giovedì 21 maggio 2015

Io difendo la virgola. Punto! Basta inneggiare a favore dei giovani tossicomani!

La mia battaglia per una maggiore attenzione nei confronti della virgola segna un'altra sconfitta! ;-(
E, nel caso specifico, è una debacle anche nei confronti del punto e del punto esclamativo...

( L'immagine è stata trovata su Facebook)

mercoledì 20 maggio 2015

Gli idolatri delle parole e le parole ancipiti : pubblico vs privato, flessibile vs inflessibile ( sulla "Buona scuola")

Vignetta di Vauro

Purtroppo, siamo reduci da un trentennio di condizionamento di massa. Dalla caduta di un sistema (di cui, sia chiaro, nessuno ha la nostalgia) alternativo al capitalismo , al di là degli strombettatori della morte delle ideologie ( e della storia!), sappiamo che un'ideologia , una sola, quella neoliberista ha dominato il campo.
E il martellamento mediatico è stato così intenso che anche le parole che sono affascinanti animaletti metamorfici alla Pokemon hanno assunto una consistenza ossea dura da scalfire dai denti sempre più frolli di un'opinione pubblica sempre meno scaltra per mancanza di tempo, per mancanza di strumenti o . semplicemente, per mancanza di voglia.
Cercherò di essere meno fumoso: prendete gli aggettivi “privato” e “flessibile” senza riflettere troppo. Ecco che queste due parole nella vostra mente assumeranno una patinatura dorata. Prendete i loro contrari “pubblico” e “inflessibile” e come per miracolo, nel vostro cervello assumeranno una connotazione negativa.
Eppure le prime due sono parole che, in un determinato contesto, potrebbero avere un significato negativo ( un esempio  "interesse privato in pubblico ufficio" ;-)), mentre le seconde potrebbero avere un valore positivo.
Insomma, queste sono parole con due teste, sono ancipiti! Ma qualcuno ha provato , e c'è ruscito, a tagliarne una: idolatrando le prime e infangando le seconde.

Scusate il discorso che sembra non avere né capo né coda; leggetevi questo bel post di Leonardo 
http://leonardo.blogspot.it/2015/05/la-scuola-del-merito-e-dei-bonus-una.html
e frullate nella vostra scatola cranica “privato” e “pubblico” e “flessibile” e inflessibile”.
E forse mi capirete meglio.

arz  

venerdì 15 maggio 2015

Gli Anti-INVALSI










Attenti ai prof anti-Invalsi: 
negano il futuro ai loro allievi


Ogni mobilitazione ha il suo slogan. Quello di Boycott Invalsi è stato «Non siamo numeri e crocette». Cosa dice questo slogan? Che la scuola italiana è ormai – complessivamente – un caso perso. Dead Institution Walking.
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Riporto con un semplice "copia e incolla"  l'incipit di un intervento di un docente di un certo spessore su un quotidiano on line che si pronuncia contro il boicottaggio dei test INVALSI. 
Sono consapevole che, quando si scrive in Rete, si è un po' rilassati. Aggiungete il fatto che sapete quanto mi secchi sottolineare gli errori degli altri, quando io stesso ne commetto tanti, ma la rilassatezza, a volte, e da un pulpito più elevato del mio, inficia l'efficacia dell' argomentazione, e questo è imperdonabile. Correggo, ma con qualche titubanza : io non sono un docente di un certo spessore; anzi, penso di essere ormai un docente di una certa evanescenza ;-)

"Ogni mobilitazione ha il suo slogan quello di "Boycott Invalsi è stato:«Non siamo numeri e crocette». Che cosa dice questo slogan? Dice che la scuola italiana è, ormaicomplessivamenteun caso perso: "Dead Institution Walking".

Cari pro-INVALSI, vi consiglio  minor rilassatezza e più attenzione alla forma, altrimenti come farete a convincere i docenti dell'utilità di una ricognizione oggettiva ( e non approssimativa)  delle competenze degli studenti italiani?
arz

Lercio e Accademia della Crusca alleati per svecchiare la grammatica!

