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venerdì 29 marzo 2019

Feto di gruppo con famiglia.


Si può essere antiabortisti. Non è una malattia. E' una presa di posizione rispettabile e onorevolissima.
Chi si dice antiabortista e regala come gadget della manifestazione a favore della famiglia un feto in gomma di dieci settimane, invece, non deve stare molto bene.
L'idea è già di per sé oscena: chi andrebbe in giro tenendolo nella borsa o in tasca senza provare disagio? Tanto più dovrebbe mettere a disagio chi è contrario all'aborto. 
Perché portare in dono un simulacro della vita nel suo formato usa e getta?
La logica sottesa (ma leggere nella testa di chi si rende protagonista di simili iniziative è veramente difficile) presumo sia quella di suggerire che ogni feto è un essere umano, non è un ammasso di cellule.
Ecco: se lo considerate tale, non fatene un bambolotto in gomma di cui, probabilmente, qualche congressista si sbarazzerà per le strade di Verona, facendone una città dell'orrore. 
 E a terra rimarrà l'aborto di un'idea che avrebbe voluto essere geniale e volare alto ed invece è solo stupida e di pessimo gusto.

giovedì 28 marzo 2019

Il Nuovo Medioevo prossimo presente


Ovviamente non posso credere a ciò che leggo. Sembra, ripeto sembra, perché ancora stento a crederci, che una delle partecipanti all'imminente Congresso mondiale delle famiglie di Verona abbia affermato durante un convegno a Tblisi che le donne che preferiscono la carriera ai figli sono più esposte al cancro al seno.
Pertanto, Babette Francis, è questo il nome della signora, consiglia alle donne di scodellare bambini a 20 anni invece che a 30 e di allattarli più a lungo possibile.
Non so su quale base scientifica si basino le parole della Francis. Temo nessuna*.
Ma anche se ci fosse una correlazione tra malattia e comportamento delle donne in carriera, nulla toglie che il retrogusto è spiacevole: affermare, in modo sgradevolmente aggressivo, che le donne, colpite dalla malattia, si dovrebbero sentire in colpa per un loro comportamento malsano è un atto di pura crudeltà mentale.
Si colpisce l'ammalato (che è già in difficoltà) per avvertire il sano.
Quando parlo di un ritorno al NeoMedioevo non parlo a caso: collegare una malattia a una colpa pesca a piene mani nel pensiero medievale. Punto. 
Tra breve vorranno che gli ammalati si dotino di tintinnabulum per non contagiare i sani?Che cosa diranno questi bei tipini ai genitori che hanno un figlio con qualche problema dalla nascita, magari col sorrisino sulle labbra? Of course: “Ma lo avete fatto troppo tardi, perdinci! E' colpa vostra!”
Invito i genitori di bimbi con handicap e le donne ammalate di cancro al seno di concentrarsi un attimo e di augurare ogni bene a chi si esprime in simili termini.
So che questo invito attinge al pensiero magico medievale, ma magari funziona!

P.S.
* Una mia amica che se ne intende mi fa sapere che tra i numerosi fattori di rischio c'è anche l'assenza delle gravidanze e dell'allattamento al seno e che l'aver figli prima dei 30 anni sia un fattore protettivo. Si parla di "fattori di rischio" (e con una certa prudenza; leggete sotto) non certo di causa e effetto. Tra i fattori di rischio ci sono: l'obesità, la scarsa attività, il consumo di alcol , l'alimentazione (attente al salame!), il fumo and so on.
Il primo fattore di rischio è essere donne. Le vogliamo colpevolizzare? ;-)



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