lunedì 11 aprile 2016

Le Rimembranze, il diletto della memoria e il mal di fegato. Il Pd delle intercettazioni.

Il buon Leopardi così scriveva: "La rimembranza quanto più è lontana e meno abituale, tanto più innalza, stringe, addolora dolcemente, diletta l'anima". Si trattava ovviamente di un'illusione, ma quanto era consolatoria!
Ora il ricordo non è lontano e non è al passato remoto: siamo al passato prossimo e quindi il dolore del ricordo, a mio avviso, diventa atroce e non diletta l'anima, anzi la disillude.
Espressioni alate da parolaio, d'accordo, ma perdere la memoria è l'anticamera dell'Alzheimer della società o peggio ( quando la memoria è scientemente manipolata) delle dittature.
Se non avete capito a che cosa io alluda, leggete qui:

arz

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