giovedì 28 febbraio 2013

Cercasi Gesù: sulla corrente mistica del Movimento Cinque Stelle


Ho aspettato a commentare gli esiti delle elezioni ; non sono tra quelli che si sono meravigliati più di tanto. Mi aspettavo il successo di Grillo, meno la tenuta del PDL.
Ora, però, le parole, che in campagna elettorale sono alate e immaginifiche, devono posarsi sul filo della ragionevolezza politica.
Il primo a rompere questa piccola regola del discorso democratico è stato proprio Grillo.
Da quel che si è potuto capire, Grillo vuole stare alla finestra: attende l'alleanza del PDL, con il PD meno L e si prepara a nuove elezioni per fare il pieno.
Dopo, il Movimento cambierà il “Mondo” ( sì, sì, ha proprio detto così: non l'Italia, il Mondo).
Be', c'è da preoccuparsi perché se l'accusa rivolta al Movimento Cinque Stelle di essere una setta è sicuramente esagerata (credo fermamente che il Movimento contenga fermenti positivi e innovativi e che non sia particolarmente votato alla sudditanza), il linguaggio dei vertici sembra andare in una direzione che sembra purtroppo confermare questa tesi ( il che fa ovviamente molto comodo agli imbelli competitor del Movimento, Pd in testa).
Grillo, inoltre, parla spesso di “miracolo”: un movimento che improvvisamente dal nulla diventa protagonista della scena politica. Be', se fa i conti della storia, si licet parva componere magnis, Hitler ebbe il 33% dei consensi nelle ultime elezioni libere.Ed era partito dal nulla ( forse con più soldi del Movimento di Grillo). Si può parlare anche in quel caso di “miracolo”? O più semplicemente le condizioni sociali, culturali e economiche hanno comportato un esito di quel tipo? Su, non scherziamo: i miracoli lasciamoli ai Santi, per cortesia!
Che cosa intende fare Grillo? Crede veramente di ottenere il 50% di consensi nelle prossime elezioni? Questo sarebbe veramente un “miracolo”, ma sia lecito dubitarne almeno leggendo la breve storia della politica italiana.
Insomma, presentandosi come “Uomo della Provvidenza”, il Leader del Movimento si pone su un solco già tracciato da mascelluti uomini forti e da abili manipolatori del consenso pubblico.
Se fossi un sostenitore del Movimento, chiederei a chi guida il Partito ( poiché Movimento non è più) un linguaggio meno evocativo di esperienze che è meglio dimenticare e un tono più basso e, se possibile, più umile, anche se insegnare il Cristianesimo al Papa, sia chiaro, non è il mio mestiere;-)
arz©

domenica 24 febbraio 2013

Impari a sorridere.


Come al solito, l'omino non si smentisce: ad una scrutatrice del seggio dove ha votato ha consigliato di imparare a sorridere. L'omino finge di non sapere che il sorriso nasce da un moto del cuore spontaneo ( che ne so? gioia, felicità, sorpresa) e che ordinare a una persona di provare un sentimento che si può provare solo se liberi di viverlo interiormente è un assurdo.
Gregory Bateson denominò una prescrizione di questo tipo “ doppio legame” (double bind) ; il doppio legame è caratteristico delle famiglie che creano situazioni patogene e patologie , in primis la schizofrenia ( ma per questo aspetto è interessante leggere Watzlawick).
L'omino sorride spesso e ne ha ben ragione ( non ci vuole tanto capirne il motivo: fare fessi milioni di persone gli è riuscito benissimo fino ad oggi e bisogna ammettere che ottenere un risultato simile accrescerebbe di molto l'autostima di chiunque).
La scrutatrice sarà stata imbarazzata, non avrà capito tutto il codazzo di persone accorse per vedere il vieto spettacolo del puparo, si sarà svegliata male perché ha litigato col marito o col fidanzato. 
Chi lo sa?
Invitare a sorridere chicchessia è come imporre di fronte a una macchina fotografica un “cheese” ai molti che non si sentono fotogenici: il massimo che si ottiene è un rictus, uno spasmo scomposto del viso.
Ecco quel rictus ha voluto e vuole imporlo alla scrutatrice e a tutto il Paese.
“Cheese, figlioli, e mi raccomando: imparate a fare un sorriso!”

arz©


giovedì 21 febbraio 2013

Siamo donne (virtuali) e votiamo per il PDL!



