sabato 29 dicembre 2012

Ecco i primi risultati di Silvio nel suo tentativo di riallacciare l'alleanza con la Lega


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Meritocrazia made USA


La notizia , dopo la strage di Newtown, è questa: http://www.corriere.it/esteri/12_dicembre_29/armi_esercitazioni-studenti_f04c419c-515f-11e2-9c70-def14518d4ca.shtml

 La lobby delle armi fa ruotare minacciosamente le armi come in ogni pessimo Western di seconda categoria. Mi sembra che, negli Stati Uniti, per ridurre la possibilità di contagio dalla peste, si stia preparando una bella processione che favorirà la diffusione della stessa.
Il nostro Nuovo Medioevo è vicino;-) (La battuta è cretina, ma ho come scusante che sto smaltendo il panettone).
                                                                                  L'Umorista pigro e profetico
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giovedì 27 dicembre 2012

Patrizi e Plebei: sul sentimento aristocratico che anima Silvio Berlusconi.

Nessun commento al filmato.




 Andatevi solo a rileggere quello che ho scritto ieri:
http://graffidigesso.blogspot.it/2012/12/berlusconi-e-monti-ce-chi-scende-e-ce.html

Mi sento un profeta.
                                                                                                              L'Umorista profetico
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Succursale su facebook

Ho aperto una succursale del sito su Facebook. Chi vuole raggiungere la pagina ( che conterrà materiale mio, ma non solo; intendo raccogliere quel che mi piace in Rete in tema di Satira), può provare a cliccare sul link:
http://www.facebook.com/ImpronteDiChinaEGraffiDiGesso?ref=ts&fref=ts


                                                                                                     L'Umorista (questa volta poco) pigro

mercoledì 26 dicembre 2012

Il prete e il turpiloquio (linguistico e mentale)

Ohi! Oggi il graffio sulla lavagna è veramente insopportabile. Sentire un parroco esprimersi come potete ascoltare con le vostre orecchie in millanta siti, mi fa sentire improvvisamente vecchio! 
Che il parroco relativamente giovane ( 40-50 anni?) possa esprimersi in modo così volgare durante la gita parrocchiale, passi ( e dovete sapere che molti preti sono barzellettieri nati e non tutte le barzellette sono, come suol dirsi, “pulite”), ma che durante un'intervista a una radio nazionale, che sarà giocoforza cassa di risonanza delle sue parole, se ne esca con un'espressione decisamente offensiva nei confronti dell'omosessualità ( avrebbe potuto usare eufemismi gesuitici più accettabili!), per me, è incomprensibile; mi dice che le dighe si sono rotte anche per Santa Romana Chiesa.
La beceraggine di un sito come “Pontifex” ( motore primo di ciò che è successo: il parroco non ha fatto altro che presentare un articolo del sito in cui si addossava la colpa del “femminicidio” alle donne stesse), citato a man bassa, come se il Papa parlasse ex cathedra, da “Il Giornale” e “Libero”, avrebbe un tempo scatenato le ire di Vescovi e Cardinali ( il cui silenzio ora pesa, eccome!)
Non tanto per i contenuti, sia chiaro, ma per la forma.
E la forma è sostanza in ambito ecclesiale come in ambito giudiziario.
Diventa, infatti, difficile chiamare “Reverendo” chi usa il turpiloquio per farsi capire meglio.
Lasci questo esercizio a quei politici che, dopo essersi abbassati ad espressioni da bettola, fingendo così di essere così più vicini al loro elettorato, si sono dimostrati perfettamente degni della lingua da loro utilizzata.

arz©
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Berlusconi e Monti: c'è chi scende e c'è chi sale...

E' ovvio che Monti affermando di “salire in politica” intenda contrapporsi nettamente a chi tempi addietro è “sceso in campo”.
Berlusconi, e lo ha detto e ripetuto come un disco rotto, non vorrebbe fare politica: ci è costretto. Il suo impegno è un dovere morale per il bene dell'Italia, per salvare quest'ultima dalle brame predatorie della Sinistra. La politica è una faccenda che sporca ( come il fango del campo), mentre il leader del PDL vorrebbe vivere, ma accidenti glielo impediscono!, aristocraticamente nel suo mondo fatato, tra dame, damigelle e levrieri afgani.
E' un vero peccato che il nobiluomo, non appena sceso in campo, ed è ormai storia ( una storia che vorremmo dimenticare al più presto), abbia portato in politica ciò che di più plebeo e becero che si sia mai visto. Il campo era pieno di buche e di letame e il suo stivale si è inzaccherato non poco.
Monti, invece, “sale”, poiché, a suo avviso, la politica è il modo migliore per partecipare alla vita della polis e l'esercizio politico rende aristocratico anche l'uomo più umile della Terra ( come accadde nelle prime legislature, in cui la rappresentanza di delle classi sociali era certamente meglio distribuita di quanto lo sia oggi).
Il Professore,oggi, dopo il pateracchio dell'agenda, vince, dal punto di vista linguistico, a mani basse contro il pallonaro.
arz©
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martedì 25 dicembre 2012

Profe, il Monti lancia le agende e mette le mani nelle tasche dei compagni!

Non se la prenda Monti per quello che sto facendo (...non verrà di certo a saperlo e voi siete invitati a fare silenzio).
Ultimamente mi sta pure simpatico: il trattamento riservato a Berlusconi è stato degno di un grande umorista. Clap!Clap! Standing ovation.
La mia, è evidente, è una vigliaccata.
Correggere è più facile che scrivere, d'accordo, ma si tratta di un personaggio pubblico e la critica può solo fargli bene.
Incomincio. Se dovessi giudicare il componimentino “Agenda Italia” dall'introduzione , direi che è, ad essere indulgenti, un po' sconcertante: innanzi tutto, non vi è traccia di ironia e per un umorista come me è già un peccato capitale.
Poi l' agendina è buttata giù senza troppa convinzione: non vi si scorge nulla di luminoso ed esaltante.
Se c'è un “ghost writer” sicuramente va ripreso per la sciatteria dimostrata.
Mi sono immaginato Monti alle Scuole Medie alle prese con un Professore mediamente intelligente, mediamente colto, mediamente spiritoso, mediamente mal pagato che, durante le vacanze natalizie, si prende la briga di correggere una delle “agende Italia” che circola in Rete ( non dovrebbe essere quella corretta da Ichino).
Il suo allievo, il Monti ( siamo in Lombardia e l'articolo è d'obbligo), è bravo, sia chiaro, ma il docente , avendo le sue idiosincrasie e i suoi vezzi linguistici e correggendo malvolentieri i pacchi di compiti che gli sono rimasti sul gozzo, tende a usare la penna rossa come uno scalpello.
Insomma, il prof è un po' arrabbiato anche perché il Monti, sulla lavagna, prima delle vacanze, ha scritto: “Il profe è uno sporco conservatore!”.
Mariolino si era vendicato, prima, a sua volta:  il professore, il giorno precedente, gli aveva appioppato una nota per aver tirato un'agenda sulla testa dei Compagni!
arz©

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domenica 23 dicembre 2012

I fossili linguistici ereditati dalla nuova classe politica (Le parole sono pietre)

Leggo con piacere che qualcun altro prova orrore per alcune espressioni che si sono sedimentate nel corso del Ventennio berlusconiano e che sono diventate evidenti fossili espressivi utilizzati anche da chi dovrebbe contrapporvisi.