Non sembra un titolo di Lercio? ;-)

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Lercio-sfida-la-Crusca-accetta-in-arrivo-una-nuova-regola-grammaticale-c235ea1c-94d6-4a80-83ef-8d8b90d4219b.html


mercoledì 13 maggio 2015

La prova INVALSI è un termometro...evidentemente la scuola è molto malata!


Per la questione lascio la parola e una riflessione più approfondita a chi ne sa più di me:
http://gisrael.blogspot.it/2015/05/e-dalli-con-il-termometro.html


sabato 9 maggio 2015

Heil EXPO!

Come al solito, lo avevo previsto: se l'EXPO andrà male, sarà colpa di qualcun altro.
Premetto che l'EXPO è e rimane una buona idea, ma come tutte le buone idee può essere gestita bene o male.
Giustamente molti stanno investendo sull'EXPO e per ragioni comprensibili: indotto, turismo, immagine e via dicendo.
Sembra anche che, però, chi abbia qualche perplessità ( infiltrazioni mafiose, corruzioni, sponsorizzazioni sospette etc....) sia un nemico dell'Italia.
A parte il fatto che i NO EXPO agli occhi dei loro detrattori rappresentano lo 0,000001% della popolazione ( minoritari, facinorosi, nella migliore delle ipotesi, terroristi e black bloc, nella peggiore), non vedo poi il motivo di questa grande preoccupazione per chi ha organizzato l'evento.
Chi avrà piacere di vistare l'EXPO andrà a spatullarsi con i piatti etnici di tutto il mondo e chi non l'avrà starà a casuccia a masticare la cicca, no?
Che problema c'è?
No, mi spiace, ma il problema c'è.
In un bel libro sul saluto a braccio teso dei nazisti ( http://www.ibs.it/code/9788815124654/allert-tilman/heil-hitler-storia.html), si chiarisce perfettamente a che cosa servisse simile rituale . Chi vi si sottoponeva era di fede nazista ( o perlomeno si piegava a tale fede), chi si rifiutava era chiaramente un ribelle al potere costituito. Ecco, ora , forzando un po' l'analogia, grazie ai potenti mezzi mediatici di cui dispongono coloro che stanno promuovendo EXPO, ora diviene difficilissimo dire che questa manifestazione non incontra i nostri gusti ( o per motivi ideologici o semplicemente perché siamo disinteressati alla proposta).
O con noi o contro di noi, insomma.
Heil EXPO! ( Altrimenti sei un pirla sovversivo...)
Decidete ora "liberamente" se alzare il braccio o meno; chi vi sottopone a questa forca caudina è , a vostro avviso, in buona o in cattiva fede?

arz

Renzi e il voglio,quindi posso.





A proposito del linguaggio di Matteo Renzi, pochi hanno notato che uno dei suoi ultimi slogan il
“Vogliamo cambiare l'Italia.... e la cambieremo”, richiama all'orecchio il celebre discorso di Mussolini che ci ha portato alla guerra nel secondo conflitto mondiale: La parola d'ordine è una sola, categorica e imperativa per tutti, essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi all'oceano Indiano: vincere. E vinceremo!"
Con questo non voglio accusare Renzi di nostalgie fasciste, ma sicuramente il suo ricorrere a livello subliminale agli stilemi del linguaggio mussoliniano (ovviamente più retorico e alato di quello del nostro leader odierno) segnala un “wishful thinking” destinato, come fu quello del Duce, a infrangersi con l'impatto della realtà.
Insomma, a maggior assertività non corrisponde sempre una maggiore lungimiranza nei confronti dei destini delle proprie azioni. Qualcuno, per cortesia, rammenti a Matteo il mantra di molte mamme di un tempo: l'erba voglio cresce solo nel giardino del re. 
O anche le nostre mamme gufavano? ;-)


arz

lunedì 4 maggio 2015

I Moderati...figuriamoci gli Estremisti!

http://blog.ilgiornale.it/caputo/2015/05/04/bastavano-venti-franchi-tiratori/

La Buona scuola ti apre la mente! Sull'uso dell'informazione in Italia.

