domenica 5 febbraio 2017

L'analfabetismo, malattia senile dell'aziendalismo e del familismo amorale all'italiana.


Seicento docenti universitari si lamentano dell'italiano zoppicante di molti loro allievi.
In primo luogo, dopo aver doverosamente segnalato il problema, li invito a fare il loro mestiere: non permettano agli studenti analfabeti di prendersi il titolo di dottore.
Sappiamo tutti, però, che non lo faranno, perché la logica aziendale che sta garrotando la scuola primaria e secondaria da un trentennio vige anche nelle austere aule universitarie: un'Università troppo selettiva porta pochi studenti e avere pochi studenti significa ottenere pochi finanziamenti. Così si adegueranno all'andazzo di tutti gli altri docenti “superi” e “inferi” che siano: meglio dare la colpa ai docenti che li hanno preceduti che criticare un sistema scolastico basato sulle regole del mercato, che ha imposto alla scuola di "aziendalizzarsi", e del “familismo amorale”.
Attraverso li rami gerarchici che vanno dal MIUR ai nuovi Dirigenti, da un bel po' i docenti, legati all'albero maestro del “non cacciamoci nei guai!”, hanno sentito recitare, attenuato dalla cera dello scetticismo depositata nelle orecchie di ogni buon didatta, il seguente canto delle Sirene :
“Non date troppo fastidio alle famiglie che vogliono una scuola “facile” ( o meglio: “difficile” per gli altri, ma non per il loro pargolo); sapete come sono i genitori dei vostri pulcinotti?
Se li boccerete, faranno ricorso al TAR ! Ah, per pararsi dai colpi avversi, preparatevi a compilare tonnellate di cartacce! Non importa che voi bocciate con cognizione di causa o meno. Non importa che siate colti e intelligenti o ignoranti come capre e con un QI sotto la media : la burocrazia sia il vostro scudo e la vostra difesa!

E, poi, figlioli, lo sanno persino i sassi, bocciare costa! Oh, quanto costa!”
...e Itaca, la pensione, non si vede all'orizzonte! ;-)
arz62

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