Indico il sito che ha ben individuato questi resti della nostra coda scimmiesca; vi invito a visitarlo per leggere le acute osservazioni di “nonunacosaseria”( ne vale la pena) .



Riporto qui sotto le espressioni individuate dal blogger con il mio corollario personale.

Corollario personale:
“Se verrò eletto, il primo provvedimento sarà....”. E' ovvio: il primo provvedimento è, per chi pronuncia la storica frase. il più importante, ma si tratta chiaramente di uno spettacolo pirotecnico al contrario: prima i botti che fanno tremare le vene e i polsi, poi i petardini e le scoreggine.

Se verrò eletto, nei primi cento giorni faremo” . I novelli Napoleone non hanno evidentemente studiato bene che cos'è successo dopo i fatidici Cento giorni. L'espressione è solo un'estensione della precedente. Funziona lo stesso se invece dei cento ci fossero mille giorni.

“Siamo noi il vero polo alternativo”. In genere, l'alternativa prevede una scelta tra due. Nel caso specifico c'è un polo, poi un falso polo o più falsi poli e poi un vero polo "antipolo". Sentiamo già un freddo polare, tripolare o quadripolare.

“Siamo contro ogni populismo” . Ogni populista è fiero oppositore di ogni forma di populismo. Quello degli altri, of course. E' evidentemente un'espressione che ogni populista che si rispetti può pronunciare senza arrossire.

Destra e sinistra sono categorie superate” . Tale espressione è foriera di numerosi incidenti stradali e politici. E' una formula che piace molto al trasformismo italiano che sa però sempre ben distinguere tra classi alte e basse.

Non sono io che voglio candidarmi, sono (i cittadini / la società civile / le forze politiche) che me lo chiedono e io sono a disposizione”.
Falsa modestia e ego ipertrofico dei nuovi Cincinnato. Poi , però, gli emuli del condottiero romano, dopo aver servito la Patria, non tornano a coltivare i campi.
arz©
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lunedì 17 dicembre 2012

domenica 16 dicembre 2012

Senza parole

[Ingrandire, please!]










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Gentile richiesta ai lettori del blog

L'Umorista pigro che si occupa dei due siti
vi chiede un piccolo favore.
Visto che il caffè (vedi a destra del Post) non volete offrirmelo ( ...e io muoio di sonno) e che ho rinunciato per principio a qualsiasi compenso derivante dalla mia attività di blogger non usufruendo di “Ad-sense Google” in alcun modo, né di pubblicità di altro genere, vi chiedo di far sì che il frutto di una fatica non indifferente sia premiata almeno dalla diffusione del messaggio ( non in nome della terribile “visibilità” , me ne scampi Iddio!, o dei famosi “quindici minuti di notorietà” di cui me ne fò un baffo, ma per far sì che il messaggio, anche se umile, talvolta povero intellettualmente e privo di lusinga nella forma come la Felicita di Gozzano, possa essere fonte di una qualsiasi riflessione positiva o negativa nella capoccia di qualcuno). Pertanto, se mi permetterete di entrare alle vostre cerchie in Google, se cliccherete coscienziosamente su “Ok” ( ma anche “NO”...) su “Ok Notizie”, se segnalerete il mio lavoro a qualcuno che lo possa apprezzare, se twittete o farete "Cip cip" alla vicina, ve ne sarei grato.
Poi quando lo avrete fatto, scriverò un libro, diventerò famoso e usufruirò di almeno mezzora di notorietà;-)
Potete contare, comunque, sulla mia pigrizia: non lo farò se non a costo di violentare la mia natura.
                                                                                                                                         L'Umorista pigro

TRENORD simbolo della stabilità in Italia. Di progresso non se ne parla...


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Newtown, USA: all'asilo si imparan tante cose.

Ho pensato di essere troppo cinico, quando l'ho pensata; inoltre, odio l'esercizio dell'ironia nelle situazioni in cui c'è qualcuno che piange. Non la volevo pubblicare.
Poi ho letto che la cosiddetta lobby delle armi non è affatto pentita, anzi: propone che i maestri si armino poiché la statistica dà loro ragione. Tali stragi, infatti, avvengono nei luoghi dove è vietato l'uso delle armi. E allora viene da piangere a me, pensando anche a quella mamma, una delle vittime, maestra elementare, con un figlio con qualche difficoltà psichica, che non pensa di meglio che portarlo in un poligono di tiro, magari per farlo sfogare un po'.
Ecco, dopo averci pensato su, la (la)vignetta non mi è apparsa per nulla cinica perché colpisce quella fetta di cultura americana che ha fatto delle armi un culto, una brutta copia di una delle tante religioni che, come spesso succede in quelle lande, hanno la pessima abitudine di uccidere i propri adepti.
Lo stesso velenoso brodo culturale, questo sì cinico fino alle midolla, ha poi anche convinto molti che la legge del più forte sia , in fin dei conti, l'unica regola vincente e che la meritocrazia, che ne è la versione edulcorata, sia, sempre e comunque, un valore assoluto.
                                                                                                                                                         arz©
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sabato 15 dicembre 2012

Monopsonio, chi era costui?

Il fatto è noto: per diventare docente ( di qualsiasi disciplina) necesse est sapere che cosa diavolo significhi il termine "monopsonio".


                                             Definizione del termine “Monopsonio” tratta da Wikipedia (Originale)



Il termine monopsonio designa una particolare forma di mercato caratterizzata dalla presenza di un solo acquirente a fronte di una pluralità di venditori. Il vocabolo trae le proprie origini dal greco μονος monos ("solo") e ὀψωνία opsonia ("acquisto"). Sebbene la pratica di monopsonista sia raramente riscontrabile nella sua forma pura, non è raro osservarla in talune situazioni localizzate. In alcune aree, una grande azienda industriale può creare un distretto di piccole aziende che la forniscono di componenti, ma che hanno per definizione un unico e solo acquirente. In tale forma si ricreano le condizioni di monopsonio. Queste situazioni si verificano particolarmente nelle regioni meno industrializzate o in aree depresse, dove avvengano interventi di sostegno allo sviluppo.



[OGM sive Rifacimento ironico]

Il termine monopsonio designa una particolare forma di mercato delle vacche caratterizzata dalla presenza di un solo vincitore di cattedra a fronte di una pluralità di aspiranti alla stessa. Il vocabolo trae le proprie origini dal greco μονος monos ("solo") e ὀψωνία opsonia ("acquisto").
Sebbene la pratica di monopsonista sia raramente riscontrabile nella sua forma pura, non è raro osservarla in talune situazioni localizzate. In alcune aree povere del Mondo, un Ministero ipertrofico può creare delle aspettative, destinate ad essere deluse, per i precari o i disoccupati di lungo corso che forniscono denaro al Ministero stesso, all'Università e a una miriade di iniziative on line. 
In tale forma si ricreano le condizioni di monopsonio. Queste situazioni si verificano particolarmente nelle regioni meno industrializzate o in aree dove avvengano interventi di sostegno alla depressione.


