venerdì 2 marzo 2012

Alterati in agguato: pecorelle e cretinetti



Tanto per specificare meglio il concetto espresso nel post precedente: usare un vezzeggiativo non vuol dire sminuire il senso di ciò che si sta dicendo. Se do del "cretinetti" ( o della "pecorella") al mio prossimo non sto esercitando una forma di "criptoironia": sto solo aggiungendo sale alla ferita.
Chi pensa, esprimendosi così, di tirare il sasso e di ritirare la mano sta prendendo un grosso abbaglio; si comporta come il bambino che, con le mani nella marmellata e nella pania delle conseguenze di ciò che ha combinato, dice: "Non l'ho fatto apposta".  ( Questa considerazione sull'infantilismo del mondo adulto è una suggestione che mi viene dalla presentazione di Giorgio Vasta del suo libro "Spaesamento").
Insomma, è una forma di comunicazione che si addice o a una pecora con le zanne o a un lupo con il vello sulle spalle.
Usare gli alterati altera solo un po' la parola, ma , in particolare, noi, e molto!, e il nostro prossimo ( che generalmente si incazza...)
©arz 
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