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domenica 9 agosto 2015

La battaglia informatica dell'Isis contro gli accademici della Crusca. Organizzazione della difesa da rivedere.

La notizia è questa: http://www.corriere.it/tecnologia/15_agosto_09/hacker-filo-isis-attaccano-sito-dell-accademia-crusca-a1dcf6dc-3e83-11e5-9ebf-dac2328c7227.shtml

L'ISIS colpisce il sito dell'Accademia della Crusca e pomposamente dichiara una guerra che è , a loro avviso, appena agli inizi. Non è un fatto da sottovalutare, tutt'altro, ma temo che senza organizzare il nostro esercito non  sia possibile affrontare il pericolo in modo onorevole.
Ai militari le armi pesanti, a chi lavora con le parole come il sottoscritto le armi leggere dell'intelligenza e, perché no?, dell'ironia.
La battaglia che parte degli italiani si accingono a combattere, a leggere con attenzione le risposte dei commentatori di questo fatto, però, mi sembra già persa. Leggete questi interventi:

( fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/toscana/hacker-dell-isis-oscurano-il-sito-dell-accademia-della-crusca_2127235-201502a.shtml)

I Romani , come tutti sanno, non riuscirono ad imporre la loro lingua in Grecia, poiché la superiorità culturale della Grecia si dimostrò vincente ed ebbe la meglio, direi a mani basse, sull'efficacia militare dell'esercito romano.
Fatte le debite proporzioni, come si può pensare di vincere l'ottusità del fondamentalismo islamico con le armi spuntatissime di una cultura traballante e incerta?
Insomma, perchè i cultori dell'“Italianità” (anche nella versione un po' trucida del nazionalismo vecchia maniera) non mostrano un po' più di passione nel coltivare l'orticello della lingua italiana?
Mi immagino gli studiosi dell'Accademia della Crusca dibattere animatamente se sia più pernicioso all'onore della nostra bella lingua l'attacco informatico dell'ISIS ( che mostra qualche inquinamento anglofilo, tra l'altro...ed è un segno evidente di debolezza, perdinci!) o la difesa sgrammaticata delle legioni di coloro che dichiarano di amare il bel paese là dove il “sì” suona, omettendone l'accento...

arz

sabato 15 novembre 2014

Il porno dell'orrore.

Ho sempre più repulsione per le immagini che circolano in Internet ( in questo caso la mia irritazione non è solo linguistica) : c'è un piacere necrofilo, un porno dell'orrore che avanza.
Certo, stimola la curiosità della Rete e aumenta le visite.
Quando le truppe dell'Isis trasmettono le loro barbare esecuzioni contano esattamente sull'effetto mediatico e sul potere di penetrazione delle immagini. Personalmente, pur essendo molto curioso, non ho mai cercato di vedere prodotti mediatici di tal fatta, in particolare quelle immagini e quei video che sono state raccolti proprio per suscitare orrore e raccapriccio; non riesco a vedere fino alla fine nemmeno un film horror, figuriamoci se riesco a compiacermi dell'orrore della realtà!
Non mi sento di condannare chi riesce a reggere l'impatto, sempre che lo faccia nello spirito della conoscenza e non del gusto del macabro.
Mi colpisce, però, vedere che un video che è circolato in Internet e che rappresenta in modo chiaro l'orrore della guerra visto dalla parte dei bambini ( c'è un bimbo che si finge morto per salvare la sorellina) ha collezionato un bel numero di visualizzazioni. Orbene, sembrerebbe un falso.
Chi lo ha realizzato dice di averlo fatto a fin di bene. Io francamente sento puzza di propaganda al contrario.
A fin di bene si dovrebbe rappresentare la realtà così com'è e non stravolgerla a proprio piacimento; cedere alla deformazione dell'informazione, e mi si scusi il gioco di parole, è segno che la barbarie ha fatto un bel passo avanti.
Questa mia repulsione nei confronti di un modo di gestire la notizia, che vorrebbe essere d'avanguardia e che risulta invece essere un miserevole modo per raccogliere un "Like", è un segno evidente della mia incapacità di adeguarmi ai tempi. 
Datemi pure del vecchio barbogio: è la pura verità !;-(


http://www.repubblica.it/esteri/2014/11/15/news/siria_falso_il_video_dei_bambini_sotto_tiro_cecchini-100628961/?rss

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