria contrita di chi, non avendo alcun potere, non può nulla. Versi anche qualche lacrima.
So di essere cinico, ma la politica funziona anche così.
Poi arriverà il Ministro, ma sarà in qualsiasi caso in ritardo e farà la figura agli occhi del suo elettorato di colui che prima ha pensato alla Nutella e poi ai problemi della gente.
Anche lui porgerà il suo lato fotogenico, ma l'immagine in sottofondo e subliminale sarà quella di lui con la lingua protesa per leccare la giusta porzione di Nutella.

In secundis, trovare qualche falla tra il dire e il fare di chi attualmente ci governa. Non è difficile.
Ad esempio, insistere sulla mancata indicizzazione delle pensioni, in particolare di quelle intorno ai 1500 euro. Il Leghismo attinge per incrementare i propri consensi al mondo dei pensionati come ha fatto Berlusconi non tanto tempo fa.
Io credo che la mancata indicizzazione delle pensioni sia per la Lega un gran bel problema.
Inutile e controproducente è essere troppo espliciti, però.
Tutti sanno che, quando l'osservazione negativa parte dall'opposizione, scattano meccanismi di difesa pavloviani: “Non si sono rivalutate le pensioni perché la Sinistra ha lasciato i conti disastrati o perché i nostri compagni di ventura vogliono introdurre quell'abominio del reddito di cittadinanza. Che colpa ne abbiamo noi?”
Bisogna lavorare di sponda. Qui ci vogliono esperti di pubblicità o, se preferite, di propaganda. Instillare, ad esempio, il dubbio che qualcuno voglia spingere un ceto non certo benestante, ma non ancora impoverito, a consumi più frugali e popolari, quando prima poteva permettersi di tanto in tanto il ristorantino stellato o il fritto misto nella pizzeria sotto casa, potrebbe essere la mossa vincente. Oppure, più banalmente, poiché l'i. di certo non ama mangiare solo Nutella e tortellini al sugo Star (e qualche selfie lo vede soddisfatto davanti a piatti luculliani), perché non creare un collage delle sue immagini a tavola corredato dalla fotografia di qualche disperato (italiano!!!) , di qualche diseredato che dovrebbe essere (e ovviamente non lo è) strappato alla sua condizione di miseria grazie allo slogan “salvinifico”: “Prima gli italiani”?

Terzo consiglio. Fare terra bruciata. Guardate il Nordest che sta piano piano voltando le spalle alla compagine governativa. Confindustria e Confartigianato del Nord non amano ora le politiche di un Governo che hanno lisciato pelo e contropelo fino all'altro ieri.
Senza troppo strepito, incominciate, ad esempio, individualmente a scrivere alla Ferrero, alla Barilla, alla Star che non gradite l'accostamento di prodotti di così consolidata tradizione a personaggi politici che non approvate.
Non chiamatelo boicottaggio, però, non siate ingenui!
Non avete ancora capito che il vittimismo di cui era maestro Berlusconi è un'arma potentissima nelle loro mani, condita ora anche con il pepe del complottismo di marca pentastellata?
Esprimete il vostro disagio, la vostra difficoltà. Personale. Individuale.
Verrà il momento in cui, in modo discreto, anche chi produce sentirà odore di terra bruciata, un odore che non contribuirà a migliorare di certo le proprietà organolettiche né della pasta, né della crema di nocciole, né del sugo industriale di marca. Partiranno delle letterucce.
E fare "Food porn" con i prodotti dell'EuroSpin non farà, datemi retta, lo stesso effetto.
arz©

sabato 22 dicembre 2018

"Fatto". Di Maio e la sudditanza linguistica.


E' da anni che insisto: il linguaggio di Berlusconi ha colonizzato il linguaggio di quella che era un tempo l'opposizione. Prima c'è cascato Renzi con gli effetti disastrosi che hanno travolto il PD, ora Di Maio: il foglietto con l'indicazione “fatto” ne è ora un esempio lampante.
Il peggio è che il Movimento 5 Stelle con simili iniziative dimostra di ritenere in pectore, come Berlusconi fece, l'elettorato un ragazzino di prima media non particolarmente sveglio.
I Pentastellati non considerano, però, il fatto che il ragazzino è volubile e spesso maleducato. E sputa, quando gli gira storta, in faccia ai supplenti.

lunedì 18 giugno 2018

Il Coccodrillo e l'uccellino spazzolino ossia come la Lega si sta pappando l'elettorato dei 5 stelle.



