venerdì 9 novembre 2012

(pissi pissi bao bao): Cappi, capponi e le 24 ore ( Vietata la lettura a chi non insegna 5)


Come volevasi dimostrare: le 24 ore risaltano fuori dal cappello. Il Ministero dell'Istruzione, ovviamente, smentisce, il Pd dice che non firmerà mai un provvedimento del genere e così via. Forse la proposta resterà lettera morta, forse no, ma il guaio è già combinato.
Rileggo ( masochista!) le sterili discussioni degli insegnanti sulle pagine dei giornali nazionali on line: credono, illusi!, ancora nella forza della parola e discutono gentilmente, pacatamente, socraticamente, inanellando argomentazioni ad argomentazioni, mentre i loro interlocutori li riempiono di insulti senza badare alla buona creanza e con il petto gonfio dei veri lavoratori delle 40 ore non alla settimana, ma al giorno che, non si sa come mai, poffarbacco!, hanno sempre un po' di tempo per perdere mezzoretta a disegnare con i più vecchi stereotipi quelle mezze calzette degli insegnanti, i lavativi, i fannulloni, i succiasangue a tradimento!
 Da come scrivono e da come argomentano sembrano piuttosto frustrati: ore e ore al lavoro, niente ferie, stipendi da fame, mentre gli insegnanti, la Razza eletta, se la gode e se la spassa!
Ammesso e non concesso che abbiano dei soldi, non possono spenderli , se è vero quello che dicono, perché sono sempre al lavoro. Dei veri coglioni, insomma ( o dei patologici narcisisti millantatori).
Se non ne hanno, com'è più probabile, peggio: sono invidiosi ( ...di voi, il lumpenproletariat intellettuale a 1300 euro al mese, se non siete precari!!!)
Dovrebbero sapere , se hanno fatto un po' di catechismo, che l'invidia è un vizio capitale che li porterà dritti dritti all'Inferno dove, se non ci pensa Dominiddio, li manderete in qualsiasi caso voi insegnanti, quando avrete conquistato il Mondo.
Come vedete, gentilissimi Professori, la politica dell'annuncio non ha tanto lo scopo di risparmiare qualche soldino di più ( si passerebbe all'azione e pochi preamboli!), ma serve principalmente ad acuire i confusi mal di pancia  della borghesia stracciona o per mancanza di tempo o per mancanza di denari.
Così , nel caos dei sentimenti impazziti di rabbia e di rancore, ci si dimentica della patrimoniale , ci si dimentica di tassare i veri ricchi, ci si dimentica che le banche hanno ricevuto quello che è stato tolto proprio a quelli che ora sono incatenati alle scrivanie o alle catene di montaggio, minacciati un giorno sì e un giorno no di essere licenziati ( basta vedere il godimento intimo che provano nell'ipotizzare il licenziamento altrui per vedere schiumare la bavetta verde della frustrazione compressa e della loro paura solidificata) e a quei commercianti che rischiano di andare semplicemente in rovina perché nessuno dei loro clienti può spendere i soldi che non ha più.
Tutti capponi  , il cui becco di certo non spaventa la mano che li strapazza qual mazzetto di margherite, tenendoli saldamente per le zampe, e che colpiscono alla cieca altri poveri capponi.
Gli unici che se la godono, more solito, sono gli evasori che ora, magari, stanno un po' più attenti, ma che sanno per esperienza che lo spirito italico dei capponi di cui sopra li premierà.Prima o poi.
Et voilà il cerchio si chiude. Come un cappio.
arz©
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