Visualizzazione post con etichetta Sinistra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sinistra. Mostra tutti i post

venerdì 1 marzo 2024

"Vedo la nonna che con l'ago vuol riparar le mutande rotte". Sulle bussole e sulle navi dopo il voto sardo.

 Vedo troppa esultanza per l’insperata vittoria nelle Regionali in Sardegna.

Già c’è chi preannuncia lo spiedo per Salvini e la caduta verticale della Ducia.

Non è così.

La pancia del Paese è sempre la stessa.

Se la Sinistra vorrà avere la meglio, dovrà percorrere la strada della difesa dei più fragili: quelli che già vedono in bolletta gli effetti del mercato libero nel settore dell’energia e che vivono sulla propria pelle il lavoro precario o, peggio, il lavoro a tempo pieno sottopagato che non permette loro, però, una vita dignitosa.

Per far questo, dovrà espellere come tossine i fanatici del neoliberalismo e i teorici della flessibilità del lavoro come panacea di ogni problema economico di uno Stato.

Fuori dai denti: Renzi e Calenda possono trovare benissimo il loro approdo nell’odierna Destra che nella politica del “Lasseiz-faire” crede assai, se non quando deve difendere qualche potere corporativo (taxisti, balneari, solo per fare un esempio).

In secondo luogo, dovrà disinnescare il percorso europeo che sembra portarci verso una guerra. L’escalation delle spese militari non è una buona idea, se non per gli azionisti di maggioranza delle industrie delle patriottiche armi italiche.

La Destra batterà, come al solito, sui propri tasti: sicurezza, ricerca del nemico di turno (immigrato, comunista o anarchico) e pugno duro con chi non le piace; carezzine per gli amichetti.

Ci sa fare, eh, ma sembra, come ogni pugile “groggy”, che stia perdendo le misure (si veda lo scontro con Mattarella sui fatti di Pisa e l’uscita mediaticamente devastante di quel Leghista che ha messo in contrapposizione la Polizia, che ha sempre ragione, e docenti e genitori, che hanno sempre torto).

La loro nave non sta, comunque, affondando: beccheggia, ma ha una direzione. La Sinistra, come è spesso successo da un ventennio in qua, non perda la propria.

                                                   Lo spin doctor in saldo.

venerdì 24 settembre 2021

La Dittatura 4.0 degli Omini di Burro della Necessità


 Piccolo post spiacevole e scomodo, relativamente scomodo, ovviamente, essendo coloro che perdono un po' del loro tempo per leggermi, oltre il sottoscritto (due volte, non di più, per vedere che non mi sia sfuggito qualche "orrore" sintattico o ortografico), pochissimi e tendenzialmente proclivi a perdonarmi qualsiasi sfondone.

Ora inizio (userò in qusto mio scritto la classica formula di apertura e lo stile dei miei allievi di Terza Media): tutti concordano che si respiri una brutta aria, ma spiace constatare che uno dei motivi del peggioramento sia dovuto alla distrazione verso i fondamentali: alcuni paletti ideologici (non è una parolaccia) sono del tutto saltati. 

Da Destra e da Sinistra.

Incominciamo con la Destra.

Si è cominciato con la maestra precaria che urlava, fuori servizio, mica in classe, un po' alterata e probabilmente bevuta, epiteti irriferibili alla Polizia, do you remember?

La Destra all'unisono gridò: "Sia licenziata!"

E licenziata fu: senza troppa fatica, era precaria, non era belluccia e fu lasciata a casuccia.

Ora, a casuccia, ci vanno coloro che non vogliono il Green Pass e che gridano alla dittatura sanitaria. 

E la Destra “libertaria” si dovrebbe mangiare le mani, perché, aperto un varco ossia che un'opinione divergente sia motivo sufficiente per licenziare un lavoratore, la diga incomincerà a cedere precipitevolissimevolmente.

Sappiamo che a certa Destra la coerenza dà fastidio come l'ortica nelle mutande, ma le sue battaglie anche sgangherate contro il "politically correct" non hanno senso se si invoca la libertà di parola e di opinione e poi si lascia sul lastrico chi, magari abusandone, la esercita in maniera sgradevole ad alcune orecchie.

Insomma, la maestrina precaria, in linea di principio, dai vessilliferi della Liberta andava difesa, non crocefissa alle sue parole.

Passiamo ora alle incoerenza ideologiche di certa Sinistra (procedo sempre con i tic di scrittura dei miei allievi).

