giovedì 11 gennaio 2018

Kafka nella Scuola Media

Allora. Vediamo se ho capito bene. Le nuove indicazioni ministeriali autorizzano il docente che si imbatterà in un allievo che non ama la sua materia, non studia, non si dà da fare per superare le sue lacune, ad indicare sulla pagella con un voto, corredato da un piccolo giudizio globale, il fallimento dell’incontro o scontro educativo. Capita.
Basta, dunque, con le sanatorie del Consiglio di Classe, i pietosi pannicelli caldi o freddi atti a occultare le difficoltà dell’allievo riottoso per poterlo promuovere lo stesso! Il 4 non si trasformerà in 6!
Sì, insomma, lo studente scarsino, anzi scarsissimo (e non stiamo riferendoci al pulcinotto in difficoltà a cui ogni insegnante degno di questo nome stenderebbe un tappeto rosso per eliminare ogni asperità sul suo terreno…no! Stiamo parlando dei ragazzi che non studiano, scaldano il banco, dei Lucignoli che chi vive nella scuola conosce benissimo, i fieri e talvolta simpaticissimi cultori del fancazzismo programmatico, dello sbadiglio sistematico, del compulsivo smanettamento dello smartphone sotto il banco), sia chiaro, sarà promosso lo stesso, ma il docente potrà dire:” Bene, quei vigliacchetti del mio Consiglio di Classe ti hanno graziato, ma nella mia materia hai fatto schifo! Transeat. Il mio dovere l’ho fatto: ho detto la verità e non ti avrò fatto granché male. Sei promosso, vedi? Ma…”
Bellissimo, vero? Eh, no, cari miei. Troppo semplice!
Se opererà così, il docente integerrimo sarà invitato (non si sa ancora se coattivamente) a provvedere a un corso di recupero.
Ecco il pacco: il docente che non è riuscito la mattina a suscitare alcun interesse per quello che va insegnando, che ha visto i lacci delle Nike attraverso la bocca del fanciullo spalancata per la noia, sarà spinto (moralmente o coattivamente?) a recuperarlo alle grazie e alla bellezza della disciplina da lui insegnata, in itinere (ossia con una finzione tipicamente all’italiana: di mattina, dandogli qualche compitino differenziato) o nelle ore pomeridiane e, perché no?, con corsi estivi.
Ah, sia chiaro: l’allievo, la cui responsabilità nella debacle non sarà mai messa in discussione, (“Che cosa c’entra lui? E’ minorenne, no?”) non sarà tenuto alla frequenza di tali corsi predisposti così generosamente (a spese della collettività) per riportarlo sulla retta via. Potrà continuare la sua strada, ma con la lettera (o il voto) scarlatto del docente intransigente su un pezzo di carta il cui utilizzo produttivo, a fine anno, il fanciullo summenzionato potrà indicarvi con dovizia di dettagli.
Sapete bene come andrà finire, vero?
Abbiamo a che fare con uno Stato (Governo e/o Ministero) che, non avendo il coraggio di dire che le bocciature nel primo ciclo di istruzione sono abolite per motivi economici (i bocciati costano) e che la libertà di insegnamento (e di valutazione) in simili condizioni normative è ormai una pura trufferia di parole che viene data in pasto a un pubblico di bocca buona, ma spesso di alito cattivo (visto che, spesso, non la gradisce per nulla, quando viene esercitata) e un’offa lanciata agli stessi biliosi docenti per acquietarli, ammantandoli formalmente, ma non nella sostanza,  di un ruolo sociale ormai perso da almeno un ventennio, ricorre a trabocchetti paradossali per garrotare una Scuola Pubblica che viene vissuta come un costo insostenibile e improduttivo per la collettività (come vuole, d’altronde,  la logica liberista che ha ammorbato la fine del Millennio scorso e gli inizi di quello presente).
E non c’è limite al peggio! Si pesca, infatti, nel torbido, sfruttando i peggiori sentimenti degli insegnanti stessi: l’amore per il quieto vivere, l’arte di destreggiarsi nello slalom tra rogne e TAR e la preservazione con recinto spinato del piccolo orticello del proprio tornaconto personale. 
Insomma, sarà la vittoria di Don Abbondio su Fra Cristoforo, del dito del pavido rigirato nel colletto sul dito ardito (😉) rivolto contro la protervia dei potenti.
Vado ora a zappare anch’io e non me ne vergogno. I miei pomodori a stagione conclusa saranno buonissimi! Una delizia, siori!

