giovedì 11 ottobre 2018

L'esercizio della Forza e il caso Cucchi. La Destra a un bivio per non essere triviale.


Piace molto negli ambienti di Destra l'intervento di un avvocato che dice che bisogna ribaltare il concetto di semplificazione negli adempimenti burocratici: la semplificazione deve favorire il cittadino e non la burocrazia.
Sono d'accordo: il principio che si debba rispettare il più debole, sempre che lo sia, è un principio sacrosanto.
Lo stesso atteggiamento non vale, però, nello stesso ambiente politico, per quanto riguarda la gestione della forza in uno Stato democratico. A mio avviso, l'uso della forza deve essere sempre rivolto alla difesa del cittadino più debole.
Cucchi era nelle mani del più forte. Non era un santo, e nessuno lo ha mai negato, ma non meritava di essere massacrato di botte fino ad ucciderlo. So che fioccheranno i “se” e i “ma”.
Fiocchi anche il mio “ma”: ho più rispetto per chi ha assistito da pubblico ufficiale a qualcosa che non andava fatto, ma ha avuto il coraggio di parlare, rispetto a chi ha taciuto, si badi bene, non per amor corporativo, come molti ritengono, ma per i propri non sempre limpidi interessi, visto che si trattava di omicidio, anche se preterintenzionale. 
Il processo è in corso e tutto può cambiare, ma il principio dovrebbe essere saldo: chi detiene il potere di esercitare la forza è investito di una responsabilità più alta di quella dell'inerme cittadino. 
Ah, non lo dico io che sono un umorista chiacchierone. Lo dice la Costituzione!

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