domenica 27 gennaio 2019

Il M5S, il Movimento fascista più liberale che conosco.


Ovviamente solo i polli ci potevano cascare. Non se ne abbiano i pentastellati per questo commento sicuramente altezzoso, ma la barzelletta del non siamo né di Destra né di Sinistra non faceva ridere.
Quando qualcuno afferma, per di più credendoci fermamente, a simili castronerie non ha scia ;-) mnestica della storia politica dell'Italia, in primis di quell'episodio singolare, ma significativo, che fu l'Uomo Qualunque.
E' vero che un Movimento, quando è tale, ha più anime e la divisione con l'accetta tra ciò che è di Destra e ciò che è di Sinistra, nel comporsi magmatico di interessi di vario genere, non è sempre possibile. All'inizio.
Sta di fatto che ora, e senza tema di smentita, il M5S si è adeguato, qual materasso Memorex, alla politica della Lega che, a sua volta, ha imboccato la strada dell'estremismo di Destra senza se e senza ma.
L'uscita antisemita di Lanutti, quello che ha tirato fuori dal cilindro un falso storico accertato come “I Protocolli dei Savi di Sion”, non ha ricevuto nessun severo commento di condanna, la politica della criminilizzazione dei profughi e delle Ong, cavallo di battaglia della Lega, è stata assimilata senza colpo ferire, mentre il Reddito di Cittadinanza, l'unico simulacro di politica sociale e solidale di Sinistra, si sta trasformando in un pastrocchio terribile, perché le premesse da cui parte il Movimento 5 Stelle sono molto confuse.
Il dettato costituzionale è chiaro: il lavoro è un diritto e il lavoratore che non lavora non è un fancazzista, è una persona a cui si sta togliendo dignità. Lo Stato (con la esse maiuscola) ha il dovere di permettere a tutti di accedere non solo a un lavoro quale che sia, ma anche a una retribuzione in grado di garantirne la dignità. Punto.
Se c'è un errore marchiano della Sinistra degli ultimi trent'anni (e ora ne sta pagando giustamente lo scotto) è di aver perso di vista questo semplice concetto, confidando nelle manine sante del Mercato del Lavoro che, lasciate a se stesse, hanno combinato disastri che, more solito, hanno pagato i deboli a favore dei ricchi.
E i dati sulla distribuzione della ricchezza in Italia (e nel Mondo) sono incontestabili, tranne per chi ha qualche problema con le tabelline.
Nella logica pasticciata del Movimento 5S c'è del buono: chi non ha reddito e non può vivere dignitosamente va aiutato.
Peccato che dalle indicazioni sul Reddito di Cittadinanza prevale il sospetto e il pregiudizio destrorso: il potenziale lavoratore viene considerato un divanista professionista a cui può essere concessa sì una possibilità, ma che va controllato come un bambino capriccioso.
Vuoi lavorare? Prima ti offro un lavoro, se rifiuti le mie proposte perdi il reddito di Cittadinanza. Vuoi spendere i soldi del Reddito? Non puoi farlo come vuoi, perché altrimenti ti puniamo pesantemente. 
Insomma il lavoratore diventa un “minus habens” da guidare verso il virtuoso percorso del lavoro, da locupletare con pochi spiccioli, purché si comporti bene e ovviamente stia buono (il “panem e circenses” non è mai morto).
Come si vede, traspare uno statalismo (con la minuscola) paternalista e al contempo autoritario, in perfetta linea con la storia degli ur-fascismi di tutte le epoche.
Ovviamente una volta assunto il lavoratore dovrà accettare, pena l'estinzione del reddito di cittadinanza, qualsiasi retribuzione (si è parlato forse di minimi salariali?), diventando merce molle nelle mani di imprenditori che, incassando tra l'altro bonus fiscali dallo Stato, non si sbracceranno certo a retribuire verso l'alto una manodopera costretta alle Forche caudine del meccanismo che è stato messo in moto.
Sia chiaro: gli imprenditori fanno il loro mestiere e sanno quanto è importante la manodopera, ma anche loro devono fare i conti della serva e, se possono risparmiare, anche illegalmente, risparmiano, anche attingendo al nero, come ben si può vedere dal pasticciaccio brutto del babbo fascio-liberale di Di Battista.
In sovrammercato, c'è qualche cattivello che perfidamente suggerisce che il rendere il nostro Paese la più maleodorante sentina del razzismo spicciolo in Europa farà sì che i lavoratori stranieri, anche quelli stabilizzati, se ne vadano in altri lidi per far posto nelle fabbriche del Nord alla manodopera “stracciona” (nella logica polenton-leghista, ovviamente) del Meridione.
E il M5S che ha ottenuto grande consenso al Sud si troverà col cerino in mano, mentre la Lega non pagherà pegno, anzi raccoglierà consensi dal suo bacino elettorale di riferimento. Non solo. Perché in Italia l'Unità nazionale da Nord a Sud or rappresentata dal “celodurismo honesto”, variante creativa del “familismo amorale”, prevede che gli altri, in ispecie se si tratta di stranieri o diversi da noi, si piglino a calci in culo, se infrangono le regole (se delinquenti, si mandino a morte o si butti via la chiave), mentre noialtri facciamo beatamente gli affari nostri e della Legge ce ne facciamo un baffo.
Perché il mandato popolare, nella logica ingenua delle masse, rende pentastellati e leghisti, e loro si sentono tali, sacrosanti come i Tribuni della Plebe a Roma. Mi duole comunicare per chi è digiuno di Storia romana che coloro che hanno rivestito tale carica  non sempre hanno sempre fatto una bella fine, anche quando proponevano riforme altamente popolari...Uomo avvisato...
arz©

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