sabato 21 giugno 2014

All'asilo si sta male!

Be', piano piano, lemme lemme l'ideona è arrivata a qualcuno ( http://www.ilgiornale.it/news/interni/abolire-maturit-no-direttamente-scuola-dibattito-isotta-1030101.html) : è inutile tenere in piedi la scuola pubblica (che costa assai) , eliminare solo l'esame di maturità, come propone Vittorio Feltri, è un pannicello caldo di scarsa utilità.
Su, coraggio, noi siamo la Destra Radicale, tagliare i rami secchi non è una tragedia!
Ovviamente non è un'idea nuova e non è nemmeno un'idea solo di “destra”, tutt'altro...
Pasolini, insegnante di scuola media, proponeva l'abolizione della scuola dell'obbligo ( ma , nel contempo, proponeva di abolire la televisione!), poiché temeva che l'obbligatorietà avrebbe creato degli ignoranti “consapevoli della loro ignoranza” e anche un po' arrogantelli, Illich temeva l'asservimento della scuola alle volontà del mondo industriale.
Se da sinistra, ovviamente che abbia oggi ancora un senso l'aggettivo, in illo tempore vi era il legittimo timore che l'istruzione pubblica avrebbe imposto un'ideale “borghese”, da destra, invece, la tiritera è sempre stata molto più semplice: la scuola pubblica è un costo economicamente insostenibile e potenzialmente pericolosa poiché foriera di idee critiche rispetto al mondo così com'è. 
I conservatori sono sempre stati coerenti: insegnare alle plebi è sempre sconsigliabile e regnare sull'ignoranza è sempre più facile che combattere con le idee delle masse influenzabili da ideologie pericolose.
Addurre come argomento a favore della tesi , come fa il lettore del “Giornale”, che l'abolizione della scuola è dovuta al fatto che quast'ultima non è ormai in grado di raggiungere lo scopo per cui è nata ossia elevare culturalmente e socialmente chi è povero in cultura e in denari ( e “ciò è causa di gravissima discriminazione sociale, non potendo quelli provenienti da ceti sociali umili consentirsi la preparazione privata che un tempo non era doveroso”), è una copertina cortissima , anche se ha una sua verità dettata da un trentennio di disinvestimento nel settore, per coprire un obiettivo che è un po' più gretto: eliminare i costi di una macchina che effettivamente è fuori giri ( nelle morse contraddittorie di una società che chiede, nel contempo, un premio al merito, che prevede implicitamente esclusione, e azioni di inclusione, che prevedono attenzione anche per chi parte in svantaggio) e consuma troppo carburante.
Peccato che la proposta venga da un Paese, il nostro, che sta perdendo molti colpi a livello europeo e mondiale: abbiamo il minor numero di laureati e la fuga dall'Università è ormai drammatica.
Solo gli analfabeti sociali, e i fautori della Destra deviata ( compresa la P2, fautrice dell'abolizione del valore legale dei titoli di studio) ne sono un esempio lampante, non sanno cogliere il nesso tra ricchezza di un paese e scolarità.

Sognano, i nostalgici, il paesello con i Baroni, il Medico, il Prete e il Farmacista al Circolo a giocare a carte e a scacchi. E i contadini a sgobbare, in silenzio, nei campi e i più disperati ad emigrare con la valigia di cartone. Come si può notare senza sforzo, più che un sogno conservatore il loro è un incubo nostalgico...per gli esclusi dal club, ovviamente ;-)  arz

1 commento:

  1. A morsi riesco a seguirti nel tuo navigar di pensieri. E' sempre un piacere, son spunti vivaci. E per quanto a volte a chiudere si trovino incubi nostalgici, prorompe in me evidente, il piacere di leggerti. Quindi che ben tu venga. Buona estate.

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