                                                                                                                                                      arz©
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mercoledì 12 dicembre 2012

lunedì 3 dicembre 2012

Prima riflettere, poi insegnare... La conta dei gatti e l'insegnamento secondo il MIUR.

“In una stanza vi sono dei gatti seduti sulle zampe posteriori con la coda a terra, ogni gatto vede altri tre gatti, sopra ogni coda è seduto un gatto. Quanti gatti ci sono nella stanza?”
Questo è uno dei quesiti di logica per diventare insegnanti.
Il pensiero laterale non esiste e al MIUR non riflettono abbastanza...

immagine ghermita da : http://gatti.over-blog.it/100-index.html
(D'accordo,  non sono sulle zampe posteriori, ma se volete tenerli in quella posizione, ci vuole perlomeno un corccantino...e , a quella vista, aumenta improvvisamente il numero dei gatti;-) )
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domenica 2 dicembre 2012

Quale Dio?

Chi mi conosce sa come io non ami la pubblicità. Gran parte del mio lavoro come umorista-disegnatore è (quasi) sempre stato fatto come dilettante e, come dire?, di nascosto.
Capita che qualcuno mi chieda di illustrare le sue idee che per loro natura hanno bisogno di una qualche forma di pubblicità.
Così è successo che un amico, Antonio Signori, mi chiedesse di corredare alcune sue riflessioni con qualche mio disegno umoristico. Il contenuto del libro indaga il rapporto Uomo, Dio e Scienza ( tutti e tre con la maiuscola) e il mio ruolo è stato quello di alleggerire, con qualche contrappunto umoristico-epicureo, la lettura di argomenti ponderosetti, ma esposti da Antonio in modo chiaro e non specialistico.
Ecco tutto: si tratta di un libro autoprodotto, ma per fornire indicazioni sulle copie da stampare, è necessario sapere chi potenzialmente sia interessato all'acquisto ( uno, nessuno, centomila, non importa ). Il libro costa 10 euro (78 pagine con 20 vignette).
Potete mandarmi una mail,che inoltrerò all'autore per le pratiche di spedizione e di pagamento, al mio indirizzo arzaletti@alice.it.

sabato 1 dicembre 2012

Sallusti e l'allergia alle regole

Sallusti prima si è barricato nella sede del Giornale, poi gli agenti della Polizia lo hanno scortato a casa  agli arresti domiciliari; ora sembra che sia uscito di casa ( lo aveva annunciato).
Se è così, tra breve sarà processato per direttissima per evasione.
E' giusto che, nel nome del libero pensiero ( anche se i contorni della vicenda che hanno portato al processo e alla condanna hanno poco a che fare con uno dei princìpi più importanti del pensiero liberale) , si possa e forse si debba sfidare il potere costituito.
E fa onore al direttore del Giornale, comunque la si pensi, scegliere il carcere invece dei “comodi” arresti domiciliari ( e ognuno si faccia un esamino di coscienza se affronterebbe a cuor leggero il carcere piuttosto che usufruire di una forma di detenzione di certo gravosa, ma meno pesante, in particolare dal punto di vista psicologico...)
Ecco, se , dopo un'esperienza del genere, sentissi da Sallusti un minimo di comprensione per chi, prima di lui, sfidando il potere costituito, anche in nome di qualche idea balzana, si è preso qualche manganellata di troppo, potrei provare sincero rispetto per questa scelta coraggiosa. Temo, però, che il direttore del Giornale stia approfittando dell'occhio di bue che lo sta illuminando qual attore impegnato in uno spettacolo che abbiamo già visto: quello della vittima miliardaria che osa sfidare la legge, fino alle estreme conseguenze, per poi ottenere, grazie a qualche salvifico ombrello politico, qualche lasciapassare come privilegiato ( la proposta per salvarlo dalla galera, pur se bocciata, è già un segnale di attenzione che altri “innocenti condannati” non possono neanche immaginarsi).
Le regole stanno a Sallusti così strette ( ...sarà lo stress.... sarà la fretta...) che persino l'ortografia sta diventandogli un po' antipatica, ma in questo caso potrà prendersela solo con l'Accademia della Crusca e non con i giudici.
arz©
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lunedì 26 novembre 2012

Monti, tra il far di conto e il regolare i conti.

 Prima godetevi il filmato e poi leggete:
http://www.repubblica.it/scuola/2012/11/26/news/monti_contro_i_prof-47476786/

Monti sbaglia i conti. E non di poco. Le ore in più settimanali prospettate per gli insegnanti erano sei e lui dice, assertivo (... e nessuno, tanto meno tappetino-Fazio, osa fargli presente che sbaglia di grosso. Servilismo? Compiacenza verso il Potente? Timor di Dio?) , che invece sono solo due (ma è solo un esempio, sia chiaro....)
E muove le ditina, indice e pollice, a mo' di regolo, per dire: “Per una pinzillacchera, due orette, avete tirato insieme tutto questo ambaradan? Conservatori! Corporativi! (... e , ahimé, Napolitano oggi ha ribadito il concetto) Difendete l'orticello, mentre il mondo brucia!”
E aggiunge malizioso ai perversi Socrate in pectore:“Subornate i fanciulli per difendere i vostri piccoli interessi!”
Bene. Domani mattina andrò in classe e con tono professorale parlerò di Dante come il migliore centrocampista della Fiorentina di sempre. E per chi osa contraddirmi ho già il mio discorsino pronto:
“Sapegno era un coglione, Contini un noto parolaio e Sermonti, per cortesia, vada a caccia di farfalle! Io credo solo nell'Album della Panini. Sono un tecnico della Letteratura, perdinci, e quando dico due, mentre in realtà è sei, voi non dovete fiatare! Pontificare e far la morale su dati falsi, su informazioni vacillanti, su vieti pregiudizi è un esercizio retorico a cui si è allenato per una vita ogni buon Professore. Silete, pueri!”.
E se parlo per altre due ore, dicendo migliaia sciocchezze del genere, non è, e in questo ha perfettamente ragione Monti, una gran fatica.
                                                                                                                                             arz©
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mercoledì 21 novembre 2012

Briatore, la maestrina e il Professore. I tempi sono proprio cambiati!


Briatore , quando gli si è ricordato qualche trascorso non particolarmente luminoso nella sua pirotecnica carriera, ha apostrofato la giornalista impertinente con l'epiteto di “maestrina”; ad un altro giornalista che le dava manforte nei pressi  ha dato, poffarbacco, del “professore”.
Insomma, è inutile tentare di far saltare i nervi ad un Franti di quella stazza dandogli dell'evasore o del truffatore. Sono Croci di ferro, medaglioni da sfoggiare sul petto gonfio, mica offese.
La prossima volta, se volete proprio farlo imbestialire, rivolgetevi al narcisistone con un bel “Preside di Scuola Media”...e poi godetevi lo spettacolo!;-)
arz©
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mercoledì 14 novembre 2012

domenica 11 novembre 2012

Fine del "pissi pissi bao bao".