Sapete che c'è un uccellino che spazzola i denti del coccodrillo? Così diceva Erodoto e Aristotele aggiungeva che per evitare di far male all'improvvisato igienista dentale il coccodrillo scuoteva di tanto in tanto la testa prima che le fauci si chiudessero, dando così la possibilità all'uccellino di andarsene in luoghi meno pericolosi.
Il nome dell'uccellino varia, ma oggi lo si identifica nel “Pluvianus Aegyptius”.
Ovviamente, dalla vignetta (è solo uno schizzo, perdonate, ma non ho avuto modo di rifinire), potete facilmente intuire di che cosa voglio parlare.
Parlo del fatto che il capo della Lega dei Coccodrilli verdi si accinge a divorare l'uccellino delle 5 Stelle di Orione.
Per ora il dentuto rettile scuote la testa festoso e desidera ardentemente il servizio di pulizia odontoiatrica, ma tra breve, quando l'operazione non sarà più necessaria, potrebbe farne a meno, anche perché c'è un altro ilare uccellino (ma qualcuno sospetta che sia un Caimano), che, finita la Piena, è ben contento di soccorrerlo.
La perdita di potere contrattuale dell'uccellino non è, però, tutta dovuta all'astuzia del Coccodrillo.
L'uccellino ha promesso molto agli agricoltori dell'Alto Nilo (reddito di cittadinanza in primis), concesso molto agli Scribi dell'ex alleato del Coccodrillo, proponendo la lutulenta e limacciosa flat tax e cavalcato, prima timidamente, ora meno, l'onda di piena dell'unico tema oggi realmente sul tavolo di questo governo (al netto delle chiacchiere), l'immigrazione.
Ma la parola d'ordine, il linguaggio usato, la tonalità aggressiva insita in questa iniziativa erano e sono patrimonio della Lega dei Coccodrilli verdi ed è, notate bene, l'unica azione politica che non ha bisogno di copertura finanziaria.
Anzi, nell'ottica della Lega dei Coccodrilli verdi ci si guadagna un po' (peccato che i fondi per gestire la cosiddetta “emergenza sbarchi” siano europei, ma tant'è! Niente sbarchi, niente soldi!).
La parola funziona alla perfezione perché l'elettorato di riferimento della Lega dei Coccodrilli e di parte dei fan delle 5 Stelle di Orione, oltre che appartenere alla classe operaia in via di dissolvimento, è prevalentemente formato da quella classe borghese in via di precarizzazione che sta perdendo punti su punti e che ha una terribile (e ragionevolissima, tra l'altro) paura non solo di perdere il proprio ruolo sociale e i propri pochi soldi ma anche il poco potere di influenza sulla propria vita. E la paura fa prendere lucciole per lanterne.
La forbice che si sta aprendo tra le vere classi privilegiate e la borghesia sarà evidente nel momento in cui coloro che hanno rendite finanziarie e detengono gran parte della ricchezza nazionale cacceranno dal circolo della Feluca quei pezzenti con la Lacoste col Coccodrillo delle Professioni che un tempo erano stati accolti per animare un po' il dibattito culturale, perché parlare solo di soldi, insomma, fino a non tanti anni fa, era considerato volgare! (...ma il Caimano ormai ha sdoganato tutti gli argomenti tabù un tempo banditi nei circoli per bene: oggi si può parlare nei luoghi eletti senza vergogna di soldi, di donnine e di sport come alla Birreria sotto casa...)
Ovviamente la marginalizzazione della borghesia non è per nulla legata alla presenza della migrazione, ma alle politiche liberiste che la Lega del Coccodrillo verde, come i partiti precedenti sia chiaro, non si è mai sognato di rinnegare.
Cari Pesci del Nilo, datemi retta e ascoltate la solita mia facile e inascoltata profezia: non preoccupatevi più di tanto! Fategli mangiare in pace l'uccellino che, credetemi, è già nell'esofago del Capo della Lega e non gli darà gran nutrimento.
Con la complicità del Caimano sudamericano, il Coccodrillo dovrà, però, rivolgervi ancora a voi pesci del Nilo, che, dopo esservi infatuati brevemente del canto dell'uccellino che era sì grazioso e bello, ma che zufolava con tonalità o troppo alte ( “Onestà!Onestà!” Ah! Ah!) o troppo basse (“Vaffanculo” Uh!Uh! ...con verso di upupa), come usanza vuole, probabilmente abboccherete, se non mi darete retta, all'amo con l'esca più appetita tra gli Egizi, il farsi gli affaracci propri.
Cercate, dunque, di cogliere l'insegnamento della breve favoletta dell'uccellino spazzolino.
Allearsi con i violenti anche solo a parole, per un misero pezzo di sanguisuga che penzola loro tra i denti non vale proprio la pena.
Quel che è importante è possedere un linguaggio proprio e magari articolarlo un po' meglio senza farlo diventare una macchinetta da slogan per merli indiani (“E il PD?”, “Su, sveglia!”, “Pidioti”, “Comunisti”, “Destra e Sinistra non esistono più” etc...): è l'unico modo per non farsi sovrastare dal ferale sbattere di fauci di coloro che, non l'avete capito?,  quando non hanno ragioni, fanno ricorso alla forza (e la esercitano senza alcun pentimento...)
Per cui, cari pesci del Nilo, studiate, studiate e studiate e createvi un linguaggio raffinato, articolato e coerente.
Lo so che consigliare ai pesci di imparare un linguaggio è pura follia, ma son profeta, un po' pazzo e tendenzialmente non violento.
Ma voi siete pesci del Nilo, mica del Pisciatello ossia del Rubicone!
L'alternativa la sapete benissimo ed è cruenta: è trasformarvi in piranha che, coalizzati, strazino coi denti aguzzi le coriacee pelli dei coccodrilli e dei caimani, tingendo così il Nilo di rosso.
Dopo esservi sbarazzati dei vostri antagonisti, e aver venduto la pelle degli Alligatoridi a Prada per farne borse di pregio, però, vi servirà ancora una lingua.
Perché chi ha il potere sulla lingua detiene il vero potere.
Chi ne possiede una, come disse un poeta siciliano, non è mai schiavo. E chi la perde, com'è logico, è perduto.
arz62