Non li porterò al mercato, comunque…Li assaggerò con chi saprà apprezzarli (e saranno pochi) nel mio convivio accompagnati dal pan degli angeli, da un buon olio di oliva e dal sale dell'arguzia e dell'ironia!                                                                                                                                                                                   Arz62

lunedì 25 dicembre 2017

Non sappia la Sinistra quel che fa la Sinistra. Lavarsene le mani sarà un bel problema.

Tanto per rovinarvi lo spirito natalizio. 
Il Senato è in fuga (dalla responsabilità di tagliare i vitalizi e di garantire lo "Ius soli" ai bimbi figli di stranieri nati in Italia), con parte del PD che si defila e la gran massa i senatori del M5S che non si presentano al voto.
Gli altri, e li conosciamo bene, hanno il coraggio delle loro posizioni per quanto irricevibili possano essere, dal versante che si presuppone opposto no: predicano bene ( be'...benino), ma razzolano malissimo. Nulla di drammatico né di nuovo. Anzi fa chiarezza.

Aumenta, comunque, il numero delle persone a cui non stringere la mano. Perché la coerenza sarà anche la prigione delle menti piccole, ma la vigliaccheria e il cabotaggio dei piccoli navigatori che prestano più attenzione alla costa dei sondaggi che all'alto mare delle Idee sono i segnali distintivi della decadenza della Politica come timone delle scelte comuni e dell'emersione di quel profondo desiderio di Potere che notoriamente divide e lacera i tenui e fragili legamenti delle Democrazie.
A raccogliere il corpo stanco di queste ultime, infiacchite dal pensiero debolissimo, ci saranno le Destre, more solito. E senza alcun merito.
Bravi, bene, bis!                                                              arz62

domenica 24 dicembre 2017

Abbiamo toccato il Findus!


La notizia è questa: Chef

domenica 17 dicembre 2017

Trump e la Guerra delle parole

Vi ricordate i rimproveri della Destra contro il politically correct di Sinistra? Roba da radical chic, da forcetti. Insomma, se uno è frocio e frocio. Perché chiamarlo in altro modo? Bene. Pane al pane, vino al vino e frocio al frocio. Massima libertà di espressione, madama, e che vogliono questi sinistronzi? Vogliono limitare la libertà di dire tutto quello che penso?
Ora Trump è al potere e la Destra esulta uno pede: e, guarda caso, appena le è stato possibile, vieta di utilizzare nei documenti ufficiali della Sanità parole come trans, diversità e feto.
Dopo Norberto Bobbio che ha ben distinto che cosa sia la Destra e la Sinistra, eccovi un altro segnale della differenza che le contraddistingue.
Alla Sinistra può dar fastidio l'utilizzo di alcune parole: vi stigmatizzerà e vi darà dei retrogradi. Se si configurerà come potere dittatoriale, ed è successo, se le pronuncerete rischierete molto. Cercherà di convincervi che non è opportuno con le buone e con le cattive.
La Destra ha fatto e farà lo stesso, ma le vieterà. Per legge. Perché la libertà di parola e di opinione passa a suo avviso attraverso le parole e il miglior modo per controllare il pensiero è intervenire sulle parole stesse non solo attraverso la propaganda, ma anche attraverso il Diritto. 
Eliminate le parole e magicamente scomparirà il problema o, come è ben stato spiegato da Klemperer parlando della lingua del Terzo Reich, gli slittamenti di significato delle stesse intossicheranno il pensiero e l'etica di un popolo . Definire , ad esempio, Stück, pezzi, i deportatati da eliminare attraverso i forni crematori sicuramente ha lenito il patema morale di molti tedeschi.

Ecco la Dittarura nei confronti della Lingua ope legis è un segnale preoccupante del Nuovo Medioevo. Lancia in resta, miei prodi! ;-)

N.B. Solo dopo aver scritto il post, ho visto l'intervento di Zucconi che dice all'incirca le stesse cose.