Ho scherzato e ho giocato sul registro del grottesco, disegnando i docenti come i nuovi cospiratori dediti ad un unico obiettivo: la conquista del Potere del Mondo.
Il gioco non vale la candela.
Se devo riassumere le mie intenzioni iniziali, queste ultime erano semplici: volevo dimostrare che il pregiudizio nei confronti di chi si occupa di scuola è saldissimo.
Vi indico i link di due blogger che ritengo, come dire?, "quelli  intelligenti" ( e sicuramente molto più colti del sottoscritto ; lo scrivo senza alcuna ironia).
Leggetevi i loro interventi precedenti a quest'ultimo e , nonostante che non sempre le loro posizioni siano condivisibili, brilla il loro rigore intellettuale, pur ispirato da posizioni politiche ben distanti tra loro.
Ecco: ora scrivono di scuola e , purtroppo, a mio avviso, del loro acume rimane ben poco.

 http://malvinodue.blogspot.it/2012/11/blog-post_11.html
 http://diciottobrumaio.blogspot.it/2012/11/quelli-intelligenti.html

Questo scivolare nella banalità e spesso nello sfottò ( ...e loro non fanno umorismo, come il sottoscritto, se non tangenzialmente), anche da parte di chi fa della professione intellettuale un vanto, è , sempre a mio avviso, il segnale ferale, il c.v.d. della validità della mia prima ipotesi.
Anch'io non voglio, come loro, alimentare le polemiche.
Pochi , pochissimi, leggono quel che scrivo e forse è meglio così.
Ai pochi, comunque, il mio invito è solo a leggere e a riflettere.
Se hanno poi l'ubbìa di mettere nero su bianco per controbattere perché feriti per l'ennesima volta nella loro dignità, si astengano: è evidente agli occhi di qualcuno che hanno tempo da perdere.
"Zitti e mosca!"
Bel paradosso e fonte di notevole tristezza, a ben pensarci, se detto da chi utilizza  i tasti del computer per esprimere il proprio pensiero.
                                                                                                                                         arz© 

venerdì 9 novembre 2012

(pissi pissi bao bao): Cappi, capponi e le 24 ore ( Vietata la lettura a chi non insegna 5)


Come volevasi dimostrare: le 24 ore risaltano fuori dal cappello. Il Ministero dell'Istruzione, ovviamente, smentisce, il Pd dice che non firmerà mai un provvedimento del genere e così via. Forse la proposta resterà lettera morta, forse no, ma il guaio è già combinato.
Rileggo ( masochista!) le sterili discussioni degli insegnanti sulle pagine dei giornali nazionali on line: credono, illusi!, ancora nella forza della parola e discutono gentilmente, pacatamente, socraticamente, inanellando argomentazioni ad argomentazioni, mentre i loro interlocutori li riempiono di insulti senza badare alla buona creanza e con il petto gonfio dei veri lavoratori delle 40 ore non alla settimana, ma al giorno che, non si sa come mai, poffarbacco!, hanno sempre un po' di tempo per perdere mezzoretta a disegnare con i più vecchi stereotipi quelle mezze calzette degli insegnanti, i lavativi, i fannulloni, i succiasangue a tradimento!
 Da come scrivono e da come argomentano sembrano piuttosto frustrati: ore e ore al lavoro, niente ferie, stipendi da fame, mentre gli insegnanti, la Razza eletta, se la gode e se la spassa!
Ammesso e non concesso che abbiano dei soldi, non possono spenderli , se è vero quello che dicono, perché sono sempre al lavoro. Dei veri coglioni, insomma ( o dei patologici narcisisti millantatori).
Se non ne hanno, com'è più probabile, peggio: sono invidiosi ( ...di voi, il lumpenproletariat intellettuale a 1300 euro al mese, se non siete precari!!!)
Dovrebbero sapere , se hanno fatto un po' di catechismo, che l'invidia è un vizio capitale che li porterà dritti dritti all'Inferno dove, se non ci pensa Dominiddio, li manderete in qualsiasi caso voi insegnanti, quando avrete conquistato il Mondo.
Come vedete, gentilissimi Professori, la politica dell'annuncio non ha tanto lo scopo di risparmiare qualche soldino di più ( si passerebbe all'azione e pochi preamboli!), ma serve principalmente ad acuire i confusi mal di pancia  della borghesia stracciona o per mancanza di tempo o per mancanza di denari.
Così , nel caos dei sentimenti impazziti di rabbia e di rancore, ci si dimentica della patrimoniale , ci si dimentica di tassare i veri ricchi, ci si dimentica che le banche hanno ricevuto quello che è stato tolto proprio a quelli che ora sono incatenati alle scrivanie o alle catene di montaggio, minacciati un giorno sì e un giorno no di essere licenziati ( basta vedere il godimento intimo che provano nell'ipotizzare il licenziamento altrui per vedere schiumare la bavetta verde della frustrazione compressa e della loro paura solidificata) e a quei commercianti che rischiano di andare semplicemente in rovina perché nessuno dei loro clienti può spendere i soldi che non ha più.
Tutti capponi  , il cui becco di certo non spaventa la mano che li strapazza qual mazzetto di margherite, tenendoli saldamente per le zampe, e che colpiscono alla cieca altri poveri capponi.
Gli unici che se la godono, more solito, sono gli evasori che ora, magari, stanno un po' più attenti, ma che sanno per esperienza che lo spirito italico dei capponi di cui sopra li premierà.Prima o poi.
Et voilà il cerchio si chiude. Come un cappio.
arz©
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(pissi pissi bao bao) Vietata la lettura a chi non insegna 4

Ora spengono il riscaldamento nelle scuole. Bene benissimo!
No, non non sono impazzito.
Siete ancora convinti che la vostra missione sia conquistare il Mondo, Professori?
Strategicamente, datemi retta, la situazione volge al meglio.
Come sapete, non potete contare su nessuna solidarietà: voi siete dei fannulloni e parassiti e anche se schiattate di freddo nessuno dividerà il proprio mantello per proteggervi dal gelo. Anche San Martino non avrebbe pietà di voi.
Non fate l'errore di lamentarvi. Anzi: a scuola ci si va anche con -20° ! Voi col cappotto e con la sciarpa ( la tracheite è sempre in agguato), mi raccomando! E camminate anche tra i banchi per riscaldarvi un po' ( in termini di efficacia, inoltre, l'andamento peripatetico del professore ha sicure ricadute didattiche;-)
Dopo pochi minuti, i ragazzi cominceranno a lamentarsi: vi chiederanno di riprendere il giubbotto, di andare dal Preside per far presente la situazione. Calma e ghiaccio;-)!
Col sorriso del docente esperto, ora proporrete ai tremebondi una dotta lezione sulla Campagna di Russia dell'ARMIR.
Parlate dei fenomeni di congelamento, geloni, delle dita dei piedi che si staccavano come petali e amenità varie...
Storia, pura Storia. E , ovviamente, non dimenticate di parlare degli scarponi di cartone pressato che si scioglievano che era un piacere tra i ghiacci russi. Ecco: spiegate ai fanciulli, seduti ai banchi e intirizziti, che la meglio gioventù di cui tutti si riempiono la bocca (“Sono il nostro futuro!Il nostro futuro!”) , quando ci sono di mezzo gli interessi nazionali e internazionali o, come in questo caso, banalissime questioni di budget delle Province, può benissimo morire assiderata.
Qualche allievo, ormai cianotico, si alzerà e dirà che non è giusto.
Voi gli farete presente che la Scuola non è la cinghia di trasmissione dello Stato Etico e che quindi non sta a voi dire se è giusto o non è giusto: voi insegnate Storia e se qualcosa è successo vuol dire che c'era una ragione. Forse, e ditelo serafici sempre sorridendo, viviamo veramente nel migliore dei mondi possibili. Ah, il giorno in cui lo studente ritornerà a scuola dalla convalescenza chiedetegli la giustifica ! E se sul libretto delle comunicazioni scuola-famiglia ci sarà scritto “influenza”, “bronchite”, “polmonite”, incominciate la tiritera delle generazioni dei mollaccioni e dei bamboccioni e che voi, quando eravate alpini a San Candido, certe guardie a 20 sotto zero con 39 di febbre !( anche se siete stati riformati, of course).
Ecco in mancanza di odio di classe, voi professori, tutti comunisti, datevi all'insegnamento dell'odio in classe.
Da cosa nasce cosa, datemi retta!
arz© 
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giovedì 1 novembre 2012