Mi scuso per la crudezza del fotomontaggio, ma mi serve per spiegare qualcosa che non mi è facile descrivere per quanto mi sembra incredibile e abnorme.
L'antefatto: durante il comizio di Renzi al Festival dell'Unità di Bologna c'è uno scontro tra gruppi dei centri sociali , precari della scuola con la Polizia. I manifestanti non sono armati ( c'è solo una denuncia per una ragazza che ha usato una corda come una frusta; la potrete vedere in azione in un filmato).
Lo scontro è duro ed è evidente il tentativo di sfondare  il cordone della Polizia che interviene duramente. Si poteva evitare non si poteva evitare?, non so. Non c'ero e non posso giudicare. Sta di fatto che una ragazza viene ferita ( è quella della fotografia).
Nell'immediato del fattaccio qualche televisione trasmette l'immagine della ragazza. Non è bello vedere il viso di una ragazza insanguinato, ma sappiamo che la TV insegue certe immagini e Internet non è da meno. E sia chiaro, per evitare accuse inutili di essere partigiano, è meglio specificarlo, fa bene chi riporta le immagini dei Poliziotti feriti o vittime di vili assalti da parte dei black bloc.
Dovere dell'informazione è informare, no?
Sarà l'opinione pubblica a decidere chi stava dalla parte della ragione e chi dalla parte del torto.
Ecco: stamattina il mio barista di riferimento mi informa che Renzi è stato contestato a Bologna. Io avevo seguito distrattamente la notizia alla televisione e avevo intravisto l'immagine della ragazza.
Il mio barista di riferimento non ne sa nulla. Gli dico che una ragazza è rimasta ferita. Non gli risulta. Incomincio a dubitare anch'io che il fatto sia successo.
Oggi ho avuto modo di vedere molti telegiornali....quasi nessuno faceva menzione del ferimento della ragazza.Suvvia, se la televisione può mentire,  su Internet troverò lo stesso e facilmente l'immagine da qualche parte, no?
Be', sappiate che ho fatto una certa fatica per ritrovare il viso insanguinato che ho intravisto subliminalmente ieri.
Eppure dal punto di vista mediatico ( e scusate anche il mio cinismo) l'immagine era particolarmente suggestiva ! Trovo immagini degli scontri sul Messaggero e c'è una ragazza ferita. Il volto però , in modo piuttosto maldestro, viene pixellato. Sangue non se ne vede.
( http://foto.ilmessaggero.it/ITALIA/scontri_fuori_dall_39_ingresso_foto/0-96822.shtml?idArticolo=1332079).
Qualcuno mi dirà che è per rispetto della privacy...ma chi soccorre la ragazza non ha il volto oscurato. Tutto è avvenuto a Bologna....Vediamo "Il resto del Carlino"...Be', anche questo giornale on line  ha una galleria fotografica. Il viso della donna ferita non si vede.
Ba', quando parlo di tentativo di eliminare il pensiero della dissidenza, parlo di questo: far evaporare le notizie, inquadrare un dettaglio e non un altro, pixellare a piacere la cruda visione della realtà, a seconda della convenienza....nihil novi sub sole, d'accordo, ma che tristezza!
arz
P.S. Ho trovato alla fine la fotografia qui:  http://www.nextquotidiano.it/il-collettivo-hobo-e-le-cariche-della-polizia-alla-festa-dellunita-di-bologna/

sabato 2 maggio 2015

Expo o non Expò. Di qui o di là l'accento ci va?