venerdì 1 dicembre 2017

La grammatica dell'intolleranza e l'analfabetismo politico di Salvini

Il blitz dei neofascisti/neonazisti nella sede pro-emigranti è assai interessante da molti di punti di vista. 
Facciamo che la sede pro-migranti sia una villetta isolata nella pianura veneta ( in realtà il fatto è avvenuto a Como e veneti sono solo gli skinheads). 
C'è un po' di nebbia. Fa freddo. E dei tranquilli sessantenni se ne stanno lì a parlare del più e del meno. Bevono vin brulé e discutono pacatamente sull'accoglienza dei migranti.
Un gruppo di persone sconosciute penetrano nella loro villetta. Sono molto inquietanti: sembrano un gruppo di militari.
Gli indifesi sessantenni devono fronteggiare dei giovani nel pieno della loro giovinezza e baldanza.
I componenti del gruppo pramilitare non sono armati, ma state sicuri che potrebbero far loro del male.
Nessuno proferisce parola. Tutti sanno che chi dirà: “Andate fuori dalla nostra casa!” rischierà molto.
Il buon Salvini avrebbe detto seguendo il suo fragilissimo plot narrativo di non tanto tempo fa: dotatevi di un'arma e sparate a casaccio. Potrebbero essere albanesi ( rumeni, Rom...vedete voi).
Hanno invaso il vostro domicilio! Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi. Amen.
Nix. Lo scivoloso e, diciamolo pure, un po' schifosetto ora dice: "Certo che entrare in casa di altri non invitati non è elegante, ma il tema dell'invasione dei migranti sottolineato dai (sic, si vede che non ha visto la SS impura ;-); ma la fonte di stampa potrebbe essere l'autrice del refuso) skinheads è evidente".
Vedete un po' voi come cambiano le opinioni, quando le idee sono molto confuse e quando gli anticorpi dell'antifascismo sono ormai morti e sepolti!
Ah, tra l'altro, busso ai Magistrati dormienti: l'apologia di reato non è più un reato? Posso, dunque, entare nella casetta di qualcun altro con qualche mio amico culturista per minacciarlo fisicamente o acculturato per minacciarlo intellettualmente e obbligare la sua famiglia alla lettura integrale (con commento) de "I Promessi Sposi" per distoglierla dalla visione del "Grande Fratello VIP"?
Me lo mettete per iscritto? Accidempolina, ho un sacco di belle idee 

martedì 14 novembre 2017

Decalogo di Internet

Sapete che mi diletto di scrittura umoristica. Perdonatemi questo decalogo un po' idiota. Un lungo lapsus tastierae ,-)


"1-Internet serve per postare foto di gattini. Ogni altro utilizzo è tendenzialmente inutile, talvolta ininfluente, spesso dannoso.

2-Internet è il luogo dove puoi svagarti, contattare i tuoi amici e le tue amichette. Se non hai di meglio da fare, per litigare con qualcuno. Senza che l' obiettivo della tua rabbia ti molli un pugno sul naso. Lo farà, stai sicuro, attraverso i suoi avvocati.

3-Internet è un'ottima occasione per il tuo datore di lavoro. Se il mondo del lavoro ti raggiunge attraverso Internet ( in particolare nei fine settimana o quando sei in ferie), sappi che ha un solo scopo: rubare il tuo poco tempo libero. E farti sentire in colpa perché godi del tuo tempo libero.

4-Internet sottrae tempo alla lettura, alla visione di buoni film e, innanzi tutto, alle relazioni dirette con il resto del mondo. È l'equivalente della vita monastica. Se non ci fossero tutti quei siti porno, ovviamente.

5-Internet simula il Mondo. Se lo confondi con la realtà, chiedi pure a Dio di darti altre vite per continuare il tuo videogioco personale.

6-Internet ti promette che avrai tutto più vicino. Solo, però, quando devi comprare qualcosa.
Se dovrai contattare qualcuno perché hai un'urgenza, o non riceverai risposta o il tuo messaggio si perderà nel vuoto pneumatico del cyberspazio.


7-Internet permette di esprimerti, ma non risponde della qualità dei tuoi sentimenti. Se sei una persona amabile, ti esprimerai in modo amabile, se sei uno stronzo di prima forza, ti esprimerai come uno stronzo. L'unico problema sta nel fatto che le persone amabili sono in netta minoranza e la quantità degli stronzi presenti in Internet è, come quella degli idioti nel mondo ( v. Cipolla) , sottostimata.

8-Internet ha bisogno SEMPRE delle faccine (Emoticons) perché la cura dello scritto, il livello di autoironia e la buona educazione di coloro che scrivono in Internet sono sempre notevolmente bassi. Come è evidente tra voi cazzoni! ;-)

9-Internet è nato in ambito militare. Questo spiega l'alto livello di aggressività ivi presente.

10-Internet è un ambiente informale. Infatti, molti si presentano in mutande. Qualcuno senza".


arz62

lunedì 30 ottobre 2017

La colpevolizzazione del lavoratore (2)

A corollario e completamento del post precedente vi invito a leggere l'articolo qui sotto indicato (che in realtà ho trovato solo questa mattina) che esemplifica perfettamente il tentativo di colpevolizzare il lavoratore che non accetti condizioni di lavoro poco dignitose. E' l'effetto di uno "storytelling" di lunga data che fa leva sul "mito" americano (tutto da verificare per i nati dopo il boom economico) del "self made man" che, con le pezze al culo, grazie alla sua tenacia e sopportazione della fatica e del disagio, è riuscito a diventare miliardario.
Come se la nostra fosse una società caratterizzata dalla mobilità sociale...


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