Sembra che un partito di plastica sia condannato ad esserlo anche quando non è necessario.
Per promuovere il voto delle donne il PDL pubblica un messaggio elettorale a pagamento sul Corriere. Il titolo è significativo: “Sono una donna non sono una bambola”. Il significato è chiaro. Non siamo tutte “Olgettine”: siamo donne vere.

Leggete qui , seguite i link di “Cado in piedi” da cui ho attinto a piene mani per la notizia e fatevi due risate:

Insomma, si tratta di un fotomontaggio che sfrutta immagini prese da Internet; quello della donna anziana da un sito che vende immagini a pagamento...
Insomma, nel PDL non hanno trovato tre donne vere disposte a farsi fotografare con il simbolo del partito!
Non sono bambole d'accordo, ma immagini virtuali sì.
A pagamento.
arz©

martedì 19 febbraio 2013

Ok notizie e la censura


Sono seguito da un centinaio di persone. Non di più.
Eppure qualcuno mi ritiene potenzialmente pericoloso.
Sembra che con l'ultimo fotomontaggio pubblicato su "impronte di china" , il sito gemello di "graffi di gesso",  abbia urtato la sensibilità di "Ok-notizie".
 Fino al 26 febbraio, ma guarda un po'!, non potrò più accedere alla piattaforma di "editoria sociale" di Virgilio. Ovviamente nessuno si degnerà di spiegarmi il motivo di tale esclusione ( ho già chiesto delucidazioni in altre occasioni, senza alcuna risposta, se non un vago accenno al regolamento;  non intendo sottopormi ancora ad un' inutile forca caudina).
Se qualcuno ha paura dei contenuti satirici dei miei blog, vuol dire che ho colpito nel segno.
I lettori dei miei post diventeranno i manzoniani venticinque del buon Lisander? Meglio.
Rimane un po' di tristezza nel constatare che nemmeno una satira casereccia e alla buona e qualche osservazione di un povero palla come me possono essere sopportate.
Mala tempora currunt, fratres!
                                                                                  L'Umorista pigro e assai triste

P.S. Ovviamente il blog verrà aggiornato lo stesso. Per la sua diffusione confido nei venticinque.

Giannino, il Re Sòla e il Centro-destra


La Galassia del Centro-destra, in realtà, ha sempre avuto un solo centro e il suo nome è sempre il Partito dell'Innominabile.
“Fratelli d'Italia” di Ignazio La Russa, Crosetto & Meloni, la “Destra” di Storace, il “Fare per fermare il Declino” di Giannino e , soprattutto, la Lega sono solo pianetini, se non gli asteroidi, ed in mezzo c'è sempre Lui, il Re Sòla, attorno a cui tutti ruotano secondo direzioni più o meno ellittiche (...e reticenti).
La disgregazione del partito di Giannino era prevedibile.
La “faccia buona” della destra, con la stravaganza di immagine e anche intellettuale di Giannino, non avrebbe raccolto più di tanto.
Erano la spina al fianco di Monti, del Centrino, non certo dell'Innominabile.
Sono i liberisti di sempre, i fedeli della manina provvidenziale del Mercato, della meritocrazia che è solo la faccia presentabile dell'esclusione sociale. Perché in una meritocrazia che si rispetti, la mancanza dell'eccellenza ( che è caratteristica della maggioranza degli esclusi) è una tabe, una malattia incurabile dell'anima.
Giannino ha barato e, se si facesse da parte, in nome della coerenza, non farebbe male.
I suoi voti andranno, in qualsiasi caso, a chi ha creato una frammentazione fittizia per raccogliere le briciole del partito degli indecisi: chi ha “massa” ( o meglio forti interessi) ha una forza di attrazione e le bricioline, prima o dopo le elezioni, si raccoglieranno nelle Sue mani.
E le faccine di Bohboh Tentenna, di Oscar delle ingenuità, di Franceschiello il Fascistello, di Ignazio che Strazio ci appariranno per quelle che sono: maschere nude sotto cui apparirà il ghigno sempre più inquietante del Re Sòla, il Monarca che ha in odio ogni controllo, che vede la Costituzione come un impedimento all'esercizio del Suo Potere assoluto.
All'orizzonte , e non a torto, non vede e non teme lo scintillio di nessuna ghigliottina.
arz©

