venerdì 25 ottobre 2019

Le Prigioni dorate del Capitalismo. Saggio di letteratura fantastica realista.


Il Capitalismo ha promesso più ricchezza per tutti. Fintanto che c'era qualche nemico, ha distribuito il denaro per non scontentare i più, evitando, come diceva Bacone che paragonava il denaro al letame, di cumularlo troppo per evitare che puzzasse tanto: lo ha, per un certo periodo e in piccola parte, distribuito per fertilizzare il terreno dei meno fortunati e creare consenso per convincere i riottosi che il sistema funzionava bene.
Ora che il nemico è morto, il Capitalismo promette ricchezza a pochi e precarietà e povertà a chi non è in grado di entrare nell'esclusivo club dei ricchi.
Gioca col fuoco, però: basta un Garibaldi/Joker qualunque perché salti il tappo e le plebi, compresa la borghesia proletarizzata, scenda in piazza e invada i palazzi. 
E magari massacri qualcuno: il ricco, il campiere, il prete e il figlio del notaio.
Certo, ci sarà sempre a disposizione un Nino Bixio, con la Forza al suo fianco e la Giustizia al seguito, per neutralizzare il pericolo. 
Basta osservare quel che sta succedendo in Cile che da sempre è stata la nave scuola delle Dittature per conto terzi.
Ma agire così non è molto piacevole: il fumo dei fumogeni darà fastidio ai privilegiati, quando vorranno godersi il cocktail in pieno centro. 
Potranno, è vero, sempre nascondersi nelle loro belle villone fuori mano, ma, a pensarci bene, saranno costretti a vivere in prigioni dorate, difese da guardie armate e dotate di mezzi blindati per poter far loro raggiungere in sicurezza altre prigioni degli amici. 
Varrà la pena di vivere così come qualsiasi Pablo Escobar?
E poi puzzeranno tanto.
Tanto da rendere la loro presenza insopportabile anche a chi un tempo li avrebbe ammirati per la loro fortuna e per la loro vita da sogno. 
Saranno merdacce, da evitare perché è evidente che non porteranno alcuna fortuna. 
Anzi: la loro Fortuna costituirà la condanna definitiva alla Povertà degli altri che non vedranno l'ora di levarsi di torno il Prodotto Interno Lordo che è finito sotto le loro scarpe.

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