Gli aspetti del reale che stridono, la rivolta degli oggetti , delle cose e della lingua... Tutto ciò che dà quell'irritante sensazione di fastidio provocata dal gesso non spezzato sulla superficie nera della lavagna della nostra esistenza. Questo blog è una costola di http://improntedichina.blogspot.com/ Il sito è presente anche su Facebook: http://www.facebook.com/ImpronteDiChinaEGraffiDiGesso.Per il microfinanziamento dell'opera: https://paypal.me/arz62
domenica 27 novembre 2011
Franco, forte al Meno
La
foto è sempre tratta dal gruppo di Facebook:
http://www.facebook.com/pages/Amori-grammaticalmente-scorretti/120503088057449?ref=ts&sk=wall#!/pages/Amori-grammaticalmente-scorretti/120503088057449
sabato 26 novembre 2011
Peggio la toppa del buco. Sugli errori nostri e altrui.
E' sempre sgradevole mettere alla berlina qualcuno e non c'è personaggio più triste della maestrina della penna rossa.Però,è innegabile che si rischia il ridicolo, quando si cerca di difendere l'indifendibile ed è questo atteggiamento mentale che sollecita il mio modestissimo intervento.
Insomma, sbagliare è lecito (anche se l'on. Biancofiore è recidiva), ma dar la colpa a chi rileva l'errore o, come sembra in questa controreplica di un giovane esponente del Ppe altoatesino, al mezzo tecnologico mi sembra davvero preoccupante.
Ecco la lettera apologetica a Stella di Alessandro Musolino, presidente Onorario Giovani Ppe:
http://www.pdlaltoadige.it/index.php?option=com_content&view=article&id=498:lettera-a-stella&catid=36:lettere&Itemid=88
" [...] Purtroppo le moderne tecnologie delle quali ci serviamo, sono delle altrettanto macchine imperfette. Utilizzando l'iPad o gli altri strumenti di comunicazione capita certamente a molti di noi di incorrere involontariamente in alcuni errori. I programmi di autocorrezione spesso trasformano "un po' " in "un pò" o così via, ma questa non è una buona ragione per poter attaccare, o peggio denigrare, un'esponente politico. Spero pertanto che in futuro tu ti possa concentrare sull'uso imperfetto delle pubbliche risorse e non sul corretto utilizzo degli accenti o degli apostrofi, come peraltro potrebbe accadere anche a me visto che per scriverti mi sto avvalendo dell'infernale strumento messoci a disposizione da Steve Jobs e che prende il nome di iPad (e senza alcun segretario pagato dalla collettività)."
Mi sembra inutile rilevare un uso della punteggiatura discutibile ( c'è la virgola tra tra soggetto e predicato, ma non per dividere proposizione da proposizione) , un "altrettanto" che vorrebbe logicamente una spiegazione ( "quanto l'uomo", presumo), un "o così via" che non si capisce proprio che cosa voglia dire, "un'esponente politico" da triplo segno rosso ed altro che tacer è bello per evitare di essere troppo pedante.
Non è l'errore in sé a irritarmi, ma il goffo tentativo di attribuire la colpa dei nostri (legittimi, ripeto) errori ad altri: all' iPad, diabolica macchina infernale, o direttamente al suo ideatore, pace all'anima sua, Steve Jobs.
Forse, in tali frangenti, è meglio dare la colpa alla fretta, se ci secca troppo ammettere la nostra ignoranza.
Insomma, sbagliare è lecito (anche se l'on. Biancofiore è recidiva), ma dar la colpa a chi rileva l'errore o, come sembra in questa controreplica di un giovane esponente del Ppe altoatesino, al mezzo tecnologico mi sembra davvero preoccupante.
Ecco la lettera apologetica a Stella di Alessandro Musolino, presidente Onorario Giovani Ppe:
http://www.pdlaltoadige.it/index.php?option=com_content&view=article&id=498:lettera-a-stella&catid=36:lettere&Itemid=88
" [...] Purtroppo le moderne tecnologie delle quali ci serviamo, sono delle altrettanto macchine imperfette. Utilizzando l'iPad o gli altri strumenti di comunicazione capita certamente a molti di noi di incorrere involontariamente in alcuni errori. I programmi di autocorrezione spesso trasformano "un po' " in "un pò" o così via, ma questa non è una buona ragione per poter attaccare, o peggio denigrare, un'esponente politico. Spero pertanto che in futuro tu ti possa concentrare sull'uso imperfetto delle pubbliche risorse e non sul corretto utilizzo degli accenti o degli apostrofi, come peraltro potrebbe accadere anche a me visto che per scriverti mi sto avvalendo dell'infernale strumento messoci a disposizione da Steve Jobs e che prende il nome di iPad (e senza alcun segretario pagato dalla collettività)."
Mi sembra inutile rilevare un uso della punteggiatura discutibile ( c'è la virgola tra tra soggetto e predicato, ma non per dividere proposizione da proposizione) , un "altrettanto" che vorrebbe logicamente una spiegazione ( "quanto l'uomo", presumo), un "o così via" che non si capisce proprio che cosa voglia dire, "un'esponente politico" da triplo segno rosso ed altro che tacer è bello per evitare di essere troppo pedante.
Non è l'errore in sé a irritarmi, ma il goffo tentativo di attribuire la colpa dei nostri (legittimi, ripeto) errori ad altri: all' iPad, diabolica macchina infernale, o direttamente al suo ideatore, pace all'anima sua, Steve Jobs.
