sabato 23 aprile 2016

L'artista di strada e il negoziante viareggino ossia l'intolleranza senza vergogna.


Le immagini parlano da sé, protagonisti un artista di strada molto dignitoso ( sembra che sia un ex medico russo) , Boris Egorov che fa bolle di sapone per deliziare i bambini, lasciando qualche sostanza scivolosa sull'asfalto, e un negoziante che lo innaffia rischiando di innaffiare se stesso ( infatti, il giorno dopo, dopo essersi conto del danno di immagine che questo comportava alla sua attività economica e alla sua città ha pensato bene di andare dal sindaco e chiedere perdono a tutti). Perché mi indigno? Qualcuno penserà che sia la penosa e umiliante scena ben documentata dal filmato. No. Di intolleranti è pieno il mondo e sono distribuiti equamente sull'orbe terracqueo. 
Perché dovrei indignarmi in modo più specifico per un episodio tutto sommato marginale di intolleranza? Nel caso in questione, il negoziante ha solo innaffiato d'acqua Boris, in altre situazioni di intolleranza la vittima in genere si fa davvero male: fori di proiettili, asole da coltellata, per intenderci.
Il negoziante intollerante non è infrequente incontrarlo nelle strade delle nostre città, anzi in alcune città costituisce la maggioranza che un tempo era silenziosa e ora assai chiassosa. La tolleranza, in alcune zone del nostro paese, va predicata in circoli ristretti, perché farlo coram populo si fa la figura delle femminucce, o , come si suol dire tra i machi fascisti di ogni risma di verde o di nero vestiti, per “ buonisti”.
La mia indignazione va al subitaneo pentimento. Come? Il giorno prima avresti “saponificato” il povero Boris e avresti pestato a sangue chi con la telecamera stava testimoniando ciò che era successo e ora con la coda tra le gambe chiedi scusa inginocchiandoti sui ceci?
In realtà, e lo sanno benissimo gli educatori che si occupano di bimbi e fanciulli, il pentimento è chiaramente farlocco. Osservate i bimbi d'oggi con le dita ben collocate sul fondo del barattolo di marmellata quando vengono rimproverati dall'adulto: piagnucolano un poco, vi diranno con gli occhi pieni di lacrime che sono pentiti e che le sacre ragioni della marmellata erano loro sfuggite. 
 Vi giureranno che il sacrosanto diritto dell'intoccabilità della marmellata sarà rispettato. 
E il giorno dopo, sappiatelo, quando chi li controlla ha voltato il capo, nella marmellata ci metteranno non solo il dito, ma anche il naso.
Fuor di metafora, gli intolleranti di ogni risma sono ben contenti di essere tali; solo quando il danno che hanno provocato è eccessivamente visibile, faranno una veloce ( e di facciata) marcia indietro. Combattere gli intolleranti di questo genere, a mio modesto avviso, è impossibile: sono , rischio di ripetermi, profondamente convinti di quello che pensano e fanno, e solo quando gli sfugge la situazione, si fingono pentiti. E non lo sono. Riprendendo e modificando un poco l'efficace immagine utilizzata da Davigo per la nostra classe politica: gli intolleranti non hanno smesso di essere tali, hanno solo smesso di vergognarsi.
Che fare? Be', la mia modesta proposta è quella di colpire la “zona grigia” che assiste e non prende parte.
Boicottate Viareggio per un anno. Non andateci neanche a prendere il gelato. So che qualcuno interverrà dicendo che i viareggini non sono tutti uguali. Ne sono convinto, ma fintanto che molti viareggini tollereranno gli intolleranti dovranno pagare lo scotto di averli sopportati e di averne fatto emergere la bile gialla. Insomma, bisogna riportare la bestia nel canile. Se la lasciate scorrazzare per la pubblica piazza senza museruola prima o poi morderà qualche bambino. O innaffierà arrogantemente qualche mite artista di strada.

Arz

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