domenica 24 gennaio 2016

Inquinamento del linguaggio, disinformazione, trascuratezza. I tre nei della stampa italiana.

Non si capisce che cosa stia succedendo nelle redazioni dei giornali italiani. 
Un tempo (forse nel pleistocene) oltre al correttore di bozze, un articolo passava sotto il vaglio di più persone, perlopiù sempre pronte, anche per cattiveria sive invidia professionale, a prenderti in castagna per farti fare la figura del cioccolataio. 
Ora il filtro è completamente saltato e il giornale è diventata una pagina Internet senza link, dove chiunque ( o meglio qualche giornalista, più frequentemente una pletora di pubblicisti mal pagati) può scrivere quel che vuole senza passare sotto nessuna forca caudina, senza incorrere in un qualsivoglia posto di blocco.
Ma se il giornale inquina il linguaggio con disinvoltura, pubblica notizie farlocche e non ha cura di pubblicare due volte lo stesso articolo, perché il povero lettore si dovrebbe alzare la mattina al freddo, sfilarsi i guanti e pagare l'obolo per un prodotto che può trovare a portata di click senza alcuna fatica al calduccio del proprio letto?

arz62

Leggete di filato questi tre post per farvi un'idea di quel che intenda dire:


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