Forse, in tali frangenti, è meglio dare la colpa alla fretta, se ci secca troppo ammettere la nostra ignoranza.
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venerdì 25 novembre 2011
Anagrammi
Giocando un po' con gli anagrammi, guarda un po' che cosa salta fuori!
SERGIO MARCHIONNE AMERICHE? SIGNOR, NO!
Dopo la chiusura di Termini Imerese, la bugia, ripetuta più e più volte nei mesi scorsi, amareggia ancor di più...
Per ulteriori amarissime considerazioni in ambito umoristico:
http://improntedichina.blogspot.com/2011/11/fiat-marchionni-voluntas.html
SERGIO MARCHIONNE AMERICHE? SIGNOR, NO!
Dopo la chiusura di Termini Imerese, la bugia, ripetuta più e più volte nei mesi scorsi, amareggia ancor di più...
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giovedì 24 novembre 2011
Biancofiore e il terreno scivoloso dell'ortografia.
Per giustificarsi degli errori commessi ( e raccolti con una certa perfidia da Gian Antonio Stella), l'onorevole Biancofiore rischia di fare una figura ancor più barbina:
"Ho scritto un po’ con l’accento sulla o, è vero, non come lo vedete ora, perché chiunque usi un computer sa che si trovano le lettere già accentate e che per mettere l’accento di lato devi fare tre mosse con la mano molto poco pratiche quando si scrive in velocità".
Se ne deduce che quello che si trova "di lato" del "po" è un accento.
Il signor apostrofo la apostrofi per segnalare a tutti la caduta del suo buon senso: paghi qualcuno perché questi dia una controllata ai suoi interventi pubblici.
"Ho scritto un po’ con l’accento sulla o, è vero, non come lo vedete ora, perché chiunque usi un computer sa che si trovano le lettere già accentate e che per mettere l’accento di lato devi fare tre mosse con la mano molto poco pratiche quando si scrive in velocità".
Se ne deduce che quello che si trova "di lato" del "po" è un accento.
Il signor apostrofo la apostrofi per segnalare a tutti la caduta del suo buon senso: paghi qualcuno perché questi dia una controllata ai suoi interventi pubblici.
Qui sopra l'onorevole Biancofiore con un leader "apostrofato" di quattro dita;-)
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mercoledì 23 novembre 2011
Bestiario padano
Buonanno (Lega): "Esiste il Grana Padano, quindi esiste la Padania" ( http://www.agoravox.it/Buonanno-Lega-Esiste-il-Grana.html)
Purtroppo, i novelli Isidoro di Siviglia, quando si cimentano nelle "etymologiae" , non ne azzeccano una.
Pur di dimostrare l'indimostrabile, sarebbero disposti a tutto: a stravolgere la Storia e , perché no?, anche la lingua.
Quando sono verdi di rabbia, sembrano sempre di più a degli extra-terrestri.
Purtroppo, i novelli Isidoro di Siviglia, quando si cimentano nelle "etymologiae" , non ne azzeccano una.
Pur di dimostrare l'indimostrabile, sarebbero disposti a tutto: a stravolgere la Storia e , perché no?, anche la lingua.
Quando sono verdi di rabbia, sembrano sempre di più a degli extra-terrestri.
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martedì 22 novembre 2011
Fregarsene
Usare il termine "se ne fregano" , more solito, serve per collocare i "comunisti" tra i "fascisti rossi" ( è il fascistissimo "Me ne frego!"), favoletta leghista che permette al legaiolo medio di smarcarsi rispetto all'ideologia ( non avendone nessuna: l'ideologia della Lega, è ovvio, è la paura, e solo quella...) e allearsi un giorno con gli uni e un giorno con gli altri.
E' il tipico espediente politico del qualunquismo di ogni tempo: tutte le vacche (o i gatti) sono grigie all'imbrunire. In realtà, sono loro che ci vedono poco, ma tant'è... è così consolatorio!
Pur sapendo di correre il rischio di sembrare autoritario, vorrei che, per pura igiene linguistica, si eliminasse l'espressione "fregarsene": e non per pruderie!
"Le parole possono essere come minime dosi di arsenico: ingerite senza saperlo sembrano non avere nessun effetto, ma dopo qualche tempo ecco rivelarsi l'effetto tossico".
Sempre lui, Klemperer (Ibidem, pag.32). Ah, Kemplerer era ebreo: tanto per chiarire la questione agli amici di Borghezio...
©arz
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Lingua quarti imperii
Vi infliggo una mia ossessione. Perdonatemi. E' un libro che ho trovato illuminante e lo ha scritto un filologo in tempi bui: Victor Klemperer, "LTI La lingua del Terzo Reich", Giuntina.
Va bene anche per il quarto, per quello che, forse, abbiamo evitato.
"...la LTI non faceva alcuna distinzione tra lingua scritta e lingua parlata. Anzi, tutto in lei era discorso, doveva essere allocuzione, appello e incitamento. [...] Lo stile obbligatorio per tutti era dunque quello dell'imbonitore" ( pag.41)
©arz
Va bene anche per il quarto, per quello che, forse, abbiamo evitato.
"...la LTI non faceva alcuna distinzione tra lingua scritta e lingua parlata. Anzi, tutto in lei era discorso, doveva essere allocuzione, appello e incitamento. [...] Lo stile obbligatorio per tutti era dunque quello dell'imbonitore" ( pag.41)
©arz
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