Non sono un veggente, come sapete, ma, se seguo un percorso razionale, talvolta, non sempre, ci azzecco. L'Expo è stato inizialmente un cavallo di battaglia di molti partiti: Pd, Lega e pezzi di Forza Italia, in particolare il partito nel partito di CL, hanno investito molto sull'evento dell'anno.
L'Expo non è opera del Demonio, sia chiaro. Anzi, a mio avviso, l'idea non era niente male: il cibo è un tema importantissimo. Purtroppo, gli interessi intorno all'Expo non riguardano solo il cibo: le sponsorizzazioni, la “milenasitudine”per la scelta geografica, la speculazione edilizia, il prestigio potenziale dell'Expo per poter parlare di ripresa economica...
Vedete un po' voi quale dei temi che ho elencato interessasse di più alle fazioni politiche che ora si stanno spendendo per questo evento. Sta di fatto che tutti si sono dati da fare tantissimo e mai una grancassa mediatica di tal potenza sonora si è mossa per magnificare le sorti progressive di una manifestazione che non solo significava denaro, ma anche lavoro, prestigio e tutto ciò che di buono può portare un evento internazionale.
Sotto il tappeto qualcuno ci ha visto e ci vede la corruzione, la violenza delle multinazionali su un tema che è caro a tutti,  gli interessi della malavita et similia.
Questione di punti di vista, d'accordo.
C'è chi spinge ora ad una visione manichea: o sei con l'Expo o contro l'Expo.
Fino a due giorni di fa, nulla da dire, faceva parte della dialettica democratica.
Ora con i Black Bloc di mezzo le sfumature di grigio sono del tutto scomparse, Anche un filo di sospetto nei confronti dell'Expo diventa una lesa maestà e un favoreggiamento verso le idiote uscite di antagonisti che spesso agiscono a favore di chi vorrebbero combattere.


Se anche il mio barista di riferimento mi chiede che cosa penso dell'Expo, con l'occhio sospettoso di chi vuole scandagliare gli imi pensieri dell'avventore potenzialmente terrorista, vuol dire che siamo mesi male...Il sistema di informazione sta spingendo verso un radicalismo che mi puzza di volontà di repressione della dissidenza. O peggio: del pensiero della dissidenza. arz

venerdì 1 maggio 2015

Sulla Rappresentanza: Salvini, Fedez, J-Az e gli Anti-Expo.

Perché vincono ora i Salvini e un tempo i Berlusconi? 
Perché non solo hanno svuotato il linguaggio delle parole di tutti (v.http://graffidigesso.blogspot.it/2015/04/poesiola-anti-expo-i-ladri-di-parole.html ), ma anche e principalmente perché hanno colonizzato il linguaggio ( e il pensiero) dei loro oppositori.

In sintesi: Fedez si schiera con gli “Anti-Expo”, Salvini lo critica e J-Az difende Fedez dicendo: "Salvini, ti paghiamo stipendio, autista e tutto quello che entra nella tua bocca, abbiamo diritto di commentare".

Cercherò di essere breve. Salvini è un europarlamentare votato dagli Italiani.
Nel momento stesso della sua elezione SCADE il controllo dell'elettore. Il Parlamentare non è uno stipendiato: è un delegato a cui chi l'ha votato ha dato piena fiducia e da quel momento in poi può fare quello che vuole.Punto.

La ( nostra) Destra ( in compagnia , ahimè, anche dei grillini, il che non depone a loro favore...) ha sempre combattuto contro l'assenza del vincolo di mandato dei parlamentari (art.67 della Costituzione); l'idea che un eletto sia libero di fare quello che vuole le rode. 
E non per il motivo che vogliono propalare ai gonzi ossia perché così gli eletti non rispondono alla volontà del popolo, ma perché la libertà di scelta e di critica dei singoli alle destre nostrane, finte liberali, fa venire l'orticaria. Non è un vizio solo delle Destre: il Centralismo Democratico dei partiti comunisti funziona allo stesso modo.
J-Az non se la dovrebbe prendere con Salvini, che esercita il suo mandato, ma con gli elettori dello stesso che lo hanno delegato a rappresentarli e chiamarli con il nome che ( per ora, prima di eliminare il “coccola”) si meritano: coccolanazisti ;-)



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