giovedì 22 dicembre 2011

Fiction


Mills dice che tutto ciò che ha riferito su Berlusconi è una fiction (“It's all fiction”).
La parolina inglese sappiamo tutti com'è entrata nella nostra lingua: la televisione berlusconiana ne ha permesso la penetrazione capillare nel linguaggio di tutti i giorni.
Il significato è noto a tutti: “racconto fantastico, narrazione di eventi immaginari “e così via...
La parola ha un'origine latina nobile: “fingo”, nel senso di “creare”, plasmare con le mani o con la mente 
( vedi il leopardiano “e nel pensier mi fingo" nell' “Infinito”).
La finzione è opera creativa, è il plasmare la realtà con le proprie mani per creare il bello, il sublime.
La parola, dunque, è nobilissima, ma nelle parole dell'avvocato viene usata come foglia di fico per nascondere paroline banali banali: bugia, balla, falsità et similia.
Insomma, siamo nell'ambito linguistico dell'eufemismo dove l'errore diventa refuso e la realtà diventa creta molle, qualcosa di plasmabile rispetto alle nostre opportunità e convenienze.
E il bello ce lo scordiamo, of course.
Gli inquinatori della nostra lingua, anche in questo caso, hanno avuto la meglio.
©arz
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