domenica 29 novembre 2015

Cripto pensiero del fascio-leghismo- Terza puntata

Da un ventennio vince (stravince) il pensiero che chiunque, se è in grado di dimostrare sul campo il proprio valore, possa competere ad armi pari con chi ha il titolo di studio che certifica il raggiungimento delle conoscenze e abilità per intraprendere una professione.
C'è chi ( e senza frapporre tra idea e parola un mezzo sorriso) è convinto che un macellaio, esperto nella dissezione della carni animali, possa far lo stesso sulla pelle degli umani.
Sì, d'accordo, ho calcato la mano, ma il diritto di parola e di opinione, mal interpretato da molti, significa strologare, senza la minima conoscenza nel campo, dall'astrofisica alla chirurgia, dalla filologia romanza alla ingegneria civile.
Non calcoliamo, oltre agli spropositi in campo scientifico e tecnico, gli strafalcioni nell'italiano di base che un tempo avrebbero azzerato, con il silenzio imbarazzato di coloro che assistono a simili performance di chi sta proferendo la bestialità, ogni osservazione anche sensata.
Chi lavora in ambito scientifico, si sa, di dubbi ne ha molti e sarebbe anche disposto ad ascoltare qualche parere divergente, mentre chi non ne ha fracassa i cabbasisi all'umanità con la certezza di possedere il verbo ( spesso mal coniugato, però).
L'obiettivo è facile da comprendere: l'ignoranza, insita nel cripto-fascio-leghismo, pretende ( anzi: impone) un diritto di parola abusivo, confondendo, scientemente, il diritto di parola con quello di opinione.


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