domenica 14 maggio 2017

Ramazza day a Roma oggi e a Milano ieri...

Non se ne abbiano a male i militanti del PD: non è mia intenzione paragonare il PD ad altro movimento politico di cui si è sempre detto nemico. Non sono, tra l'altro, pregiudizialmente ostile alle azioni di cittadinanza attiva. Tutt'altro: le trovo lodevoli e belle.
Purtroppo, però, le mie sinapsi lavorano per conto loro e quando sono venuto a conoscenza del "Ramazza day" organizzato dal PD ( alcuni volontari puliscono piazze e parchi per rendere più bella Roma) mi è venuto in mente questo spezzone di un film che è un classico della commedia ( e tragedia ;-)) italiana. L'azione avviene a Milano, ma il concetto è lo stesso.


Il cortocircuito che si crea tra la realtà di oggi e la finzione cinematografica ( che si basa su un periodo storico ben preciso) è abbastanza sconcertante...
Ognuno poi tragga le proprie conclusioni. Sine ira et studio.
Lo scopo di chi si occupa di satira è anche quello di far pensare.

arz62

venerdì 12 maggio 2017

La ricetta del Cuoco maledetto.

( Composizione similpoetica scritta in un attimo fugace di ottimismo durante la discussione relativa al proporzionale e al maggioritario ;-))

La ricetta del Cuoco maledetto.


Mettete in un Paese
di cui conoscete il nome
un pizzico di sale
sulle ferite purulente
del suddetto
ossia
corruzion-familism-fancazzism;
necesse est l'anestesia
parziale o totale
con ignoranza crassa, ferale.

Lasciate macerare
con un etto di paura,
in modo che l'alto borghese
se la pigli col piccolo,
l'operaio con l'impiegato,
e la partita IVA
con la zia giuliva
dello Stato sperperone;
buona cosa è che l'immigrato
ammazzi il poverazzo
o viceversa,
perché si eterni
l'eterna lotta dei capponi
destinati al ricco piatto dei signori.


Aggiungete l'odio,
a buon mercato,
di scemi vari,
e, a difendere
l'identità nazionale,
lasciate l'analfabeta
e che a procomber per la Religione
ci pensi il buon fedele
del dio Po o del dio Denaro.


Cuocete a fuoco lento
la melma molle,
finché la mediocrazia
si riduca a quarticrazia
per esaltarne un po' il fetore.

L'opposizion esalti poi
un po' l'aroma,
inseguendo scie,
complotti e idee pie:
che si prepari ben
a diventar classe digerente,
poiché a diriger il traffico,
se Dio vuole, sarà
l'atavica fame del potere,
collante ed emulsionante ideale
del nostro piatto nazionale.

Se il preparato
avrà cattivo odore,
non se ne faccia colpa al cuoco,
Vostro Onore!
È la materia prima
che ci manca
e ci tocca rimescolar
sta sbobba
ore e ore
e non c'è maggioritario
o proporzional che tenga!
Perché miscelar
la morchia con lo smegma
a variate dosi,
mi creda,
non rende il piatto
 succulento,
lo fa sol più denso
o un po' più lento!

arz62

sabato 15 aprile 2017

Un correttore di bozze, no? Analfabetismo frontale.


Riporto, con qualche riluttanza, il manifesto che è apparso a Roma.
"Azione frontale", da quel che mi risulta, dovrebbe essere una costola di "Forza nuova": questo movimento vorrebbe, con questo appello, favorire le attività commerciali italiane a discapito dei negozi e negozietti gestiti dagli stranieri.
La posizione in merito non è nuova e il protezionismo non è ancora apologia del fascismo ( ma il simbolo scelto sì).
Scrivere, però, "sostienii" è sicuramente apologia di analfabetismo ( frontale o di ritorno, poco importa).
Insomma, perché  questi sostenitori dell' "italianità" coltivano così poco la loro lingua?
Come pensano di vincere una battaglia sulla supremazia dell' "italianità" quando hanno in dotazione un repertorio linguistico da extracomunitari di prima generazione? Bah!

venerdì 17 marzo 2017

I piatti della bilancia tra Giustizia e Giustizialismo.


