martedì 18 novembre 2014

L'educazione sessuale ai tempi del colera.


Come sempre in Italia le questioni semplici devono diventare complesse. A scuola parlare di affettività e di sessualità è compito sempre gravoso. Nessuno vorrebbe farlo, ma molti insegnanti, obtorto collo, ne parlano perché sanno che è importante , testando ogni giorno la crassa ignoranza dei loro alunni. Qualcuno osa persino scrivere nel POF che  tratteranno argomenti attinenti all'affettività (e “alla sessualità”, se si tratta di un documento delle scuole superiori), scatenando regolarmente le ire di qualche raro genitore che afferma il proprio diritto di educare il proprio figliolo su tali tematiche in famiglia.
I ragazzi, è vero, sanno tante cose in merito, sia chiaro, e forse più dei loro docenti, ma le loro fonti di informazione spesso sono, se va bene, le mirabolanti imprese del loro compagno di classe più scafato, se va male, Youporn e siti consimili di cui è ricca la Rete.
Ora il mondo cattolico è in subbuglio. Sembra che le direttive mondiali e europee aprano alla teoria “gender”.
Ho letto di tutto in questi giorni e non sono notizie provenienti da “Lercio.it”, ma da siti vicini al mondo cattolico: allievi maschi che devono portare a scuola specchietto e rossetto per abituarsi a vedere la differenza di genere, lezioni di masturbazione alle elementari ( in Francia, però) et similia.
In genere, sono postate da genitori cattolici, allarmati delle direttive dell'OMS che ritengono opportuno in tutto il mondo che si parli di sessualità, imponendo degli “Standard per l'educazione sessuale”.
Sappiamo tutti che molti genitori sono ferratissimi in materia. Non ne dubito.
Il problema vero è che molti altri genitori non parlano a casa, poiché l'argomento , come si sa, non è il più facile da affrontare con i bimbi.
More solito, il mondo cattolico ( e questa volta anche l'ala moderata) vuole impedire che altri usufruiscano di un diritto che poi, in questo caso, è semplicemente quello all'informazione.
“Famiglia cristiana” che passa per l'ala moderata, ha stilato un decalogo che allerta i genitori.
Si sfiora il ridicolo : nell'ottica del testo, nelle scuole STATALI dei perfidi insegnanti al soldo dell'OMS stanno cercando di indottrinare il loro figlioli sulla teoria “gender”. I genitori devono costituire un corpo di sentinelle che allerti chi di dovere dell'obbrobrioso tentativo di pervertimento in atto nella scuola PUBBLICA.
Sentinelle ( o spie) dovevano essere gli insegnanti di Religione per la Curia ambrosiana, ma sembra che le autorità ecclesiastiche abbiano fatto un passo indietro.
Per chi voglia informarsi meglio fornisco il link alla pagina online di Famiglia Cristiana:

http://www.famigliacristiana.it/articolo/dodici-strumenti-di-autodifesa-dal-la-teoria-del-gender-per-genitori-con-figli-da-0-a-18-anni-.aspx

Qualcuno si è preso la briga di ironizzare sulle direttive del Decalogo .
 Il giornalista è anche docente di scuola media e sa di che cosa parla (http://leonardo.blogspot.it/2014/11/la-scuola-dellamore-non-passera.html).

Francamente non vedo nella classe docente talebani della teoria “gender”. Anzi, essendo parte integrante del corpo sociale italiano, con tutti i vizi e le virtù dello stesso, li vedo più riottosi che mai ad occuparsi di questioni che risultano solo foriere di guai e di discussioni ( e visto il tono minaccioso del Decalogo non è significativo perché siano così timidi?)
Insomma, nelle scuole si parlerà sempre meno di affettività e sessualità e il risultato sarà quello di avere una pletora di ragazzini che si dedicheranno alla sessualità tanto al pezzo ( mica ci rinunciano, carucci!) con la bella vista di minorenni gravide che si dovranno spupazzare, con un'età mentale inadeguata, figlioli indesiderati.
Ah, sia chiaro, quando le mamme minorenni saranno troppe, ci sarà sempre qualcuno che si alzerà e dirà:”Perché la scuola non provvede all'educazione sessuale? Perché la scuola non assolve al proprio dovere di informare?”

Perché siamo il peggiore dei popolacci: quando imperversa il colera, amiamo mangiare le cozze fresche! arz

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