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venerdì 15 aprile 2016

Vauro, Grillo, Casaleggio tra culto della personalità e il "parce sepulto".


La vicenda è nota: Vauro pubblica una vignetta dedicata alla morte di Casaleggio. E si scatenano polemiche ( sia chiaro nell'angusto spazio dell'etere internettiano...insomma, la classica tempesta in un bicchier d'acqua).
Le accuse sono di vario genere, ma la principale è quella di non aver avuto il dovuto rispetto per un uomo che è morto da poco. Vauro non conosce il "parce sepulto", insomma ed è uno zoticone senza rispetto. Il tema mi è caro perché si parla di satira e , in particolare, nella versione dove si distilla un po' di humor nero.
Francamente non vedo nulla di offensivo nei confronti di Casaleggio nella vignetta, anzi: Vauro omaggia il suo ruolo di ispiratore del Movimento 5 stelle. 
Se c'è “cattiveria” ( ma che cos'è la satira senza un po' di cattiveria?), è tutta rivolta verso Grillo, burattino in mano al burattinaio. Ma Grillo è vivo e vegeto e non sta su nessun altare e su nessun trono. Temo che le reazioni un po' scomposte derivino dalla configurazione di una specie di “lesa maestà” di cui si sarebbe reso protagonista Vauro.
Penso che neppure Grillo ami pensare al culto della personalità come elemento fondante del suo Movimento, o sbaglio? 
Forse, però, non la pensano così molti che gli stanno vicino. Ed è un peccato capitale.per un movimento che canta le lodi della democrazia dal basso ;-(

venerdì 5 ottobre 2012

Vauro, tra Satira e Denaro

Vauro se ne va da “Il Manifesto” e migra a “Il Fatto quotidiano”. 
Molti non glielo perdonano. Tradimento! Insomma, per il vil denaro, tradisce la causa.
La sua vignetta di oggi ( http://eccesatira.blogspot.it/2012/10/dal-manifesto-al-fatto.html) rappresenta in modo egregio il sentimento di chi si occupa di satira oggi: o fai satira “vera”, mal pagata, il più delle volte gratis, o sei servo del Potere che coincide con il Vil Denaro.
La Sinistra, purtroppo, non esce dal suo circolo vizioso: la causa, non c'è speranza, val più degli interessi del singolo.
Purtroppo, l'individuo si deve occupare di alcune questioncelle di non poco conto: deve pagare l'affitto, il telefono, la luce; se ha figli , deve mantenerli agli studi et similia.
Io non conosco Vauro, ma credo, nonostante la notorietà televisiva, che non sia un miliardario: vive, onestamente, del suo lavoro che è quello di disegnare. 
Se c'è un pessimo difetto della Sinistra ( e in questo , mi spiace, è veramente omologa alla Destra e agli strilli di Sallusti), è quello di disprezzare il lavoro intellettuale.
Quando utilizzo il verbo “disprezzare”, non lo uso a caso: il lavoro intellettuale, e lo è anche quello di un disegnatore satirico, non ha prezzo, è un lavoro di Serie B, insomma, un passatempo. Non è infrequente che qualcuno, “si parva licet componere magnis” ( non sono bravo come Vauro e non ho mai fatto del disegno satirico la mia professione), non un mio amico stretto, per intenderci, mi chieda un disegno e una vignetta: gratis sia chiaro. E non fa tante cerimonie come farebbe nel chiedere, che ne so?, un intervento estemporaneo dal conoscente idraulico alla propria “Pucci”.
Quando un mio parente mi incalza:” Perché non provi a diventare come Forattini? ( la cui involuzione umoristica e satirica mi mette solo angoscia, sia chiaro), rispondo onestamente:
1- Non disegno ancora bene come lui ( mi duole dirlo, ma è vero)
2- Non potrei utilizzare la mia visione della realtà contro i miei principi ( tradotto in soldoni: non potrei mai disegnare per un giornale di cui non condivido la linea politica).
E' , comunque,un vero peccato che la cultura di Destra paghi, non so quanto, ma penso bene, mentre quella di Sinistra , sempre e comunque, pensi che la libertà di pensiero sia una attività gratuita e “disprezzabile”.
Quando le opinioni non “valgono” ( anche se il valore di scambio non è l'unico valore in assoluto), è destino, ahinoi, che diventino ininfluenti e inutili. Alla faccia della libertà di pensiero e di opinione, cavallo ( evidentemente bolso) di battaglia di quello che era il pensiero progressista.
arz©
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