sabato 28 aprile 2018

La mascella di Salvini

...bene fa Salvini a chiarire le cose!
Il suo elettorato di riferimento sia avvertito.
Belle cose, senza seguire un ordine di priorità, sono: ripetere che Berlusconi non è un pericolo e quello che propone come, ad esempio, la Flat Tax ossia far pagare le stesse tasse a poveracci e ai miliardari è un'ottima idea, ribadire quanto sia bello a parole essere contro l'Europa, ma che bisogna starci lo stesso, perché non si sa mai, affermare che le cene ad Arcore erano cene eleganti, perché le nipoti di Mubarak erano eleganti assai al punto che una di quelli che lo ha affermato, compresi i Leghisti all'unanimità, ora presiede il Senato, e così via.
Non cambi idea, per cortesia.
Altrimenti ci toglierà il piacere, quando incontriamo un Leghista, di dire quello che tutti, compresi molti del suo elettorato, pensiamo: Berlusconi lo tiene per le palle. E stretto!
Ed è il motivo reale per cui solleva di tanto in tanto la mascella 

giovedì 12 aprile 2018

Le aggressioni negli ospedali e nelle scuole e gli spassi nel vagone-ristorante del treno "Italia"


Le aggressioni a medici e a paramedici ci dovrebbero dire qualcosa di un meccanismo che gira a vuoto in Italia.
Negli ultimi mesi l'opinione pubblica è venuta a conoscenza del fatto che chi lavora nella scuola può essere aggredito. Ora, con più frequenza, perché il fenomeno non è nuovo, quest'ultimo colpisce anche gli ospedali.
E' evidente che la Scuola e la Sanità sono gli avamposti (i più deboli) dello Stato a contatto con i cittadini.
Sappiamo anche che, da un bel po', quest'ultimo è stato smontato pezzo a pezzo da campagne giornalistiche ad hoc.
Prima ci ha pensato qualcuno colpendo i magistrati con i calzini azzurri, poi si è colpito l'erario attraverso la criminalizzazione di Equitalia e così via. E' già Storia ed è inutile ripercorrerla. I responsabili e primi protagonisti sono noti.
E' inutile negarlo: in questo ultimo trentennio l'attacco al cuore dello Stato non è stato sferrato da sanguinari Brigatisti Rossi, ma da quella parte della nostra società che non ha mai accettato la presenza di istituzioni che limitassero gli amorali appetiti degli individui. E in quest'opera di smantellamento c'è stata una perfetta "mistura" tra alta e bassa gente. 
Insieme all'insufflazione del terrore per l'invasione dei migranti, attraverso i mass media (giornali e specialmente TV), la denigrazione dello Stato e della sua funzione è stato il grimaldello o meglio il piede di porco ;-) della Destra per ritornare al potere e del M5S per provare a conquistarlo.
Sembrerebbe (ma è un'illusione ottica) un revival sessantottino: abbasso le istituzioni forti!
Sono nemiche della libertà individuale e dell'espressione della nostra creatività ( o, a bassa voce, della nostra capacità di “intrapresa”).
Ora le Destre e il M5S si apprestano ad andare al potere.
Saranno loro il vertice dello Stato. Recuperare la fiducia verso le istituzioni, sempre che lo si voglia, non sarà facile. L'ipotesi più probabile è che l'opera di demolizione continui e che la denigrazione sistematica dei sottoposti possa garantire, alimentando la confusione, un'ulteriore spartizione delle ricche pietanze per chi in Prima Classe, nel vagone ristorante, si appresta a pasteggiare o a cenare.
