martedì 30 ottobre 2012

Berlusconi astronauta nel Regno di Topolandia


Non è una novità che gli uomini politici creino una lingua ( dal poeta-politico D'Annunzio allo stesso Benito Mussolini): può piacere o non piacere, ma la politica è innanzi tutto una battaglia di parole ( e, quando la battaglia delle parole non basta, si passa alle vie di fatto...)
Berlusconi ha ora usato una metaforicella riferendosi al trave nell'occhio che gli sta rendendo meno allegri gli ultimi giorni: il pianeta giustizia (che lui intende riformare).
Perché utilizza questa immagine?
Partiamo dall'etimologia:

“ Lat. tardo planeta(m), dal gr. planetes ‘vagante, errante’, der. di planân ‘deviare dalla retta strada’ (d'etim. Incerta) (Cortelazzo-Zolli ,Dizionario interattivo etimologico, Zanichelli)”

 Dubito che il nostro sia anche un presidente-lessicografo, ma certo è affascinante che la radice della parola pianeta, che indica qualcosa che non va dritto, gli sia piaciuto tanto ( e notoriamente i termini retto, dritto, destro/a, “right” in inglese, hanno connotazioni positive, perché attengono alla parte “giusta” opposta a ciò che è sinistro, mancino, ingiusto). Credo, però, con beneficio di inventario ( penetrare nella psicologia degli individui è sempre un mestiere pericoloso), che l'immagine sia nata dal ruolo “eroico” che Berlusconi si vuole spesso attribuire: oltre ad essere stato un presidente-operaio, un presidente-imprenditore, un presidente-muratore ora intende assumere le vesti del presidente-astronauta. La giustizia è qualcosa di lontano, vagamente minaccioso per il cittadino, il pianeta giustizia è abitata da esseri antropologicamente diversi: i magistrati, alieni assetati di sangue umano.
Ci vuole un uomo, anzi un Uomo, che riporti questo pianeta impazzito nell'orbita "giusta", altrimenti il pianeta giustizia può diventare un asteroide, deviare dalla retta via e distruggerci tutti.
A rischio della vita, è suo dovere ( “sono obbligato”) partire.
 Lo vediamo mentre si cala sul volto la visiera del casco da astronauta, sorridendo al pubblico.
Qualcuno , sia chiaro, si augura che si perda come la famosa “scoreggia nello spazio” di bossiana memoria riferita ad un eretico del movimento , ma i fedeli confidano nel suo ritorno ( sono bastate solo 24 ore, infatti): Berlusconi è il boomerang  della cattiva coscienza di un paese che per un ventennio ha preferito credere ad un “favola bella” piuttosto che affrontare la realtà e che ora spera nei tempi supplementari.

 arz©
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