domenica 17 febbraio 2013

martedì 12 febbraio 2013

Benedetto XVI, il fulmine e lo spirito dei tempi.


La questione è marginale, ma dice molto sui tempi che stiamo vivendo. Riassumo la vicenda: un fotografo dell'ANSA, Alessandro Di Meo, fissa sulla pellicola ( meglio: sulla scheda di memoria) un fulmine che colpisce la cupola di san Pietro nel giorno della storica abdicazione di Benedetto XVI.
Ovvio che la foto in sé non è un miracolo ( c'era un forte temporale a Roma), ma ha sicuramente un valore simbolico che ha più a che fare col pensiero magico che con la razionalità.
Nulla di male, sempre se si è consapevoli di indulgere in un pensiero fallace, mettere in relazione due eventi che nulla hanno a che fare l'uno con l'altro.
Non è finita: su Internet gira un'altra foto che rappresenta un fulmine ( lo stesso fulmine!) che colpisce il Duomo di Milano.
Si insinua l'idea che la foto di Di Meo sia un falso.
Peccato che la foto del Duomo sia tratta da Wikipedia ; il solito Attivissimo, di cognome e di fatto, ha subito rilevato l'anomalia.
Leggi qui:
Insomma, il falso è stato costruito sul vero per dimostrare che il vero è falso e il falso è vero. Un vero rompicapo.
Be', che cosa ci insegna tutto questo? A diffidare di tutto? No.
A prestare molta attenzione ai falsificatori della realtà.
Perché di cacciaballe è pieno il Mondo, ma in Italia il loro numero, more solito, è sottostimato.
arz©
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domenica 10 febbraio 2013

Silvio e Ceausescu: un esempio da imitare!


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La classe operaia va in TV ( muta ).






Gli operai sono seduti. Hanno le loro belle tute blu ( in realtà sono azzurre) e sono seduti vicino a tavole ben apparecchiate con la tovaglia, con la bottiglia di spumante o di vino e la bottiglia dell'acqua.
Un omino cerca di rompere il ghiaccio: racconta barzellette, fa appello all'anticomunismo viscerale, disegna il mondo come lo vede lui. 
Loro guardano e non fanno un cenno; quando la telecamera incrocia i loro sguardi, gli operai guardano da un'altra parte. D'altronde, fanno parte dello sfondo e lo sanno.
Le parate militari  a Berlino in prossimità della fine prevedevano uno sfondo scenografico fittizio di palazzi per coprire le rovine della città distrutta ovviamente inutilizzabili per le riprese cinematografiche di regime. Ecco l'omino come sfondo preferisce gli uomini.
E loro hanno come loro armi di boicottaggio lo sguardo e il silenzio, simili in tutto a quelle degli schiavi ai ceppi. 
Alla fine parte qualche applauso il cui senso è racchiuso nelle menti di chi ha partecipato all'assurdo evento.
 arz© 
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giovedì 7 febbraio 2013

La dama, il cavalier, l'armi e le competenze.