Il lavoro è importante? Sì o no? Non abbiamo decantato la lungimiranza dei Padri Costituenti quando hanno scritto che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro?

Invocare ora, anzi imporre il licenziamento a chi non si adegua alle direttive dello Stato, significa sputare in faccia a un principio sacrosanto della Sinistra: il lavoro non si tocca.

E' inutile strepitare, come è giustissimo, per i licenziamenti via Whatsapp dei lavoratori della Gkn e poi soffiare sul fuoco perché quegli scassazebedei dei “No-Green pass” siano licenziati ipso facto se non si adeguano a una normativa di Legge. 

Il licenziamento di un lavoratore non è cosuccia da nulla, anche se il lavoratore non è dei nostri.

Concludendo (ecco il tic finale del pargoletto!) con la Morale della favola: se non sarete coerenti coi vostri principi di base, piccioncini, coloro che ne vorranno fare strame avranno la meglio: e faranno a pezzi, col bollino blu del vostro manicheismo, sia la Libertà sia la dignità del Lavoro. 

E l'Omino di Burro della Necessità ci porterà, come suini al macello (a me l'immagine delle pecore bianche o nere non piace punto), a una Dittatura 4.0 molto cool...

FINE

P.S- Le è piaciuto, profe? Ho riempito due facciate e mezzo!

venerdì 29 novembre 2019

Pissi pissi Bao Bao: vietato ai non addetti ai lavori. Lettera alla Destra in merito all'Istruzione scolastica


Gentili Senatori e Onorevoli della Destra,
Vi scrivo per palesarvi una mia preoccupazione.
Ho la netta percezione che a breve ritornerete al Potere; neanche le Sardine riusciranno a fermarvi e il ritorno agli scranni dell'esecutivo è ormai prossimo.
Non fraintendete: non è questa la mia preoccupazione.
Vi scrivo da umorista e da insegnante; non unisco i due ruoli per convenienza, ma per necessità: oggi chi opera all'interno del sistema scolastico non può avere come ultima ancora di salvezza l'umorismo. La Speranza è già fuoriuscita dal vaso di Pandora qual Skifiltor dalle mani dell'agitato pargolo.
E' inutile che vi inviti a riflettere sul pensiero di Don Milani e sulle intenzioni “buoniste” della Sinistra sulla scuola: inclusione, anticlassismo, attenzione per le fragilità et similia.
So che li rifiutate in blocco o in parte, anche per alcuni oggettivi fallimenti , e che ritenete responsabili dei danni che ora sono evidenti nel sistema di istruzione i professorini e i professoroni (di Sinistra) che hanno strologato di pedagogia.
La mia preoccupazione è un'altra: che, anche con voi al potere, tra breve, non cambi nulla (nelle precedenti esperienze di governo della Destra, de facto, non è successo nulla di significativo, se non lo svilimento dell'attività dei docenti e il sistematico taglio dei fondi per l'Istruzione che ha visto protagonisti entrambi gli schieramenti).
Vi invito foscolianamente, dunque, non alle Storie , ma ad essere voi stessi: quelli che hanno sempre invocato severità.
Orbene, quando ritornerete al Potere e potrete invocare l'inflessibilità della scuola, non trattenetevi: bocciature a gogò, selezione sive decimazione programmatica, ritorno al giudizio definitivo di fronte alla palese ignoranza dei pargoli.
Su una classe di trenta ormai (e ve lo dico per esperienza), seguendo i parametri che voi auspicate siano ristabiliti e che risalgono ai tempi che furono, se ne salveranno due o tre.
I genitori piangeranno, ma non fatevi intimidire. Vi hanno votato e paghino le conseguenze della loro dabbenaggine.
Siete duri e puri, vero? Non siete dei mollaccioni di Sinistra! 
Che la scure cada pesante sulle loro teste: i bravi e gli ottimi sopra gli scudi, gli altri al lavoro servile, alla catena e a raccogliere i pomodori al posto degli extracomunitari!
Per essere credibili, però, poiché il pesce puzza dalla testa, dovreste eliminare alcune ambiguità: dovreste redarguire nel vostro campicello i lodatori delle “zucchine di mare”, i fautori dei macellai che, siccome hanno esperienza nel taglio e nel cucito delle carni, possono svolgere onorevolmente il lavoro dei chirurghi, mettere all'angolo i consultatori compulsivi di Google che deridono gli esperti con doppia laurea e Master nei quattro angoli del mondo, prendere il consigliere comunale di Destra che si meraviglia che Cristo sia ebreo per la collottola e a calci nel culo rimandarlo a catechismo o pretendere per lui dal Papa la scomunica.
Il mio timore è che non farete un bel niente: non ne avrete il coraggio, perché il brodo culturale su cui prospera la vostra forza, oggi, sono l'incompetenza e una buona dose di ignoranza che albergano sovrane tra i vostri quadri.
L'unico cavallo che cavalcherete, e or sono indovino, sarà il vecchio cavallo bolso dell'abolizione del valore legale del titolo di studio, il ronzino asfittico berlusconiano e della P2 di Licio Gelli.
Smentitemi, per cortesia. Ve ne prego.
Arz


