domenica 23 ottobre 2016

La Buona scuola: voce del verbo "Demansionare"

La parola “demansionamento” fa un po' paura. Significa che tu, lavoratore, prima hai un ruolo e poi, improvvisamente, ti ritrovi a ricoprirne un altro, dequalificato rispetto ai tuoi titoli e rispetto alla tua mansione precedente.
Sono convinto che il demansionamento che si basa su quel prefisso “de” ( per chi non sa il latino significa che il movimento è dall'alto verso il basso) sia un imbroglio bello e buono quando si traveste con nomi che hanno invece connotazione positiva. Il più noto è “flessibilità”.
Da vent'anni ( da trenta, forse?) alla parola “flessibilità” si sono inchinati tutti ;-) ( il termine implica i termini “dinamismo” , “adattamento”, che , da Darwin in poi, fanno sempre pensare bene: chi si adatta, come ben si sa, sopravvive. Il corollario che gli altri, i debolucci, possano soccombere, invece, viene ben nascosto).
Nel mio piccolo, lavoro nel campo dell'educazione, vedo che persone che si occupavano un tempo all'educazione si occupano sempre più frequentemente di aspetti burocratici.
Si vuole formare un “middle management” che si occupi degli aspetti organizzativi e dei finanziamenti  
(prevalentemente europei, perché il Ministero dell'Istruzione è sempre più avaro) per far funzionare la baracca “scuola”.
Ecco, costoro, quelli che verranno premiati ( per pochi, pochissimi, spiccioli, sia chiaro) per il loro impegno extrascolastico, sottratto, more solito, a quello scolastico, quelli che si occuperanno di interpretare i vari PON che stanno cadendo qual pioggia battente sulla scuola, gli uomini di buona volontà che provvederanno per via telematica al corretto funzionamento della nuova/buona scuola, i sempreconnessi che saranno reattivi agli input continui che provengono dal Ministero, non hanno colto il nocciolo della questione: prima insegnavano, e avevano un ruolo "prestigioso" , e forse per questo sono stati scelti come persone fidedegne per il nuovo che avanza, ora sono di fatto demansionati al ruolo di applicati di segreteria ( di cui, sia chiaro, ho il massimo rispetto, ma che si occupano di un lavoro che non ha nulla a che fare con l'insegnamento), di operatori e esecutori acritici di ciò che viene proposto gerarchicamente dall'alto.
Guadagneranno pochi denari in più, è vero, ma il loro petto non potrà gonfiarsi più di tanto, temo, pur riconoscendo in loro le competenze, l'entusiasmo e il desiderio di migliorare il mondo in cui lavorano e operano. Quando i migliori raggiungono il loro livello di incompetenza , secondo la nota legge di Murphy, il sistema comincia a scricchiolare, ma evidentemente la cosa non interessa a nessuno. O meglio: la cosa interessa tantissimo, ma è meglio non parlarne troppo in giro.
arz62


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