Sulle competenze ci si è scannati fino a ieri nelle scuole: che cos'è una competenza? che rapporto c'è tra abilità e competenza? E così via ad libitum.
Ovviamente nessuno è riuscito a cavare il ragno dal buco.
La competenza è come l'araba fenice, "che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa".
Se volete saperne qualcosa ( e siete masochisti), andate sul sito di  Giorgio Israel ( http://gisrael.blogspot.it/), che, anche se è stato additato, nei tempi bui, e probabilmente a torto, come un intimo consigliere della Gelmini, a mio avviso, per buonsenso e spirito critico, merita più di un applauso   
( anche se, ad onor del vero, non si è mai vergognato di scrivere per “Il Giornale”, “Libero” e “Il Foglio”, il che non ha mai deposto a suo favore, nella mia ottica di trinariciuto criptocomunista).
Torniamo, però, alla notizia: la candidata Pdl Fiorella Ceccacci Rubino, protagonista di un corto piuttosto hard, di Tinto Brass, afferma: "Berlusconi mi ha scelto per le mie competenze".
Ecco, vorrei essere chiaro, anche se la mia opinione vale come il due di picche o, se preferite altro mazzo di carte, il due di coppe: Fiorella Ceccacci Rubino ha tutto il diritto di presentarsi alle elezioni. Anche se fosse una porno star di infima categoria, e non un'attrice di vaglia come lei sostiene di essere, nessuno potrebbe e dovrebbe impedirglielo.
C'è un ma, però.
La parte politica che la propone a un ruolo così autorevole credo ( attendo smentite)  che non abbia presentato un operaio/a, un/una magazziniere/a, un/a facchino/a tra i suoi candidati. 
Temo che l'elettorato a cui fa riferimento il PDL direbbe: “Che diavolo ci fa un operaio in Parlamento? Non ha le competenze per poter scrivere le leggi”.
E, infatti, in Parlamento, com'è noto, pullulano Avvocati, Magistrati ( anche di parte avversa) , gli “esperti” e i “competenti” della Legge.
Sono convinto, ahimè, che i "non competenti" , anche se ingenui, siano degnissimi rappresentanti della Sovranità popolare. 
Se Fiorella Ceccacci Rubino senza il "Porcellum" potesse raccogliere le sue preferenze, convincendo gli elettori della sua affidabilità , non avrei proprio niente da dire. 
Il “Porcellum”, però, la condanna a un ruolo di Cortigiana, poiché la sua candidatura è espressa, esplicitamente e per sua stessa ammissione, da un solo elettore: quello che ha valutato le sue competenze e l'ha ritenuta degna dello scranno parlamentare. 
Ecco una delle tante storture del "Porcellum" che hanno danneggiato e danneggeranno la nostra democrazia.
De hoc satis.
 arz© 
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lunedì 4 febbraio 2013

L'arte della menzogna politica


Oggi non mi sforzo; l'ha già scritto Jonathan Swift ne "L'arte della menzogna politica":

"Una menzogna politica talvolta nasce dalla testa di un uomo di stato destituito, e quindi viene messa in circolazione per essere alimentata e coccolata dalla plebaglia".

Swift parte da lontano, dal primo Mentitore " impiegato a minare l’autorità del suo principe, e a tentare una terza parte dei sudditi dalla loro obbedienza: per cui fu cacciato giù dal Paradiso, dove (come dice Milton) era stato viceré di una grande provincia occidentale, è costretto a esercitare il suo talento in regioni inferiori tra altri spiriti caduti, tra uomini poveri o illusi, che ancora quotidianamente tenta al suo stesso peccato, e sempre continuerà a tentare, finché starà incatenato nel pozzo senza fondo".
Diavolo di un uomo!
 arz©  
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domenica 3 febbraio 2013

La solita promessa indecente...


L'Innominabile vuole trombarsi gli Italiani e , nel contempo, vuole che pensino che li (ri)paga  di tasca propria e non utilizzando i soldi loro...
Se gli riuscisse il gioco, dimostrerebbe di essere veramente il dinosauro che esce dal cappello del prestigiatore.
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