sabato 23 novembre 2019

Il professore antisardine: "Abbasso l'Omega 3! Viva il maschio Alpha!"


Un tale, professore di ignoto istituto, nomato Giancarlo Talamini Bisi, sempre che sia di carne ed ossa e non il solito personaggio di carta velina della comunicazione virtuale, avrebbe minacciato via Facebook i suoi studenti: “Vae! Se voi andrete nelle piazze d'Italia con le Sardine, sarete belli e fritti nelle mie materie!”
Ovviamente il suo profilo su Facebook è scomparso in un nano secondo.
Googlando qua e là si trova un Giancarlo Talamini Bisi, ma non si sa se sia omonimia o meno (è l'autore di un libro in cui descrive il dolore per la morte della madre).
Sbroccare capita. E sappiate che gli insegnanti sono più soggetti agli sbroccamenti di tal fatta. Non è una giustificazione: c'è una deontologia professionale da rispettare, eh!
Paventare voti bassi per antipatia ideologica è un grave peccato per un insegnante. Un insegnante così, sia di Destra, di Centro o di Sinistra, sbaglia.
L'accusa però di un'ideologizzazione della scuola è, però, un vecchio e bolso cavallo di battaglia della Destra: la Scuola, secondo la Vulgata, è dominata dalla Sinistra, che è ideologica, scorretta e un po' bastarda.
Spesso (non sempre, eh!) le lamentele per tale sopruso sono espresse in un pessimo italiano, in cui il congiuntivo è sconosciuto e la "Consecutio temporum" è moribonda: viene spontaneo spesso il dubbio che il ciuccio si nasconda dietro al perseguitato e alla vittima.
Franti è sempre dietro l'angolo (anche se l'elogio al mariuolo è stato fatto da Umberto Eco).
Peccato che oggi nella scuola ci sia un po' di tutto, come nel Mondo: c'è il professore di Religione crociato e antiabortista, il Marxista leninista ideologo e rompicoglioni e, ohibò (e c'è sempre stato, al di là dei fantasmi di molti), il professore nostalgico un tempo in pectore e ora in palese che inneggia ai bei tempi che furono in cui tutti gli allievi si alzavano in piedi urlando: “Viva il Duce e viva il Re!” ossia ai due Ladroni, vicino al Crocifisso sopra la lavagna d'ardesia.
Ammetto che un certo spostamento a Sinistra ci sia stato (non ho dati statistici e quindi agisco, in questo caso, da analfabeta funzionale: parlo solo per esperienza personale), ma negli anni Settanta.
Fate i calcoli: son cinquant'anni fa.
Molti cadaveri ideologici sono passati sotto i ponti e vedere nella scuola odierna un covo di Rivoluzionari comunisti è più frutto dell'eccesso di Mojito o di Peyote che di analisi sociologica.
Ecco il fatto che ora compaia, in controtendenza rispetto al pregiudizio, il minaccioso professore antisardine non mi meraviglia punto.
Mi aspetto solo che il suo Dirigente lo chiami in camera caritatis e gli sussurri: 
“Professore, si rende conto che mostrar la coratella davanti a tutti non va bene? Sa che Lei costituisce un esempio per i suoi studenti?”
Poi mi aspetto anche che , in modo un po' meno pacato, lo richiami all'ordine (che lo stesso Professore invoca):
“Ma Lei i voti li distribuisce così a c****, come capperi sulla pizza?”