Berlusconi, Freud, il tovagliolino e gli assi cartesiani

Non sono un matematico ed ho un ricordo molto confuso delle regole che presiedono alla costruzione di un asse cartesiano ( non ci frequentiamo da circa un trentennio;-)).
Mi azzardo , quindi, a interpretare il disegnino che Berlusconi ha vergato su un tovagliolino, in un ristorante, con il rischio di fare una figuraccia.
Innanzi tutto, il grafico è , a mio avviso,disegnato male. I dati positivi, quelli con il segno “+” dovrebbero essere posti nel settore in alto e a destra : va bene dov'è stato posto sull'asse delle ordinate “Nuovo”, ma “Pulito” dovrebbe trovarsi sulla destra, sull'asse delle ascisse, non a sinistra. L'intento comunicativo, tuttavia, è abbastanza chiaro, nonostante l'errore: la prossima campagna elettorale dovrà battere sulla “novità” del messaggio politico e sulla “pulizia”: l'area indica la zona dove la campagna elettorale deve insistere, fino a raggiungere un punto intermedio che segna evidentemente il 50% del consenso.
Peccato che il grafico sia invertito e la "pulizia" risulti un aspetto negativo e la "sporcizia" sia l'elemento positivo.
Un atto mancato? Freud, batti un colpo!
( Se avete letto l'imperdibile saggio di Cipolla sulla cinque leggi della stupidità umana contenuto nel libretto “Allegro, ma non troppo” , andate a vedere il settore che ha attirato l'interesse di Berlusconi...e fatevi due risate!;-))
arz©

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martedì 30 ottobre 2012

Berlusconi astronauta nel Regno di Topolandia


Non è una novità che gli uomini politici creino una lingua ( dal poeta-politico D'Annunzio allo stesso Benito Mussolini): può piacere o non piacere, ma la politica è innanzi tutto una battaglia di parole ( e, quando la battaglia delle parole non basta, si passa alle vie di fatto...)
Berlusconi ha ora usato una metaforicella riferendosi al trave nell'occhio che gli sta rendendo meno allegri gli ultimi giorni: il pianeta giustizia (che lui intende riformare).
Perché utilizza questa immagine?
Partiamo dall'etimologia:

“ Lat. tardo planeta(m), dal gr. planetes ‘vagante, errante’, der. di planân ‘deviare dalla retta strada’ (d'etim. Incerta) (Cortelazzo-Zolli ,Dizionario interattivo etimologico, Zanichelli)”

 Dubito che il nostro sia anche un presidente-lessicografo, ma certo è affascinante che la radice della parola pianeta, che indica qualcosa che non va dritto, gli sia piaciuto tanto ( e notoriamente i termini retto, dritto, destro/a, “right” in inglese, hanno connotazioni positive, perché attengono alla parte “giusta” opposta a ciò che è sinistro, mancino, ingiusto). Credo, però, con beneficio di inventario ( penetrare nella psicologia degli individui è sempre un mestiere pericoloso), che l'immagine sia nata dal ruolo “eroico” che Berlusconi si vuole spesso attribuire: oltre ad essere stato un presidente-operaio, un presidente-imprenditore, un presidente-muratore ora intende assumere le vesti del presidente-astronauta. La giustizia è qualcosa di lontano, vagamente minaccioso per il cittadino, il pianeta giustizia è abitata da esseri antropologicamente diversi: i magistrati, alieni assetati di sangue umano.
Ci vuole un uomo, anzi un Uomo, che riporti questo pianeta impazzito nell'orbita "giusta", altrimenti il pianeta giustizia può diventare un asteroide, deviare dalla retta via e distruggerci tutti.
A rischio della vita, è suo dovere ( “sono obbligato”) partire.
 Lo vediamo mentre si cala sul volto la visiera del casco da astronauta, sorridendo al pubblico.
Qualcuno , sia chiaro, si augura che si perda come la famosa “scoreggia nello spazio” di bossiana memoria riferita ad un eretico del movimento , ma i fedeli confidano nel suo ritorno ( sono bastate solo 24 ore, infatti): Berlusconi è il boomerang  della cattiva coscienza di un paese che per un ventennio ha preferito credere ad un “favola bella” piuttosto che affrontare la realtà e che ora spera nei tempi supplementari.

 arz©
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sabato 27 ottobre 2012

"Il Giornale" e la perdita della lingua.

La mia non è una notazione particolarmente acuta, anzi è abbastanza banale: quando, nell'agone politico, e non solo, si utilizza il linguaggio del “nemico” è segno che si è giunti alla frutta. 
Finora le mie notazioncelle avevano stigmatizzato l'inquinamento della lingua operata dal berlusconismo.
Ora, inaspettato, il titolo de “Il Giornale” che commenta così la sentenza di ieri che condanna Berlusconi a quattro anni ( in primo grado).



