giovedì 30 agosto 2012

"Vogliamo vivere" di Emilio Fede ovvero il dialogo delle tre incognite

Dalle “Operette immorali”

Vogliamo vivere” ovvero il dialogo delle tre incognite

Anno 2012. Emilio Fede ha fondato il “Vogliamo vivere”. E' certo che il nome del movimento è stato frutto delle migliori menti creative del tempo. Eccovi le registrazioni carpite da un nostro agente nel “pensatoio” dove il think thank si è radunato in gran segreto.

“E' l'una di notte. Solo l'ufficio al 57° piano ha le luci accese. Tre persone che non conosco ( chiamamole incognite:X,Y eZ) sono sedute dietro ad una scrivania . Le Segretarie sono uscite e la concentrazione è, dunque, massima.
Sono nascosto dietro ad una pianta ornamentale nel corridoio. Non possono vedermi, ma io posso vedere loro ( c' è solo una vetrata che ci divide) e le loro voci mi giungono chiare e distinte. Sono in grado di trascrivere fedelmente i loro discorsi.

X: -Abbiamo un mandato preciso dal committente. Emilio ci ha detto che il nome del movimento è tutto ed è ovviamente più importante di quello che c'è dentro. Il marchio è tutto lo sapete. Il brand è il brand come la rosa è una rosa...mi avete capito?

Y:- Sì, d'accordo X, ma...è difficile vendere un prodotto andato a male....

X: -Cazzate! Se si mette la merda in una scatola diventa un'opera artistica, come è giusto che sia; basta convincerci e convincere gli altri...La nostra religione è la parola e il fatto che dietro non ci sia nulla non è affar nostro.
Procediamo con il “brain storming”...entro domani mattina voglio il nome sul mio tavolo...

(Silenzio)

Z: - Be' , il target di Emilio è noto partiamo da lì, no?

Y: - Anziani e casalinghe, dunque.

X: - Che diavolo desiderano di più gli anziani?

Y: - La pace, la tranquillità....

Z:- La salute....

X: - E che cosa vorrebbero di più?

Z: - Vivere ancora un po', direi...

X: - Esatto! Ma parliamoci chiaro: è possibile vivere di più solo desiderandolo?

Z: - Magari! Il contrario è assai più facile...si può morire desiderandolo, non di certo vivere...

X:- Ma chi si approssima alla morte che cosa vorrebbe?

Y:-... Un genio della lampada che gli promettesse altri cinquant'anni di vita?...

X:- Sì, ma neanche i vecchietti ormai credono ai geni...
Se riuscissimo a convincerli che vivere è fondamentalmente un atto di volontà?
Y:- Ma non è così...e poi le sta filosofeggiando; qui si sta parlando di pubblicità o sbaglio?

X:-Non sbaglia...ma proprio per questo non dobbiamo avere scrupoli. Basta far gridare forte: “Voglio!”, anche se non è così e magari il consumatore non se lo può permettere, e quel che vuole è lì, sia chiaro, potenzialmente, a sua disposizione...non è questo il nostro lavoro? Vendere prodotti, d'accordo, ma anche vendere desideri...

Y: - Faccio sintesi: il nome deve contenere il verbo “volere” e la parola “vita”...

X: “Volere la vita!”...Non sarebbe male, ma è così impersonale! E chi non lo condividerebbe? Lo slogan ha comunque un vantaggio: potrebbe adattarsi al desiderio dell'anziano di perpetuarsi attraverso le nuove generazioni, i nipotini...Sapete come sono i nonni? E poi intercetterebbe anche il pubblico femminile...No?

Y: -Lei si sta facendo sentimentale e continua a filosofeggiare un po' alla cazzo, se mi permette, ma lei è il capo e non discuto....Comunque, se è impersonale, basta renderlo personale: “Voglio la vita!”

X: Sì, ma bisogna riferirsi a un gruppo. Ci vuole un “noi”...”Vogliamo la vita!”...

Z:- Mmm...sa tanto di rapina: “In alto le mani!Vogliamo la vita!... e la borsa dov'è finita?

X: -Spiritoso! Potremmo trasformare il verbo volere in verbo servile...

Y: -Trattandosi di Emilio Fede!...

X:- Non si permetta di offendere il cliente!

Y: Mi scusi, “voce dal sen fuggita”...

X:”Vogliamo vivere”....ecco... come vi suona?

Y:. Bene, è una proiezione positiva verso il futuro, lo slogan contiene ottimismo, slancio verso nuovi orizzonti!

Z:-...ma perché prima erano morti?

X:- Che cosa vuole dire?

Z: Be', uno che vuole vivere , prima era morto, no?

X:- Lei ha forse il senso dell'umorismo, ma non capisce un cazzo di psicologia...Chi è con un piede nella fossa deve consolarsi per quello che non ha fatto, che non è riuscito a realizzare. Quando si arriva alla resa dei conti bisogna tracciare una bella riga e dire “Ho chiuso”...Quello che non ho ottenuto è colpa degli altri, del mondo malvagio e cattivo. L'urlo “Vogliamo vivere” è rivolto ad un mondo ostile che, tutto sommato,  il vecchietto desidererebbe in cuor suo abbandonare, ma senza affrontare lo strappo della morte.

Z:- Taccio, lei è il capo e non a caso. Il discorso si fa serio e noi abbiamo terminato il nostro lavoro, vero? E' ora di andare, non pensate? E' il momento di tagliare il filo, Atropo?
X:-Direi di sì...Buonanotte!
Y:- Buonanotte!
                                                                                                                                                arz©

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