Aggiornamento: non è di carta velina. Professor Giancarlo Talamini Bisi .

lunedì 7 ottobre 2019

Dallo zucchero per incrementare gli stipendi, alla riffa di Stato per incentivare l'uso delle carte elettroniche. Fuochi d'artificio dell'intelligenza o petardi della semplificazione?

Dopo un titolo del genere vi sarà già venuto il latte alle ginocchia. E solo i coraggiosi procederanno, ma lo faccio apposta, sappiatelo!
Intendiamoci: non critico il fatto che si cerchi il modo di raccattare denaro per pagare di più gli insegnanti e di far pagare di più le tasse agli evasori. 
Il principio è sacrosanto e, per una volta, si può dire, senza arrossire, che il principio non è di Destra né di Sinistra.
Ho, però, notevoli perplessità sul metodo e sull'aspetto comunicativo: associare l'aumento stipendiale dei docenti alle merendine e alle bibite gasate (e non ad un indistinto drenaggio fiscale) ha un retrogusto dolciastro di presa per i fondelli e ora l'idea di incentivare l'utilizzo della carta elettronica attraverso una riffa nazionale sa di festa paesana e di Palo della Cuccagna.
“Insomma,” dirà qualcuno “ Arz, su, non fare lo spaccacapelli in quattro (vulgo, il rompiballe)! Quel che conta è avere i soldi!”
Siamo, però, reduci dal Trentennio di chi predicava, apertis verbis, che l'elettorato fosse composto da undicenni neanche troppo svegli. 
Probabilmente è vero, visto chi hanno votato fino ad oggi, ma una buona politica (sempre che si voglia farla) vuole che l'elettorato vada preso sul serio e trattato da adulto.
Solo le dittature e le simildemocrazie lo trattano male: nella peggiore delle ipotesi come un minus habens, nella migliore come un soggetto indifeso e soggetto a tutela da parte di chi se ne intende.
Insomma, dopo l'ubriacatura della politica spettacolo e della propaganda tanto al pezzo, se si vuole risalire la china, è necessario ritornare all'ABC della politica: convincere e non intortare il popolo.
 Le mosse ad effetto di tal fatta possono piacere per la loro estemporaneità, ma risultano spesso semplici petardi che si spacciano per fuochi d'artificio spettacolari. Alla fine deludono anche i palati grossolani. 

domenica 31 marzo 2019

Analfabeti funzionali, una buona scusa della Sinistra per non parlare chiaro.


Mi ripeto come i vecchi rincoglioniti: abbiate pazienza. Vedere che da sinistra si sta pensando (solo virtualmente, per ora e solo come auspicio) di togliere il voto ai cosiddetti analfabeti funzionali mi irrita moltissimo.
Togliere il diritto di voto storicamente è una battaglia della Destra.
Il retropensiero, facilmente intuibile, è quello che chi vota non ha idea di quel che sta facendo. 
Gesù, per parlare di qualcuno che dovrebbero conoscere tutti, e non voglio essere blasfemo e so che non è un idolo tra i rivoluzionari, invocava il perdono per coloro che non sanno quello che stanno facendo. Se avesse voluto, però, sarebbe intervenuto prima e avrebbe chiesto a chi è in grado di potere quel che si vuole un nuovo Giudizio universale. Insomma, non essere messo in croce, passando per la via più facile, evidentemente non gli andava a genio.
Ordunque, orbene, la Sinistra faccia la Sinistra: convinca anche chi ha qualche difficoltà di comprensione che l'idea del Mondo che propone è migliore di quella che sostengono gli avversari. 
Se non è in grado di farlo, è inutile appellarsi all'ignoranza del popolo bue: evidentemente o le capacità argomentative sono deboli o, come temo, il coraggio delle idee forti, ma spiacevoli, e magari più aggressive, perché no?, come quelle che sono, de facto, quelle che oggidì propone la Destra, non c'è più.
A seguire gli ignavi non si arriva in alcuna località definita: né all'Inferno né in Paradiso, ma semplicemente nell'Antiferno dove non si respira notoriamente aria buona.

lunedì 18 febbraio 2019

Comma 22, Grillo e i Pentastellati al bivio. La Sinistra al Trivio: o imitare i suoi avversari o far finta di nulla o recuperare i propri valori.