Be', se ora i tifosi del berlusconismo utilizzano il borrelliano “Resistere, resistere, resistere”, confidando nella memoria evidentemente cortissima dei propri lettori, è fatta: stanno perdendo sporcandosi la lingua con un'invocazione che fino a poco tempo fa avrebbe procurato loro solo conati di vomito.
Il popolo che perde la lingua dei propri padri diventa schiavo;-)

Un populo
diventa poviru e servu
quannu ci arrubbano a lingua
addutata di patri:
è persu pi sempri.
(Buttitta, Lingua e dialettu)

arz©
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giovedì 25 ottobre 2012

(Pissi pissi bao bao): Vietata la lettura a chi non insegna 3


Non ci saranno le 24 ore. Forse nemmeno le 21.
Mi par di sentire il profondo respiro di sollievo di molti docenti.
Gentili colleghi, se volete conquistare il Mondo (sia da ora in poi il vostro obiettivo: i più, già ora, vi ritengono una setta parassitaria e malevola, dedita alla tortura dei bimbi e ad ogni forma di aberrazione, compresa la profanazione delle Ostie; perché, dunque, non aggiungere paura a paura?), non cedete alla tentazione di pensare che tutto sia finito.
L'attuale politica dell'annuncio è esattamente quella del precedente governo: prima la si spara grossa, si attende l'effetto che fa (come Jannacci insegna, ma nel suo caso si trattava del proprio funerale) per poi, dopo aver mitridatizzato per bene l'opinione pubblica, ritornare alla carica, quando l'attenzione e la sensibilità al tema, che da caldo diventa inesorabilmente semifreddo, sono minori ( grazie a qualche disgrazia nazionale che opera il noto “effetto alone” o, più semplicemente, alle vacanze estive).
Insomma, docenti di tutto il Mondo, ops...di tutta Italia, è giunto il momento di chiedere ad alta voce uno stipendio europeo!
Se vi risponderanno picche, si meriteranno il minimo sindacale ( non preoccupatevi, nella testa della vostra controparte, inizialmente, la cosa non farà né caldo, né freddo: la divisione per zero, ossia la qualità e la quantità del vostro lavoro, è ai loro occhi un assurdo matematico e logico).
Quando, però, lentamente, sarà netta la percezione che la loro prole imparerà poco ( perché voi detterete tutte le vostre verifiche, lentamente, a passo di formica, e , mentre gli allievi si sbertucceranno, novelli mastro Geppetto e Ciliegia, chiamandosi l'un con l'altro a mo' di offesa “Polendina” , correggerete i loro compitini, risparmiando, è ovvio, sull'inchiostro della Bic che vi siete , more solito,comprati con i VOSTRI soldi, e tabulerete in classe , e mi raccomando con un dito solo!, sulla tastiera del VOSTRO computer i magnifici e regressivi risultati ottenuti dai vostri allievi), quando molti capiranno che non tutti potranno permettersi una scuola privata per la loro figliolanza, bonus o non bonus, e si accorgeranno che l'organizzazione della scuola pubblica senza il vostro lavoro volontario e non retribuito andrà a rotoli e che per le falle ormai enormi di finanziamento della scuola pubblica i loro ragazzi si troveranno sempre più frequentemente senza sorveglianza, come già succede ora, nella migliore delle ipotesi, o, nella peggiore, a pascolare nei parchi cittadini alla ricerca di sostanze psicotrope per riempire il vuoto del nulla che questa società prospetta loro, ecco solo allora qualche borghese illuminato solleverà il ditino e consiglierà di investire un piccola scheggia del PIL per la scuola.
Non illudetevi: nessuno chiederà per voi lo stipendio europeo, ma qualche elargizione finalmente darà sangue e inchiostro alle stampanti , vi permetterà di attrezzare qualche Laboratorio in più e di accedere liberamente alla fotocopiatrice della scuola , sfuggendo agli occhi di Argo di qualche bidello preposto al controllo della docenza sprecona.
Una scuola del Terzo Mondo non piace neanche a loro; il constatare che ormai sforniamo sempre meno laureati e che ci stiamo inesorabilmente avviando al decadimento economico per mancanza di materia prima intellettuale spingerà la borghesia pensante, anche se disorientata ed ebbra per l'ultimo ventennio leghista e liberista, a qualche atto magnanimo, anche se, come è ovvio nella sua natura, paternalistico.
Forse.
Come vedete, cerco, nonostante tutto, di essere ottimista.
                                                                                                                                       arz© 
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lunedì 22 ottobre 2012

(Pissi pissi bao bao): Vietata la lettura a chi non insegna 2

Purtroppo, non mi è passata la rabbia. ( ...ma perché mai leggo i commenti del "Corriere" e de "Il Giornale"? Masochismo? Parafilia?)
(Grazie, Giovanni)

Ci vogliamo fare un pensierino?
http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=40615

20/10/2012
Il Collegio docenti e la componente ATA del liceo Scientifico statale Talete, in collaborazione con altre scuole del distretto e con il Coordinamento cittadino delle scuole di Roma, ha indetto il blocco di tutte le attività.
I professori del Liceo Scientifico Statale Talete di Roma hanno avviato una dura protesta esprimendo ''grave preoccupazione, indignazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte politiche del Ministro dell'Istruzione Profumo e, più in generale, del Governo, fortemente punitive della Scuola Pubblica''.
''Queste - spiega il Collegio dei docenti - sono caratterizzate da tagli di risorse e personale, attuati in forme diverse e non sempre trasparenti, nonchè da una martellante svalutazione della professionalità e della libertà di insegnamento''.
Il Collegio Docenti del Liceo romano esprime, dunque ''netta contrarietà'' ai provvedimenti all'ordine del giorno dell'agenda politica del governo.
Il Collegio Docenti e la componente ATA del Liceo Scientifico Statale Talete, in collaborazione con altre scuole del distretto e con il Coordinamento Cittadino delle Scuole di Roma, ha indetto il blocco di tutte le attività del Piano dell'Offerta Formativa (POF): funzioni strumentali, dipartimenti, coordinamenti di vario tipo, consigli di classe, blocco dei viaggi di istruzione e delle uscite didattiche, blocco di tutte le attivita' extracurricolari, antimeridiane e pomeridiane, adozione dei libri di testo e una settimana di ''didattica essenziale'' dal 22/10/2012 al 27/10/2012 con sospensione delle verifiche scritte e orali.
Il personale ATA si atterrà, come azione di protesta, al rispetto rigido del mansionario previsto dalle norme contrattuali.
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(Pissi pissi bao bao): Vietata la lettura a chi non insegna.

“Gli insegnanti sono dei privilegiati”, difendono “il proprio orticello, sovente parassitario”, (commenti tratti dal Corriere), sono”scansafatiche” e “fannulloni” ( da Il Giornale), ma potrei continuare scegliendo fior da fiore
( c'è persino chi è sicuro che a scuola si organizzino orge tra bidelli e professori).
Ai docenti chiedo di evitare di entrare nella polemica: i vostri interlocutori pensano, anche a fronte dell'evidenza, che lavoriate 18 ore effettive, abbiate tre mesi di ferie e che il nostro stipendio arrivi il 27. Ribattere agli imbecilli è scendere al loro livello: rischiate di essere battuti dalla loro esperienza nel campo.E' più facile spezzare un atomo che spezzare un pregiudizio, per continuare nel citazionismo.

