giovedì 30 aprile 2015

Poesiola anti Expo: I LADRI DI PAROLE

I ladri di parole

L'Innominabile
rubò la prima parola:
“Italia”.
E la svuotò.
“Forza!”
urlò nelle Piazze,
ma il fragile guscio
spezzò.
Cercò.
un po' maldestro,
di rubare altre parole:
“Amore”
e poi il bulimico ladro
con vigore gridò :
“Popolo”,
“Libertà”!
Lor signori, la verità?
Men popolo
e men libertà,
perché il ladro di parole
questo solo sa fare:
svuotare.
Le parole di senso
per renderle larve,
di passione gli umani
per renderli schiavi
a caterve.
Fedeli più incerti
ora gridano
“Job” ed “Expo”.
Perché camuffar le parole
di cibo e lavoro?
Succhiare la lingua
dei padri
è lo scopo dei ladri...
e son furbi
i vampiri,
miei cari!

arz 2015



mercoledì 29 aprile 2015

In spasmodica attesa delle novità della Buona Scuola...


Democrazia e governabilità. La prima è meglio non darla via...

Utilizzando come modello una celeberrima frase di Benjamin Franklin (“ Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”), in merito alla forzatura operata da Renzi , mi sento di dire, guidato dalle ime corde della mia indignazione ( di cui, of course, non frega niente a nessuno): “Chi è pronto a dar via la democrazia per comprarsi briciole di temporanea governabilità, non merita né la democrazia né la governabilità”. 
E oggi, più che mai, mi sento facile profeta di sventura. arz

sabato 11 aprile 2015

Far le vittime e essere vittime.

"Il Giornale", more solito, finge di non conoscere la differenza tra essere vittime e far le vittime.
Se volete un esempio di sgrammaticatura delle parole e dei gesti, eccovene uno.

  arz



venerdì 10 aprile 2015

Sui fatti di Milano: l'invisibile manina che rende intelligenti persino gli sciocchi omicidi.

E' noto che il pensiero magico non ha mai abbandonato l'uomo, nonostante l'Illuminismo e la lotta contro ogni genere di superstizione. Però, è ben strano che il pensiero magico influenzi taluni che mai si sognerebbero di definirsi superstiziosi e gonzi a tal punto da cadere vittime di qualsivoglia suggestione.
Partiamo dai fatti, in breve, per dimostrare il mio assunto: un imprenditore uccide in modo barbaro un socio, un avvocato e un giudice all'interno del Tribunale di Milano. Sia stato preso da follia o da un lucido piano per vendicarsi dalle accuse di bancarotta fraudolenta poco importa. Un omicida. Punto e basta e c'è poco da discutere.
Chi mai si sentirebbe di difendere l'autore di una strage?
Non è ancora successo, ma , come ben sa chi ogni tanto legge le mie righe alla buona, ho doti di preveggenza ( razionale, ahimè, e non magica) : date tempo di far raffreddare i cadaveri delle povere vittime di questo fattaccio e vedrete che cominceranno ad apparire sui mass media i seguenti discorsi:

1- L'omicida è a sua volta una vittima ( della crisi, del mondo politico, della congiuntura astrale di Giove e Saturno, vedete voi)
2-La disperazione tutto giustifica: anche il ricorso all'omicidio.
3- Lo Stato è il nemico degli imprenditori che sono “costretti” a fare quello che fanno.
Le vittime sono dei complici dello Stato malvagio e, tutto sommato, se la sono meritata ( in particolare, il giudice).

Come sarà possibile arrivare a questa distorsione della realtà?
Semplice: chi ragiona in questi termini è vittima del pensiero magico.
Sappiamo che in realtà le ideologie ( che non sono affatto delle schifezze in sé e per sé) non sono morte come molti dicono : ne sopravvive solo una, senza alcuna contrapposizione, condita da una fideista adesione a un concetto preso pari pari dal mondo della magia.
Adam Smith ( chiaramente nella versione stravolta di tutti i fanatici) aleggia su di noi: la mano invisibile regolatrice del mercato ravana nel pentolone, la considerazione che seguendo il proprio egoismo si può fare il bene pubblico costituisce il condimento principale, mettiamoci un po' di sana predestinazione calvinista, code di rospo e ali di pipistrello, mischiamo il tutto e la pozione magica è pronta.
Eccovi in sunto il ragionamento (se tale si può definire): il suddetto omicida è un imprenditore, giusto? Chi è imprenditore è un predestinato da Dio, un eletto: non può essere considerato un poveraccio, giammai!, che sa fare male il proprio mestiere. Di imprenditori incapaci l'ideologia dominante non prevede l'esistenza. Se un imprenditore fallisce e si ficca nei guai, è colpa di qualche forza a lui ostile. In genere, è lo Stato, nemico giurato di ogni “intrapresa” ( ….e, accidenti. se avessero realmente letto Adam Smith, non direbbero simili baggianate!) e ogni rappresentante dello Stato a partire dai Tribunali è il giunto cardanico di questo meccanismo infernale.
Voilà: l'omicida è una vittima e le vittime sono colpevoli.
Eccovi la rana trasformata in Principe e i principi del pensiero razionale trasformati in merda... ;-) arz