Grillo si permette di prendere in giro i grillini. Ci sta: la votazione per il rinvio a giudizio o meno di Salvini per via telematica è veramente un Comma 22 (per chi non lo sapesse, non perché ignorante, ma perché il libro ha avuto un certo successo come libro antimilitarista negli anni Sessanta e poi è stato più citato che letto, il Comma 22 recita: Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo», insomma, un bel paradosso per mettere nel sacco chi cerca di sfangarsela in Caserma): lo è per più aspetti, per come è stato formulato il quesito, per il fatto di mettere in un cul de sac i pentastellati, per la pilatesca chiamata in correo dei militanti, quando chi dirige le manovre non sa che pesci pigliare.
Ma non è questo il punto, per quanto mi riguarda: che il Movimento 5 Stelle abbia la vocazione dei lemming (ma forse è leggenda) è affar suo; ho già provveduto a dispensare consigli, ma non mi danno retta (li ho dati a tutti, ma il mio conto Paypal è sempre a zero ;-)).
Il Comma 22 riguarda, però, a mio avviso, anche la Sinistra e la sua Storia che è, per chi la conosce, gloriosa (permette, ad esempio, a Leghisti e Pentastellati di contare qualcosa).
La Sinistra, in Italia, da sempre, si è battuta per far votare tutti.
Tutti tutti (tranne i minorenni, d'accordo). Anche gli analfabeti. Ecco il punto.
Vedo che sta correndo per la schiena della Sinistra un brivido: perché far votare gli analfabeti funzionali? Non vedete che votano “a cazzum” e per di più coloro che li stanno danneggiando?
Come ho sempre scritto, questo modo di ragionare non li/ci porta lontano; anzi, denota una forma di pigrizia che alimenta l'idea,  non del tutto campata in aria dopo l'esperienza renziana, che chi è di Sinistra sia una carogna elitaria che auspica un'oligarchia che si disinteressa dei più per curare i propri interessi.
No no: il diritto di voto, persino quello telematico, spetta a tutti e spetta a chi pensa di aver maggior consapevolezza (e qualche volta sbaglia, sia chiaro) convincere gli altri della bontà delle proprie ragioni.
Necesse est sporcarsi le mani nelle piazze e nei Social, dove i mestatori mestano volentieri alla grande, ma non per mestar meglio, ma per rendere evidente la manipolazione.
Se la Sinistra non crede più nel potere della parola, però, ha perso sul serio: credere solo alla potenza del Medium senza pensare al potere della comunicazione e in particolare della parola vuol dire aver perso del tutto il bandolo della matassa.
La Sinistra insista: più scuola, più libri, più studio. Non solo a parole, eh! E anche più merito (quello che tutti riconoscono, non solo pochi burocrati), temperato dalla capacità di sostenere chi non ce la fa, più solidarietà, più attenzione al lavoro e in particolare a chi non ce l'ha, più attenzione ai deboli di tutte le risme. Più democrazia, più scelte condivise. Se serve, si favorisca anche il televoto e non solo quando si è sicuri di vincere ( e, nel caso fortuito si perdesse, dare la colpa a qualcun altro, come sembra venga facile ai nuovi fautori della Democrazia Diretta).
E quando il voto non è neanche televoto, ma è voto voto, se si perde, levarsi dalle palle. Sul serio. E se il personaggino non se ne va, ricordo il solito aneddoto di Petrolini che, avendo ricevuto dei fischi, si rivolse al pubblico, dicendo: “Io nun ce l'ho cò te ma cò quelli che te stanno vicino e nun t'hanno buttato de sotto”. Non sono stato chiaro? Be', allora anche voi siete analfabeti funzionali ;-)

giovedì 27 dicembre 2018

Consigli prezzolati alla Sinistra. La Destra per ora non paga.


Poiché il mio conto PayPal rimane a zero nonostante i numerosi consigli rivolti ai dirigenti della Lega (e mal gliene incolse, visto che qualche cedimento comincia a farsi sentire! Si vedano i dati sulle intenzioni di voto nel Nordest!), ora mi permetto di dare, essendo un consulente prezzolato freelance, qualche consiglio (spero debitamente riconosciuto in solido sulla mia Paypal ;-)) agli sprovveduti della Sinistra che evidentemente non hanno ancora capito come gira e funziona la propaganda della Destra.

Lo hanno già scritto in tanti e di certo io sono l'ultimo della fila: criticare il Ministro perché quest'ultimo mangia Nutella a Santo Stefano (mentre il fratello di un pentito sotto protezione è stato crivellato di colpi e c'è stato un terremoto non di poco conto in Sicilia) è una sciocchezza.