L'Italia, è ormai evidente, ha deciso che la distruzione della scuola (pubblica) sia la soluzione giusta: galleggiate, dunque, sopravvivete e, se siete impegnati nel fronteggiare le situazioni di disagio e di fatica dei ragazzi ( l'opinione pubblica pensa che siate al massimo cinque o sei) , nel colmare il vuoto che riempie la testa di molti ragazzi ( i più pensano con in mano “Il Capitale” o il “Libretto Rosso”) , nel rammendare il tessuto sociale, sfilacciato, slabbrato e impresentabile con cui avete a che fare e , nel contempo, le enormi toppe vostre sul sedere , ammainate le vele.
Avete (abbiamo) perso.
L'unica vostra consolazione, mentre potrete beatamente leggere il giornale in classe ( e abbiate finalmente il coraggio di farlo sul serio e, mi raccomando, senza far lezione,correggete la mattina i compiti che intasano i vostri infelici pomeriggi, dettate lentamente tutte le verifiche tanto per perdere tempo, poiché ormai i soldi delle fotocopie non ci sono più e nemmeno per l'inchiostro delle stampanti, e che siano preparate alla cazzo, sia chiaro...), sia quella che chi vi offende, trattandovi da capro espiatorio di ogni male, da novelli parafulmini dell'infelicità collettiva dettata dalla crisi, ossia una borghesia che ha perso la bussola e non sa più che pesci pigliare e una classe operaia imbastardita e rincoglionita dal consumismo, dalla televisone, dal razzismo o dal criptorazzismo ( e rileggetevi Pasolini, perdinci!) sono coloro che hanno votato, per vent'anni, convinti e in massa, i personaggini che oggi tutti, compresi gli idioti che li hanno appoggiati fino ad un'ora fa, giudicano come corrotti e indegni.
Ho scritto questo intervento di pomeriggio ( dal computer di casa, purtroppo): ho tre pacchi di compiti da correggere, una serie di incombenze organizzative da sbrigare, alcune valutazioni da inserire in un griglia, dovrei preparare le mie lezioni e un compito in classe.Provvederò, se riuscirò, domani mattina. Io lavoro 18 ore. Al massimo 24. D'ora in poi.
arz©

P.S. Se qualche non docente ha letto quello che gli è stato esplicitamente vietato, sappia che tra i disegni malvagi della classe docente c'è la Conquista del Mondo; dobbiamo comunicare tra di noi, assicurando la nostra sicurezza con la parola d'ordine "Pissi pissi bao bao"  ;-)
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domenica 21 ottobre 2012

Il Prefetto, il Potere e il Diritto di Parola ovvero il lupo, la capra e il cavolo


L'episodio è gustosissimo, ma , nel contempo, tristissimo: un prete anticamorra si rivolge al Prefetto, donna, di Caserta utilizzando il titolo di “Signora” e non quello di “Signora Prefetto”.
Il Signor Prefetto, uomo, di Napoli, Andrea De Martino, lo rimprovera aspramente: se non si rispettano le istituzioni chissà dove si andrà a finire!
(Per prendere visione diretta del “fattaccio” eccovi uno dei tanti link tratti da “Repubblica TV”: http://www.vip.it/video-don-maurizio-patriciello-parroco-di-caivano-anticamorra-ripreso-dal-prefetto-di-napoli-andrea-de-martino-perche-chiama-signora-il-prefetto-di-caserta-carmela-pagano/)
A me sembra evidente che il tono del Don fosse rispettosissimo (...la Signora lo ha “gentilmente” accolto senza appuntamento) e che forse lo stesse diventando un po' meno ( “...mi voleva convincere che non era vero”).
Il Prefetto di Napoli gioca di anticipo e lo scopo della ramanzina è evidente: ristabilire i ruoli, ma anche ristabilire le distanze, tra il querulo prete anticamorra e il Potere.
Intendiamoci: il Prefetto ha ragione perché la forma ha il suo significato e per quanto possibile va rispettata.
Qui , però, ci si attacca alla forma per svilire il contenuto.
La situazione non è nuova, ed è arma della politica con la p minuscola, se non che, ad un certo punto, il Prefetto se ne esce con un : “Se io lo chiamerei signore, lei che cosa ne penserebbe” ( poi, non è chiaro se imbeccato da qualche collega o se se ne sia reso conto lui, si corregge, imputando la colpa del mancato congiuntivo a chi l'ha spinto all'ira e allo sdegno).
Be', seguendo i parametri del Prefetto della Repubblica, la forma non è stata rispettata, poiché un rappresentante dello Stato ( con la "esse" maiuscola) simili errori non li dovrebbe commettere: la maschera del Potere si sgretola facilmente in un secondo e diventa polvere.
Se utilizzassimo il criterio del Prefetto di Napoli, egli stesso ha recato offesa alle istituzioni, esprimendosi come un cittadino malalfabetizzato.
Non credo, però, sia giusto condannare chiunque per parole mal pensate e mal pronunciate, ma credo che il peccato più grave del Signor Prefetto Andrea De Martino sia stato un altro: svilire e stroncare un intervento (potenzialmente polemico) dallo scranno di un istituzione, ribadendo la natura violenta di qualsiasi potere, quella che impone le regole, le stabilisce a suo piacimento e che non garantisce, invocando la Lesa Maestà, il già debolissimo diritto di parola di “chi voce non ha”.
                                                                                                                                                     arz©
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venerdì 12 ottobre 2012

Profumo, il bastone e la carota. Poca carota, grande bastone.


Metto insieme i pezzi, ma non li incastro: il puzzle mettetelo insieme voi.
Io ho un po' di schifo...Mi risuonano nelle orecchie le parole di una bellissima canzone di Ricky Gianco: "Sento puzza di forza, di vecchie mutande".

Dichiarazione del Ministro Profumo:
"Credo veramente che il Paese dobbiamo un po' allenarlo, dobbiamo usare un po' di bastone e un po' di carota, qualche volta dobbiamo utilizzare un po' di più il bastone e un po' meno la carota, altre volte viceversa ma non troppa carota".
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Dizionario Hoepli:
usare il bastone e la carota
  • Fig.: ricorrere alternativamente alle buone e alle cattive maniere per ottenere un dato fine, come si usa fare con gli asini che un po' vengono allettati con le carote e un po' vengono presi a bastonate quando le carote non bastano a vincere la loro cocciutaggine.
  • Pare che in questo senso la frase sia stata usata anche da Winston Churchill, in due discorsi alla Camera dei Comuni nel maggio e nel luglio del 1943, in merito al modo in cui secondo lui andava trattato il popolo italiano. Nel 1945 Benito Mussolini riprese il tema e la locuzione in una serie di articoli sul Corriere della Sera.
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Il nuovo mondo di Galatea.
 http://nonvolevofarelaprof.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/10/12/lettera-molto-seria-di-una-insegnante-al-ministro-profumo/
 "Per cui, Egregio Signor Ministro, da docente che ogni giorno entra in classe, questo le volevo dire. Approvi pure il nostro aumento di ore di docenza, per altro passando a tutti il messaggio che noi insegnanti siamo degli scansafatiche privilegiati che fino ad oggi han lavorato poco. Avrà il plauso popolare e Le riuscirà di certo, perché la società, dopo anni di martellamento mediatico, ne è già convinta, e la applaudirà. Ma non gabelli questo taglio per uno strumento per aumentare la qualità della scuola, o migliorare l’efficienza di noi docenti. E’ solo l’ennesimo taglio imposto ad una categoria che al momento non ha la forza di opporsi, né i mezzi, perché non facciamo neppure un lavoro considerato socialmente fondamentale, come i tassisti, ad esempio. In fondo siamo solo quelli che formano le prossime generazioni: degli asini che meritano un po’ di bastone e manco la carota, ha ragione Lei".
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giovedì 11 ottobre 2012

