mercoledì 20 maggio 2015

Gli idolatri delle parole e le parole ancipiti : pubblico vs privato, flessibile vs inflessibile ( sulla "Buona scuola")

Vignetta di Vauro

Purtroppo, siamo reduci da un trentennio di condizionamento di massa. Dalla caduta di un sistema (di cui, sia chiaro, nessuno ha la nostalgia) alternativo al capitalismo , al di là degli strombettatori della morte delle ideologie ( e della storia!), sappiamo che un'ideologia , una sola, quella neoliberista ha dominato il campo.
E il martellamento mediatico è stato così intenso che anche le parole che sono affascinanti animaletti metamorfici alla Pokemon hanno assunto una consistenza ossea dura da scalfire dai denti sempre più frolli di un'opinione pubblica sempre meno scaltra per mancanza di tempo, per mancanza di strumenti o . semplicemente, per mancanza di voglia.
Cercherò di essere meno fumoso: prendete gli aggettivi “privato” e “flessibile” senza riflettere troppo. Ecco che queste due parole nella vostra mente assumeranno una patinatura dorata. Prendete i loro contrari “pubblico” e “inflessibile” e come per miracolo, nel vostro cervello assumeranno una connotazione negativa.
Eppure le prime due sono parole che, in un determinato contesto, potrebbero avere un significato negativo ( un esempio  "interesse privato in pubblico ufficio" ;-)), mentre le seconde potrebbero avere un valore positivo.
Insomma, queste sono parole con due teste, sono ancipiti! Ma qualcuno ha provato , e c'è ruscito, a tagliarne una: idolatrando le prime e infangando le seconde.

Scusate il discorso che sembra non avere né capo né coda; leggetevi questo bel post di Leonardo 
http://leonardo.blogspot.it/2015/05/la-scuola-del-merito-e-dei-bonus-una.html
e frullate nella vostra scatola cranica “privato” e “pubblico” e “flessibile” e inflessibile”.
E forse mi capirete meglio.

arz  

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