L'innominabile lavora sull'immedesimazione e il suo elettore tipo gongola: “Lui è come me” (e ci vorrebbe una fucilazione post mortem di Umberto Eco, a cui ho voluto tanto bene, per aver dato modo, studiando da semiologo la figura mediatica di Mike Bongiorno, a Berlusconi prima e ora all'i. di irretire l'opinione pubblica in modo così semplice). 
Perché dare l'idea tritanzuola del Ministro in abito nero presente ad ogni disgrazia sul territorio nazionale? Non è meglio un Ministro gaudente attento a cogliere gli aspetti più gustosi dell'esistenza?
Non solo, cari ingenuotti: il messaggio è anticasta.
“Io sono Ministro degli Interni e potrei fare colazione a caviale e champagne e invece no: mi mangio la Nutella che è alla portata di tutti. Potrei sfruttare la mia condizione di privilegio e poi non lo faccio. Non son fico?”
La sua passione per il “Food Porn” nasce da qui: mangiare tortellini emiliani con il sugo Star accompagnati da una birra è una strizzata d'occhio a chi in un ristorante di pregio si sente talvolta a disagio (e diciamola tutta: la strafighetteria che emanano da tutti i pori certi chef , severissimi e inflessibili, pubblicizzati grazie alle millanta trasmissioni televisive dedicate alle cucine di ogni bettola d'Italia, è oggettivamente insopportabile).

Che fare, dunque?

In primis, l'opposizione deve muovere le chiappe. Mentre l'i. si slurpa zuccheri e lipidi in quantità (ed è quindi rallentato nella corsa), qualche leader di peso (a trovarlo, però...) di Sinistra si fiondi a Pesaro e a Catania.
Non dica in qualsiasi caso: “Dov'è il Ministro? Perché non è qui?”
Nisba. Niet. Silenzio assoluto.
Dica: “Io (noi) sono qui vicino a chi è in difficoltà. C'è una tragedia in atto”.
Porga il lato più fotogenico del suo volto e assuma l'aria contrita di chi, non avendo alcun potere, non può nulla. Versi anche qualche lacrima.
So di essere cinico, ma la politica funziona anche così.
Poi arriverà il Ministro, ma sarà in qualsiasi caso in ritardo e farà la figura agli occhi del suo elettorato di colui che prima ha pensato alla Nutella e poi ai problemi della gente.
Anche lui porgerà il suo lato fotogenico, ma l'immagine in sottofondo e subliminale sarà quella di lui con la lingua protesa per leccare la giusta porzione di Nutella.

In secundis, trovare qualche falla tra il dire e il fare di chi attualmente ci governa. Non è difficile.
Ad esempio, insistere sulla mancata indicizzazione delle pensioni, in particolare di quelle intorno ai 1500 euro. Il Leghismo attinge per incrementare i propri consensi al mondo dei pensionati come ha fatto Berlusconi non tanto tempo fa.
Io credo che la mancata indicizzazione delle pensioni sia per la Lega un gran bel problema.
Inutile e controproducente è essere troppo espliciti, però.
Tutti sanno che, quando l'osservazione negativa parte dall'opposizione, scattano meccanismi di difesa pavloviani: “Non si sono rivalutate le pensioni perché la Sinistra ha lasciato i conti disastrati o perché i nostri compagni di ventura vogliono introdurre quell'abominio del reddito di cittadinanza. Che colpa ne abbiamo noi?”
Bisogna lavorare di sponda. Qui ci vogliono esperti di pubblicità o, se preferite, di propaganda. Instillare, ad esempio, il dubbio che qualcuno voglia spingere un ceto non certo benestante, ma non ancora impoverito, a consumi più frugali e popolari, quando prima poteva permettersi di tanto in tanto il ristorantino stellato o il fritto misto nella pizzeria sotto casa, potrebbe essere la mossa vincente. Oppure, più banalmente, poiché l'i. di certo non ama mangiare solo Nutella e tortellini al sugo Star (e qualche selfie lo vede soddisfatto davanti a piatti luculliani), perché non creare un collage delle sue immagini a tavola corredato dalla fotografia di qualche disperato (italiano!!!) , di qualche diseredato che dovrebbe essere (e ovviamente non lo è) strappato alla sua condizione di miseria grazie allo slogan “salvinifico”: “Prima gli italiani”?

