giovedì 7 febbraio 2013

La dama, il cavalier, l'armi e le competenze.



Sulle competenze ci si è scannati fino a ieri nelle scuole: che cos'è una competenza? che rapporto c'è tra abilità e competenza? E così via ad libitum.
Ovviamente nessuno è riuscito a cavare il ragno dal buco.
La competenza è come l'araba fenice, "che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa".
Se volete saperne qualcosa ( e siete masochisti), andate sul sito di  Giorgio Israel ( http://gisrael.blogspot.it/), che, anche se è stato additato, nei tempi bui, e probabilmente a torto, come un intimo consigliere della Gelmini, a mio avviso, per buonsenso e spirito critico, merita più di un applauso   
( anche se, ad onor del vero, non si è mai vergognato di scrivere per “Il Giornale”, “Libero” e “Il Foglio”, il che non ha mai deposto a suo favore, nella mia ottica di trinariciuto criptocomunista).
Torniamo, però, alla notizia: la candidata Pdl Fiorella Ceccacci Rubino, protagonista di un corto piuttosto hard, di Tinto Brass, afferma: "Berlusconi mi ha scelto per le mie competenze".
Ecco, vorrei essere chiaro, anche se la mia opinione vale come il due di picche o, se preferite altro mazzo di carte, il due di coppe: Fiorella Ceccacci Rubino ha tutto il diritto di presentarsi alle elezioni. Anche se fosse una porno star di infima categoria, e non un'attrice di vaglia come lei sostiene di essere, nessuno potrebbe e dovrebbe impedirglielo.
C'è un ma, però.
La parte politica che la propone a un ruolo così autorevole credo ( attendo smentite)  che non abbia presentato un operaio/a, un/una magazziniere/a, un/a facchino/a tra i suoi candidati. 
Temo che l'elettorato a cui fa riferimento il PDL direbbe: “Che diavolo ci fa un operaio in Parlamento? Non ha le competenze per poter scrivere le leggi”.
E, infatti, in Parlamento, com'è noto, pullulano Avvocati, Magistrati ( anche di parte avversa) , gli “esperti” e i “competenti” della Legge.
Sono convinto, ahimè, che i "non competenti" , anche se ingenui, siano degnissimi rappresentanti della Sovranità popolare. 
Se Fiorella Ceccacci Rubino senza il "Porcellum" potesse raccogliere le sue preferenze, convincendo gli elettori della sua affidabilità , non avrei proprio niente da dire. 
Il “Porcellum”, però, la condanna a un ruolo di Cortigiana, poiché la sua candidatura è espressa, esplicitamente e per sua stessa ammissione, da un solo elettore: quello che ha valutato le sue competenze e l'ha ritenuta degna dello scranno parlamentare. 
Ecco una delle tante storture del "Porcellum" che hanno danneggiato e danneggeranno la nostra democrazia.
De hoc satis.
 arz© 
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