sabato 27 ottobre 2012

"Il Giornale" e la perdita della lingua.

La mia non è una notazione particolarmente acuta, anzi è abbastanza banale: quando, nell'agone politico, e non solo, si utilizza il linguaggio del “nemico” è segno che si è giunti alla frutta. 
Finora le mie notazioncelle avevano stigmatizzato l'inquinamento della lingua operata dal berlusconismo.
Ora, inaspettato, il titolo de “Il Giornale” che commenta così la sentenza di ieri che condanna Berlusconi a quattro anni ( in primo grado).



Be', se ora i tifosi del berlusconismo utilizzano il borrelliano “Resistere, resistere, resistere”, confidando nella memoria evidentemente cortissima dei propri lettori, è fatta: stanno perdendo sporcandosi la lingua con un'invocazione che fino a poco tempo fa avrebbe procurato loro solo conati di vomito.
Il popolo che perde la lingua dei propri padri diventa schiavo;-)

Un populo
diventa poviru e servu
quannu ci arrubbano a lingua
addutata di patri:
è persu pi sempri.
(Buttitta, Lingua e dialettu)

arz©
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