sabato 3 febbraio 2018

Il razzismo prossimo presente

Certo, è normale. Quando qualcuno mi taglia la strada, l'istinto omicida mi sale. Ed il pensiero di fargli la riga sul cranio con una spranga (sempre che l'abbia a mia disposizione) mi passa per la testa. 
Poi, mi calmo, declino le mie parolacce nelle cinque declinazioni; qualcun altro, in simili occasioni, non io, invoca in malo modo Dio e i Santi. 
Poi mi rendo conto che fortunatamente non ho armi contundenti in mano e mi passa. La pressione che era salita un poco, a mano a mano scende, e poi me la cavo con un “Che coglione!”. Ed è finita lì.
Quando c'è un partito che avalla l'idea che avere un'arma in mano sia una bella cosa e usarla con chi ti sta sulle scatole o costituisce per te una minaccia altrettanto e per sovrammercato indirizza tutta la sua aggressività prima sui meridionali, poi sugli albanesi, poi sui cinesi, poi sui senegalesi, poi sui nigeriani and so on, è facile che qualche squilibrato si senta in diritto di prendere un'arma e fare una strage di stranieri.
Lo sappiamo che non c'è un nesso di causa e effetto e la Lega non è il mandante di quello che è successo oggi, ma mandante morale sì. Hanno concimato l'orto e la pianticella è cresciuta.
Non li manderemo in galera per questo, sia chiaro, ma sia chiaro anche a tutti che soffiare sul fuoco dell'intolleranza significa stimolare gli istinti dei piromani, fanatici o pazzi che siano. E quando l'incendio brucerà il bosco, non facciano la faccina degli innocenti. E qualcuno ricordi loro, prima che aprano bocca in merito, che la libertà di opinione è una cosa e l'apologia di reato un'altra.

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