Per passare il tempo la Classe Dirigente, ma io sono pessimista, lo sapete, continuerà elegantemente a sputare dal finestrino in direzione della Terza Classe, stando attenta, però, a non farlo controvento... ;-)  arz62

A corredo una vignetta non mia. In genere non pubblico materiale altrui, ma in questo caso val la pena: il sito di riferimento è "Bastardi di dentro".


domenica 25 febbraio 2018

La nuova frontiera: minare l'Antifascismo.


Come al solito, mi tocca fare il Grillo Parlante (…e la fine dei Grilli Parlanti la sapete, vero? SCIACH, appicicati al muro).
Il “La” lo ha dato l'Innominabile:”Il Fascismo è morto, il pericolo è l'antifascismo”.
Conoscete il personaggio: sa manipolare benissimo l'informazione. Vi ricordo, per inciso, l'apparizione televisiva nelle sue Reti di due personaggi oggi assai noti: Salvini e Renzi, uno alla Ruota della Fortuna e l'altro a Doppio Slalom. Non è un caso.
L'Innominabile negli anni Settanta e Ottanta ha fatto campagna acquisti e, non c'è da discutere, aveva naso: Montanelli e poi Feltri e Belpietro, nei giornali, Gori, Mentana, Costanzo, Sgarbi e altri per la comunicazione in TV.
Dopo il periodo di espiazione ora sta ritornando alla grande. Dopo aver reso la parola “comunista” sinonimo di nemico della Patria (e Togliatti si può rivoltare nella tomba per le concessioni fatte nella Costituzione italiana alla Chiesa, per la mancata epurazione di Esercito e Magistratura nel Dopoguerra, per non parlare del “buonismo” che gli ha impedito di scatenare un pandemonio dopo l'attentato nei suoi confronti), ora si cimenta nel suo nuovo miracolo linguistico: demonizzare l'antifascismo. L'operazione, anche dal punto di vista retorico, è piuttosto ardita: se il Fascismo è morto, secondo l'opinione dell'Innominabile, di conseguenza anche l'Antifascismo dovrebbe essere morto, no? Dunque, se la logica ha ancora un senso, non dovrebbe costituire nessun pericolo.
Purtroppo, per lui, c'è ancora la Costituzione, anche se le sue norme finali e transitorie ( erano finali o tranistorie, perdinci!), e alcune Leggi sembrano non aver recepito il messaggio.
State sicuri che conquistato il potere che democraticamente gli assegnerà il Popolo provvederà a eliminare questo ostacolo.
Per ora, a mio modo di vedere ( di Destrissima, ohibò: se c'è una Legge, facciamola rispettare!), a chiarire lo stato delle cose ci sta pensando la Magistratura, molle, e la Polizia, complice, che, a fronte di partiti e movimenti che si richiamano senza vergogna al Fascismo, manganellando gli oppositori e facendoli passare per antidemocratici, blindano le piazze di partiti e movimenti di esplicita vocazione fascista perché possano manifestare liberamente in nome di una libertà di pensiero che hanno sempre disprezzato.
La Storia è già conosciuta per chi l'ha un poco bazzicata. Auguri e figli maschi!

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