Aggiornamento ore 12.55 10/4/2015:
Ecco:
http://www.fanpage.it/claudio-giardiello-vittima-dello-stato-su-facebook-pagine-per-il-killer-di-milano/











martedì 7 aprile 2015

Razzi, Santanchè e la nuova Idiocrazia

Nel volgere di pochi giorni abbiamo assistito all'esternazione via Twitter di Razzi che scrive “Buona Pascuetta” e al post della Santanchè , sempre via Twitter, che confonde un “Airbus” con un autobus, commentando il recente e tragico disastro aereo.
C'è qualcosa che non va e non è il T9.
Non sono certo io a scoprirlo ( un blogger di cui ora non ricordo il nome, e me ne scuso, ha parlato del fenomeno recentemente) .
Un tempo, neanche troppo lontano, dopo uno svarione di questo genere, ci si sarebbe nascosti alla Charlie Brown con il sacchetto di carta in testa per la vergogna.
Invece no: state pure sicuri che tra un po' gli errori si ripeteranno.
Il motivo è semplice: perché gli errori pagano in termini di visibilità in Rete.
E qui è d'obbligo citare un film, non un capolavoro, anzi tendenzialmente appartenente al genere trash: “Idiocracy”. In una distopia, che si sta, ahinoi, avverando, un povero soldato, il protagonista del film, ibernato e decongelato intorno al 2500, di media intelligenza e di media cultura, al cospetto di un'umanità degenerata, apparirà un genio (scoprirà che per irrigare i campi che stanno disseccandosi ci vuole l'acqua e non il Gatorade!) .
Ma non sta qui il punto: il linguaggio dell'umanità degenerata sarà a sua volta degenerato e il modo di esprimersi del nostro soldatino, non particolarmente forbito, ma sufficientemente corretto, inizialmente lo metterà in seria difficoltà: mentre il linguaggio sgrammaticato e tendente al turpiloquio sarà politicamente corretto, le parole formalmente corrette del soldatino risulteranno alle loro orecchie quelle di un “frocetto” ( il termine romanesco non è stato utilizzato a caso nel doppiaggio del film). Insomma, tornando a bomba, da quando la visibilità, anche quella dei quindici minuti warholiani, è diventata il nuovo totem dell'umanità, ogni giorno il politico di turno deve trovare una nuova boutade, un'uscita dirompente tale da incrinare lo strato di ghiaccio della normalità.
E se il reale non aiuta, o si deforma quest'ultimo per renderlo appetibile, montando polemiche sterili su fatti già cotti e stracotti, o si deforma il linguaggio che lo descrive per creare un minimo interesse da parte del pubblico pagante ( che un tempo, ve lo ricordate?, era chiamato pomposamente “opinione pubblica”).
Dunque, l'errore ortografico e l'idiozia quotidiana pagano e anch'io, commentando le volontarie idiozie di questi tomi, ahimè, partecipo allo stesso Circo Magnum. arz

Aggiornamento: Questa mattina ho scritto di getto. Ho corretto qualche errore e miracolosamente, vista la mia memoria, ho recuperato l'intervento del blogger che ha ispirato il mio post: http://leonardo.blogspot.it/2015/03/bisogna-essere-idioti-sullinternet.html.
A Leonardo quel che è di Leonardo ;-)
Leggete il suo articolo perché analizza non solo il cattivo gusto linguistico, ma anche quello grafico che imperversa in Rete. Buona lettura!

sabato 4 aprile 2015

Franceschini, la Camera degli Sposi e i flash.


No. Non è un'irritazione per qualche uso distorto della Lingua.
Oltre la lingua, si sa, possono essere sgrammaticati i gesti e i comportamenti.
Non la faccio lunga: Franceschini (giustamente) presenzia alla riapertura della Camera degli Sposi a Mantova.
E' un momento importante a tre anni dal terremoto che ha provocato gravi danni alla struttura. Ecco! Entra Franceschini nella sala. Una frotta di fotografi tempesta di flash il Ministro. Che c'è di male?
Lo sanno ormai anche i sassi che i flash fanno male agli affreschi e nella Camera degli Sposi, tra l'altro, si entra a gruppi ristretti perché agli affreschi fa molto male anche l'umidità.
Se lo avesse fatto un turista qualsiasi, chi di dovere lo avrebbe avvicinato e gli avrebbe borbottato con tono di rimprovero: "Non si fanno fotografie con i flash!" ... ma, in questo caso, c'era un Ministro e nessuno è intervenuto.
Il tutto è molto italiano, molto sgrammaticato e anche, a mio avviso, un po' triste.
arz

Per vedere il filmato:
http://gazzettadimantova.gelocal.it/tempo-libero/2015/04/02/news/mantova-con-la-camera-degli-sposi-il-gioiello-del-mantegna-restituito-alla-citta-1.11164673

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