Terzo consiglio. Fare terra bruciata. Guardate il Nordest che sta piano piano voltando le spalle alla compagine governativa. Confindustria e Confartigianato del Nord non amano ora le politiche di un Governo che hanno lisciato pelo e contropelo fino all'altro ieri.
Senza troppo strepito, incominciate, ad esempio, individualmente a scrivere alla Ferrero, alla Barilla, alla Star che non gradite l'accostamento di prodotti di così consolidata tradizione a personaggi politici che non approvate.
Non chiamatelo boicottaggio, però, non siate ingenui!
Non avete ancora capito che il vittimismo di cui era maestro Berlusconi è un'arma potentissima nelle loro mani, condita ora anche con il pepe del complottismo di marca pentastellata?
Esprimete il vostro disagio, la vostra difficoltà. Personale. Individuale.
Verrà il momento in cui, in modo discreto, anche chi produce sentirà odore di terra bruciata, un odore che non contribuirà a migliorare di certo le proprietà organolettiche né della pasta, né della crema di nocciole, né del sugo industriale di marca. Partiranno delle letterucce.
E fare "Food porn" con i prodotti dell'EuroSpin non farà, datemi retta, lo stesso effetto.
arz©

mercoledì 5 dicembre 2018

Il politologo, senza titoli, con il gatto sulla pancia, scrive. Consigli prezzolati alla Destra. La Sinistra, more solito, non paga.


Cercherò di essere semplice, ma non banale: la sensazione che l'onda montante del leghismo sia vincente è un effetto ottico, magnificato dalla lente distorta del Web.
Salvini sa usare Twitter e Facebook, ma molta parte del suo consenso è fortemente manipolato.
Non c'è bisogno di essere degli esperti: andate a controllare quanti post siano inviati da troll e da profili farlocchi, e ve ne renderete conto.
Ribattere a post inviati dai fanatici di Salvini o peggio dai Bot (risposte automatiche), aumenterà solo l'effetto espansione o eco del consenso, e l'abbiamo già detto in molti.
Alt. Non voglio dire che il consenso per lui non sia in aumento, ma che l'appoggio per il leader in pectore di questo governo non superi il 30 % (era partito dal 17%, ricordiamo) è più realistico.
Il 32% al massimo, se vi piace, per fare qualche riferimento storico antipatico.
Può succhiare solo nell'elettorato di centro destra (Forza Italia e Fratelli di Italia, in primis) e un po' da quello grillino, ma non oltre un certo limite.
Da solo, Salvini, e lo sa, non combinerà un bel nulla: con il M5S il rapporto è conflittuale e regge, ma il ritorno con il Centro-Destra di Berlusconi non lo porterà ad avere la maggioranza del Paese.
Detto tra noi, Salvini è nella merda. Sul serio.
Fossi in lui mi inventerei qualcosa, perché il redde rationem delle balle dura per un po', ma poi il giochetto sarà palese in particolare al suo elettorato, quando le misure ad effetto (vedi Decreto sicurezza) si scontreranno con gli effetti economici reali sul portafoglio dell'elettorato di riferimento (perdita delle rendite finanziarie, difficoltà nel credito etc...).
Senza contare che Confindustria incalza e Confcommercio, quando si renderà conto di aver scommesso sul cavallo sbagliato, farà marcia indietro.
L'unica vera e salvifica fortuna di Salvini è il disfacimento dell'opposizione, in parte dovuta alla macina costituita da Renzi nel Centro-Sinistra, in parte alla naturale predisposizione della Sinistra a frantumarsi in mille rivoli.
Non mi piace per costituzione richiamare gli Uomini della Provvidenza, ma la Sinistra, se si vuole salvare, dovrà trovare qualche leader credibile. Dove, non lo so.
Per Salvini, e mi dovrebbe pagare soldoni per la consulenza (perché la Sinistra non se lo sogna neanche), consiglio qualche idea diversa e alternativa rispetto al tema della Sicurezza, perché, se si ritroverà senza portafoglio (e dunque senza nulla da rubare), il suo elettorato gli si rivolterà contro e in malo modo.
Ah, un'altra dritta: soffiare sulle rivolte dei gilet gialli in Francia non gli conviene fin da ora!
Gli ricordo che è al Governo, se se lo fosse dimenticato. E se Parigi brucia, ora che si trova a Roma, seppur di passaggio, ...

domenica 8 novembre 2015

Succhiare la linfa della protesta, l'ultimo obiettivo del conservatorismo italiano.