Il turpiloquio nel linguaggio politico della Lega


Salvini, un po' fuori giri come tutti gli indignati dell'ultima ora e sapendo di mentire, urla: “Noi con la 'ndrangheta non c'entriamo un c***o!”.
Ovviamente l'espressione triviale ( non inusuale in ambito leghista, anzi "marca" di appartenenza!) serve a rafforzare la negazione.
Un “c***o” significa “per niente”,“nulla”; è un po' più forte di “mica”, di “brisa” e del toscano “punto”.
Ecco il Leghismo muore così.
Diceva di avercelo grosso e duro: e invece era fatto della stessa consistenza del nulla.
                                                                                                                                          arz©
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venerdì 5 ottobre 2012

Vauro, tra Satira e Denaro

Vauro se ne va da “Il Manifesto” e migra a “Il Fatto quotidiano”. 
Molti non glielo perdonano. Tradimento! Insomma, per il vil denaro, tradisce la causa.
La sua vignetta di oggi ( http://eccesatira.blogspot.it/2012/10/dal-manifesto-al-fatto.html) rappresenta in modo egregio il sentimento di chi si occupa di satira oggi: o fai satira “vera”, mal pagata, il più delle volte gratis, o sei servo del Potere che coincide con il Vil Denaro.
La Sinistra, purtroppo, non esce dal suo circolo vizioso: la causa, non c'è speranza, val più degli interessi del singolo.
Purtroppo, l'individuo si deve occupare di alcune questioncelle di non poco conto: deve pagare l'affitto, il telefono, la luce; se ha figli , deve mantenerli agli studi et similia.
Io non conosco Vauro, ma credo, nonostante la notorietà televisiva, che non sia un miliardario: vive, onestamente, del suo lavoro che è quello di disegnare. 
Se c'è un pessimo difetto della Sinistra ( e in questo , mi spiace, è veramente omologa alla Destra e agli strilli di Sallusti), è quello di disprezzare il lavoro intellettuale.
Quando utilizzo il verbo “disprezzare”, non lo uso a caso: il lavoro intellettuale, e lo è anche quello di un disegnatore satirico, non ha prezzo, è un lavoro di Serie B, insomma, un passatempo. Non è infrequente che qualcuno, “si parva licet componere magnis” ( non sono bravo come Vauro e non ho mai fatto del disegno satirico la mia professione), non un mio amico stretto, per intenderci, mi chieda un disegno e una vignetta: gratis sia chiaro. E non fa tante cerimonie come farebbe nel chiedere, che ne so?, un intervento estemporaneo dal conoscente idraulico alla propria “Pucci”.
Quando un mio parente mi incalza:” Perché non provi a diventare come Forattini? ( la cui involuzione umoristica e satirica mi mette solo angoscia, sia chiaro), rispondo onestamente:
1- Non disegno ancora bene come lui ( mi duole dirlo, ma è vero)
2- Non potrei utilizzare la mia visione della realtà contro i miei principi ( tradotto in soldoni: non potrei mai disegnare per un giornale di cui non condivido la linea politica).
E' , comunque,un vero peccato che la cultura di Destra paghi, non so quanto, ma penso bene, mentre quella di Sinistra , sempre e comunque, pensi che la libertà di pensiero sia una attività gratuita e “disprezzabile”.
Quando le opinioni non “valgono” ( anche se il valore di scambio non è l'unico valore in assoluto), è destino, ahinoi, che diventino ininfluenti e inutili. Alla faccia della libertà di pensiero e di opinione, cavallo ( evidentemente bolso) di battaglia di quello che era il pensiero progressista.
arz©
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martedì 2 ottobre 2012

Noie: Lacoonte tra i capelli

Prosegue ( lentamente) il progetto delle Noie.

Ecco un altro capitoletto:

Lacoonte tra i capelli

Chi porta gli occhiali lo sa. Ogni tanto bisogna spostarli dal naso e inforcarli sulla capoccia: le donne per mettersi il Rimmel, gli uomini per schiacciarsi i brufoli davanti a uno specchio.
La casistica è amplissima: dal bacio al pianto, dal tergersi il sudore a leggere uno scritto piccino picciò che le lenti da miope rendono un geroglifico indecifrabile che solo l'occhio nudo e privo di protesi può tentare di interpretare.
Sta di fatto che, quando non ci sia un piano d'appoggio sicuro, il quieto porto delle nostre costosissime lenti è l'apice del cranio e l'azione più spontanea è quella di portare gli occhiali allo zenit della calotta cranica, mantenendo le stanghette ben strette alle orecchie: l'equilibrio, sia chiaro, è instabile e l'occhiale ha una forte tendenza ad assecondare la forza di gravità o ricadendo avanti o, molto più pericolosamente, alle spalle dell'occhialuto con conseguenze in genere catastrofiche.
Questo, però, rientra nella casistica dell'esistenza. Chi porta gli occhiali “sa” che sta rischiando nel portare a termine questa operazione, “sa” che sta giocando una mano pericolosa nella partita truccata con l'esistenza.
Quello che non può prevedere, e che rivela la perfida volontà degli oggetti, è l'incidente che si verificherà quando vorrà riportare gli occhiali nella loro sede naturale.
Ecco, immancabilmente, una piccola ciocca di capelli si attorciglierà qual boa constrictor tra ponte e nasello, lasciando il malcapitato, piccolo Lacoonte tra le spire del serpente, in una situazione veramente imbarazzante.
Vano sarà il tentativo di districare il nodo gordiano con la forza; tirare anche impercettibilmente la ciocca comporterà ( misteri della fisiologia umana!) sul viso un rictus, un sorriso forzato dal dolore. Mollare l'occhiale non si può ( “E se si districa da solo che fine faranno le mie lenti progressive che mi sono costate due occhi della testa?”), tirare con la forza bruta neanche, perché il dolore sarà insopportabile. Dopo un breve lasso di tempo, le dita tenteranno la superficie degli occhiali e con tecniche di scioglimento che metteranno alla prova la manualità fine della vittima, alternando microstrappi e piccole pause per riprendere fiato, alla fine, accompagnato dal sospiro di chi è scampato al disastro, nelle sue mani rimarranno gli occhiali con due, tre capelli strappati, la parte di lui che ha sacrificato per ritornare nel mondo dei vedenti.
Nella Mitologia la Fortuna è rappresentata con una ciocca di capelli, ma calva sulla nuca.
Ho il vago sospetto che portasse occhiali di un certo spessore (la Fortuna è cieca, ma la Sfiga, nostra fastidiosa compagna nel breve viaggio che ci tocca, ci vede benissimo , come ha scritto qualche saggio, e , nel contempo, mi consta abbia una chioma foltissima).
Per chi poi voglia vederci una metafora un po' tirata dei tempi nostri: per asciugarci le lacrime di un ventennio di corruttela, ci siamo ficcati sulla capoccia, per vederci meglio, un Governo tecnico. Ora non si schioda più perché levarlo da lì farebbe assai male...
arz©
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