mercoledì 12 settembre 2018

Vi faccio una confidenza: confido nella Confindustria ;-)

L'articolo da cui parto è questo: Sole24ore



Mi fa molto ridere che un articolo di questo genere compaia sul Sole 24 ore, organo di informazione nelle mani di Confindustria.
Confindustria per decenni ci ha fracassato gli zebedei (e scusate la foga polemica) sulla relativa importanza della grammatica rispetto alla pratica. Da questo assunto, scendendo per li rami, è nato il castelluccio di sabbia delle Competenze che non sono altro, nelle intenzioni degli industriali, che gli strumenti atti a formare il lavoratore flessibile. Si sa: l'industria corre, la tecnologia anche e le conoscenze cambiano. Il diktat era: dobbiamo formare lavoratori capaci di stare al passo delle novità e che non siano cristallizzati su una disciplina specifica.
La scuola ovviamente è andata a rimorchio. A mare le discipline che sanno di vecchio e stantio e il mondo pedagogico-didattico si è concentrato sul metodo con tutte le conseguenze che possiamo vedere oggi.
Abbiamo, tra le altre cose, sentito nel Ventennio berlusconiano un ministro affermare, senza arrossire neanche un po', che con la cultura non si mangia, dando la stura a coloro che hanno ormai l'opinione consolidata direi lapidea che con una certa esperienza il macellaio potrà competere con il chirurgo (anche se storicamente, in era prescientifica, è andata proprio così ;-)) , il pilota di go-kart potrà degnamente sostituire l'astronauta, l'idraulico l'ingegnere e così via.
Internet è la lizza in cui si vedono improvvisati esperti dell'Università della Vita porsi allo stesso livello di studiosi che hanno frequentato una disciplina per trent'anni e più. Senza alcuna vergogna e senza sacchetto di cartone sulla testa come Charlie Brown.
Burioni sarà anche supponente e antipatico nei modi, ma ha ragioni da vendere quando invita gli incompetenti a stare muti. Lo so i populisti che ora hanno il vento in poppa non stanno dalla parte degli intellettuali, ma la storia insegna dove poi vadano a incocciare. Si può anche ridere di loro, ma è la tristissima allegria di naufragi.
Ecco che ora sull'house organ di Confindustria, che è la prima responsabile del decadimento della scuola e dell'università negli ultimi quarant'anni, con la complicità volonterosa di una classe politica di Destra e di Sinistra collusa nella deriva neoliberista, appare un articolo sensato che riporta la questione della scuola al centro dell'attenzione.
Un problema rimane sullo sfondo: quanti italiani saranno disposti ad affrontare problemi complessi?
Quante famiglie saranno disposte a sopportare una scuola “esclusiva” che dice papale papale in faccia ai loro pupi che non sono all'altezza del compito?
Sia chiaro che la logica esclusiva sta funzionando alla grande, ma in altro modo rispetto al miraggio della meritocrazia di cui parla il sociologo.
Si sono spezzate le braccine alla scuola pubblica e la si è resa asfittica, garrotandola poco a poco, e ne è prova la pochezza culturale che presiede da anni il MIUR ; si sono lasciate aperte le porte per le scuole del privilegio, dove la retta fa sì che gli studenti non abbiano a subire la miscela tra alta e bassa gente. I ragazzi "esclusi" pascolano e ciondolano, fregiandosi dell'acronimo NEET, in un limbo che ricorda più l'Inferno che l'Antinferno. 
La Sinistra, da parte sua, ha abboccato all'amo, deligittimando e declassando il corpo insegnante del settore pubblico; pensava forse di favorire l'inclusione attraverso l'abbassamento del livello dell'istruzione, ma era chiaro, per chi non è cieco nelle questioni di scuola, che non sfidare i giovani alle imprese alte, anzi, direi, alle imprese perigliose avrebbe comportato in loro solo noia e disimpegno.
Ora Confindustria si sveglia? Si è accorta che senza eccellenze le aziende agonizzano nel mercato globale? Si è forse pentita di pagare gli ingegneri come manovali e di umiliare nei fatti e a parole chi ha realmente competenze teoriche e non solo tecnico-pratiche? Ne dubito, ma qualche gesto di smarcamento rispetto alla vulgata populista sta arrivando. 
Vuoi vedere che alla mia età devo tifare per Confindustria? Fido, confido o diffido? Ah, reggono il dativo della persona...Industriali di tutto il Mondo versate qualcosa a paypal.me! ;-)

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