So di essere ripetitivo (… e la vecchiaia porta alla ricorsività dei discorsi). Datemi del rincoglionito, non mi offendo, ma è ormai evidente, dopo la manifestazione di Bologna, che l'unico collante della Destra è ormai l'antistatalismo. Ciò spiega l'attrazione verso la Destra di tal fatta di alcune frange minoritarie anarchisteggianti ( nella versione meno solidaristica e più individualista) e , il fenomeno è un po' più inquietante, della Sinistra in libera uscita.
Quel che dovrebbe stupire di più, però, è la vocazione antistatalista di chi dallo Stato ha ricevuto e continua a ricevere, perlopiù in modo truffaldino, prebende sardanapaliche e che dallo Stato pretende, di volta in volta, aiuti, stipendi, posti di lavoro, finanziamenti etc...

Gli antistatalisti, in teoria, dovrebbero essere rivoluzionari, ma , in Italia, solo in Italia, stanno diventando sempre di più dipendenti dal nemico che desiderebbero, a parole, solo a parole, abbattere. Non ultimo risultato di questa operazione mistificatoria è succhiare la linfa della protesta ( che potrebbe essere potenzialmente piuttosto pericolosa se correttamente indirizzata), l'ultimo obiettivo dei conservatori di ogni sorta per mantenere lo status quo.
Temo che ci stiano riuscendo. Perfettamente.
arz62

mercoledì 17 dicembre 2014

Contro Benigni (da Sinistra).

Non ho visto né vedrò Benigni alla Televisione. Ammetto che la questione degli emolumenti               ( ovviamente utilizzata e strumentalizzata dalla Destra per demonizzare ogni voce di Sinistra che riesce a guadagnarsi la pagnotta senza stenti) ha avuto, nonostante tutto, qualche influenza: come trovo immorale ( oh, yes!) che un manager guadagni n volte rispetto ad un operaio, non trovo etico che un comico, anche se famoso e idolatrato, e in tempi di vacche magrissime, guadagni n volte rispetto a colleghi, altrettanto bravi, che sono costretti a calcare il palcoscenico di teatri di provincia se non gratis , con rimborsi spesa ridicoli .
In realtà, il motivo del mio disinteresse per un attore che ha sicuramente qualche pregio è la ripetitività dello schema utilizzato nei suoi spettacoli: i suoi “bellissimo!”, “magnifico!”, “eccezionale!” mi sembrano sempre più tormentoni ormai bolsi, che sanno ormai di comicità alla Zelig tanto per intenderci ( comicità che piace a molti, ma che al sottoscritto non fa né caldo né freddo). Il sugo dei suoi spettacoli è costituito dai testi ( la Costituzione, i Dieci Comandamenti, la Divina Commedia) , ma per assaporarli preferisco ricorrere agli originali, senza aromi, frizzi e lazzi e con qualche nota esplicativa più noiosa, forse, anche se meno suggestiva.
Qualcuno ha capito l'arcano ed è in grado di costruire testi che parodiano Benigni e che risultano molto più divertenti del modello stesso.
Vedi il seguente brano che ho trovato in Rete.

Benigni legge la targhetta dell'ascensore ( di Claudio Fois)
Portata massima 4 persone”. Ma è bellissimo… Sentite com’è essenziale, bello, pulito. Io ogni volta che lo leggo mi commòvo.
Già l’ascensore che come simbolo unisce il Cielo e la Terra, ci ricorda che siamo divini ma ma anche mortali e viceversa. E’ bellissimo.
Sentite la potenza di questa parola: “Persone”… Non dice òmini, donne, neri, gialli, visigoti, Gasparri… No. Dice: “Persone”… quattro persone, cioè persone che stanno insieme, poi il numero 4: i quattro punti cardinali, l’alto, il basso, la destra, la sinistra: è compreso tutto il mondo. Tutto il mondo nell’ascensore, perché nell’ascensore c’è un mondo, perché ognuno di noi che è dentro l’ascensore ha dentro di sè un mondo. Un mondo d’Amore.”

So che Benigni piace a molti e non me ne dispiaccio. Non piace più a me che, comunque , non ho alcuna patente per giudicare meglio degli altri.
Non ve ne frega nulla? Non vedete, bischeri, la bellezza della Democrazia? Magnifico! Bellissimo! Eccezionale! ;-)
arz


Translate