Mentre si fa sempre più strada ed è di moda nel comune sentire ( e il populismo vi soffia forte) l'idea che la giustizia istantanea , prêt-à-porter, sia una soluzione possibile e accettabile ( ammantata dal nome di “legittima difesa”) , il Senato italiano ha pensato bene di non far decadere Minzolini, condannato in via definitiva per peculato per la questione dell'uso disinvolto delle carte di credito della RAI.
Intendiamoci: Minzolini non è un assassino e qualcuno potrebbe ritenere che l'uso dei soldi pubblici per fini personali sia un peccato veniale. Sta di fatto che ritenerlo degno dell'aula del Senato la dice lunga non solo sul concetto di giustizia che nutrono i nostri Senatori, ma anche e soprattutto sull'opinione che i Senatori hanno di loro stessi e del loro ruolo.
Non c'è da sperare molto in un Paese che non sa trovare il giusto equilibrio tra i due piatti della bilancia della Giustizia ossia tra l'eccesso di severità e l'eccesso di indulgenza.

Ho il sospetto, antichissimo, che la giustizia se la piglierà come sempre coi piccoli, coi poveri e con i deboli ( ...e con il tacito consenso dei piccoli, dei poveri e dei deboli, aizzati gli uni contro gli altri come i capponi di Renzo) e lascerà, come nell'Ancien Regime, i ricchi e i forti a cantarsela e a suonarsela da soli, nei loro Tribunali, brindando con grandi sorrisoni per la dabbenaggine del popolino che si diletta di sognar sfracelli non appena percepisce l'odore del sangue dei propri simili.
arz62

domenica 5 febbraio 2017

L'analfabetismo, malattia senile dell'aziendalismo e del familismo amorale all'italiana.


Seicento docenti universitari si lamentano dell'italiano zoppicante di molti loro allievi.
In primo luogo, dopo aver doverosamente segnalato il problema, li invito a fare il loro mestiere: non permettano agli studenti analfabeti di prendersi il titolo di dottore.
Sappiamo tutti, però, che non lo faranno, perché la logica aziendale che sta garrotando la scuola primaria e secondaria da un trentennio vige anche nelle austere aule universitarie: un'Università troppo selettiva porta pochi studenti e avere pochi studenti significa ottenere pochi finanziamenti. Così si adegueranno all'andazzo di tutti gli altri docenti “superi” e “inferi” che siano: meglio dare la colpa ai docenti che li hanno preceduti che criticare un sistema scolastico basato sulle regole del mercato, che ha imposto alla scuola di "aziendalizzarsi", e del “familismo amorale”.
Attraverso li rami gerarchici che vanno dal MIUR ai nuovi Dirigenti, da un bel po' i docenti, legati all'albero maestro del “non cacciamoci nei guai!”, hanno sentito recitare, attenuato dalla cera dello scetticismo depositata nelle orecchie di ogni buon didatta, il seguente canto delle Sirene :
“Non date troppo fastidio alle famiglie che vogliono una scuola “facile” ( o meglio: “difficile” per gli altri, ma non per il loro pargolo); sapete come sono i genitori dei vostri pulcinotti?
Se li boccerete, faranno ricorso al TAR ! Ah, per pararsi dai colpi avversi, preparatevi a compilare tonnellate di cartacce! Non importa che voi bocciate con cognizione di causa o meno. Non importa che siate colti e intelligenti o ignoranti come capre e con un QI sotto la media : la burocrazia sia il vostro scudo e la vostra difesa!

E, poi, figlioli, lo sanno persino i sassi, bocciare costa! Oh, quanto costa!”
...e Itaca, la pensione, non si vede all'orizzonte! ;-)
arz62

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