domenica 31 gennaio 2016

Gandolfini e l'abolizione del piacere


Giovanardi sfida un'intera schiera di disegnatori della Settimana enigmistica


sabato 30 gennaio 2016

Family Day: la Meloni si vada a rileggere il Catechismo, perdindirindina!


 Il Catechismo recita: "I fidanzati sono chiamati a vivere la castità nella continenza. Messi così alla prova, scopriranno il reciproco rispetto, si alleneranno alla fedeltà e alla speranza di riceversi l'un l'altro da Dio. Riserveranno al tempo del matrimonio le manifestazioni di tenerezza proprie dell'amore coniugale. Si aiuteranno vicendevolmente a crescere nella castità."
http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm



Ok. Buon segno: siamo al Catechismo liquido! ;-)
arz
P.S. Ah, dimenticavo! Giorgia è fidanzata e non sposata con il suo bello. Tecnicamente ora è una "ragazza-madre".

La vittoria del senso del ridicolo ossia il "De profundis" delle democrazie a suffragio universale.

Si parla spesso di analfabetismo funzionale: sa leggere, sa scrivere, ma non capisce una cippa (riassunto umoristico di una questione ben più complessa, d'accordo).
Lasciamo da parte il sadismo di chi mette alla berlina l'ignoranza altrui, il che non è di per sé una cosa bella. 
E' evidente, comunque, che chi ha ideato e realizzato le interviste-trappola pone in evidenza un problema reale.
Chi esprime un'opinione, e penso che sia un'idea condivisa, dovrebbe avere almeno qualche vago sentore di che cosa si stia discutendo. 
E allora perché gli intervistati si prestano a simili figure da cioccolatai? 
La “vetrinizzazione” di cui parla Codeluppi? Il fatto che apparire in televisione o su Internet è sicuramente meglio che scomparire nella massa indistinta di coloro che voce non hanno? 
Boh, francamente non ho risposte facili. 
Però, queste persone votano e indirizzano la politica di un paese.
Anche se non si fossero fatte intervistare avrebbero fatto danno, sia chiaro. Vederli, però, lì a strologare sul nulla fa una certa impressione. Abbiamo sepolto il senso di colpa e abbiamo perso anche il meno pericoloso senso della vergogna. Ci rimane forse solo il senso del ridicolo? E forse è questo il motivo per cui i comici hanno un così grande successo in politica?
Non è questo un segnale evidente che la democrazia evidenzia ormai crepe che preannunciano qualche pericoloso crollo?

arz62




domenica 24 gennaio 2016

Inquinamento del linguaggio, disinformazione, trascuratezza. I tre nei della stampa italiana.

Non si capisce che cosa stia succedendo nelle redazioni dei giornali italiani. 
Un tempo (forse nel pleistocene) oltre al correttore di bozze, un articolo passava sotto il vaglio di più persone, perlopiù sempre pronte, anche per cattiveria sive invidia professionale, a prenderti in castagna per farti fare la figura del cioccolataio. 
Ora il filtro è completamente saltato e il giornale è diventata una pagina Internet senza link, dove chiunque ( o meglio qualche giornalista, più frequentemente una pletora di pubblicisti mal pagati) può scrivere quel che vuole senza passare sotto nessuna forca caudina, senza incorrere in un qualsivoglia posto di blocco.
Ma se il giornale inquina il linguaggio con disinvoltura, pubblica notizie farlocche e non ha cura di pubblicare due volte lo stesso articolo, perché il povero lettore si dovrebbe alzare la mattina al freddo, sfilarsi i guanti e pagare l'obolo per un prodotto che può trovare a portata di click senza alcuna fatica al calduccio del proprio letto?

arz62

Leggete di filato questi tre post per farvi un'idea di quel che intenda dire:


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