venerdì 5 ottobre 2012

Vauro, tra Satira e Denaro

Vauro se ne va da “Il Manifesto” e migra a “Il Fatto quotidiano”. 
Molti non glielo perdonano. Tradimento! Insomma, per il vil denaro, tradisce la causa.
La sua vignetta di oggi ( http://eccesatira.blogspot.it/2012/10/dal-manifesto-al-fatto.html) rappresenta in modo egregio il sentimento di chi si occupa di satira oggi: o fai satira “vera”, mal pagata, il più delle volte gratis, o sei servo del Potere che coincide con il Vil Denaro.
La Sinistra, purtroppo, non esce dal suo circolo vizioso: la causa, non c'è speranza, val più degli interessi del singolo.
Purtroppo, l'individuo si deve occupare di alcune questioncelle di non poco conto: deve pagare l'affitto, il telefono, la luce; se ha figli , deve mantenerli agli studi et similia.
Io non conosco Vauro, ma credo, nonostante la notorietà televisiva, che non sia un miliardario: vive, onestamente, del suo lavoro che è quello di disegnare. 
Se c'è un pessimo difetto della Sinistra ( e in questo , mi spiace, è veramente omologa alla Destra e agli strilli di Sallusti), è quello di disprezzare il lavoro intellettuale.
Quando utilizzo il verbo “disprezzare”, non lo uso a caso: il lavoro intellettuale, e lo è anche quello di un disegnatore satirico, non ha prezzo, è un lavoro di Serie B, insomma, un passatempo. Non è infrequente che qualcuno, “si parva licet componere magnis” ( non sono bravo come Vauro e non ho mai fatto del disegno satirico la mia professione), non un mio amico stretto, per intenderci, mi chieda un disegno e una vignetta: gratis sia chiaro. E non fa tante cerimonie come farebbe nel chiedere, che ne so?, un intervento estemporaneo dal conoscente idraulico alla propria “Pucci”.
Quando un mio parente mi incalza:” Perché non provi a diventare come Forattini? ( la cui involuzione umoristica e satirica mi mette solo angoscia, sia chiaro), rispondo onestamente:
1- Non disegno ancora bene come lui ( mi duole dirlo, ma è vero)
2- Non potrei utilizzare la mia visione della realtà contro i miei principi ( tradotto in soldoni: non potrei mai disegnare per un giornale di cui non condivido la linea politica).
E' , comunque,un vero peccato che la cultura di Destra paghi, non so quanto, ma penso bene, mentre quella di Sinistra , sempre e comunque, pensi che la libertà di pensiero sia una attività gratuita e “disprezzabile”.
Quando le opinioni non “valgono” ( anche se il valore di scambio non è l'unico valore in assoluto), è destino, ahinoi, che diventino ininfluenti e inutili. Alla faccia della libertà di pensiero e di opinione, cavallo ( evidentemente bolso) di battaglia di quello che era il pensiero progressista.
arz©
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