domenica 8 novembre 2015

Succhiare la linfa della protesta, l'ultimo obiettivo del conservatorismo italiano.

So di essere ripetitivo (… e la vecchiaia porta alla ricorsività dei discorsi). Datemi del rincoglionito, non mi offendo, ma è ormai evidente, dopo la manifestazione di Bologna, che l'unico collante della Destra è ormai l'antistatalismo. Ciò spiega l'attrazione verso la Destra di tal fatta di alcune frange minoritarie anarchisteggianti ( nella versione meno solidaristica e più individualista) e , il fenomeno è un po' più inquietante, della Sinistra in libera uscita.
Quel che dovrebbe stupire di più, però, è la vocazione antistatalista di chi dallo Stato ha ricevuto e continua a ricevere, perlopiù in modo truffaldino, prebende sardanapaliche e che dallo Stato pretende, di volta in volta, aiuti, stipendi, posti di lavoro, finanziamenti etc...

Gli antistatalisti, in teoria, dovrebbero essere rivoluzionari, ma , in Italia, solo in Italia, stanno diventando sempre di più dipendenti dal nemico che desiderebbero, a parole, solo a parole, abbattere. Non ultimo risultato di questa operazione mistificatoria è succhiare la linfa della protesta ( che potrebbe essere potenzialmente piuttosto pericolosa se correttamente indirizzata), l'ultimo obiettivo dei conservatori di ogni sorta per mantenere lo status quo.
Temo che ci stiano riuscendo. Perfettamente.
arz62

lunedì 17 agosto 2015

Criptopensiero del fascio-leghismo- Seconda puntata

Non c'è bisogno di leggere tra le righe...Leggete nelle righe. Basterà.
arz

" Nei libri di scuola dell'epoca nazista, i bambini dovevano risolvere il problema seguente: sapendo che le cure per un ritardato mentale, la cui vita non ha valore, costano il prezzo di tre alloggi per tre coppie di bei giovani, quale decisione bisogna prendere?
I bambini indignati decidono di abbandonare il ritardato mentale, l'inutile, il cattivo che porta la disgrazia perché impedisce a tre coppie virtuose di conoscere la felicità: ciò che fu " un incitamento all'odio e allo sterminio è la traduzione di una promessa statale di felicità e di uguaglianza sociale".
E' quindi in nome dell'umanità che si sono potuti commettere tutti i crimini dell'umanità".

( Boris Cyrulnik, "La vita dopo Auschwitz" , Milano, Mondadori 2014, pp. 138-139)

Criptopensiero del fascioleghismo- Prima puntata



Roberto Maroni, rapido come l'avvoltoio che percepisce il puzzo di cadaverina a chilometri di distanza, appena venuto a conoscenza che gli autori del delitto di Brescia sono asiatici, si è precipitato a tweettare:
“ Presi i presunti assassini dei coniugi di Brescia. Sono due asiatici. A casa loro li avrebbero messi al muro”.
Perché mi colpisce una frase tutto sommato banale nella bocca di un Leghista? Mi colpisce perché è contraddittoria ( o almeno io la percepisco così) a partire dal fatto che se si definiscono "presunti" non dovrebbero per logica finire al muro.Ma c'è qualcosa che mi irrita di più.
Quel “a casa loro” non esprime forse un rimpianto? “Ah, peccato che non si possa fare lo stesso a casa nostra!”. 
Ma il gatto, così, si mangia la coda: perché importare un modello di giustizia “barbaro”, ma evidentemente ritenuto efficace per limitare simili reati? La nostra civiltà, nell'ottica leghista, non è superiore in tutto e per tutto al mondo dei barbari asiatici ? Perché ci si dovrebbe inchinare ad una pratica sbrigativa di un popolo incolto? Perché infine, se si applicasse tale legge, si dovrebbe parlare di "casa nostra" e di "casa loro", quando il sistema giuridico sarebbe uniforme e avrebbe vigore per tutti e in tutti i territori coinvolti?
Insomma, perché la Lega che è contro lo sgozzamento halal perché non fa parte del patrimonio culturale italiano, è favorevole alla pena di morte ( non esplicitamente, d'accordo, ma andatevi a leggere i commenti di qualche politico leghista e ne sentirete delle belle!) , la cui abolizione, guarda caso, è uno degli “acquis” per potersi considerare europei?

arz

domenica 9 agosto 2015

La battaglia informatica dell'Isis contro gli accademici della Crusca. Organizzazione della difesa da rivedere.

La notizia è questa: http://www.corriere.it/tecnologia/15_agosto_09/hacker-filo-isis-attaccano-sito-dell-accademia-crusca-a1dcf6dc-3e83-11e5-9ebf-dac2328c7227.shtml

L'ISIS colpisce il sito dell'Accademia della Crusca e pomposamente dichiara una guerra che è , a loro avviso, appena agli inizi. Non è un fatto da sottovalutare, tutt'altro, ma temo che senza organizzare il nostro esercito non  sia possibile affrontare il pericolo in modo onorevole.
Ai militari le armi pesanti, a chi lavora con le parole come il sottoscritto le armi leggere dell'intelligenza e, perché no?, dell'ironia.
La battaglia che parte degli italiani si accingono a combattere, a leggere con attenzione le risposte dei commentatori di questo fatto, però, mi sembra già persa. Leggete questi interventi:

( fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/toscana/hacker-dell-isis-oscurano-il-sito-dell-accademia-della-crusca_2127235-201502a.shtml)

I Romani , come tutti sanno, non riuscirono ad imporre la loro lingua in Grecia, poiché la superiorità culturale della Grecia si dimostrò vincente ed ebbe la meglio, direi a mani basse, sull'efficacia militare dell'esercito romano.
Fatte le debite proporzioni, come si può pensare di vincere l'ottusità del fondamentalismo islamico con le armi spuntatissime di una cultura traballante e incerta?
Insomma, perchè i cultori dell'“Italianità” (anche nella versione un po' trucida del nazionalismo vecchia maniera) non mostrano un po' più di passione nel coltivare l'orticello della lingua italiana?
Mi immagino gli studiosi dell'Accademia della Crusca dibattere animatamente se sia più pernicioso all'onore della nostra bella lingua l'attacco informatico dell'ISIS ( che mostra qualche inquinamento anglofilo, tra l'altro...ed è un segno evidente di debolezza, perdinci!) o la difesa sgrammaticata delle legioni di coloro che dichiarano di amare il bel paese là dove il “sì” suona, omettendone l'accento...

arz

venerdì 31 luglio 2015

Renzie, l'albatro azzoppato con commento.

RENZIE, L'ALBATRO AZZOPPATO

Sovente, per diletto, i marinai1 catturano dei Renzie, grandi
bischeri marini che seguono, indolenti2 compagni di viaggio, il
carrozzone politico scivolante sopra gli abissi amari3 della corrruzione.

Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro forzista4, goffi
e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi la grande ala verdiniana quasi fosse un remo5.

Come è intrigato e incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco
addietro così bello, com'è brutto e ridicolo! Qualcuno irrita il
suo becco con un voto contrario6, mentre il Renzie, zoppicando, mima
l'infermo7 che prima volava!

E il Renzie, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere della minoranza8, è veramente un principe decaduto delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non puo'senza la sua Ala9 di gigante avanzare di un passo.
arz

  1. Nella metafora l'Autore rappresentare l'opinione pubblica che esercita il suo diritto di critica.
  2. L'aggettivo mette in evidenza la perplessità del Poeta verso il Renzie che non si opporrebbe come dovrebbe al malcostume politico.
  3. L'aggettivo , inconsueto quando riferito agli abissi, attraverso la sinestesia esprime l'amarezza del popolo democratico per la timida opposizione alla corruzione dimostrata dal partito.
  4. L'Autore mette in evidenza la provenienza del Renzie, più vicina al mondo del Popolo della Libertà che al rosso sbiadito del PD.
  5. L'autore non allude al fratello di Romolo, ma al remo della barca del folle volo renziano. Tutti sanno che il fratello di Romolo si chiama Remolo.
  6. Si allude alla timida opposizione all'interno del PD.
  7. Si fa riferimento al “Bergolo Berlusconensis”, piccolo uccello ( absit iniuria verbis!) a cui il Renzie si ispira, modello inarrivabile, ma caduto in disgrazia temporaneamente.
  8. Il Renzie dimostra sprezzo per le minoranze quando può contare sull'appoggio dell'azzurro; ora , in difficoltà, si deve accontentare del remo verdiniano.
  9. Alleanza liberlpopolare per le autonomie.

Renzie, l'albatro azzoppato.

Facile parodia della lirica di C. Baudelaire.


Renzie

Sovente, per diletto, i marinai catturano dei Renzie, 
grandi bischeri marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il
carrozzone politico scivolante sopra gli abissi amari della corruzione.

Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell'azzurro forzista, goffi
e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi la grande ala verdiniana quasi fosse un remo.

Come è intrigato e incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco
addietro così bello, com'è brutto e ridicolo! Qualcuno irrita il
suo becco con un voto contrario, mentre il Renzie, zoppicando, mima
l'infermo che prima volava!

E il Renzie, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere della minoranza democratica, è veramente un principe decaduto delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, 
non può senza la sua Ala di gigante avanzare di un passo.

arz

N.B. E' disponibile un commento del testo. Vedi il post: http://graffidigesso.blogspot.it/2015/07/renzie-lalbatro-azzoppato-con-commento.html

mercoledì 1 luglio 2015

Una faza una raza. L'esperimento sul corpo vivo della Grecia.



Se non vi accontentate di una vignettina e avete un po' di tempo, leggetevi questo articolo:
http://www.sinistrainrete.info/estero/4627-alberto-bagnai-cosa-sapete-della-grecia-fact-checking.html
Purtroppo, le polpette avvelenate dell'informazione compiacente hanno addormentato l'opinione pubblica. Non sento molte voci discordi nell'attribuire alla Grecia tutti i mali della crisi. 
Io credo che la Grecia sia un esperimento sociale in corpore vivo. 
Insomma, come è successo, non è poi accaduto tanto tempo fa, con l'avvento dei colonnelli in terra ellenica per vedere se potesse attecchire un modello dittatoriale alla sudamericana in Europa, tanto per fare un esempio... Forse il concetto di democrazia incomincia a dare un po' di fastidio, figuriamoci la democrazia vera e propria!.
arz

Translate